Upb, rischio tempi più lungi per attuazione riforma fisco


Nel ddl delega di riforma fiscale ”mancano alcuni elementi di indirizzo fondamentali per un ridisegno complessivo e organico del sistema tributario”, anche a causa ”dell’eterogeneità dell’indirizzo politico”
. Si corre il rischio di ”allungare i tempi di attuazione della delega stessa visto che, di volta in volta, andranno trovati accordi sulle modalità di realizzazione dei diversi punti”. L’Ufficio parlamentare di bilancio, nella memoria trasmessa in commissione Finanze alla Camera, analizza il disegno di legge evidenziando i sui punti deboli. In primo luogo ”non si affrontano questioni rilevanti come le principali cause dell’erosione dell’imposta e delle basi imponibili e come giungere a una razionalizzazione e riduzione delle tax expenditures”.  

Alla riforma fiscale è collegata la nuova Irpef che, secondo l’Upb, ”si potrebbe configurare come un anticipo di attuazione della delega”. La manovra, ricorda l’Ufficio parlamentare di bilancio, ”prevede che una parte degli 8 miliardi destinati dal 2022 alla riduzione della pressione fiscale siano utilizzati in ambito Irpef per diminuire il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive. Si tratta di un obiettivo in linea con quanto indicato nell’articolo in esame con riferimento all’imposta progressiva”.  

Tornando al ddl delega, l’Upb sottolinea che anche se principi e criteri individuati ”sono condivisibili”, talvolta risultano ”troppo indeterminati”. ”Ciò riflette, da un lato, l’eterogeneità dell’indirizzo politico e, dall’altro, il fatto che la formulazione del ddl delega non sia stata preceduta dai lavori di una Commissione di esperti volti a un ridisegno complessivo e omogeneo dell’intero sistema tributario”. ”Ciò rischia, da un lato, di richiedere nell’immediato un ampio sforzo parlamentare per integrare alcuni di questi elementi e, dall’altro, di allungare i tempi di attuazione della delega stessa visto che di volta in volta andranno trovati accordi sulle modalità di realizzazione dei diversi punti del ddl delega”. 

L’Ufficio parlamentare di bilancio nella memoria evidenzia gli ”aspetti presenti nel dibattito sulle criticità del nostro sistema tributario, a cui il ddl delega dovrebbe dedicare maggiore attenzione e approfondimento”. Le osservazioni dell’Upb mirano inoltre a ”evidenziare aspetti che richiedono un migliore coordinamento interno tra le varie linee di intervento prospettate dalla riforma”. Per quanto riguarda gli effetti finanziari derivanti dall’attuazione della, ”non viene esplicitamente escluso che la riforma possa essere finanziata con il ricorso all’indebitamento netto, con conseguenze negative sull’equilibrio dei conti pubblici”, osserva l’Upb. ”Dato lo stato attuale di questi ultimi, il finanziamento della riforma deve avvenire prioritariamente attraverso una ricomposizione del prelievo”. 

 

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