Università, per i 570mila fuorisede spese fino a 8.000 euro l’anno


Sui 1,7 milioni di studenti universitari ad oggi sono 570.000 sono fuori sede ed i beneficiari di borse di studio sono circa 223.0003. E’ il dato chiave del Mur diffuso dal Ccum che oggi ha dato il via ai bandi di ammissione ai 52 Collegi universitari di merito per l’anno accademico 2021-22, una ‘competizione’ che vede gli studenti accedere per meriti scolastici – indipendentemente dal reddito- ad una borsa di studio e ad un percorso formativo personalizzato. In questo quadro, il Ccum sottolinea che considerato che i posti disponibili in studentati universitari e collegi sono circa 40.0004, emerge che almeno 300.000 fuori sede vivono in appartamenti in affitto, senza percepire borse di studio, con spese comprese tra i 6.500 e gli 8.000
euro all’anno compreso vitto, alloggio, utenze e accesso a internet.  

Invece, rileva ancora il Ccum, un anno in un Collegio di merito, tenendo conto che le borse di studio erogate da queste strutture coprono dal 30% al 100% delle spese, ha un costo medio rimanente, a carico dei ragazzi, compreso tra i 5.000 e i 6.000 euro, inclusi percorso formativo personalizzato, vitto, alloggio, utenze, internet, utilizzo dei luoghi di studio e svago interni alle strutture.  

Già oggi in Italia sono oltre 4.000 gli studenti vivono e studiano nei Collegi di merito, enti non profit in cui gli studenti, oltre a usufruire di vitto e alloggio, seguono un percorso formativo ulteriore rispetto agli studi universitari, prevalentemente orientato alla preparazione al mondo del lavoro.  

Rimasti anche durante la pandemia, i Collegi hanno registrato nel 2020 un aumento delle richieste di ammissione del 12%. “L’esperienza dei Collegi, dove i ragazzi vivono e studiano insieme, va in questa direzione e l’auspicio è che i 960 milioni di euro previsti dal Piano di Ripresa e Resilienza, Pnrr, per la realizzazione di alloggi per studenti, servano non solo alla costruzione di edifici ma a promuovere un modello di ‘campus’ con precisi criteri qualitativi, dove studio, vita universitaria e scambio culturale possano andare di pari passo” afferma Vincenzo Salvatore, presidente della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (Ccum).
 

“La didattica nelle università deve tornare in presenza e deve favorire il più possibile e in sicurezza l’incontro e lo scambio di conoscenze tra gli studenti” sottolinea Salvatore. E, in questa ottica, il presidente assicura che “il Ccum è disponibile a lavorare con il Ministero dell’Università e della Ricerca, gli Atenei e tutte le istituzioni per favorire questo processo”.  

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