Ucraina-Russia, news oggi tempo reale: notizie ultima ora 19 maggio


Guerra Ucraina, la Russia espelle 24 diplomatici italiani come misura di ritorsione per l’espulsione di funzionari russi. Le stesse decisioni per i diplomatici di Francia (34 espulsioni) e Spagna (27). E, di fronte all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato, fa sapere che la reazione sarà commisurata alla presenza militare dell’Alleanza nei territori di questi due Paesi. Ma, in ogni caso, la sicurezza della Federazione russa sarà “assicurata”. Ecco le news di oggi: 

ore 9.58 – L’intensità dei bombardamenti nel Donbass non sta diminuendo. La scorsa notte, le truppe russe hanno colpito anche la regione di Dnipropetrovsk. Lo riferiscono le amministrazioni militari e civili regionali, secondo cui in particolare la comunità di Zelenodolsk è stata colpita più volte da razzi ‘Gradiv’ e ‘Hurricanes’. Negli attacchi sono state distrutte più di 10 case, mentre non è noto il numero di feriti. 

ORE 9.47 – Due comandanti del battaglione Azov sono stati inseriti in Russia nella lista dei ricercati. Lo ha reso noto il ministero degli Interni. Si tratta di Sergey Velichko, 28 anni, e di Konstantin Nemichev, di 26. Entrambi sono originari di Kharkiv. Il Comitato inquirente ha accusato in contumacia Velichko e Nemichev di complicità in un attentato alla vita di almeno otto soldati russi nella regione di Kharkiv. 

ORE 9.40 – “Durante la mia recente visita negli Stati Unti ho chiesto al presidente Biden sostegno per un’iniziativa condivisa che sblocchi milioni tonnellate di grano bloccato nel Sud dei porti dell’Ucraina. In altre parole che queste navi che portano questo grano siano lasciate passare e i porti sminati. In altre parole tutte le parti in causa dovrebbero aprire una parentesi di collaborazione per evitare una crisi umanitaria che farebbe morire milioni di persone nella parte più povera del mondo”. Così il premier Mario Draghi in aula al Senato. 

ORE 9.34 – Hanno lasciato l’acciaieria Azovstal, a Mariupol, oltre la metà dei combattenti ucraini che vi erano asserragliati. Lo ha annunciato Denis Pushilin, leader dell’autoproclamata repubblica filo-russa di Donetsk (Dpr), citato dall’agenzia Tass. Secondo le autorità russe e della Dpr, sono circa 960 i difensori di dell’acciaieria che si sono arresi finora. I feriti sarebbero stati ricoverati, mentre – secondo Kiev – gli altri sarebbero stati portati in un centro di detenzione a Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filo-russi. 

ORE 9.32 – “L’Italia si muoverà con i partner europei e gli alleati per cercare ogni possibile opportunità di mediazione ma dovrà essere l’Ucraina e nessun altro a decidere quale pace accettare, anche perchè una pace che non fosse accettabile per l’Ucraina non sarebbe neanche sostenibile”. Così il premier Mario Draghi al Senato. 

ORE 9.30 – “L’espulsione di 24 diplomatici italiani è un atto ostile che ricalca decisioni simili prese nei confronti di altri paesi e che rispondono alla decisione di espellere diplomatici russi dall’Italia e da altri paesi Ue”. Così il premier Mario Draghi al Senato. Ma “è essenziale mantenere aperti canali di dialogo con i russi, soltanto da questi canali è possibile aprire un negoziato”.  

ORE 9.29 – “L’espulsione di 24 diplomatici italiani è un atto ostile che ricalca decisioni simili prese nei confronti di altri paesi e che rispondono alla decisione di espellere diplomatici russi dall’Italia e da altri paesi Ue”. Così il premier Mario Draghi al Senato. Ma “è essenziale mantenere aperti canali di dialogo con i russi, soltanto da questi canali è possibile aprire un negoziato”. 

ORE 9.19 – Ammonterebbero a 28.500 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. 

Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 28.500 uomini, 1.254 carri armati, 3.063 mezzi corazzati, 595 sistemi d’artiglieria, 199 lanciarazzi multipli, 93 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 203 aerei, 167 elicotteri, 2.157 autoveicoli, 13 unità navali e 455 droni. 

ORE 9.10 – “Non ci offrite un cessate il fuoco – E’ impossibile senza il totale ritiro delle forze russe”, ha scritto in un tweet il consigliere del Presidente ucraino Volodymir Zelensky, Mikhailo Podolyak. “L’Ucraina non è interessata a un nuovo ‘Minsk’ (il riferimento è agli accordi di pace sottoscritti nella capitale della Bielorussia nel 2014 e nel 2015 mai attuati, ndr) e alla ripresa della guerra nel giro di pochi altri anni”, ha aggiunto. “Fino a che la Russia non è disposta a liberare completamente i territori occupati, i nostri negoziatori sono le armi, le sanzioni e i soldi”, ha quindi sottolineato”. 

ORE 8.52 – Nelle ultime settimane Mosca ha licenziato diversi alti ufficiali che avrebbero commesso gravi errori durante le fasi iniziali dell’invasione dell’Ucraina. Lo scrive l’intelligence britannica, citando tra i ‘silurati’ il generale Serhiy Kisel, “sospeso per non essere riuscito a conquistare Karkhiv”, ed il vice ammiraglio Igor Osipov, che comandava la Flotta russa nel Mar Nero e il cui licenziamento sarebbe dovuto all’affondamento dell’incrociatore Moskva, mentre il capo di Stato maggiore russo, Valeriy Gerasimov, è “probabilmente” al suo posto, “ma non è chiaro se ha ancora la fiducia del presidente Putin”. 

ORE 8.16 – “Penso che a questo stadio sia importante stare calmi, avere discussioni con la Turchia e con tutti gli altri Paesi membri, rispondendo a domande che possono esserci e correggendo eventuali malintesi. Ogni problema può essere risolto con la discussione e la buona volontà”. Lo ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera la premier della Finlandia, Sanna Marin, commentando le resistenze della Turchia riguardo l’ingresso del suo Paese nella Nato. 

ORE 8.15 – Sono 231 i bambini uccisi e 427 quelli rimasti feriti in ucraina dal 24 febbraio, giorno dell’inizio della guerra con la Russia. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero di vittime si registra nelle regioni di Donetsk, di Kiev, di Kharkiv e di Chernihiv. 

I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe hanno danneggiato 1.828 istituzioni educative, delle quali 171 sono andate completamente distrutte. 

ORE 8.14 – Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria in data odierna ha eseguito nr. 2 decreti di congelamento emessi dal Comitato di Sicurezza Finanziaria nei confronti della Pjsc United Aircraft corporation, una societa russa inserita nella black list della Ue. 

Le risorse economiche colpite dal provvedimento in quanto riconducibili, direttamente e/o indirettamente alla lista, ammontano a circa 150 milioni di euro e consistono in parte del capitale sociale della Superjet International S.p.A., con sede in Venezia, e in nr. 5 velivoli. 

ORE 8 – La Polonia trasferirà 25.000 tonnellate di benzina dalle sue riserve al mercato ucraino a partire dal prossimo 23 maggio. Lo ha detto alla radio polacca, il vice primo ministro ucraino Yulia Sviridenko, ricordando che prima della guerra l’Ucraina riceveva il 97% del carburante da Russia e Bielorussia, ma ora queste fonti di approvviggionamento non sono disponibili. Inoltre, secondo il vice primo ministro, la carenza di carburante risente della distruzione della raffineria di Kremenchug. 

ORE 7.55 – Un civile è rimasto ucciso in un “attacco nemico” sferrato all’alba contro il villaggio russo di Tyotkino, vicino al confine con l’Ucraina. Lo ha annunciato il governatore russo della regione colpita, Roman Starovoit, precisando che nei bombardamenti sono stati colpiti diversi edifici, tra cui una fabbrica di alcolici. 

“Un altro attacco nemico a Tyotkino, avvenuto all’alba, purtroppo si è concluso in tragedia”, ha dichiarato su Telegram, pubblicando alcune immagini che mostrano edifici danneggiati. 

ORE 7.45 – La reazione russa all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato sarà commisurata alla presenza militare dell’Alleanza nei territori di questi due Paesi, ma in ogni caso la sicurezza della Federazione Russa sarà “assicurata”. Lo ha affermato Valentina Matvienko, presidente del consiglio della Federazione Russa, la Camera Alta del Parlamento, in un’intervista al quotidiano Izvestia. 

“In termini militari la reazione della Russia sarà proporzionata e adeguata alla presenza della Nato nei territori di questi due Stati, a che tipo di armi verranno schierate. Ma posso garantire che la sicurezza della Russia sarà sicuramente assicurata”, ha dichiarato. 

ORE 7.30 – “Vediamo che nel terzo mese di guerra su vasta scala, la Russia sta cercando di trovare la sua ‘arma meravigliosa’: tutto questo mostra chiaramente il completo fallimento dell’invasione”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Vladimir Zelensky, nel suo consueto discorso notturno nel quale ha commentato l’utilizzo di armi laser in Ucraina, confermato dalle autorità russe. Mosca ha “paura di ammettere che sono stati commessi errori catastrofici ai più alti livelli militari e politici”, ha proseguito Zelensky. 

Nei giorni scorsi il vice primo ministro russo, Yury Borisov, ha confermato che “i primi prototipi” di armi laser, che causano “la distruzione fisica del bersaglio”, sono già “utilizzati” in Ucraina. L’arma si chiama Zadira. 

ORE 7.15 – Bloccando le esportazioni di grano dall’Ucraina, la Russia sta usando la fame come arma di guerra. A muovere l’accusa è stata la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, nel corso di un incontro alle Nazioni Unite a New York. 

“La Russia sta conducendo questa guerra con altre armi terribili e potenti: fame e privazione. Bloccando i porti ucraini, distruggendo silos, strade e ferrovie, la Russia ha lanciato una guerra del grano, alimentando una crisi alimentare globale”, ha detto Baerbock. 

“Lo sta facendo in un momento in cui milioni di persone sono già minacciate dalla fame, in particolare in Medio Oriente e Africa, a causa degli effetti devastanti della crisi climatica, della pandemia di Covid e dei conflitti che imperversano nelle loro stesse regioni”, ha aggiunto. 

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