Ucraina-Russia, news oggi 22 febbraio – Ultime notizie


Crisi Ucraina-Russia, il presidente russo Putin ha riconosciuto le repubbliche filo russe del Donbass, Lugansk e Donetsk. I media fanno riferimento all’ingresso di reparti russi nei territori. Kiev chiede di cancellare il riconoscimento e di tornare al tavolo negoziale, Mosca afferma di essere ancora aperta alla diplomazia ma allo stesso tempo minaccia l’Ucraina di ulteriori conseguenze in caso di “piani militari”.  

ORE 12.20 – La Germania ha deciso la sospensione dell’autorizzazione del gasdotto Nord Stream 2 con la Russia dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto l’indipendenza delle due repubbliche separatiste autoproclamate di Luhansk e Donetsk. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz spiegando che ”oggi è la situazione è completamente diversa” e ”per questo dobbiamo rivalutare questa situazione, alla luce degli ultimi sviluppi”. 

ORE 12.19 – La Casa Bianca sta valutando diverse misure da adottare per rispondere all’eventuale rialzo dei prezzo di gas e petrolio provocato dalle ostilità con la Russia, compreso un nuovo rilascio delle riserve strategiche di petrolio. E’ quanto riferiscono fonti dell’amministrazione riferendo dei piani di emergenza che sta mettendo a punto la Casa Bianca nel caso in cui la Russia, per rispondere alle sanzioni per l’invasione dell’Ucraina, dovesse rispondere tagliando le forniture di petrolio e di gas all’Europa ed altre parti del mondo. 

ORE 12.18 – I rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Ue avrebbero trovato stamani a Bruxelles un ok di principio su un pacchetto di sanzioni mirate, dopo il riconoscimento delle repubbliche secessioniste del Donbass, che sarà sottoposto ai ministri degli Esteri nel Consiglio straordinario di questo pomeriggio a Parigi.  

ORE 12.11 – La Russia riconosce le autoproclamate Repubbliche popolari di Luhansk e Donetsk, vale a dire i territori “entro i quali la leadership delle due Repubbliche esercita autorità e giurisdizione”, ha spiegato il ministero degli Esteri, rilanciato dall’agenzia Ria Novosti. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ripetuto più volte la formula secondo cui Mosca riconoscerà le repubbliche separatiste “entro i confini che si sono date”. In gioco c’è il riconoscimento anche di porzioni di territorio delle due regioni amministrative ora controllate da Kiev (Mariupol, per esempio). Peskov ha rifiutato di precisare se la Russia riconoscerà o meno regioni che includano città come Mariupol. 

ORE 12.10 – “Non prestiamo attenzione ai vari commenti dei media britannici”. E’ la replica alla Tass del capo del comitato organizzatore di San Pietroburgo, Alexey Sorokin, alla notizia apparsa sul ‘Guardian’ secondo cui alla luce della crisi tra Ucraina e la Russia l’Uefa “non potrebbe avere altra scelta” se non quella di spostare la finale di Champions League programmata per il 28 maggio a San Pietroburgo. 

“Ci siamo occupati di questo negli ultimi 15 anni, dal 2008, quando si supponeva che qualcosa ci sarebbe stato portato via -ha aggiunto Sorokin riferendosi a quando la Russia ha tenuto la finale di Champions League a Mosca nel 2008-. Ci stiamo preparando per la finale come previsto. Stiamo aspettando l’arrivo di oltre 50.000 tifosi stranieri”.
 

ORE 11.59 – Mosca è sempre pronta a dialogare con Washington e la decisione di riconoscere l’indipendenza delle due repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk non modifica questa volontà. Lo ha riferito la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, intervenendo sul canale YouTube Solovyov Live, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “Anche nei momenti più difficili siamo pronti per il negoziato”, ha detto, “siamo sempre a favore della diplomazia”, ha aggiunto. 

ORE 11.57 – E’ “inaccettabile” il riconoscimento da parte della Russia delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk. Parola di Recep Tayyip Erdogan. La Turchia, ha detto secondo dichiarazioni riportate dall’agenzia Anadolu, “considera inaccettabili le mosse della Russia” e “fa “appello alle parti a rispettare il diritto internazionale e il buonsenso”. 

ORE 11.56 – La mossa di Vladimir Putin di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste dell’Ucraina ed ordinare l’ingresso di truppe, ha messo nelle ultime ore gli Stati Uniti di fronte al “non facile dilemma se questo costituisca o no invasione”. E’ quanto scrive oggi il Washington Post, notando che immediatamente dopo il discorso di Putin la Casa Bianca ha annunciato delle sanzioni, limitate agli investimenti nel Donbass, specificando che non si tratta di quelle severissime minacciate in caso di invasione. 

L’incertezza riguardo alla risposta da dare alle azione della Russia sembra essere provocata intenzionalmente da Putin, spiega al Post Ian Bremmer. “Se io avessi consigliato Putin io gli avrei detto di fare questo perché ora abbiamo un problema” continua l’analisi del presidente di Eurasia Group, sottolineando che il presidente russo “non è entrato” completamente in Ucraina deliberatamente perché “l’intero obiettivo è non rendere facile la risposta dell’Occidente”. 

ORE 11.51 – Alla luce della crisi con l’Ucrania, la Uefa potrebbe decidere di privare la Russia della finale di Champions League in programma a San Pietroburgo il 28 maggio. A quanto riporta il ‘Guardian’ l’Uefa sta monitorando l’evolversi della situazione ma, al momento, non è stato attuato nessun piano immediato per il cambio di sede. La posizione attuale della Uefa rimane che la partita si giocherà a San Pietroburgo, ma è chiaro che la situazione è in evoluzione, con i funzionari che stanno valutando piani di emergenza. 

ORE 11.49 – Il ministro degli Esteri siriano Faisal Mekdad ha espresso il “pieno sostegno” di Damasco al riconoscimento della sovranità di Donetsk e Luhansk da parte della Russia. “Sta accedendo qualcosa di molto importante ora. La dichiarazione di ieri di Vadimir Putin è una pietra miliare storica”, ha affermato, citato dalla Tass. 

ORE 11.48 – ”La minaccia all’Ucraina è una minaccia alla sicurezza dell’Europa” tutta. Lo ha detto il presidente dell’Estonia, Alar Karis, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Kiev con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo Karis va lasciata aperta una porta all’Ucraina perché possa far parte della Nato e dell’Unione europea. ”Voi appartenente all’Europa”, ha detto rivolto al presidente ucraino.  

ORE 11.47 – “La Russia non sta invadendo l’Ucraina. Poi, per carità, tutto può accadere ma credo che Putin (e non solo) tutto voglia fuorché una guerra. Oltretutto se per le truppe russe invadere l’Ucraina potrebbe esser semplice, controllare un territorio vasto e in gran parte ostile ai russi è un’operazione impossibile. Ieri la Russia, in una fase di stallo dei negoziati, si è limitata a formalizzare l’esistenza (dunque riconoscere) di due repubbliche separatiste e russofone: la Repubblica Popolare di Doneck e quella di Lugansk. Si tratta di territori che la Russia controlla politicamente e militarmente da otto anni. Nulla di nuovo dunque e, per adesso, nulla di particolarmente preoccupante (posto che in tali contesti la situazione può sempre precipitare velocemente)”. Così su Facebook Alessandro Di Battista. 

“La Russia, giustamente, chiede garanzie – prosegue Di Battista – riguardo la neutralità futura dell’Ucraina. Un’eventuale entrata (oggi impossibile ma domani chissà) dell’Ucraina nella Nato rappresenterebbe una minaccia inaccettabile per Mosca. Come inaccettabile (tant’è che si arrivò a rapidi negoziati) fu l’istallazione di impianti missilistici sovietici a Cuba, a poche centinaia di km dalla Florida, nell’ottobre del 1962. E’ difficile che la Russia possa ottenere un documento scritto (un trattato, per intenderci) che attesti un assoluto diniego da parte della Nato di aprire in futuro le porte all’Ucraina. Ad ogni modo con la mossa di ieri, definita da una serie di analisti, più teatrale che sostanziale, Putin allontana per qualche anno tale ipotesi. D’altro canto come potrebbe mai la Nato fare entrare nell’alleanza un paese che non controlla il proprio territorio?”. 

ORE 11.46 – Il Parlamento russo ha ratificato gli accordi di collaborazione politica e militare con le due repubbliche separatiste ucraine di Dontetsk e Luhansk, dopo il riconoscimento firmato ieri dal presidente Vladimir Putin. La Duma, la Camera bassa del Parlamento, ha votato gli accordi all’unanimità, con 400 voti favorevoli. Stamani, i parlamenti delle due repubbliche avevano ratificato il “Trattato di amicizia e cooperazione con la Federazione russa”. 

ORE 11.40 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto l’interruzione ”immediata” del progetto Nord Stream 2 tra Germania e Russia dopo che Vladimir Putin ha riconosciuto l’indipendenza delle due repubbliche separatiste autoproclamate di Luhansk e Donetsk. Parlando nel corso di una conferenza stampa con il presidente dell’Estonia, Zelensky ha invitato gli alleati occidentali ad adottare una posizione dura e ”sanzioni immediate” nei confronti della Russia e a non aspettare l’escalation della crisi. Tra le sanzioni, ha chiesto ”l’arresto immediato del Nord Stream 2”. 

ORE 11.39 – Teheran chiede “moderazione” sulla crisi ucraina e non risparmia accuse a Usa e Nato dopo il riconoscimento da parte della Russia delle repubbliche autoproclamate del Donbass e l’invio di truppe nella regione orientale dell’Ucraina. L’Iran, che sollecita il “dialogo”, fa “appello a tutte le parti a evitare azioni che potrebbero aggravare le tensioni”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica, Saeed Khatibzadeh, in dichiarazioni riportate dall’agenzia Mehr. “Purtroppo le interferenze della Nato e le mosse provocatorie guidate dagli Usa hanno complicato le condizioni nella regione”, ha affermato, aggiungendo che Teheran segue “con grande attenzione” gli sviluppi. 

ORE 11.32 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta valutando di interrompere i rapporti diplomatici con la Russia dopo che Vladimir Putin ha riconosciuto l’indipendenza delle due repubbliche separatiste autoproclamate di Luhansk e Donetsk, nell’Ucraina orientale. Lo ha detto lo stesso Zelensky nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente dell’Estonia. 

Zelensky ha spiegato che sta valutando la proposta del suo ministero degli Esteri sull’interruzione dei rapporti diplomatici con Mosca. ”Ho ricevuto dal ministero degli Esteri una richiesta di considerare la questione dell’interruzione delle relazioni diplomatiche tra Ucraina e Russia. Dopo questa conferenza stampa, prenderò in considerazione questo problema e non solo questo”, ha detto. 

ORE 11.31 – “Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di un’inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia”. Così il premier Mario Draghi, aprendo il suo intervento alla cerimonia al Consiglio di Stato. 

ORE 11.29 – L’invasione russa dell’Ucraina “è iniziata”. Lo afferma il ministro britannico della Salute, Sajid Javid, che intervenendo a Sky News ha rilevato che dopo il riconoscimento delle due repubbliche separatiste nell’est dell’Ucraina, Mosca ha “inviato carri armati e truppe” in questi territori. “Da questo possiamo dedurre che l’invasione dell’Ucraina è iniziata”. Le parole di Javid, membro influente del governo Johnson, anticipano quindi quello che potrebbe essere l’atteggiamento di Londra riguardo a sanzioni immediate con cui colpire la Russia di Vladimir Putin. 

Javid ha inoltre annunciato che oggi il premier Johnson farà una dichiarazione alla Camera dei Comuni. 

ORE 11.27 – “Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di un’inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia”. Così il premier Mario Draghi, aprendo il suo intervento alla cerimonia al Consiglio di Stato. 

ORE 11.16 – La Lettonia ha convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata russa a Riga al ministero degli Esteri. Stando ad una dichiarazione, l’aggressione russa all’Ucraina e il riconoscimento delle regioni separatiste del Donbass sono stati condannati nei termini più duri. 

ORE 11.11 – “Grande preoccupazione per le notizie che arrivano dall’Ucraina e che coinvolgono la stabilità di tutta l’Europa. Fratelli d’Italia, convinto da sempre che il rispetto del diritto internazionale sia alla base della convivenza pacifica tra gli Stati, condanna fermamente il riconoscimento unilaterale da parte della Federazione russa delle repubbliche separatiste del Donbass”. E’ quanto scrive Giorgia Meloni, presidente di Fdi, dopo l’escalation della crisi in Ucraina 

“Difendiamo – sottolinea Meloni – il diritto degli Stati sovrani e democratici dell’Est Europa di scegliere liberamente il loro destino occidentale ed europeo. Fratelli d’Italia sostiene l’appartenenza dell’Italia al blocco occidentale e alla Nato senza ambiguità, soprattutto di fronte a crisi di ampia portata come questa. Sosterremo ogni iniziativa per difendere l’integrità territoriale degli Stati europei”. 

ORE 11.08 – “Oggi pomeriggio qui a Parigi si terrà il consiglio europeo dei ministri degli Affari Esteri in cui daremo l’ok politico alle sanzioni nei confronti della Russia: quello che è avvenuto ieri con il riconoscimento da parte della Russia delle due repubbliche autoproclamate del Donbass è inaccettabile e l’Italia è assolutamente convinta nel procedere sulla strada delle sanzioni”. A dichiararlo questa mattina a Parigi, dove nel pomeriggio si terrà il Consiglio dei ministri degli Esteri Ue, è stato il capo della diplomazia italiana, Luigi di Maio. 

ORE 11.07 – Nelle ultime 24 ore, la Russia ha accolto altre migliaia di rifugiati in fuga dalle autoproclamate repubbliche del Donbass: “Nelle ultime 24 ore – ha annunciato il servizio di intelligence interno, Fsb, dalla regione di Rostov, secondo quanto riporta la Tass – oltre 20mila cittadini evacuati dai territori della Repubbliche del Donbass hanno attraversato il confine attraverso i checkpoint”. Oltre 11mila di loro sono stati trasferiti verso altre regioni. Stando ai dati della Russia, oltre 90mila persone hanno già abbandonato ad oggi le regioni di Donetsk e Luhansk, nel Donbass. 

ORE 10.57 – ”Siamo abituati” alle sanzioni, che ”verranno imposte comunque. Con o senza un motivo”. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha risposto alle sanzioni annunciate dai Paesi europei e dagli Stati Uniti dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato il riconoscimento di due repubbliche separatiste nel Donbass. 

“I nostri colleghi europei, americani e britannici non si fermeranno e non si calmeranno finché non avranno esaurito tutte le loro possibilità per la cosiddetta ‘punizione della Russia”’, ha detto Lavrov. ”Ci stanno già minacciando con ogni sorta di sanzioni o, come si dice ora, ‘la madre di tutte le sanzioni’. Bene, ci siamo abituati. Sappiamo che le sanzioni verranno comunque imposte, in ogni caso. Con o senza motivo”, ha aggiunto. 

ORE 10.51 – “I nostri colleghi europei, americani e britannici non si fermeranno e non si calmeranno finché non avranno esaurito tutte le loro possibilità per la cosiddetta ‘punizione della Russia”’, ha detto Lavrov. ”Ci stanno già minacciando con ogni sorta di sanzioni o, come si dice ora, ‘la madre di tutte le sanzioni’. Bene, ci siamo abituati. Sappiamo che le sanzioni verranno comunque imposte, in ogni caso. Con o senza motivo”, ha aggiunto. 

ORE 10.49 – “Oggi pomeriggio qui a Parigi si terrà il consiglio europeo dei ministri degli Affari Esteri in cui daremo l’ok politico alle sanzioni nei confronti della Russia: quello che è avvenuto ieri con il riconoscimento da parte della Russia delle due repubbliche autoproclamate del Donbass è inaccettabile e l’Italia è assolutamente convinta nel procedere sulla strada delle sanzioni”. A dichiararlo questa mattina a Parigi, dove nel pomeriggio si terrà il Consiglio dei ministri degli Esteri Ue, è stato il capo della diplomazia italiana, Luigi di Maio. 

“Continueremo a coordinarci con i nostri partner europei, con i nostri alleati, continueremo a lavorare in stretto coordinamento, perché quello che è avvenuto ieri ad opera della Russia sul riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate è un gravissimo ostacolo ad una soluzione diplomatica di questa crisi”, ha concluso. 

ORE 10.46 – La decisione del presidente russo Vladimir Putin di riconoscere l’indipendenza di due regioni separatiste nell’Ucraina orientale è un passo ulteriore verso la ricostruzione dell’Unione sovietica. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov. ”Il Cremlino ha compiuto un altro passo verso la ricostruzione dell’Unione sovietica. Con il nuovo Patto di Varsavia e il nuovo muro di Berlino”, ha detto Reznikov. 

ORE 10.27 – “Non lasciare nulla di intentato per evitare che alla gravissima precipitazione di queste ore segua un ulteriore drammatico aggravamento della crisi”. È l’appello che è venuto dall’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, della Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati, riunito questa mattina sugli sviluppi della crisi in corso tra Russia e Ucraina. L’Ufficio di Presidenza ha deliberato che la Commissione sia convocata in modo permanente per seguire tempestivamente gli sviluppi della crisi. 

In mattinata, il Presidente Fassino prenderà contatti per consultazioni con i Presidenti delle Commissioni Esteri della Verkhovna Rada ucraina, della Duma di Stato russa e dei Parlamenti dei principali Paesi europei e degli Stati Uniti. Nella giornata di oggi, alle ore 14, la Commissione svolgerà l’audizione dell’Ambasciatore Maurizio Massari, Rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York. 

ORE 10.26 – Le autorità delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, nell’est dell’Ucraina, hanno approvato oggi leggi di ratifica dei Trattati di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca con la Russia, all’indomani dell’annuncio di Putin sul riconoscimento delle due entità. I consigli popolari delle due repubbliche, riferisce Sputnik, hanno approvato all’unanimità le leggi di ratifica. 

ORE 10.25 – ”La Russia ha ”di fatto annesso” parte dell’Ucraina e questo è ”un fatto gravissimo” che dovrebbe ”preoccupare tutti noi in Europa”. Lo ha detto il ministro della Difesa britannico Ben Wallace parlando a una riunione delle Forze di spedizione congiunte. L’Ucraina ”è uno stato sovrano, uno stato democratico in Europa. Tutti noi in Europa dovremmo essere preoccupati e non esitare a decidere azioni che possano far desistere il presidente Putin a minacciare la Nato, ma anche l’Europa e, ancora più importante, i nostri valori”, ha aggiunto. 

ORE 10.10 – Il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che il Regno Unito lavorerà per far sì che “Putin fallisca” se compie un’invasione su vasta scala di Kiev, “che è ciò che sembra voler fare”. Al termine di un vertice di emergenza del comitato Cobra, Johnson ha detto che Londra continuerà a impegnarsi sul piano diplomatico. Allo stesso tempo ha affermato che “voglio solo che tutti non abbiano dubbi sul fatto che se Vladimir Putin continua su questa strada della violenza, dell’aggressione, di un’invasione su vasta scala, di accerchiare la stessa Kiev che è quello che sembra voler fare, catturare la capitale ucraina, è assolutamente vitale che quello sforzo, quella conquista di un altro Paese europeo, non vada a buon fine e che Putin fallisca”. 

10.09 – Nei confronti della Russia, dopo il riconoscimento delle repubbliche secessioniste del Donbass, “credo che dobbiamo imporre un primo pacchetto” di sanzioni. “Possiamo discutere se il pacchetto completo oppure solo alcuni elementi” del pacchetto. “Sono assolutamente convinto che saremo uniti”. Lo dice il ministro degli Esteri della Lettonia Edgar Rinkevics, a margine del Forum sull’Indo-Pacifico a Parigi. 

“Dobbiamo respingere questo atto imperialistico della Russia – aggiunge – dobbiamo imporre sanzioni chiare e forti alla Russia, per scoraggiare ulteriori escalation. E’ l’ora della diplomazia, ma anche di un’azione molto forte. Dobbiamo aiutare l’Ucraina anche mandando armi, perché vediamo che è sotto attacco”, conclude.  

ORE 10 – Il presidente russo Vladimir Putin ha deciso ”un’invasione su larga scala dell’Ucraina” e per questo la Gran Bretagna è pronta già oggi con una ”prima raffica di sanzioni economiche contro la Russia” che ”faranno molto male”. Lo ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson al termine della riunione straordinaria del comitato Cobra. Pronto, quindi, un “pacchetto immediato di sanzioni internazionali” necessario dopo che Putin ”ha stravolto completamente il diritto internazionale”. 

ORE 9.58 – “Approfittando del fatto che quasi tutti i ministri degli Esteri sono qui, ho convocato un Consiglio Affari Esteri d’urgenza qui a Parigi, dopo la riunione sull’Indo Pacifico. E’ un Consiglio d’urgenza informale, un Gymnich, che prenderà decisioni sulla risposta europea” alle , che assumerà la forma delle sanzioni”. Lo dice l’Alto Rappresentante Josep Borrell, a Parigi. 

“I ministri – continua Borrell – ne discuteranno la portata, su mia proposta. Le sanzioni sono competenza del Consiglio, che decide su proposta dell’Alto Rappresentante. La decisione va presa all’unanimità e sono sicuro che verrà presa all’unanimità. Non vuol dire che oggi prenderemo tutte le decisioni, ma prenderemo quelle immediate”. “Le truppe russe – sottolinea Borrell – sono entrate nel Donbass, che consideriamo parte del territorio ucraino. Non è un’invasione piena, ma le truppe russe sono su suolo ucraino”. 

ORE 9.48 – Dopo il riconoscimento da parte della Russia delle repubbliche secessioniste di Donetsk e Luhansk, “è evidente che prenderemo l’iniziativa di adottare delle sanzioni e ci riuniremo, al di là del forum sull’Indo-Pacifico che si tiene stamani, questo pomeriggio con i colleghi europei per decidere insieme le misure da adottare”. Lo dice il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian (la Francia ha la presidenza di turno del Consiglio Ue), da Parigi, dove è in corso un forum dedicato all’area dell’Indo-Pacifico, cui partecipa anche l’Alto Rappresentante Josep Borrell. Il riconoscimento delle due repubbliche, aggiunge, costituisce “una rinuncia agli accordi di Minsk. La situazione è molto grave”. L’Ue dimostrerà “fermezza”, perché si tratta di un'”azione inaccettabile della Russia”. Infine, Le Drian si aspetta che gli europei oggi dimostreranno “unità” sulle sanzioni. 

ORE 9.47 – La Russia vuole ancora impegnarsi sul piano diplomatico per il futuro dell’Ucraina. A dichiararlo, all’indomani del riconoscimento delle due repubbliche separatiste autoproclamate di Luhansk e Donetsk è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca. “Abbiamo detto anche nei peggiori momenti che siamo pronti per il processo negoziale”, ha affermato la portavoce, sottolineando che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, spera ancora di poter incontrare il segretario di stato americano Antony Blinken giovedì. 

ORE 9.44 – ”L’attacco unilaterale all’integrità territoriale dell’Ucraina e la totale violazione del diritto internazionale da parte della Russia giustifica nuove, severe, sanzioni”. Lo ha scritto su Twitter la presidente del Parlamento europeo Roberta Mestola. ”Non lasceremo il popolo ucraino ai loro aggressori. La posizione del Parlamento europeo è chiara: siamo a fianco dell’Ucraina”, ha aggiunto. 

ORE 9.36 – Kiev “capisce che le intenzioni e l’obiettivo della Russia sono di provocare l’Ucraina”. Questo quanto affermato dal governo ucraino in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri, che ha puntato il dito contro le ultime decisioni di Mosca, che “possono significare il suo ritiro dagli accordi di Minsk”. “Stiamo tenendo conto di tutti i rischi e non cadiamo nelle provocazioni, visto che restiamo impegnati in un accordo politico e diplomatico del conflitto armato tra Russia e Ucraina”, si legge ancora. “Il servizio diplomatico ucraino sta usando tutto il proprio arsenale di strumenti diplomatici per evitare un’espansione del conflitto armato”. 

Il ministro degli Esteri, Dmitro Kuleba, è “in comunicazione continua con i suoi colleghi per coordinare gli sforzi diplomatici e agisce al fine di riunirsi con agenzie internazionali e vertici, attirando assistenza alla difesa e garantendo l’applicazione di severe sanzioni contro la Russia”. “Le prossime decisioni della Russia dipendono in grande misura dalla reazione globale a questi fatti”, ha concluso. 

ORE 9.26 – L’Australia ha chiuso temporaneamente la sua ambasciata in Ucraina, trasferendo il personale diplomatico in Polonia e in Romania. La scorsa settimana l’Australia aveva trasferito la propria ambasciata da Kiev a Lviv, considerata ”più sicura”. L’Australia ha condannato ufficialmente il riconoscimento delle ”repubbliche del Donbass” da parte del presidente russo Vladimir Putin e l’entrata dell’esercito di Mosca in Ucraina. 

ORE 9.22 – I rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Ue si riuniscono stamani a Bruxelles, alle 9.30, per discutere delle sanzioni da adottare nei confronti della Russia dopo il riconoscimento delle repubbliche secessioniste di Donetsk e Luhansk. E’ probabile che il tema venga in qualche misura affrontato anche nel Consiglio Affari Generali (Cag), che si riunisce stamani nella capitale belga. 

Ieri l’Alto Rappresentante Josep Borrell ha detto che avrebbe proposto ai ministri degli Esteri (non al Cag, che riunisce i ministri degli Affari Europei) sanzioni nel caso in cui Vladimir Putin avesse riconosciuto le due repubbliche, come poi è avvenuto in serata. Ieri a Bruxelles si ventilava l’adozione di un pacchetto di sanzioni meno consistente rispetto a quello che sarebbe scattato in caso di una vera e propria invasione dell’Ucraina. 

ORE 9.16 – Il governo di Kiev reclama l’imposizione di “dure sanzioni” contro la Russia al fine di inviare “un chiaro segnale” a Mosca sull’inammissibilità’ del riconoscimento dell’indipendenza delle regioni separatiste dell’est del paese. In un comunicato del ministero degli Esteri ucraino divulgato oggi, si sottolinea inoltre che “è arrivato il momento di agire per fermare l’aggressione russa e riportare la pace e la stabilità in Europa”. 

“L’Ucraina condanna la decisione della Russia di riconoscere l’indipendenza delle entità che ha creato nei territori temporaneamente occupati, le cosiddette Repubbliche popolari d Lugansk e di Donetsk”. “Con questa azione, la Russia ha sfidato in modo flagrante le norme e i principi fondamentali del diritto internazionale, la carta dell’Onu e ha violato la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina nelle sue frontiere internazionalmente riconosciute”. 

ORE 9.13 – Le borse europee aprono in forte ribasso dopo l’intervento dell’esercito russo nelle repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk. A Piazza Affari il Ftse Mib perde il 2,53% a 25.430 punti. Londra cede l’1,39%, Francoforte il 2,46% e Parigi il 2%. Fra le materie prime balza il prezzo del petrolio. Il Wti sale del 4% a 93,8 dollari al barile e il Brent del 2,40% a 95,2 dollari. Sul listino principale della piazza milanese soffrono i bancari, con Unicredit in calo del 4,26% e Bper del 3,70%. Segnano ribassi oltre i tre punti percentuali Banca Generali, Buzzi Unicem, Azimut, Tim, Nexi, Cnh Industrial e Stellantis. 

ORE 8.55 – Diversi funzionari dell’amministrazione Biden hanno discusso con il governo ucraino un piano che prevede il trasferimento del presidente Volodymyr Zelenski dalla capitale a Leopoli, vicino alla frontiera polacca, in caso di invasione russa verso la capitale Kiev. A riferirlo all’emittente NbcNews sono state due fonti dell’amministrazione a conoscenza del piano. Washington, hanno detto, considera il leader ucraino “sempre più vulnerabile”. 

Malgrado le dichiarazioni di Kiev delle ultime settimane su un’esagerazione da parte degli Stati Uniti e dell’Occidente rispetto ad una minaccia russa al paese, il governo ucraino si è preparato discretamente all’ipotesi di un’invasione, secondo le fonti. “Hanno fatto tutto il necessario per prepararsi”. Un portavoce di Zelensky ha però chiarito che il leader ucraino e il suo omologo americano, Joe Biden, non hanno discusso della partenza del presidente da Kiev. Tali conversazioni sarebbero state condotte tra funzionari di grado inferiore, secondo la NBC. 

ORE 8.53 – Il premier britannico Boris Johnson sta presiedendo una riunione di emergenza del comitato Cobra del governo a Downing Street per discutere della situazione in Ucraina. Lo riporta Sky News, anticipando che durante la riunione dovrebbe essere deciso “un significativo pacchetto di sanzioni”. 

ORE 8.48 – E’ troppo presto, secondo il ministero degli Esteri russo, discutere dei confini delle regioni separatiste nell’Ucraina orientale. Lo ha detto la portavoce del ministero Maria Zakharova all’agenzia di stampa Ria Novosti, spiegando che prima è necessario che la Russia e ”le repubbliche del Donbass” ratifichino i trattati di amicizia. Solo dopo si potranno definire i confini. 

ORE 8.43 – La Russia riconoscerà l’indipendenza dell’intera regione di Donetsk e Luhanks nell’Ucraina orientale. Lo ha dichiarato il numero due della Russia e presidente del Comitato per gli Affari post sovietici Leonid Kalashnikov. 

ORE 8.32 – Due soldati ucraini sono stati uccisi nella notte e altri 12 sono rimasti feriti da colpi di mortaio. E’ quanto si legge nel rapporto di questa mattina delle Forze congiunte ucraine diffuso dal ministero della Difesa. Sono 84 le violazioni segnalate da Kiev del cessate fuoco nelle ultime 24 ore compiute dalle forze filo-russe. In 64 violazioni sono state usate armi proibite dagli Accordi di Minsk. 

ORE 8.23 – Vladimir Putin sogna un impero russo e “in sostanza vuole che il mondo viaggi indietro nel tempo. Ad un tempo precedente le Nazioni Unite. Un tempo in cui gli imperi dominavano il mondo. Ma il resto del mondo è andato avanti . Non siamo nel 1919, siamo nel 2022”. A dichiararlo è stata Linda Thomas-Greenfield, ambasciatore americano alle Nazioni Unite. “Dobbiamo mettere in chiaro – ha aggiunto intervenendo al Palazzo di Vetro – che un attacco all’Ucraina è un attacco alla sovranità di ogni stato membro dell’Onu e alla Carta dell’Onu e andrà incontro a rapide e severe conseguenze”. 

ORE 8.05 – L’ordine di dispiegamento di truppe russe nella regione ucraina del Donbass altro non è che il primo passo di una più ampia invasione. A dichiararlo è stata Linda Thomas-Greenfield, ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, intervenendo alla riunione di emergenza dell’esecutivo Onu a New York. L’affermazione del presidente russo Vladimir Putin, che ha annunciato l’invio di una forza di pace è “senza senso”. “Si tratta chiaramente di una mossa che serve da base per il tentativo russo di creare un pretesto per un’ulteriore invasione dell’Ucraina”. Con il riconoscimento delle autoproclamate Repubbliche di Luhansk e Donetsk Putin “ha distrutto gli accordi di Minsk”. 

ORE 7.49 – La Francia ha annunciato sanzioni mirate contro Mosca in risposta all’invio di truppe nella regione dell’Ucraina orientale. “Con i nostri partner europei, stiamo preparando sanzioni mirate contro coloro che hanno preso parte a questa decisione illegale”, ha dichiarato al Palazzo di Vetro l’ambasciatore francese alle Nazioni Unite, Nicolas de Riviere. 

ORE 7.41 – “La Russia ha ripetutamente insistito sul fatto di non essere parte del conflitto ucraino. Oggi si è smascherata e mostra di esserlo sempre stata”. A dichiararlo, intervenendo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato l’ambasciatore tedesco all’Onu Antje Leendertse, sottolineando come Mosca abbia rivelato le sue vere intenzioni con l’ordine di dispiegamento nelle regioni orientali dell’Ucraina di quella che definisce una forza di peacekeeping. “Con i nostri alleati e partner adotteremo misure ferme ed adeguate in risposta alla violazione del diritto internazionale da parte della Russia che avrà gravi conseguenze economiche, politiche e geostrategiche”, ha affermato Leendertse. 

ORE 7.31 – “Siamo ancora aperti alla diplomazia, ad una soluzione diplomatica, ma non intendiamo più permettere un nuovo massacro sanguinoso”. A dichiararlo è stato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasili Nebenzia. “Ora – ha dichiarato intervenendo al Palazzo di Vetro – è importante concentrarsi su come evitare la guerra e costringere l’Ucraina a fermare i bombardamenti e le provocazioni contro Donetsk e Luhansk”. Nonostante ciò, ha chiarito, la Russia “rimane aperta alla diplomazia”. “Kiev non solo è tornata molto rapidamente alla retorica militante e ha continuato a bombardare i civili, ma ha anche fatto di tutto per sabotare e infine distruggere gli accordi di Minsk”, ha affermato. 

ORE 7.27 – Le decisioni prese da Mosca in merito alle Repubbliche dell’est dell’Ucraina sono state attuate per prevenire uno ‘spargimento di sangue’ e ‘proteggere e preservare’ i residenti di quelle regioni, ha dichiarato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasili Nebenzia, citato dalla Tass. Nebenzia riguardo al riconoscimento russo di Donetsk e Luhansk sostenendo che l’Ucraina stava “parlando con i propri cittadini nell’est del paese con un linguaggio fatto di cannoni, spari, minacce e bombardamenti”. “Più e più volte, abbiamo chiesto a Kiev di ascoltare le aspirazioni delle persone che vivono nel Donbass e dei residenti di lingua russa del paese, di rispettare il loro desiderio completamente legittimo di usare la loro lingua madre e di insegnare quella lingua ai loro figli”, ha dichiarato ancora il diplomatico, citato dalla Cnn. 

ORE 7.20 – La Russia ha minacciato l’Ucraina di ulteriori conseguenze in caso di “piani militari” a seguito del riconoscimento di Donetsk e Luhansk da parte del Cremlino. Intervenendo al Palazzo di Vetro a New York, l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia ha detto che Kiev aveva in programma di bombardare e provocare Luhansk e Donetsk. A seguito del riconoscimento delle due regioni da parte di Mosca, ciò potrebbe avere “conseguenze estremamente pericolose”, ha affermato in una riunione di emergenza dell’esecutivo Onu. Nebenzia ha accusato la dirigenza ucraina per la escalation delle tensioni. Il “rifiuto netto” di Kiev di parlare direttamente con i leader separatisti nel Donbass – ha affermato – dimostra che l’Ucraina non intende adempiere alla sua parte degli accordi di Minsk. Per evitare la guerra, ha concluso, l’Ucraina deve essere costretta a porre fine alle sue “provocazioni”. 

ORE 7.08 – La decisione di Mosca di riconoscere le Repubbliche autoproclamate di Luhansk e Donetsk ricalca quanto già fatto dalla Russia in Georgia nel 2008 con il riconoscimento di Ossezia del sud e Abkhazia. A sottolinearlo è stato l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Sergiy Kyslytsya intervenendo in nottata alla riunione dell’esecutivo Onu. “Oggi il Cremlino ha copiato e incollato parola per parola il decreto della Georgia del 2008”, ha detto, alzando un foglio stampato. “Nessuna creatività”, ha aggiunto. “La fotocopiatrice del Cremlino funziona molto bene”. 

ORE 7.04 – Kiev chiede a Mosca di rinunciare al riconoscimento delle Repubbliche autoproclamate del Donbass. “Chiediamo alla Russia di cancellare la decisione sul riconoscimento e di tornare al tavolo negoziale”, ha affermato l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, durante la riunione di emergenza dell’esecutivo Onu. “Condanniamo l’ordine di dispiegamento di truppe addizionali nei territori dell’Ucraina. Chiediamo un ritiro immediato, completo e verificabile delle truppe di occupazione”. 

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