Ucraina-Russia, news di oggi 23 febbraio – Ultime notizie


Si allarga la crisi tra Russia e Ucraina. Dopo la decisione del presidente russo Vladimir Putin di riconoscere l’indipendenza delle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk sono arrivate le prime sanzioni da Usa, Gran Bretagna e Ue. Per la Nato si attende un “attacco su larga scala”. Annullato l’incontro tra Blinken e Lavrov previsto per giovedì e, fa sapere la Casa Bianca, non ci potrà essere nessun summit tra Biden e Putin se non ci sarà una de-escalation. Ma Putin ribadisce: “Interessi della Russia non negoziabili”.  

ORE 12.21 – “Sappiamo che i nostri imprenditori, dal 2014 ad oggi, hanno sofferto pesanti perdite come conseguenza delle sanzioni e lavoreremo per contenere il più possibile l’impatto sui nostri interessi strategici ed economici”. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nella sua informativa al Senato sulla crisi ucraina. “Consapevoli di pagare un prezzo importante per la tutela di valori e principi comuni non negoziabili – ha sottolineato – siamo anche consci del valore deterrente delle misure restrittive volto a impedire che la Russia alimenti ulteriormente la tensione sul terreno. Ciò comporterebbe un prezzo ancora più alto per tutti gli attori in gioco”. 

ORE 12.20 – Maggiore attenzione rispetto a qualsiasi attività militare nello Stretto di Taiwan. A chiederlo, riporta l’agenzia Dpa, è stata la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. Nel mezzo dell’escalation della crisi ucraina ha sottolineato come la situazione dell’isola sia comunque ben diversa da quella dell’Ucraina, con una critica alla Russia per le ultime decisioni. 

Taiwan, che Pechino considera una “provincia ribelle” da “riunificare”, teme la Cina possa sfruttare le circostanze per aumentare ulteriormente le pressioni sull’isola. Dopo l’incontro di inizio mese a Pechino con Xi Jinping, il presidente russo Vladimir Putin ha fatto propria la visione del leader cinese su Taiwan. Il principio di “una sola Cina”, con Mosca che si oppone a “qualsiasi forma di indipendenza di Taiwan”. 

ORE 12.17 – Ci fosse stato ancora stato lui alla Casa Bianca, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia non ci sarebbe mai stata. Parola di Donald Trump, che bolla come “debole” la risposta di Joe Biden alla annessione russa di Donetsk e Luhansk e non esita a definire “genio” Vladimir Putin. In un’intervista al The Clay Travis and Buck Sexton Show, l’ex presidente ha detto di ammirare l’atteggiamento da “duro” del presidente russo. “Putin dichiara indipendente una grossa porzione dell’Ucraina. E’ meraviglioso. E’ furbo. Questo è genio”, il giudizio di Trump. 

“Conosco Putin molto bene. Andavo molto d’accordo con lui. Lui ha molto fascino e orgoglio. Ama il suo Paese”, ha proseguito Trump. “Conosco Vladimir Putin molto bene, e con l’Amministrazione Trump non avrebbe mai fatto quello che sta facendo ora. Mai”!”, ha assicurato l’ex presidente. 

ORE 12.16 – Condanniamo la decisione di Mosca di inviare nei territori delle due Repubbliche separatiste un contingente di truppe con sedicenti funzioni di ‘peace-keeping’. È un gesto che rischia di esacerbare una situazione già molto tesa. Ricordo che si stima una presenza russa lungo i confini con l’Ucraina tra 170 e 190 mila unità”. Lo ha dichiarato in Senato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso di un’informativa sulla crisi in Ucraina. 

“Riconoscere l’indipendenza delle autoproclamate Repubbliche separatiste lede l’integrità territoriale e la piena sovranità dell’Ucraina, già messa in discussione nel 2014 con l’annessione illegale della penisola di Crimea”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. 

ORE 12.02 – “L’Ucraina è la mia patria! Sono sempre stato orgoglioso della mia gente e del mio paese! Abbiamo attraversato molti momenti difficili e negli ultimi 30 anni ci siamo formati come nazione! Una nazione di cittadini sinceri, laboriosi e amanti della libertà!”. Così l’ex attaccante ed ex ct della Nazionale Ucraina, Andriy Shevchenko, ha voluto esprimere sui social il suo amore e la sua vicinanza al Paese e i cittadini ucraini in questo delicato momento. “Questa è la nostra risorsa più importante! Oggi è un momento difficile per tutti noi. Ma dobbiamo unirci! Insieme vinceremo! Gloria all’Ucraina!”, ha aggiunto Sheva. 

ORE 11.57 – La decisione di adottare sanzioni contro la Russia è positiva ma “ora potrebbe essere troppo tardi”. L’avvertimento arriva dall’ambasciatore ucraino a Berlino, Andrij Melnyk, intervenuto alla radio Deutschlandfunk. Per il diplomatico le mosse della Russia riflettono il fallimento degli sforzi diplomatici condotti negli anni recenti, ivi compresa la mediazione della Germania, per risolvere le tensioni tra i due paesi. “Siamo soli. Adesso sta alla Germania decidere cosa fare…Dov’è la diplomazia ora? Abbiamo la sensazione di essere sacrificati in nome di questo pacifismo”, ha concluso. 

ORE 11.50 – La Germania potrà fare a meno del gas russo se necessario. A dichiararlo è stato il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck, garantendo che i consumatori verranno assistiti nel caso di un aumento a breve termine dei prezzi a causa della crisi ucraina. “Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi a breve termine e l’onere per i consumatori e le imprese, forniremo assistenza in altro modo”, ha dichiarato oggi l’esponente ecologista intervenendo alla radio Deutschlandfunk. 

ORE 11.43 – Il governo ucraino sollecita i cittadini ucraini residenti in Russia – si stima che siano più di 2,5 milioni- a lasciare il Paese immediatamente denunciando il rischio di una invasione militare da parte delle forze di Mosca. Il ministero degli Esteri ha diffuso una raccomandazione in questo senso citando “la crescente aggressione della Russia contro l’Ucraina che, fra l’altro, rischia di portare restrizioni significative alla capacità di fornire assistenza consolare”. 

ORE 11.37 – Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, “si è rivelato soggetto alle pressioni dell’Occidente e ha recentemente rilasciato diverse dichiarazioni su ciò che sta accadendo nell’Ucraina orientale che contrastano con il suo ruolo ed i suoi poteri ai sensi della Carta delle Nazioni Unite”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, durante un incontro a Mosca con l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen. Secondo Lavrov, inoltre, Guterres dovrebbe assumere una posizione di imparzialità in qualsiasi crisi, compresa la questione ucraina.
 

ORE 11.34 – L’Assemblea generale dell’Onu discuterà oggi della situazione in Ucraina a partire dalle 16 (ora italiana). Trattandosi di una sessione plenaria, tutti i membri possono partecipare. Ci si attende, tra l’altro, l’intervento della Russia, a difesa della decisione di riconoscere le repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk. Attesa anche per l’intervento della Cina, che ieri ha invitato “tutte le parti” ad evitare di “alimentare tensioni”, ma non ha esplicitamente condannato le azioni di Mosca.
 

ORE 11.31 – Il Parlamento di Kiev ha approvato in prima lettura una legge che permette agli ucraini di girare armati e di agire per autodifesa. Lo riporta il Guardian, mentre continuano ad essere concreti i rischi di un’escalation tra Ucraina e Russia. “L’adozione di questa legge è assolutamente nell’interesse dello Stato e della società”, hanno affermato in una nota gli autori del disegno di legge, aggiungendo che si tratta di una misura necessaria a causa delle “minacce e dei pericoli esistenti per i cittadini ucraini”.
 

ORE 11.00 – Il Parlamento ucraino ha approvato un pacchetto di sanzioni contro tutti i 351 deputati della Duma che nei giorni scorsi hanno votato a favore del riconoscimento delle due autoproclamate Repubbliche del Donbass e dell’utilizzo di truppe russe all’estero. Lo riporta il Guardian, precisando che le sanzioni prevedono, tra l’altro, il divieto di ingresso in Ucraina ed il congelamento degli asset nel Paese. 

ORE 10.34 – Anche il Giappone si unisce al resto del blocco occidentale e imporrà sanzioni alla Russia. Il Giappone condanna con forza le azioni che “compromettono la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, violando il diritto internazionale”, ha detto il premier Fumio Kishida parlando con i giornalisti. Per questo, ha aggiunto, Tokyo risponderà “in cooperazione con la comunità internazionale” e “ha deciso di imporre sanzioni” a Mosca. Le sanzioni previste dal Giappone prevedono tra l’altro lo stop ai visti per gli individui legati alle repubbliche separatiste del Donbass, il congelamento dei loro beni e lo stop ai rapporti commerciali con la regione.  

ORE 10.15 – “Per fermare Putin dal compiere ulteriori aggressioni, chiediamo ai partner di imporre altre sanzioni alla Russia. Ieri sono stati fatti i primi passi decisivi e ne siamo grati. Ora la pressione deve aumentare per fermare Putin. Colpire la sua economia ed i suoi amici. Colpire di più. Colpire duro. Colpire ora”. Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, commentando le recenti sanzioni imposte alla Russia dall’Unione Europea e da diversi Paesi occidentali come Gran Bretagna e Stati Uniti. 

ORE 9.58 – Kiev denuncia la morte di un soldato e il ferimento di altri sei militari a causa di una serie di attacchi di artiglieria da parte delle milizie separatiste nella regione del Donbas. Il Joint Forces Command ha indicato sul proprio account Facebook che nelle ultime 24 ore si sono verificati 96 attacchi da parte di milizie separatiste, di cui 81 con armi pesanti, riferendo che nell’ambito di questi scontri è morto un soldato colpito da schegge. 

ORE 9.40 – L’Ucraina ha iniziato a richiamare in servizio i riservisti dell’esercito di età compresa tra 18 e 60 anni. E’ quanto prevede un decreto firmato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e che indica che Kiev si sta preparando a difendersi da un’invasione russa. I riservisti dovranno prestare servizio per un massimo di un anno, si legge nel decreto. Zelensky vuole così aumentare di circa duecentomila soldati il suo esercito. 

ORE 9.05 – La Gran Bretagna è ”molto molto preoccupata per una imminente invasione dell’Ucraina” da parte della Russia. Lo ha detto la ministra degli Esteri britannica Liz Truss a Sky News, dicendo che un assalto alla capitale ucraina Kiev è ”una possibilità reale”. ”La Russia ha accerchiato l’Ucraina, per cui possiamo vedere un attacco da qualsiasi direzione”, ha aggiunto Truss, spiegando che ”nel caso di una completa invasione nulla verrà escluso”. 

ORE 8.50 – La Cina si è detta ” contraria a qualsiasi sanzione” contro la Russia. Nel corso di una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha spiegato che Pechino ritiene che la via delle sanzioni non è quella migliore da percorrere per risolvere i problemi. 

ORE 8.40 – “Le sanzioni non risolveranno niente”. Così, in un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’ambasciata, l’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, risponde all’annuncio di ieri del presidente Joe Biden. “E’ difficile immaginare che qualcuno a Washington conti sul fatto che la Russia riveda il corso della sua politica estera sotto la minaccia di restrizioni. Non ricordo un singolo giorno in cui il nostro Paese ha vissuto senza restrizioni da parte dell’Occidente”, ha scritto il diplomatico russo, aggiungendo che “abbiamo imparato a vivere in queste condizioni e non solo siamo sopravvissuti, ma abbiamo anche sviluppato il nostro Stato”.  

ORE 8.30 – La Russia è pronta ad esplorare “soluzioni diplomatiche” per la crisi in Ucraina, ma gli interessi di Mosca non sono negoziabili. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin in un video messaggio trasmesso in occasione del ‘Giorno dei difensori della Patria’, festività nazionale in Russia. “Il nostro Paese è sempre pronto al dialogo diretto e onesto, per la ricerca di soluzioni diplomatiche ai problemi più complessi”, ha detto Putin, aggiungendo che “gli interessi della Russia, la sicurezza dei nostri cittadini, per noi non sono negoziabili”.  

ORE 8.22 – La ministra degli Esteri britannica Liz Truss ha difeso le misure adottate contro Mosca e respinto chi ha parlato di ”risposta tiepida”, spiegando che ”queste sono le sanzioni più dure che abbiamo mai messo in atto contro la Russia”. Intervistata da Sky News, Truss ha detto che le sanzioni ”faranno male” al presidente russo Vladimir Putin, parlando di ”una risposta forte” al riconoscimento dell’indipendenza delle due repubbliche separatiste ucraine. 

ORE 8.05 – L’invasione dell’Ucraina è stato fin “dall’inizio” il piano perseguito da Vladimir Putin. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken nel corso di una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che si è tenuta nella tarda serata di martedì a Washington. Il piano del leader russo, ha detto Blinken, è stato “fin dall’inizio invadere l’Ucraina, controllare l’Ucraina e il suo popolo, distruggere la democrazia ucraina, che è in netto contrasto con l’autocrazia che lui guida e rivendicare l’Ucraina come parte della Russia”. Per il capo della diplomazia di Washington, quella in Ucraina è stata una “crisi fabbricata” ed è la “più grande minaccia alla sicurezza in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.  

ORE 7.33 – I ministeri degli Esteri di Australia e Nuova Zelanda hanno convocato gli ambasciatori russi nei due Paesi per protestare contro le azioni di Mosca nell’Ucraina orientale. Il premier australiano Scott Morrison, riporta la Bbc, ha riferito che il suo governo non intende ancora espellere l’ambasciatore russo, ma che questa possibilità viene attualmente discussa con i leader di altre nazioni.  

ORE 7.25 – Immagini satellitari pubblicate dall’azienda di tecnologia spaziale statunitense Maxar Technologies mostrano quello che viene descritto come un nuovo movimento di truppe e materiali nella Russia occidentale e il movimento di oltre un centinaio di mezzi militari nel sud della Bielorussia, in prossimità del confine con l’Ucraina. Lo riporta il sito della Bbc.  

ORE 7.15 – Un incontro tra il presidente Usa Joe Biden e quello russo Vladimir Putin al momento non è in programma. Lo ha riferito nella notte la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, spiegando che gli Usa non “chiuderanno mai completamente la porta alla diplomazia”, ma che è necessario un cambiamento di atteggiamento da parte della Russia. I dettagli di un eventuale incontro tra i due presidenti, ha detto Psaki, avrebbero dovuto essere discussi tra i capi delle due diplomazie, il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che avrebbero dovuto incontrarsi giovedì, ma il loro colloquio è stato cancellato. “Il meeting si sarebbe tenuto “solo se la Russia non avesse invaso l’Ucraina”, ha spiegato Blinken, sottolineando che “l’invasione sta iniziando e la Russia ha chiarito il proprio totale rifiuto della diplomazia”. 

 

 

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