Ucraina, Paolo Guzzanti: “Scontro è tra Russia e Usa, Europa conta poco”


“E’ un atto di elevamento dello scontro, non ha altre ragioni. E voluto, già da quando c’è stato l’arresto dell’ufficiale della Marina Italiana (Walter Biot, ndr) accusato di essere una spia russa. Quello era il segnale del fatto che non siamo più amici: fu una cosa del tutto fuori moda che indicava l’inizio di una nuova guerra fredda”. Lo dice all’Adnkronos Paolo Guzzanti, già presidente della commissione Mitrokhin sul Kgb in Italia, commentando la decisione di espellere i diplomatici di Mosca a Roma.  

A margine del tavolo sui temi di attualità relativi alla Federazione Russa, svoltosi al circolo ufficiali delle forze armate, il giornalista spiega: “Gli agenti di influenza agivano per conto dell’Unione sovietica da cittadini italiani, non facendo le spie ma essendo influenti ognuno nel proprio campo. I fatti che stanno accadendo in queste ore hanno colto praticamente tutti o quasi impreparati. Purtroppo sono 20 anni che lo vado dicendo, basandomi sui fatti tutti sotto agli occhi di tutti: bastava solo avere la presunzione di leggere e capire”. E aggiunge: “Lo scontro è tra Russia e America, Putin vuole arrivare a una nuova Yalta e quando dice ‘voglio un nuovo ordine mondiale’, lo vuole discutere con gli Stati Uniti, l’Europa conta poco perché non è armata. Non ci troviamo soltanto, banalmente, di fronte a una guerra in Ucraina perché l’obiettivo è l’America”.  

Ma come si può confidare in un incontro risolutivo tra i due leader mondiali, dopo i toni non proprio concilianti di Biden? “Quando il presidente americano ha chiamato Putin ‘macellaio’ – risponde – è stata una scemenza, ha risposto facendo finta di fare una zuffa a parole, un segnale anzi benevolo cui non corrisponde alcuna azione strategica. Significa soltanto ‘restiamo alle parolacce’, un po’ come l’espulsione dei diplomatici. Gli americani in questo momento vogliono allungare, sedare il conflitto, visto che nell’immediato non si può chiudere, perché intanto devono tornare alla parità strategica. La Russia non ha alcun interesse a cessare il fuoco: Putin sta usando la pressione sull’Ucraina per costringere l’America a sedersi su un tavolo separato e rispartirsi il mondo, Europa compresa. Oppure è un pazzo scatenato e allora siamo nelle mani della sorte”. 

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