Ucraina, nuova purga di Zelensky nei servizi di sicurezza


Continuano le purghe di Volodymyr Zelensky nei servizi di sicurezza. Il Kiev independent dà notizia di decreti firmati dal presidente ucraino con i quali vengono rimossi i capi dello Sbu a Kiev e nelle regioni della capitale, di Leopoli e Ternopil. Secondo i decreti pubblicati sul sito web della presidenza, Serhiy Zayats è stato licenziato dal posto di capo della direzione principale dei servizi nella regione di Kiev, Yuriy Boreichuk è stato destituito dalla carica di capo della direzione principale dell’Sbu nella regione di Ternopil, mentre Artem Bondarenko è stato spostato dal posto di capo della direzione dell’intelligence nella regione di Leopoli a quello di capo della direzione principale dell’Sbu a Kiev e nella regione della capitale. 

ZAPORIZHZHIA – “In stretto contatto con l’Aiea, il segretariato generale dell’Onu ha valutato che in Ucraina ha la logistica e le capacità di sicurezza per sostenere la missione dell’agenzia da Kiev all’impianto nucleare di Zaporizhzhia”. E’ quanto ha assicurato il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric a proposito della missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica per verificare le condizioni della centrale, assicurazione respinta da Mosca. 

Un viaggio della delegazione dell’Aiea via Kiev e poi attraverso la linea di contatto sarebbe molto pericoloso, ha sostenuto Igor Vishnevetsky, vicedirettore del dipartimento per la Non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo. “Attraversare la linea del fronte è un rischio enorme, dato che le forze armate ucraine sono formazioni armate eterogenee – ha denunciato – Queste persone saranno pronte a commettere qualsiasi provocazione…potrebbe accadere di tutto se la delegazione dell’Aiea attraversasse la linea del fronte”. 

Vishnevetsky ha ricordato che la Russia ha proposto un percorso sicuro per il viaggio degli ispettori all’impianto: “Quando si è trattato della precedente visita, che è stata interrotta, la Russia aveva proposto un percorso che avrebbe garantito la sicurezza degli ispettori dell’Aiea”. “In questo caso, la parte russa è in grado di fornire una sicurezza completa, i nostri militari la forniranno completamente. L’Ucraina non fornirà nulla”, ha affermato il diplomatico, secondo il quale la proposta di un viaggio attraverso Kiev e il territorio controllato dall’Ucraina “solleva non solo domande, ma anche sconcerto”. 

Poi Vishnevetsky ha tenuto a sottolineare che la smilitarizzazione non rientra nelle competenze dell’Aiea e tali richieste in relazione alla centrale di Zaporozhzhia sono irresponsabili. “L’Aiea non si occupa di smilitarizzazione e sicurezza. Ha un mandato chiaro, che è l’attuazione delle garanzie dell’agenzia”, ha detto, commentando le dichiarazioni fatte a Kiev secondo cui lo scopo della visita degli ispettori potrebbe essere la smilitarizzazione dell’impianto. 

“Si tratta di un’affermazione irresponsabile – ha aggiunto il diplomatico -L’Aiea viene a ispezionare gli impianti, controlla se gli obblighi sono rispettati o meno, cioè se il materiale nucleare viene utilizzato nell’impianto per scopi pacifici. Questo è l’obiettivo e il mandato dell’Aiea… Tutto il resto non è di competenza dell’agenzia”. 

CRIMEA – Un’esplosione si è verificata a seguito di un incendio in un deposito di munizioni all’interno di una base militare russa in Crimea, penisola annessa dalla Russia. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca, precisando che l’incendio è scoppiato in un deposito temporaneo di munizioni nel distretto settentrionale di Jankoy. Secondo il governatore della Crimea, Sergei Aksionov, due civili sono rimasti feriti. 

Kiev non conferma né smentisce la sua responsabilità nelle nuove esplosioni avvenute oggi. Ma su Twitter, il consigliere del presidente ucraino Mikhailo Podolyak scrive: “La mattina vicino a Dzhankoi è iniziata con esplosioni. Un promemoria: la Crimea di un Paese normale è il Mar Nero, le montagne, le attività ricreative e il turismo, ma la Crimea occupata dai russi riguarda le esplosioni di magazzini e l’alto rischio di morte per invasori e ladri. Demilitarizzazione in azione”. 

GRANO – E’ partita intanto dal porto ucraino di Pivdennyi la prima nave carica di grano con destinazione l’Africa. Lo ha reso noto il ministro delle Infrastrutture di Kiev, Oleksandr Kubrakov, secondo cui la Brave Commander dovrebbe arrivare in Etiopia tra due settimane. Il cargo – il primo diretto in Africa da quanto è stato firmato a Istanbul il 22 luglio scorso l’accordo per l’export – trasporta circa 23mila tonnellate di grano. 

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