Ucraina, le tre proposte di Salvini a Draghi


Matteo Salvini interviene in Senato e lancia le sue proposte “per la pace” a Mario Draghi. Nei suoi dieci minuti di intervento il leader leghista, atteso al varco per i dubbi sull’invio di armi, non si tira indietro, ma evita lo scontro sul tema, guardando oltre. “Voglio fare tre proposte concrete – dice a mo’ di premessa – non limitarmi a dire che vogliamo la pace”. Draghi (“la persona più autorevole per farlo”) chieda lo sblocco delle migliaia di tonnellate di grano ferme in Ucraina e in Russia, su terra e nei porti, per evitare la drammatica carestia in Africa. Punto due: chieda a Mosca di ritirare “la candidatura da favore di Odessa per Expo 2030”. Infine la proposta principale, più urgente: Draghi “chieda il cessate il fuoco di 48 ore per cercare una sede di incontro, con l’Italia (insieme ad altri, come Germania e Francia) a fare da garante” per il dialogo di pace. 

Il resto dell’intervento vede il leader del Carroccio levarsi qualche sassolino dalle scarpe. Salvini non fa passare senza replica le parole di Ignazio La Russa, pronunciate poco prima delle sue. “Quando qualcuno in quest’Aula rinnova l’invito a inviare altri armi e al massimo gli operai italiani tireranno la cinghia, io non ci sto”, dice rivolto al braccio destro di Giorgia Meloni, con cui da qualche tempo non mancano gli scontri, come per il mancato invito alla convention di Fdi a Milano, lo scorso primo maggio.  

Poi Salvini si concede citazioni e richiami a “chi ha osato in politica estera” come Moro e Craxi, Prodi e Berlusconi” e a Papa Francesco (“Anche oggi il Santo padre ricevendo gli ambasciatori ha detto che bisogna ricercare la pace”) con bacchettata finale ai colleghi in Aula: “A qualche ignorante che in quest’aula rumoreggia quando si cita il Santo Padre che è uomo di stato”.  

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