Ucraina, il nodo AI: “Super armi russe minaccia strategica”


“In Ucraina c’è una guerra per procura e vecchio stile, ma la vera minaccia strategica è rappresentata dalle super armi: ipersonico ed AI”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Mario Scaramella, membro del Board della Organizzazione Artificial Intelligence In Action, e organizzatore del recente forum sui pericoli della Intelligenza Artificiale del Capri Campus, una tre giorni che ha visto la partecipazione di Nato, Pentagono, Nasa, Università e grandi aziende americane oltre alla Confindustria italiana. Presieduto da Domenico Quirico, inviato di guerra de La Stampa, il Campus ha organizzato una serie di seminari propedeutici presso il Cufa dello Stato Maggiore Difesa in Roma per analizzare il pericolo strategico russo per l’occidente, rappresentato da missili ipersonici e dalla intelligenza artificiale. 

“In Ucraina – dice Scaramella – stiamo combattendo una guerra per delega: il confronto è fra occidente e Russia ma il territorio, il popolo, l’armata che ci rappresenta è esclusivamente quella di Kiev”. Tuttavia, “il problema che noi denunciamo è più ampio: la Russia ci minaccia strategicamente con super armi, ovvero missili ipersonici a guida artificiale, questa la vera preoccupazione”. 

Dunque, secondo Scaramella, “la guerra ucraina di per sé non minaccia l’Europa, è una guerra a bassa intensità per quanto a qualità di mezzi impegnati e rappresenta un teatro che non credo possa di molto ampliarsi: la reazione di paesi Nato a una aggressione simile a quella subita dall’Ucraina sarebbe un guaio per i russi in termini tattici, non credo che i militari di Mosca possano fare un simile errore, invece i combattimenti in territorio ucraino dureranno a lungo, sarà una nuova Siria”. Ma, sottolinea, “Russia e Cina hanno sviluppato sistemi intelligenti che possono essere utilizzati come armi, controllo delle masse, guida di vettori, analisi, cyber war: nell’era della cosiddetta Intelligenza artificiale forte, ovvero macchine più veloci del cervello umano e senzienti, quindi capaci di competere, sopravvivere, evolversi, il rischio è nella stessa machine learning, un sistema superiore a noi e che sta imparando dalla barbarie della guerra sul campo”. 

“L’utilizzo delle super armi preoccupa – osserva Scaramella- perché la Russia ha un momentaneo vantaggio: il missile Sarmat e un’altra mezza dozzina di strumenti ipersonici a guida AI mettono in scacco il mondo libero. Ma è in corso una veloce rimonta. Grazie anche al tempo che ci hanno regalato gli ucraini, l’America sta recuperando la distanza e una volta riequilibrati i potenziali strategici la storia della guerra fredda ci insegna che le armi di distruzione di massa non saranno utilizzate”.  

 

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