Ucraina, generale Battisti: ”Più forze Nato in Europa segnale a Russia e alleati”


”Indubbiamente il fatto di portare la presenza in Europa a quattro brigate, di ruotare altre due brigate periodicamente, e di mettere un comando di Corpo d’armata in Polonia, più altri reparti di supporto tra Germania e Italia, sta a significare la volontà degli Stati Uniti che emerge anche dalla lettura del concetto strategico, in cui l’unico avversario rimane la Russia. E’ un forte segnale che viene dato alla Russia ma anche agli alleati per spingerli a contribuire di più in termini di risorse umane, di materiali e di budget”. Lo sottolinea all’Adnkronos il generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico Italiano, in relazione alla decisione di innalzare la presenza delle forze militari Nato in Europa. 

Secondo Battisti ”che ci fosse l’intenzione, spinta dalla decisione statunitense ma anche degli altri Paesi, di rinforzare la presenza militare soprattutto verso i confini dell’Europa orientale ma anche verso gli altri paesi, si capiva anche prima del vertice”.  

”Quindi niente di nuovo – aggiunge – Colpisce l’entita di questo innalzamento, soprattutto da parte degli Usa che prevedono in pochissimo tempo di portare le proprie forze a dei livelli che ricordano quelli della Guerra Fredda quando loro, anche nel culmine del confronto, avevano 300mila uomini. Non penso che arriveranno a quelle cifre ma credo a 120mila”.  

”Sempre leggendo il concetto strategico ‘purtroppo’ il fronte sud ovvero il Mediterraneo viene un po’ dimenticato e gli viene dedicata un’attenzione superficiale – spiega poi il generale – Dei 40 punti di cui si articola il nuovo Concetto strategico solo all’undicesimo punto si parla in modo molto sommario dei problemi che comunque nascono dal fronte Sud, come il Nord Africa. Questo significa che la maggior parte dell’attenzione sarà rivolta verso il fronte orientale lasciando un po’ sguarnito il fronte sud, da dove comunque ci potranno essere problemi come il terrorismo islamico, che ha ripreso la propria attività proprio per la scarsa attenzione che gli stiamo dando, e ulteriori ondate di migrazione per la carenza alimentare. I paesi dell’Europa del Sud: Grecia, Italia e Spagna sono un po’ lasciati abbandonati”.  

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