Ucraina, gen. Camporini: “Richieste russe ad Occidente spregiudicato esercizio dialettico”


“Per carità, il mondo è pieno di sorprese anche molto brutte. Ma non credo vi sia la volontà da parte di nessuno di arrivare a uno scontro armato. Putin sta esercitando con grande spregiudicatezza la pressione, che deriva dal mostrare le sue capacità militari, più sul governo di Kiev che nei confronti del mondo occidentale”. Così il generale Vincenzo Camporini, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa, che vede “molto lontano” il rischio di un conflitto armato in Europa. 

“Dico questo – spiega all’Adnkronos – perché le richieste russe all’Occidente sono così inaccettabili che non possono essere una base di discussione, non costituiscono altro che un esercizio dialettico ma senza alcuna possibilità: non si può chiedere alla Nato di tornare allo stato del 1997, tra l’altro con delle incongruenze interne, perché se si dovesse tornare alla situazione di schieramenti militari del ’97 sarebbe molto controproducente per la politica russa, in quanto dovrebbe ritirarsi da territori come l’Abcasia. Quindi penso che si tratti di un esercizio dialettico condotto con grande spregiudicatezza ma che non si andrà oltre”.  

“I governanti di Mosca hanno sempre cercato storicamente una fascia di sicurezza intorno ai loro confini, il che implica una sorta di sovranità limitata per coloro che hanno la sfortuna di confinare con la Russia, cosa oggettivamente inaccettabile”, premette Camporini, che a proposito del veto russo all’ingresso dell’Ucraina nella Nato afferma che “oggi come oggi non ci sono le condizioni perché l’Ucraina aderisca alla Nato o all’Unione europea (altra parte dello stesso problema): è un dato di fatto. Nei giorni scorsi si è parlato di una sorta di moratoria, cioè la Nato manterrebbe le porte aperte per eventuali nuovi membri rimandando però a un futuro indeterminato la possibilità reale. Paradossalmente questa proposta, che potrebbe sembrare di buon senso, trova ostacoli non tanto nell’Ucraina ma in altri paesi come Finlandia e Svezia, che non aderiscono all’Alleanza Atlantica ma vogliono lasciarsi la porta aperta anche se al momento non hanno nessuna intenzione di farlo. Credo comunque ci siano spazi per cui determinate politiche non dichiarate, non formalizzate, possano costituire una sorta di accordo bonario che fa diminuire le tensioni”. 

Secondo Camporini è indispensabile puntare al dialogo. “Da quando c’è stata la questione georgiana, poi quella della Crimea, si sono interrotti i colloqui tra Occidente e Russia”. “Sono contento in un certo qual modo che a causa di questa crisi che sta montando si sia riaperto il dialogo, perché solo attraverso questo le situazioni vengono disinnescate”, sottolinea il generale. Quando sul campo si schierano decine di migliaia di uomini e mezzi, “anche se con le più positive intenzioni, l’incidente può sempre capitare. In assenza di un canale di comunicazione – avverte-, il rischio è che dall’incidente si possa fare un passo più avanti concreto”. (di Sibilla Bertollini) 

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