Ucraina, deputata Kiev: “Putin non ha detto nulla”


“In realtà ciò che mi ha sorpreso di più è che non ha fatto alcun grande annuncio durante il discorso”. Lo afferma in un’intervista all’Adnkronos Inna Sovsun, deputata del Parlamento ucraino per il partito d’opposizione Holos (Voce), commentando l’intervento del presidente Vladimir Putin in occasione delle celebrazioni in Russia per la ‘Giornata della Vittoria’. 

“Putin voleva ottenere una grande vittoria entro il 9 maggio, ma ci sono ancora combattenti nell’acciaieria Azovstal e quindi non ha potuto rivendicare di aver preso il controllo di Mariupol né dell’intera regione del Donbass. Non aveva una vittoria da annunciare e per questo motivo c’erano molte speculazioni su ciò che avrebbe detto: alcuni sostenevano che avrebbe dichiarato guerra perché ancora la chiamano operazione speciale o che avrebbe potuto annunciare una guerra su larga scala che avrebbe potuto portare all’uso di armi nucleari, ma non ha detto molto, anzi non ha detto proprio niente”, prosegue la deputata, rimasta stupita proprio “dalla mancanza di contenuti”. 

Secondo Sosvun, le parole di Putin, che ha accusato la Nato di minacciare la Russia ai suoi confini, sono solo “un modo per spiegare al suo pubblico perché ha effettivamente attaccato l’Ucraina, che da otto anni è sotto pressione, e perché ha mandato qui i suoi soldati. Ha parlato di minaccia, ma credetemi, non c’è una solo prova che l’Ucraina abbia avuto un piano per attaccare la Russia. E lo stesso vale per i Paesi della Nato”. 

La deputata, alla luce del discorso di Putin, ritiene che la guerra andrà ancora avanti anche sulla base di “quello che stiamo vedendo in questo momento: letteralmente 15 minuti fa c’è stato un altro allarme aereo a Kiev. Quindi la guerra non è affatto finita, penso che abbia dato l’ordine di continuare e di cercare di conquistare più territorio possibile”. 

Ma qual è lo scopo di questo conflitto? Si domanda Sovsun, secondo cui “credo che nemmeno lui sappia come rispondere in questo momento e che la sfida più grande” per Putin sia proprio “darne una motivazione”. 

Sulla situazione all’interno dell’Azovstal, la deputata sostiene che ci siano “ancora persone lì” e anche se “sembra che tutti i civili siano stati evacuati, non ne siamo sicuri. Azovstal è un territorio enorme, è un impianto molto grande e le persone possono nascondersi in posti che nessuno conosce. E naturalmente durante l’evacuazione dei civili non tutti sono riusciti a passare attraverso i centri di filtraggio russi, che è una termine molto nazista di per sé. Ci sono ancora i nostri soldati e siamo pronti a evacuarli nei territori controllati dall’Ucraina”, afferma definendo “la situazione semplicemente straziante”. 

Sovsun parla infine della possibile visita del premier Mario Draghi a Kiev, evidenziando che “tutte le visite sono molto apprezzate” e spiegando che “sarà un viaggio lungo e faticoso” perché bisogno prima volare a Varsavia e poi prendere un treno, ma “qui in Ucraina questo è sempre visto come un grande segno di solidarietà”. “Quando le persone vengono e vedono con i loro occhi la devastazione che l’esercito russo ha portato, ecco non c’è migliore spiegazione del perché il mondo dovrebbe stare con l’Ucraina – prosegue – Intorno a Kiev ci sono città distrutte, noi abbiamo circa 10 finestre rotte a causa della guerra”. 

“Ovviamente capisco anche il contesto italiano – rimarca la deputata – La società è piuttosto divisa ora riguardo l’oppressione militare contro l’Ucraina e le misure specifiche che devono essere adottate come l’embargo sul gas. E so che l’Italia è piuttosto dipendente dalle fonti energetiche russe. Dato ciò – aggiunge – apprezzo ancora di più la posizione del vostro primo ministro perché, nonostante la società sia piuttosto divisa, sta sostenendo davvero tanto l’Ucraina e questo è un segno di vera leadership politica”. 

Quello che il governo di Kiev chiederà a Draghi, conclude, è “ulteriore supporto militare, questo è il problema più grande per tutti noi in questo momento. Penso che ormai tutti si rendano conto che nessun Paese sarebbe in grado di combattere da solo contro la Russia. L’Italia non sarebbe in grado e nemmeno la Germania. Probabilmente l’unico Paese al mondo che sarebbe in grado di combattere contro la Russia sono gli Stati Uniti ma non vogliamo di certo un guerra. Ecco perché dobbiamo fare affidamento sulle armi occidentali”. 

 

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