Ucraina, Comunità Giovanni XXIII: “Primo aprile a Leopoli, decine di politici con noi”


“Il primo aprile partiremo per Leopoli, abbiamo preparato un manifesto che diffonderemo nei prossimi giorni. Saranno con noi decine di politici: parlamentari, sindaci, consiglieri regionali”. A dirlo, all’Adnkronos, è Gianpiero Cofano, segretario della Comunità Papa Giovanni XXIII. In una lettera dell’8 marzo l’associazione aveva invitato deputati e senatori a prendere parte alla missione umanitaria, raccogliendo una trentina di adesioni, molte delle quali provenienti dal M5S. L’iniziativa è stata fortemente sconsigliata dalla Farnesina, ma l’appello del ministro degli Esteri Luigi Di Maio non è bastato a dissuadere gli organizzatori.  

“Non partiremo tutti dall’Italia, ci saranno persone in partenza anche da altri paesi europei. Stiamo raccogliendo le varie adesioni, ci siamo dati due tre giorni. Politici, cittadini, rappresentanti della Chiesa: vogliamo che sia qualcosa di corale. Stiamo definendo gli aspetti tecnici, abbiamo già persone sul posto da una settimana”, prosegue Cofano. “Arriveremo in Ucraina per portare aiuti: parliamo di generi alimentari, materiale medico. Ma l’obiettivo è tornare indietro con quante più persone possibile, considerato che Leopoli è il più grande campo profughi in Europa. Speriamo di portare indietro migliaia di persone”. 

Conferma l’adesione di trenta parlamentari? “Col manifesto che abbiamo definito il numero potrebbe cambiare, le adesioni potrebbero aumentare. Alcuni parlamentari – ammette il segretario della Comunità Papa Giovanni XXIII – si sono ritirati, ma è anche vero che altri si sono riaffacciati e si sono resi disponibili. Ora rifacciamo il punto, dopo il nuovo appello. Parliamo di decine di parlamentari ma abbiamo raccolto adesioni di politici a ogni livello: saranno con noi anche sindaci e consiglieri regionali. Si allarga, dunque, la base di rappresentanza politica”.  

Il confronto con la Farnesina è proseguito? “Abbiamo avuto contatti informali”. Il ministero degli Esteri continua a sconsigliare la partenza. “Chiaramente. Come ho già detto, è legittima la loro presa di posizione. E’ vero che la situazione è incandescente, pericolosa. Ma è vero altresì che deve essere ancora più forte la nostra risposta. Non possiamo stare a casa a fare webinar sulla pace”, risponde Cofano. Intanto prosegue l’escalation in Ucraina e lo stesso segretario della Comunità non nasconde le difficoltà che la missione umanitaria potrebbe incontrare: “Il gasolio a Leopoli è introvabile ed è quasi impossibile far scappare le persone. Anche per noi muoverci sta diventando un problema”.  

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