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Uaar, ‘Italia lontana dalla laicità’

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Siamo davvero un Paese europeo, moderno e laico, proiettato verso il futuro? Chissà. Alcuni dati che emergono su pratiche e iniziative religiose -ad esempio- sono davvero sconcertanti e fanno apparire gli italiani alla stregua di un popolo di baciapile. E non in remoti luoghi del sud d’Italia, come di primo acchito si potrebbe immaginare.

E’ infatti il Friuli Venezia Giulia, tra tutte le regioni dello stivale, che si classifica come quella più clericale del 2021, avendo collezionato -nel corso dell’anno- un nutrito elenco di iniziative di stampo confessionale oscurantiste, preoccupanti e francamente vergognose. Il quadro emerge dalla “Clericalata della settimana”, la sezione del sito dell’Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti (Uaar), che raccoglie le affermazioni e gli atti più clericali compiuti da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche, che davvero non ci fanno una gran figura.

“Il Friuli Venezia Giulia ha dato prova di un impegno costante, lungo tutto l’arco dell’anno -spiega il segretario dell’Uaar, Roberto Grendene- ecco di seguito qualche esempio”.

“In gennaio -racconta Grendene- la Regione ha pubblicizzato sui social il rito superstizioso della ‘benedizione dell’acqua’ con relativi ‘esorcismi contro Satana e gli Angeli ribelli’, tradizionale messa della vigilia dell’Epifania. A febbraio, il consigliere comunale di Trieste, Fabio Tuiach, ha ironizzato su una aggressione omofoba a un attivista lgbt della zona, sostenendo che in molti Paesi ‘non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte’. L’8 marzo il Consiglio comunale di Udine ha pensato bene di approvare un ordine del giorno dei forzisti Giovanni Govetto ed Enrico Berti per sostenere le associazioni anti-aborto e il lavoro casalingo delle donne come misure contro il calo demografico”.

L’arrivo della bella stagione non migliora la situazione. “In luglio -ricorda Grendene- l’assessore regionale Fabio Soccimarro (FdI) ha preso la parola, durante un incontro tra il presidente della Slovenia e il sindaco di Trieste, e ha chiesto al presidente sloveno di rimuovere le scritte dedicate a Tito sui monti Cocusso e Sabotino e di farne croci in ricordo dei caduti cristiani. In settembre, il vicepresidente della regione, Riccardo Riccardi, ha definito ‘follia’ l’intervento di una maestra di Precenicco (Udine) teso a fermare un prete che si accingeva a celebrare un rito religioso (vietato dalla legge in orario di lezione) per l’inaugurazione di una scuola. In agosto, la sindaca di Monfalcone (Gorizia) Anna Cisint si è lanciata in una crociata per una bestemmia comparsa manomettendo il led di un negozio, dicendosi ‘indignata e offesa’ oltre che ‘scossa e preoccupata’ per “il messaggio di istigazione nei confronti dei cattolici’ e per ‘l’immagine della nostra città'”.

“Se il Friuli Venezia Giulia si è così distinto, non si pensi che le altre regioni siano state da meno -prosegue Grendene- Le Marche, in particolare, hanno dato del filo da torcere a chi, come noi, ha a cuore la laicità delle Istituzioni”.

Tre esempi su tutti. “Fin dall’inizio dell’anno la Giunta regionale si è mossa per rivedere in senso ‘no choice’ le linee guida del Ministero della Salute sulla somministrazione della pillola abortiva Ru 486. In gennaio, il coordinatore regionale per le Marche del Popolo della Famiglia, Fabio Sebastianelli, ha sostenuto l’iniziativa integralista di un amico medico anti-aborto che -per protesta- ha fatto recapitare 1.450 pannolini al Consiglio regionale per la consigliera Manuela Bora, colpevole di aver difeso il diritto all’autodeterminazione delle donne. In febbraio, la consigliera regionale Anna Menghi (Lega) ha condiviso un post su Facebook, poi rimosso, in cui -manifestando allarmismo per la denatalità in Italia- elogiava le iniziative per l’incremento demografico degli anni Venti del secolo scorso, prese dall”allora capo del governo, Benito Mussolini'”.

“Alcune iniziative o dichiarazioni hanno poi dell’incredibile -continua il segretario dell’Uaar- Si pensi al sindaco di Fabrica di Roma (Vt), Mario Scarnati, che ha proclamato in un post su Facebook di credere che ‘il diavolo sia responsabile per tutto quello che stiamo passando’, riferendosi alla pandemia di coronavirus. O alla Asl 5 di La Spezia, che in febbraio ha diffuso moduli per l’accesso alla vaccinazione anti Covid in cui definiva le persone omosessuali ‘soggetti con comportamenti a rischio come tossicodipendenti e soggetti dediti alla prostituzione”. O ancora al Consiglio comunale di Fusignano (Ra) che in estate ha posizionato dei crocifissi nella nuova sala del commiato, snaturando una struttura laica per le cerimonie funebri e respingendo anche la mozione per farli togliere. O infine al consigliere comunale di Senigallia (An) Marcello Liverani (Fratelli d’Italia) che ha pubblicato sui social un post in cui scriveva che ‘Se passa il Ddl-Zan, la prossima mossa del Neoliberismo sarà quella di farvi accoppiare pure con gli animali”. Il ddl Zan -è il commento di Grendene- è stato d’altronde cartina al tornasole del grado di laicità delle Istituzioni italiane. Con l’esito finale che conosciamo”.

“Per quanto drammatico -conclude il segretario Uaar- ci piacerebbe poter dire che il quadro da noi tratteggiato sia esaustivo. Purtroppo non è così. La strada verso la laicità è lunga. E impervia”.

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Commissione Ue autorizza primo vaccino per over 60 contro virus sinciziale

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Considerando che la prevenzione dell'infezione da Rsv nella popolazione anziana è di grande interesse per la salute pubblica, la Commissione ha accelerato l'ok

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La Commissione europea ha autorizzato il primo vaccino per proteggere gli adulti, dai 60 anni d’età in su, dalla malattia del tratto respiratorio inferiore causata dal virus respiratorio sinciziale (Rsv). Questa decisione, evidenzia la Commissione in una nota, segna un passo importante ed era molto alla luce dell’aumento delle infezioni da Rsv nell’UE lo scorso inverno. Il vaccino Arexvy, ora autorizzato in tutta l’Unione europea, contribuirà a rafforzare la risposta immunitaria al virus. L’autorizzazione segue una valutazione rigorosa nell’ambito del meccanismo di valutazione accelerata dell’Ema. Considerando che la prevenzione dell’infezione da Rsv nella popolazione anziana è di grande interesse per la salute pubblica, la Commissione ha accelerato l’ok.

“Questo è il primo vaccino che abbiamo autorizzato contro l’Rsv e speriamo che prevenga alcuni dei problemi riscontrati lo scorso inverno – commenta Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare – La pandemia di Covid ha mostrato chiaramente la necessità di un’azione decisiva per preparare meglio l’Ue alle minacce sanitarie emergenti, questo è un principio fondamentale della forte Unione europea della salute che stiamo costruendo. Alla luce della minaccia rappresentata dall’Rsv, oggi abbiamo autorizzato in via prioritaria il primo vaccino per proteggere i cittadini più anziani dell’Ue – sottolinea – da un’importante minaccia per la salute. Incoraggio ora gli Stati membri a muoversi rapidamente su questa autorizzazione e definire strategie nazionali di vaccinazione in modo che le persone più a rischio possano accedervi nei prossimi mesi prima della prossima stagione autunnale”.

Lo scorso 31 ottobre la Commissione ha già autorizzato nell’Ue l’anticorpo monoclonale nirsevimab per la prevenzione delle malattie del tratto respiratorio inferiore da Rsv nei neonati e nei lattanti quando il rischio di infezione è più elevato.

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Covid, Ecdc e Ema: “Vaccino cruciale in vista ondate autunno-inverno”

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"Priorità a over 60, fragili e donne incinte. Da valutare copertura operatori sanitari, più esposti a virus e cruciali per funzionamento strutture"

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“La vaccinazione tempestiva contro Covid in vista di una potenziale ondata di casi nell’autunno e nell’inverno 2023 è essenziale per proteggere le persone dal Covid grave e i sistemi sanitari dal rischio di essere sopraffatti”. A sottolinearlo sono il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Agenzia europea del farmaco (Ema), in una dichiarazione congiunta sull’aggiornamento dei vaccini per mirare alle nuove varianti del virus Sars-CoV-2.

Quali sono i fattori da considerare nelle campagne vaccinali autunnali? I due enti Ue spiegano che “le autorità nazionali dell’Unione europea prendono le decisioni finali sul lancio dei vaccini e dei richiami, e sul tipo di vaccini raccomandati, tenendo conto di fattori quali la situazione epidemiologica, l’impatto del Covid nei diversi gruppi di popolazione e l’emergere di nuove varianti”.

L’Ecdc e l’Ema, si legge nella nota diffusa, “continueranno a valutare attentamente l’efficacia dei vaccini emergenti e i dati epidemiologici e aggiorneranno di conseguenza le loro raccomandazioni”.

“Le future campagne di vaccinazione anti-Covid da attuare nel 2023 in vista della prossima stagione fredda dovrebbero dare la priorità alle persone che sono maggiormente a rischio di sviluppare malattia grave. Questi includono persone di età pari o superiore a 60 anni, persone con un sistema immunitario indebolito e patologie di base che espongono a un rischio maggiore di Covid grave indipendentemente dall’età, e donne incinte”, la raccomandazione.

“Anche la vaccinazione degli operatori sanitari – evidenziano i due enti Ue – dovrebbe essere presa in considerazione per via della loro probabile maggiore esposizione a nuove ondate di Sars-CoV-2 e del loro ruolo chiave nel funzionamento dei sistemi sanitari”.

Vaccini monovalenti, mirati a una delle varianti XBB, come per esempio Kraken (XBB.1.5). Sono questi i prodotti scudo raccomandati dall’Ema con l’Ecdc, nella nota congiunta contenente anche considerazioni per l’utilizzo di questi vaccini nelle prossime campagne di immunizzazione dell’autunno 2023.

“I vaccini attualmente autorizzati – puntualizzano Ecdc ed Ema – continuano a essere efficaci nel prevenire il ricovero, la malattia grave e la morte per Covid. Tuttavia, la protezione contro il virus diminuisce nel tempo man mano che emergono nuove varianti del virus Sars-CoV-2”. Quindi, proseguono le due agenzie Ue, in linea con l’esito delle recenti riunioni delle autorità regolatorie internazionali e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la task force di emergenza dell’Ema “raccomanda di aggiornare i vaccini per colpire i ceppi XBB (sottogruppo di Omicron), che sono diventati dominanti in Europa e in altre parti del mondo”. L’Ema e l’Ecdc osservano inoltre che “i vaccini monovalenti”, mirati dunque a un solo ceppo virale, come XBB.1.5, “sono una scelta ragionevole per fornire protezione contro gli attuali ceppi dominanti ed emergenti”.

Le aziende che hanno vaccini autorizzati in Ue, continuano i due enti europei, “dovrebbero discutere la revisione delle informazioni sul prodotto con il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema, per riflettere l’approccio semplificato proposto: per le persone di età superiore a 5 anni, quando la vaccinazione è raccomandata secondo le linee guida nazionali, è indicata una singola dose del vaccino adattato; per i bambini sotto i 5 anni che non sono stati ancora vaccinati e non si sono infettati con Sars-CoV-2, è indicata una serie primaria di 2 o 3 dosi a seconda dello specifico vaccino adattato da somministrare. Si prevede che l’uso nella popolazione pediatrica segua le linee guida nazionali”.

Le persone con un sistema immunitario indebolito, proseguono Ema ed Ecdc, “potrebbero aver bisogno di dosi aggiuntive in linea con le raccomandazioni nazionali”. Per le rivaccinazioni deve essere rispettato “un intervallo minimo di 3 mesi”, indicano gli enti Ue. Tuttavia, aggiungono, “si può prendere in considerazione un intervallo di 4 mesi tra le dosi alla luce delle prove che mostrano un alto livello di protezione contro malattie gravi 4 mesi dopo la vaccinazione”.

In ogni caso, le decisioni finali sulla formulazione delle informazioni sul prodotto saranno prese dal Chmp dopo la valutazione dei dati.

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Covid, positivi primi risultati piattaforma vaccini Iss

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Sono positivi i risultati, ancora preclinici, ottenuti contro Covid-19 da un’originale piattaforma vaccinale interamente sviluppata dai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità e basata sulla ingegnerizzazione delle vescicole extracellulari. Gli ultimi dati sono stati appena pubblicati sulla rivista ‘Npj Vaccines’ del gruppo Nature.

Nell’infezione da Sars-CoV-2, i risultati mostrano che, “utilizzando la proteina N del virus come antigene, questo metodo si è rivelato efficace nel ridurre anche più di 1.000 volte i livelli di replicazione del virus nei polmoni di topi di laboratorio, e questo effetto antivirale si è visto persistere anche a distanza di mesi dalla vaccinazione”. “Questo particolare metodo di vaccinazione – spiega Maurizio Federico, coordinatore della ricerca – consiste nell’introdurre la proteina immunogenica di interesse (antigene) all’interno delle vescicole extracellulari naturalmente rilasciate dalle cellule muscolari. Le nanovescicole così prodotte sono in grado di diffondersi in ogni distretto tissutale, inducendo una potente risposta da parte dell’immunità cellulare, in grado di eliminare selettivamente le cellule che esprimono l’antigene selezionato”.

“Uno degli aspetti più promettenti dimostrati in questi studi – sottolinea il ricercatore – riguarda proprio la capacità di questo metodo di indurre una forte e, soprattutto, duratura immunità cellulare in tessuti, come quello polmonare, che di norma lasciano penetrare con difficoltà le cellule immunitarie presenti nel sistema circolatorio. Questo è un risultato di estrema importanza – commenta – se valutato anche nella prospettiva di una applicazione contro diversi tipi di malattie oncologiche”. Sulla base di questi risultati, che promettono significative ricadute anche in oncologia, spiega Federico, si procederà ora con i test sull’uomo, mentre studi addizionali in programma stabiliranno la sicurezza della piattaforma vaccinale e la sua tollerabilità.

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Green Pass in tutto il mondo per favorire mobilità, accordo Ue-Oms

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Potrebbe sostituire l'attuale certificato internazionale di vaccinazione, a tutt'oggi cartaceo

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La Commissione europea e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno siglato un partenariato per la salute digitale, che mira a rendere il Green Pass, o Certificato Covid Digitale Ue, lo standard a livello internazionale per facilitare la mobilità in tutto il mondo. Per esempio, potrebbe sostituire l’attuale certificato internazionale di vaccinazione, a tutt’oggi cartaceo. Il certificato digitale Covid è stato creato dall’Ue per superare la Babele di certificati nazionali in materia di Covid-19 e facilitare così la mobilità all’interno dell’Unione, seriamente compromessa negli anni della pandemia; alcuni governi, ad esempio in Italia, lo hanno poi utilizzato anche a fini interni, ma lo strumento è nato anzitutto per superare il problema del mancato riconoscimento transfrontaliero dei test, che rendeva i viaggi all’interno dell’Unione molto difficoltosi in tempo di pandemia.

Nel corrente mese di giugno, informa la Commissione, l’Oms adotterà il sistema di certificazione digitale Covid-19 dell’Ue per istituire un sistema che “contribuirà a facilitare la mobilità globale e a proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future”. Si tratta, specifica la Commissione, del primo elemento costitutivo della rete globale di certificazione della salute digitale dell’Oms, che svilupperà un’ampia gamma di prodotti digitali. Il partenariato includerà una stretta collaborazione nello sviluppo, nella gestione e nell’attuazione del sistema dell’Oms, beneficiando della competenza tecnica accumulata dalla Commissione europea nel settore.

Un primo passo consiste nel garantire che gli attuali certificati digitali dell’Ue continuino a funzionare in modo efficace. Il certificato Covid digitale, o Green Pass, basato su tecnologie e standard open-source, ha consentito anche la connessione di Paesi extra Ue che rilasciano certificati secondo le specifiche Ue: oggi è già la soluzione più utilizzata nel mondo. Dall’inizio della pandemia, l’Oms si è impegnata per definire le linee guida generali per questi certificati. Per “rafforzare la preparazione sanitaria globale di fronte alle crescenti minacce per la salute”, l’Oms sta istituendo una rete internazionale di certificazione sanitaria digitale che si basa sul quadro e le tecnologie aperte dell’Ue.

Con questa collaborazione, l’Oms faciliterà questo processo a livello globale, con l’obiettivo di consentire al mondo di beneficiare della convergenza dei certificati digitali, cosa che include la definizione degli standard e la convalida delle firme digitali, per prevenire le frodi. L’Oms non avrà accesso ad alcun dato personale sottostante: questi continueranno a essere dominio esclusivo dei governi. Il primo elemento costitutivo del sistema globale dell’Oms diventa operativo in questo mese e dovrebbe essere sviluppato progressivamente nei prossimi mesi. La partnership Ue-Oms lavorerà per sviluppare tecnicamente il sistema con un approccio graduale per coprire ulteriori casi d’uso, che possono includere, per esempio, la digitalizzazione del certificato internazionale di vaccinazione o profilassi.

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Codere, nel primo trimestre ricavi per 350 mln (+19%)

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Risultato che è frutto principalmente della buona performance in Argentina e Messico

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Nei primi tre mesi del 2023 Codere, multinazionale leader nel settore del gioco privato, ha realizzato ricavi per 350 milioni di euro, il 19% in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente: un risultato che – si spiega – è frutto principalmente della buona performance in Argentina e Messico e superano quelli dello stesso periodo del 2019. L’Ebitda normalizzato del gruppo ha raggiunto i 65 milioni di euro, in aumento di 13 milioni rispetto all’anno precedente. Il margine di Ebitda normalizzato registrato nel periodo è del 19%, un punto percentuale in più rispetto a quello raggiunto nello stesso periodo del 2022.

Quanto ai principali mercati in Spagna la compagnia ricavi per 46 milioni di euro, +6% rispetto al 2022, mentre in Italia, il fatturato è stato di 72 milioni, il 5% in più su base annua, una crescita moderata rispetto ad altri paesi a principalmente a causa delle restrizioni al gioco nella regione Lazio. In America Latina il Messico registra ricavi per 65 milioni, il 31% in più rispetto al 1° trimestre 2022 (colpito dall’ultima ondata di coronavirus). Da parte sua, l’Argentina ha raggiunto 87 milioni di euro, quasi il 19% su base annua, grazie al trend positivo del business delle macchine.

Inoltre, Codere evidenzia l’evoluzione positiva dell’Uruguay (comprese le rettifiche legate al cambio di criteri contabili in questa business unit) e Panama, che hanno realizzato nel 1° trimestre 2023 rispettivamente un fatturato di 19 milioni di euro e 18 milioni di euro ; il 33% e il 17% in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La Colombia registra ricavi per 4,5 milioni di euro , il 10% in meno rispetto al primo trimestre del 2022.

Anche Codere Online, i cui risultati sono stati presentati in modo indipendente e possono essere consultati su www.codereonline.com, ha registrato una performance positiva nel periodo, con una crescita dei ricavi del 55% su base annua, a quasi 40 milioni di euro , trainata principalmente dalla solida performance di Messico e Spagna.

Al 31 marzo 2023, la posizione di cassa del gruppo era di 122 milioni di euro , corrispondenti a 73 milioni di euro al retail e 49 milioni di euro a Codere Online. In termini di parco installato, la società dispone di 45.894 macchine, 144 sale giochi, 987 saloni ricreativi, 168 sale di scommesse sportive e 8.118 bar.

Codere ricorda di avere annunciato recentemente l’accordo raggiunto con i suoi principali azionisti e obbligazionisti che, con una nuova manifestazione di fiducia nel progetto del gruppo, hanno determinato l’ulteriore apporto di 100 milioni di euro a supporto dell’esecuzione del nuovo Piano Industriale della società, che implica l’impegno del gruppo al consolidamento e al ritorno alla creazione di valore in tutte le aree geografiche in cui opera.

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Genovesi (‘Cartoons’): “Presenza di Rossi testimonia massimo impegno Rai”

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Bilancio finale del direttore artistico di 'Cartoons on the Bay', il festival del film d'animazione dal 31 maggio al 4 giugno a Pescara

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“Sono molto grato al direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, perché ha voluto scegliere un evento come il nostro, legato al mondo dell’animazione, per la sua prima uscita ufficiale nel nuovo ruolo. Questo dimostra che ci sarà, da qui al futuro, probabilmente una maggiore attenzione per questo comparto, sia al livello produttivo che a livello creativo”. E’ quanto sottolinea Roberto Genovesi, direttore artistico di ‘Cartoons on the Bay’, il festival del film d’animazione promosso e organizzato dalla Rai, dal 31 maggio al 4 giugno, a Pescara, rispondendo alla AdnKronos, nel tracciare un bilancio finale della rassegna.

“Per chi da 14 anni dirige un festival che ha come primo scopo quello di dimostrare che l’animazione è un comparto creativo di primaria importanza, la presenza è una testimonianza che stiamo facendo bene il nostro lavoro e che avevamo ragione”, afferma soddisfatto Genovesi, ricordando che “quest’anno è stata una vera edizione sul territorio, con un aumento notevole non soltanto del pubblico ma soprattutto dei delegati internazionali. Le circa 350 opere in concorso provenienti da 50 Paesi dimostrano che il nostro festival ha rappresentato una vetrina molto ampia del panorama mondiale nel settore dell’animazione”.

Per il direttore artistico, “questa seconda edizione sul territorio, a Pescara dopo la pandemia per il Covid, è stata praticamente l’edizione che, dopo quella del primo anno che è servita a rimettere in piedi la struttura, ha rappresentato veramente il festival come io l’avevo pensato e immaginato. Siamo riusciti a portare tre nomi incredibili del cartone animato come Ari Folman, Ian Mackinnon e Peter Lord, che per diversi motivi e a vario titolo rappresentano l’eccellenza nei rispettivi settori”.

Per quanto riguarda poi la parte tecnica, “abbiamo implementato moltissimo il b2b ovvero il ‘business to business’ e il confronto fra produttori e nuove leve. Tutto ciò ci consente di rafforzare ancora di più quella che è la vocazione di ‘Cartoons on the Bay’: il festival deve avere come principale obiettivo il fare scouting per quanto riguarda i contenuti e i linguaggi dell’animazione, da qui al prossimo futuro; e mettere in condizione la Rai che produce organizza questo festival di prendere le misure e avere quegli accorgimenti necessari a migliorare la produzione e la distribuzione dell’animazione in Italia e all’estero”.

Presenti a ‘Cartoons on the Bay’ anche due nomi celebri dell’animazione, del fumetto e della satira, come Francesco Tullio Altan e Bruno Bozzetto. “Hanno riscosso molta attenzione anche dal pubblico giovanile – osserva Genovesi – La cosa divertente è che quando c’è la passione per un certo tipo di attività come la creazione e l’animazione, la distanza fra le generazioni subisce una crasi, si accorcia e quasi sparisce, nonostante sia Altan che Bozzetto abbiano un’età veneranda, visto che parliamo di ottantenni, che comunque non hanno perso il sacro fuoco della creatività; il che è contagioso per le giovani generazioni che si accodano questo tipo di processo. Essenziale è perseverare e non arrendersi, anche davanti ai primi ostacoli e ai rimi insuccessi, perché sono proprio quelli che determineranno poi il grande successo costruendo il carattere”.

(dell’inviato Enzo Bonaiuto)

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Omar Favaro, violenze a ex moglie: nuove accuse 22 anni dopo delitto Novi Ligure

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Insieme alla fidanzata Erika nel 2001 massacrò la madre e il fratellino di lei. Ora è indagato per abusi e maltrattamenti in famiglia

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Nuove accuse per Omar Favaro, a 22 anni dalla strage di Novi Ligure. L’uomo, oggi 40enne, è accusato di violenze nei confronti della ex moglie e maltrattamenti in famiglia. Era il 2001 quando Omar aiutò la fidanzata dell’epoca, Erika De Nardo, ad uccidere con 97 coltellate la madre di lei, Susy Cassini, e il piccolo Gianluca, il fratellino che aveva solo 11 anni. Adesso, Favaro potrebbe dover tornare davanti ai giudici, riporta Repubblica, che specifica come i fatti contestati sarebbero avvenuti tutti prima del 2022, in particolare durante il periodo del Covid-19.

“Minacce di morte, botte, soprusi fisici e psicologici. ‘Ti sfregio la faccia con l’acido’, ‘ti mando su una sedia a rotelle’, ‘ti faccio la festa’. La testa di lei presa per i capelli e avvicinata pericolosamente a un fornello acceso. E un clima di costante paura, controllo, insulti: ‘Fai schifo’, ‘non esci viva da qui’. Oggetti scagliati addosso – riporta ancora il quotidiano – cellulari rotti, il divieto di chiamare i carabinieri. La donna ha taciuto a lungo per paura. E il tempo le è diventato nemico. La procura di Ivrea ha provato a fermare Omar, chiedendo una misura cautelare: il divieto di avvicinamento per quelle ripetute minacce di morte. Ma il giudice ha detto di no. La coppia, infatti, nel frattempo si è separata e, secondo il magistrato, non c’è più l’attualità del pericolo”.

“Il suo passato non c’entra ma continua a perseguitarlo e non deve essere strumentalizzato come invece si sta cercando di fare in una vicenda che guarda caso nasce proprio durante una causa di separazione dove è in discussione l’affidamento della figlia”, spiega l’avvocato Lorenzo Repetti che è tornato ad assistere Omar. La pm Valentina Bossi e la procuratrice capo di Ivrea Gabriella Viglione hanno fatto appello contro il rifiuto della misura. Il fascicolo è arrivato ora al tribunale del Riesame di Torino che dovrà rivalutare la situazione effettiva di rischio che stanno correndo le vittime.

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Covid Italia, casi e morti in calo nell’ultima settimana

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Registrati 13.208 contagi e 125 vittime. Tasso di positività più o meno stabile al 5,4%, diminuiscono i tamponi effettuati

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Scendono i contagi e i morti Covid in Italia nell’ultima settimana. Dal 26 maggio all’1 giugno si sono registrati 13.208 nuovi casi, in calo del 9,6% rispetto ai 7 giorni precedenti (quando erano 14.619). Sono stati 125 i decessi in 7 giorni, -16,7% rispetto alla settimana precedente (quando erano 150). Sono i dati del bollettino settimanale del ministero della Salute, che fotografano l’andamento della situazione epidemiologica da Covid-19. E’ più o meno stabile il tasso di positività, che scende di 0,2 punti percentuali dal 5,6% al 5,4%. I test eseguiti sono stati 246.019, -5,1% rispetto ai 259.227 dei 7 giorni precedenti.

“L’incidenza di nuovi casi identificati e segnalati con infezione da Sars-CoV-2 in Italia è circa 25 casi ogni 100mila abitanti, stabile rispetto alla settimana precedente. E’ complessivamente basso l’impatto sugli ospedali, con un tasso di occupazione dei posti letto in lieve diminuzione sia nelle aree mediche che nelle terapie intensive”.

“Si ribadisce l’opportunità, in particolare per le persone a maggior rischio – si legge – di sviluppare una malattia grave in seguito all’infezione da Sars-CoV-2, di continuare ad adottare le misure comportamentali individuali previste e/o raccomandate, l’uso della mascherina, aerazione dei locali, igiene delle mani, ponendo attenzione alle situazioni di assembramento. L’elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione e il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali come gli anziani e i gruppi di popolazione più fragili – ribadiscono gli esperti – rappresentano strumenti importanti per mitigare l’impatto clinico dell’epidemia”.

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Le ciclovie più belle d’Italia premiate con l’Oscar del cicloturismo 2023

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E’ in Toscana la numero uno delle ciclovie d’Italia: quest’anno l’Oscar italiano del cicloturismo va alla Ciclopedonale Puccini che raccoglie il patrimonio culturale e naturale presente tra Lucca e la Versilia raccontando la vita e i luoghi del compositore, di cui si celebrerà il centenario della morte nel 2024. Nata nel 2011 su un sentiero lungo il fiume Serchio, la Ciclopedonale Puccini si estende per 58 km da Lucca a Torre del Lago Puccini, attraversando Corte Parda, Filettole, Massaciuccoli, Massarosa, Viareggio, un percorso pianeggiante e adatto a tutti, con un fondo misto, prevalentemente sentiero in sede protetta su terra battuta con alternanza di asfalto in tratti condivisi su strade a bassissima percorrenza. È una Ciclovia musicata perché una segnaletica dedicata consente di accedere, tramite QR code, a un accompagnamento musicale durante la pedalata e di ascoltare le sinfonie suggerite in punti selezionati. Nei bike-point presenti lungo il tracciato, inoltre, dal prossimo settembre saranno disponibili anche podcast che raccontano gli aspetti naturali del luogo ed episodi della vita di Puccini, includendo la storia e le lettere da cui si evince quanto fosse appassionato di biciclette e ciclista lui stesso.

La Ciclopedonale Puccini è dotata di tre tipologie di segnali permanenti e sono inoltre presenti servizi di noleggio bici, punti di assistenza e di ricarica per le e-bike, fontanelle d’acqua potabile, punti ristoro, bar e ristorante, guide per tour guidato. Ottima l’intermodalità con le stazioni ferroviarie con la possibilità di percorrere tratti in bici e ritornare in treno. Nel primo tratto la ciclovia corre sull’argine sinistro del fiume Serchio, con i rilievi preappenninici sulla sinistra e vigne, oliveti e boschi sulla destra. Arrivando presso l’Oasi Lipu l’unicità̀ dello scenario e le oltre 300 specie di uccelli che vivono in questa riserva naturale in ogni stagione lasciano senza fiato. Imperdibile, per tutti i melomani, la visita al museo allestito nella Villa Puccini, l’abitazione in cui il compositore trascorse molti anni della sua vita.

La Giuria ha premiato la capacità di coniugare la tradizione con l’innovazione, restituendo appieno l’ariosa sensazione di pedalare cantando in bicicletta. La Ciclovia musicata è un vero inedito, presentato da una regione particolarmente ospitale verso i cicloturisti e che investe da anni in infrastrutture e servizi a beneficio del turismo lento. Un omaggio, ancora, a un grande compositore appassionato della bicicletta, molto legato alla sua terra e al contempo molto moderno, che ha portato l’opera italiana nel mondo.

Si posiziona al secondo posto, nell’ambito dell’Italian Green Road Award, la Regione Sicilia con Sicily Divide. Si tratta di un itinerario ciclabile di 457 km da Trapani a Catania – su strade secondarie e rurali ma anche ex ferrovie, percorsi sterrati sugli argini di fiumi e canali – che attraversa ben 48 centri abitati fra borghi e città. Lungo l’intero percorso si trovano bike hotels, fontane, punti di ristoro, assistenza, noleggio bici, ricarica bici e i check-point dove gli utenti possono collezionare i timbri per ricevere l’attestato di percorrenza della ciclovia sul Divider’s Pass, che permette inoltre di usufruire di condizione agevolate negli hotel convenzionati. Frutto di un progetto del 2020, Sicily Divide è nata con l’obiettivo di aiutare le comunità delle aree interne dell’isola tramite la diffusione di buone pratiche nell’accoglienta dei turisti su due ruote, con la creazione di una rete di bike hotels, ciclo-officine e altri servizi in grado di stimolare nelle popolazioni locali la volontà di generare un indotto economico per i loro territori legato al cicloturismo. Si tratta, infatti, di un percorso cicloturistico d’avventura che attraversa orizzontalmente la Sicilia centrale più sconosciuta, quella lontana da spiagge affollate e dalle località più note, che da Trapani passa per Salemi, Gibellina, Santa Margherita di Belice, Sambuca, Villafranca Sicula, S.S. Quisquina, Mussomeli, Montedoro, Caltanissetta, Borgo Cascino, Enna, Leonforte, Agira, Regalbuto, Centuripe, Paternò per terminare a Catania.

La Giuria ha premiato un progetto nato “dal basso” durante il Covid grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani dell’Associazione Ciclabili Siciliane, che si sono autofinanziati per generare nella loro terra nuove economie localizzate in grado di portare valore e di invertire la tendenza all’emigrazione dei giovani. Il percorso individuato, che percorre l’entroterra siciliano e province poco battute dal turismo, è stato accolto con entusiasmo da parte delle comunità locali e degli operatori economici e continua a crescere grazie al sostegno della Regione che ne ha sposato le finalità inserendolo in un più ampio piano di promozione del cicloturismo: un esempio di come il turismo sostenibile possa valorizzare borghi e territori bellissimi e sconosciuti ai più.

Terzo posto per la Regione Veneto con la Ciclabile Treviso-Ostiglia. Una ciclovia green ricavata dal recupero di una ex ferrovia realizzata negli anni Trenta per ragioni militari e commerciali tra la città di Treviso e Ostiglia, in provincia di Mantova. L’itinerario ciclabile di 70 km di facile percorrenza si estende lungo una fascia boschiva che attraversa campi, paesi di campagna, oasi naturalistiche, corsi d’acqua e ville venete, nelle province di Treviso, Padova e Vicenza, dal Sile al Po, con un tracciato per il 90% in sede propria e per il 10% su strade poco trafficate è una ciclabile.

La Treviso-Ostiglia, realizzata a partire dal 2009 con i primi tratti inaugurati 20 anni fa, è tra le maggiori arterie del cicloturismo in Veneto e facilita i collegamenti con altre piste ciclabili della regione come la ciclabile del Sile, il Sentieri degli Ezzelini, il Cammino di S. Antonio, la ciclovia del Brenta, quella del Bacchiglione, la Riviera Berica, la via del Tergola oltre a intercettare la Dolomiti-Venezia e la Aida (Alta Italia da Attraversare,) un grande itinerario nazionale di 900 km. Interamente dotato di segnaletica, il percorso è attrezzato con fontane d’acqua, bicigrill, aree ristoro, assistenza, servizio meccanico, noleggio bici e numerose possibilità di alloggio.

La Giuria ha premiato l’idea di una “ciclovia per tutti”, una realizzazione da manuale a partire da un sedime ferroviario dismesso, oggi una grande arteria del cicloturismo veneto interconnessa con altri percorsi tra aree naturalistiche e di pregio culturale. Importante anche il recupero dei vecchi caselli come punti di ristoro e officine che agevolano i cicloturisti nella scoperta “dolce” del territorio.

Tra gli altri premi assegnati nell’ambito dell’Oscar italiano del cicloturismo 2023, il Premio Stampa e Comunicazione va alla Regione Emilia Romagna per la Ciclovia della Food Valley. Un itinerario ciclopedonale di 80 chilometri che unisce Parma a Busseto pensato per valorizzare la forte vocazione all’enogastronomia del territorio, che vanta produzioni di eccellenza e numerosi locali per la ristorazione: un importante richiamo per turisti italiani e stranieri. Completamente segnalato, il percorso è largo dai 2,5 ai 5 metri e ha un fondo misto, prevalentemente cemento, asfalto e strade bianche; in parte ricavato da precedenti ciclabili lungo gli argini del Po e dell’Enza – passa per aree naturalistiche di pregio come l’area Mab Unesco Po Grande – è attrezzato con fontane, bicigrill, punti di assistenza, segnaletica fosforescente per le uscite notturne e colonnine per la ricarica di e-bike.

Nel 2022 si è svolta la prima edizione de “l’Ingorda-la pedalata assistita dal buon cibo”, manifestazione non competitiva con sosta in ogni comune del percorso per gustare le specialità locali. L’evento si inserisce nel Festival della Food Valley, che coniuga sport, gastronomia, cultura e musica. I Comuni della Ciclovia della Food Valley sono: Parma, Sorbolo Mezzani, Brescello, Colorno, Sissa Trecasali, Roccabianca, Polesine Zibello, Busseto, tutti in provincia di Parma ad eccezione di Brescello, in provincia di Reggio Emilia. I giornalisti della Giuria hanno premiato un progetto nato per opera dei sindaci illuminati rappresentanti dei Comuni lungo la ciclovia, che hanno investito per valorizzare l’eccellenza delle produzioni locali, legandole al turismo sostenibile. Apprezzata anche la forte attenzione alla comunicazione e la singolare segnaletica che sottolinea la valenza enogastronomica del percorso.

Secondo Andrea Corsini, assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo e commercio della Regione Emilia-Romagna: “Ricevere oggi questo premio ha una valenza particolare, perché la nostra terra è devastata da un’alluvione senza precedenti e molti percorsi cicloturistici, soprattutto in Romagna, dovranno essere al più presto ripristinati. Nello stesso tempo però dobbiamo guardare avanti, rimboccarci le maniche, e questo riconoscimento, di cui ringrazio giuria e organizzatori, testimonia la nostra capacità di investire nella mobilità sostenibile e il forte legame tra l’Emilia-Romagna e le due ruote. Ci impegneremo sempre di più per valorizzare, insieme ai territori, i 9mila chilometri di piste ciclabili, ciclovie e sterrati per promuovere il turismo lento e in armonia con la natura”.

La menzione speciale di Legambiente va alla Regione Abruzzo per il cammino d’Abruzzo: un tour ad anello di 700 km nel cuore della regione, da percorrere a piedi o in bicicletta, alla scoperta delle ricchezze storiche e culturali e delle eccellenze eno-gastronomiche. Il percorso tocca 71 comuni oltre ai parchi nazionali e regionali, riserve e oasi naturalistiche, ed è suddiviso in 38 tappe: prende il via da Pescara, risale lungo la costa e nell’entroterra teramano, per poi rientrare, attraverso un sentiero boschivo di una bellezza straordinaria, sui paesi dell’area Vestina. Varcate le alte colline di Forca di Penne si immerge nel territorio aquilano e in tutta la vallata subequana per poi, attraverso sentieri e tratturi, concludere il viaggio sul territorio chietino e portare viandanti e ciclisti sulla suggestiva Costa dei Trabocchi prima di rientrare a Pescara. Sul percorso sono presenti fontane d’acqua, ciclofficine, punti di ricarica e-bike, punti di ristoro, possibilità di alloggio. Il Cammino d’Abruzzo è completamente segnalato e sono disponibili le tracce gpx dell’intero percorso.

La menzione va a un progetto che attraversa comuni, parchi e aree protette di tutta la Regione e che ricalca bene lo spirito che Legambiente ricerca nei nuovi prodotti cicloturistici: poca infrastrutturazione, ma buona capacità di integrazione nel territorio per agire come lievito delle migliori energie locali e valorizzare così il patrimonio di autenticità delle aree interne del Paese.

Per la prima volta dell’Oscar Italiano del Cicloturismo va all’estero: l’Italian Green Road Award 2023 viene assegnato all’Isola di Gran Canaria, destinazione bike friendly che ha reso accessibile la bicicletta per chiunque. Da anni mèta privilegiata di ciclisti e cicloturisti grazie alle ottime condizioni climatiche e alla sua particolare orografia, Gran Canaria ha organizzato la mobilità urbana con un sistema di bike sharing efficace e capillare mentre ha dedicato servizi di qualità e infrastrutture dedicate al cicloturismo, con percorsi in tutta l’isola.

Sono state premiate sul primo gradino del podio delle sette passate edizioni dell’Oscar del Cicloturismo: nel 2015, l’Umbria con la ciclovia ‘Assisi-Spoleto-Norcia’; nel 2016, il Friuli Venezia Giulia con ‘L’Alpe Adria’: nel 2017, il Veneto con ‘La Ciclovia dell’Amicizia’; nel 2018 la Lombardia con ‘La Ciclovia del Fiume Oglio’; nel 2020, è stata la volta dell’Abruzzo con la ‘Bike to Coast’, nel 2021, al primo posto ex aequo della Provincia Autonoma di Trento con la ‘Green Road dell’Acqua’ e della Calabria con la ‘Ciclovia dei Parchi’. Nel 2022 l’Emilia Romagna si è aggiudicata il primo premio con il ‘Grand Tour della Valle del Savio’.

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2 giugno, Meloni brinda con Mattarella: “Alla Repubblica”

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Il presidente della Repubblica rompe gli schemi del ricevimento, sostando con la premier e le più alte cariche dello Stato sulla terrazza del Quirinale anziché nella coffee house

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Un brindisi “alla Repubblica”. Giorgia Meloni brinda con il capo dello Stato Sergio Mattarella, che la riceve rompendo gli schemi del ricevimento per la festa del 2 giugno, sostando con lei e con le più alte cariche dello Stato sulla terrazza del Quirinale anziché nella coffee house come da tradizione. E’ Mattarella che porge un bicchiere di prosecco alla premier, che intitola il brindisi “alla Repubblica”.

Il presidente della Repubblica accoglie il presidente del Consiglio al ricevimento al Quirinale mostrandole la vista su una bellissima Roma al tramonto dalla terrazza. La premier, accompagnata dal consorte Andrea Giambruno, riconosce dal Colle il suo ufficio alla Camera, e lo indica al capo dello Stato che le ha mostrato dall’alto del Quirinale Montecitorio. Con loro, sulla terrazza, anche i due presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e la presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra. Un formato inedito per questo evento – il primo dopo la lunga pausa legata al Covid – visto che solitamente il presidente della Repubblica rimaneva nella coffee house ad attendere il saluto degli ospiti al ‘padrone di casa’.

Stamani in Moldova, nel pomeriggio a Roma. Eppure la premier sembra non avvertire stanchezza e scherza con tutti al ricevimento per la festa della Repubblica. ‘Tampinata’ dai cronisti che non si staccano da lei nemmeno per un attimo, dopo aver concesso loro un selfie di gruppo scherza: “Banda di origliatori seriali”.

Poi incrocia il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo che le presenta la moglie Laura. “Ma sei proprio sicura?”, si presenta lei subito pronta alla battuta. Dunque si imbatte nel presidente del Cnel, Renato Brunetta: “Ti vedo carico, combattivo”. E i complimenti arrivano anche per il regista Enrico Vanzina: “E’ da tanto che non ti vedo, ma ti vedo proprio bene”.

I giornalisti sono sempre lì, al suo seguito. “Che stai a scrive?”, ride a uno del gruppo chiedendo di vedere il taccuino. Arriva la fedelissima Patrizia Scurti per portarla dal vicepremier Antonio Tajani, che l’attende per un colloquio riservato. “Ecco, m’ha salvato – dice Meloni ai cronisti congedandosi – che io sono una chiacchierona…”. Meloni lascia poi il Quirinale, dopo essersi intrattenuta a lungo, riservatamente, con il ministro degli Esteri, che la ‘scorta’ fino all’auto che l’attende nel cortile.

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