Tokyo 2020, Timanovskaya è “al sicuro”: non torna in Bielorussia


L’atleta bielorussa Kristina Timanovskaya è “al sicuro” dopo un presunto tentativo di rapimento. Lo ha detto il Comitato Olimpico Internazionale (Cio). L’opposizione bielorussa domenica ha accusato le autorità di Minsk di aver tentato di rapire l’atleta a Tokyo e di costringerla a rientrare in patria. Il portavoce del Cio, Mark Adams, ha dichiarato che ha trascorso la notte in un hotel all’aeroporto Haneda di Tokyo in un “ambiente sicuro”. Ora è sotto la custodia delle autorità locali e il Cio ha chiesto al Comitato olimpico bielorusso un rapporto scritto sulla questione. I rappresentanti del Cio le hanno parlato direttamente nella notte: Timanovskaya ha assicurato loro di sentirsi al sicuro, ha detto Adams. 

Nelle prossime ore sono previsti ulteriori contatti tra le autorità e l’atleta, anche per definire i prossimi passi. Timanovskaya è stata intercettata all’aeroporto mentre si apprestava a partire con un gruppo di connazionali. L’atleta si sarebbe rivolta alla polizia giapponese in aeroporto. 

Timanovskaya avrebbe dovuto scendere in pista oggi per le prime batterie dei 200 metri. Il Comitato olimpico bielorusso ha annunciato che la velocista non avrebbe gareggiato a causa della sua “condizione emotivo-psicologica”. Timanovskaya ha smentito la versione ufficiale con un post su Instagram e all’emittente Euradio ha denunciato apertamente: “Mi hanno appena detto di fare le valigie e volare a casa”. I media indipendenti bielorussi hanno riferito che la 24enne è stata portata all’aeroporto dopo aver espresso commenti critici sui funzionari sportivi bielorussi a Tokyo. All’aeroporto, però, l’atleta si è rivolta alla polizia bloccando di fatto il rientro in patria. 

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