Tetto contante, l’economista Lamberti: “No a Stato vessatorio, fare conti con realtà italiana”


“Ci sono Paesi come la Germania che non possiamo definire paradisi fiscali e che non adottano limiti sul contante, eppure il livello di evasione è più basso e l’uso del digitale è maggiore. Il problema è abituare alla convenienza della dichiarazione, con uno Stato meno vessatorio, con la possibilità di dedurre le spese in detrazione, con minori tasse e balzelli quotidiani e impegni burocratici”. E’ quanto dice all’Adnkronos l’economista Lucio Lamberti, nel commentare il limite all’utilizzo del contante che nel 2022 sarà di 2.000 euro e non di 1.000 come previsto inizialmente. 

“Da qualche tempo il controllo nei pagamenti in contanti sta diventando asfissiante. L’Italia è uno dei Paesi che ha adottato in Europa limiti più stringenti. L’intento del legislatore è spingere verso un crescente uso delle carte e del digitale. Tuttavia – spiega l’economista – non fa i conti con le abitudini, la demografia e la struttura delle relazioni commerciali del nostro Paese. Siamo una popolazione anziana e per alcuni la complessità del rapporto bancario è ancora alta. Siamo agli inizi dell’alfabetizzazione finanziaria. Inoltre – ricorda Lamberti – la riduzione della presenza territoriale delle banche, con la riduzione degli sportelli e la centralizzazione stanno creando fenomeni di desertificazione bancaria in molte aree”. 

Quindi, ribadisce Lamberti, “l’uso dei mezzi di pagamento alternativi deve essere conquistato per la loro convenienza e praticità, non come forzatura. Il cittadino è un cittadino e non un suddito. Del resto – conclude – vengono tollerati strumenti come i bitcoin che sfuggono completamente ad ogni controllo per importi rilevanti e ci si accanisce con le vecchiette per 1550 euro”. 

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