Superbonus 110%, voci di stop: le news


Superbonus 110%, si susseguono le reazioni alle indiscrezioni trapelate in merito a un possibile stop. “Il superbonus 110% funziona, non possiamo interromperlo di punto in bianco – dice la presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Martina Nardi, deputata Pd – Va prolungato necessariamente fino al 2023 e poi va prevista un’uscita graduale e sensata dal sostegno pubblico. Una misura che invece dovrà rimanere permanente è la possibilità di cessione del credito”.  

“L’ecobonus edilizio – sottolinea – è efficace, è utilizzato da molte imprese e famiglie e soprattutto è riuscito a mettere in moto un settore ad alta densità di manodopera, incidendo così sulla produzione e sulla occupazione”. Inoltre, continua Nardi, “è importante nel processo di transizione ecologica, garantendo nelle costruzioni soluzioni meno inquinanti ed energivore. Chiuderlo così darebbe un segnale negativo e contraddittorio che potrebbe compromettere la già difficile strada verso uno sviluppo più sostenibile”. 

“Apprendiamo da fonti di stampa di un possibile taglio alla dotazione del Superbonus 110%: chiediamo rassicurazioni immediate al ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco che queste voci siano prive di fondamento – afferma il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Davide Crippa – Ci aspettiamo che il ministro ci dica non solo che il Superbonus 110% non sarà depotenziato ma che il governo tenga fede al mandato, ricevuto dal Parlamento, di prorogare la nostra misura almeno fino a fine 2023. Attendiamo anche di conoscere al più presto le modalità con cui si sosterrà la proroga: se non si può attingere a risorse europee, a nostro avviso va utilizzato il fondo generato dal Governo per sostenere gli investimenti non coperti dal Recovery Plan, dotandolo delle risorse necessarie”. 

“Proprio oggi dall’Istat è giunta l’ennesima notizia a conferma dei benefici prodotti dal Superbonus: a febbraio 2021 i livelli della produzione nel comparto delle costruzioni hanno superato quelli di febbraio 2020, poco prima dell’inizio delle restrizioni dovute alla pandemia. Sarebbe miope non investire massicciamente su una misura che già ai suoi esordi ha portato benefici per i cittadini, per le imprese e i tecnici del settore e per l’occupazione”, conclude Crippa. 

In una nota intervengono anche i senatori M5S in commissione Industria, Commercio e Turismo Gianni Girotto, Cristiano Anastasi, Gianluca Castaldi, Marco Croatti, Gabriele Lanzi e Sergio Vaccaro. “Oggi alcuni giornali – scrivono – nei vari resoconti relativi al Def, parlano di probabile ‘sforbiciata’ degli stanziamenti destinati al Superbonus. Si tratta di una misura il cui volano economico in termini di lavori e di occupazione è stata certificata e ribadita da tutti, a partire da Confindustria e Ance. Dal ministro dell’Economia Franco ci aspettiamo massima e immediata chiarezza su questo fronte. Il provvedimento va semplificato? Senza dubbio. I passaggi burocratici vanno diminuiti? Considerazione sacrosanta. Depotenziarne però la dotazione sarebbe un tragico errore: ricordiamo che in tre mesi questa misura ha già messo a terra più di un miliardo di euro di lavori, e ha portato il comparto edilizio a essere più dinamico persino rispetto ai mesi pre-pandemia. Prorogarlo a livello temporale e estenderlo ad altre tipologie di edifici, strutture ricettive in primis, deve divenire obiettivo prioritario per l’esecutivo. E se le risorse europee in questo ambito sono off limits, si utilizzi il fondo generato dal governo per spingere gli investimenti impossibili da coprire col Recovery Fund. Il ministro Franco dia subito delucidazioni in merito”.  

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