Summer School 2021- Intelligenza artificiale e big data, il terzo occhio della scienza a sostegno della salute degli italiani. Tra vantaggi e rischi


Gallio, 23 settembre 2021 – “Il potenziale di innovazione della ricerca e della pratica clinica si poggia sempre più su tecnologia e big data. Oltre il 50% delle pubblicazioni include già oggi dati real world, e la Food and Drug Administration (FDA) statunitense e l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) in primis stanno operandosi per favorire un ruolo ancora maggiore, consapevoli dei benefici che ne deriveranno su più fronti”. Con queste parole Antonella Levante, Vice Presidente IQVIA, ha affrontato il tema dei “Big data e dell’intelligenza artificiale: l’impatto nella programmazione e riorganizzazione dei processi di cura” alla
SUMMER SCHOOL 2021
di
Motore Sanità
.  

Se il real world è fondamentale per capire l’impatto reale delle terapie, diagnosi e governance dei sistemi, l’Intelligenza artificiale cambia l’approccio al sistema e modifica il mondo del lavoro in sanità, compresa l’Internet of Things (IoT) o “Internet delle Cose”.  

“Si pensi alle promesse della medicina personalizzata e alla sfida del reclutamento pazienti negli studi, con un impatto potenziale di +40%, e la diagnosi delle malattie rare, fino a +85% – ha proseguito la Levante -. Inoltre, c’è l’esigenza di ottimizzare i percorsi di cura delle persone fragili ripensando la raccolta e il trattamento dei dati clinici e sanitari per il bene dei pazienti e la sostenibilità di interi sistemi sanitari”. 

Anche la competitività e l’attrattività dei centri di ricerca italiani è in gioco se si vogliono attirare programmi di ricerca complessi, secondo Antonella Levante.  

“L’Italia registra un ritardo soprattutto su infrastrutture, interoperabilità dei dati e sistematicità delle implementazioni digitali. Su questo occorre agire, sfruttando anche l’opportunità unica offerta dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Serve ribaltare il rapporto attuale 80-20 tra le attività di “Data scouting & cleaning” e l’attività di generazione di evidenze e raccomandazioni. La generazione di valore e l’aumento della competitività dipenderanno dalla capacità di agire secondo una visione organica, avviando “Iniziative Paese” che consentano di accelerare gli investimenti in tecnologie e in competenze di data science. Vanno definiti gli standard minimi di interoperabilità e sicurezza, uniti a linee guida di trattamento dati che raggiungano un migliore equilibrio tra ricerca, innovazione e tutela dei dati sensibili”.
 

“Dobbiamo essere consapevoli che siamo all’alba di una nuova era nella medicina, quella digitale” ha chiarito Francesco Gabbrielli del Centro Nazionale di Telemedicina e delle Nuove tecnologie dell’Istituto Superiore di Sanità. 

“La tecnologia digitale ha una caratteristica: corre ad una velocità elevatissima e le novità arrivano a ritmi incredibili, quindi i professionisti devono imparare a cambiare i processi di lavoro per sfruttare al meglio le tecnologie. Anche l’amministrazione pubblica e le norme devono essere adeguate a questa nuova era. Le norme saranno sempre un poco in ritardo rispetto all’innovazione perché richiedono tempi di maturazione di discussione fisiologici, mentre le procedure amministrative e la burocrazia devono adeguarsi ai nuovi tempi”.  

E poi sui dati digitali e l’intelligenza artificiale ha aggiunto. “I dati digitali si presentano in grandi quantità, cambiano di valore e di significato nel tempo e devono essere prodotti, non si trovano spontaneamente in natura. Dobbiamo imparare a originare e gestire i dati in modo da arrivare a risultati veramente nuovi e impensabili prima del digitale. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, è una grande opportunità che possiamo già incominciare ad utilizzare nella ricerca biomedica e nella governance di sistema ma che dobbiamo ancora sviluppare per l’uso nelle attività cliniche e assistenziali quotidiane” ha concluso il professor Gabbrielli.  

Il Ministero della Salute e il Consorzio Interuniversitario Cineca hanno siglato un accordo per implementare un modello predittivo e un modello di nuova governance per il Servizio sanitario segna una svolta nel contrasto ai fenomeni pandemici e più in generale consentirà una migliore gestione delle patologie cronicizzanti.  

“Costruire una nuova conduzione per il Ssn significa prima di tutto tenere conto delle patologie e stratificazione della popolazione, nell’ambito dei programmi che il Ministero della Salute ha avviato – ha spiegato David Vannozzi, Direttore generale Cineca -. Il primo ambito nel quale si esplicita la collaborazione si sviluppa con riferimento alla popolazione over 65 e 0-18 anni. Per questa attività ci si avvarrà di dati provenienti dai diversi flussi del servizio sanitario compresi quelli generati attraverso il fascicolo sanitario elettronico in forma aggregata e anonima. Questo significa prima di tutto classificare, in modo rivoluzionario, classificare il complesso delle patologie per tipologia, per classi anagrafiche, per incidenza territoriale e una miriade di altri dati (condizione lavorativa, ereditarietà, accesso al sistema di cure, frequenza delle cure e loro appropriatezza), attivare cioè, con l’ausilio dei Big data e dell’Intelligenza artificiale, un monitoraggio costante, quotidiano sulle condizioni di salute degli italiani”.  

Sull’impatto dell’intelligenza artificiale è intervenuto anche Antonio Cerqua, Head of Data, AI & GIS Solutions, AlmavivA.  

“I macro temi legati all’intelligenza artificiale sono la classificazione delle malattie croniche, come il diabete, la predizione di andamenti e/o delle complicanze specifiche di malattie croniche (dialisi e scompenso cardiaco), l’ottimizzazione dei processi di logistica. I prossimi passi riguardano il tema della tossicità oncologica per predire l’insorgenza di complicazioni del trattamento oncologico sulla base dei dati della cartella clinica elettronica oncologica”. 

Secondo Matteo Moscatelli, Country Head Vree Health at MSD, oggi servono qualità, dato omogeneo e distribuito ma servono infrastrutture, dal medical device al software, che in ambiente sanitario non sono attuali. “Per supportare questo cambiamento potrebbe essere utile una partnership a stretto giro tra pubblico e privato e un cambiamento culturale. Come azienda stiamo lavorando sulla gestione dell’individuo basata sulle “4 P”, prevenzione, predizione, personalizzazione e partecipazione, per creare una efficace comunicazione con il paziente”.  

Sul digital twin ha fatto il punto Patrizia Palazzi, Strategic Sales Expert Siemens Healthineers.  

“Si tratta di una tecnologia matura nell’industry 4.0 dove vengono creati dei modelli per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi mentre è una applicazione molto recente in ambito sanità. Il modello del digital twin può aiutare a prevedere come il sistema si comporterebbe quindi andare ad effettuate delle ottimizzazioni sul sistema stesso. L’obiettivo è di creare delle strutture e di riorganizzare delle strutture esistenti nell’ottica di migliorare l’esperienza del paziente ma anche la soddisfazione dello staff e l’efficienza clinica”.  

Qualche esempio di applicazione del digital twin: come modello biofisiologico personalizzato del paziente basato sull’intelligenza artificiale e, nella pratica clinica, come supporto di trattamenti personalizzati con simulazione virtuale in merito ai trattamenti terapeutici per valutarne risultati ed efficacia, sul quale sta già lavorando Siemens Healthineers. 

In tutto questo la sicurezza e la certificazione dei dati sanitari sono un tema che devono essere messi all’ordine del giorno e garantirlo al cittadino.  

“Se da un lato si assiste ad un incremento significativo dei big data, amplificato specialmente in questo periodo di emergenza sanitaria, da un punto di vista della privacy governare questi processi non è semplice. Ci sono indubbi vantaggi della sanità digitale, ma è altrettanto vero che esistono dei rischi, pertanto è necessario considerare gli aspetti etici e tutelare la centralità del paziente a tutto tondo” ha spiegato Micaela Barbotti, A&A Studio legale. 

Motore Sanità si propone di contribuire al progresso della ricerca scientifica e delle conoscenze scientifiche sia in Italia che all’estero nel campo sanitario e sociale attraverso: 

1. informazione, formazione e sensibilizzazione 

2. organizzazione di convegni, congressi, workshop e seminari 

3. attività di aggiornamento, educazione e pubblicazioni 

Sito internet: www.motoresanita.it
 

Ufficio stampa Motore Sanità  

comunicazione@motoresanita.it
 

Liliana Carbone – Cell. 347 2642114  

Marco Biondi – Cell. 327 8920962 

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