Su Marte festa con 3 sonde per il suo 36esimo Capodanno


Ad una distanza media con la Terra di circa 225 milioni di chilometri, Marte
festeggia il suo 36esimo Capodanno in compagnia di ben tre sonde. Grazie al calendario marziano istituito nel 1955, il Pianeta Rosso proprio in questo mese di febbraio celebra infatti il suo ‘nuovo anno’, un anno che sul pianeta pesa ben 687 giorni terrestri, come dire un compleanno umano ogni 23 mesi circa. Ebbene, a brindare con il pianeta più simile alla Terra sono appena arrivate le prime due ospiti nella sua orbita: la sonda emiratina Hope giunta martedì scorso 9 febbraio, e la cinese Tianwen-1 arrivata il 10 e che a maggio si calerà addirittura sulla superficie di Marte.  

Ma per decreterare ‘aperte le danze’ e alzare i calici, il Pianeta Rosso, il quarto del sistema solare per distanza dal Sole, aspetta un terzo ospite previsto tra una settimana esatta. Il 18 febbraio, alle 21.55 ora italiana, è in programma l’ammartaggio del rover Perseverance della missione Nasa Mars 2020, un ospite d’onore perché prima tappa dell’ambiziosissimo programma Mars Sample Return. Nei prossimi 10 anni – con missioni spaziali tra il 2020 ed il 2030 – il programma Mars Sample Return punta, per la prima volta nella storia, a raccogliere campioni di roccia e polvere dalla superficie di Marte per analizzarli poi sulla Terra.  

Il parterre di scienziati e tecnologi potrebbe con Perseverance comporre davvero nuovi spartiti di conoscenza, un’
opera che conta sull’importante contributo dell’industria italiana con il gruppo Leonardo. Il programma ‘Mars Sample Return’ della Nasa, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, intende infatti riportare sulla Terra dei campioni di suolo marziano che permetteranno di comprendere meglio il Pianeta Rosso. Nella prima missione della campagna Mars 2020, il rover Perseverance dovrà atterrare su Marte proprio a ridosso del 36esimo Capodanno del pianeta, scoccato il 7 febbraio scorso, per scavare e raccogliere dei campioni di suolo che, inseriti in appositi contenitori, saranno messi al sicuro in luoghi strategici del pianeta.  

Poi, nel 2026, quando Marte avrà già festeggiato il suo 38esimo Capodanno, partirà dalla Terra la seconda missione e, dopo un lungo viaggio, il Sample Retrieval Lander della Nasa atterrerà sul Pianeta Rosso in ottima compagnia. Il lander, insieme al Sample Fetch Rover dell’Esa e al Mars Ascent Vehicle (Mav), andrà a recuperare proprio i contenitori lasciati da Perseverance per prepararli al lancio nell’orbita marziana. A garantire alcune manovre strategiche di questo delicato recupero saranno due bracci robotici del colosso italiano Leonardo, sul podio della robotica spaziale anche grazie al supporto garantito negli anni dall’Agenzia Spaziale Italiana. In vista della missione, Leonardo sta già progettando e studiando, nel suo impianto di Nerviano in provincia di Milano, i prototipi dei due bracci robotici.  

 

 

Si tratta di tecnologie made in Italy molto sofisticate, degne del nuovo decennio di missioni e Capodanni marziani
. Il primo braccio robotico, il più piccolo e agile, avrà 6 gradi di libertà e si potrà estendere fino a circa 110 centimetri. Il piccolo braccio robot dovrà essere montato sul Sample Fetch Rover dell’Esa che viaggerà sul suolo di Marte per raccogliere con una sorta di ‘pinza’ i contenitori lasciati da Perseverance nella missione di quest’anno. Più robusto invece sarà il secondo braccio robotico, 7 gradi di libertà e oltre 2 metri di estensione, che sarà sul Sample Retrieval Lander della Nasa per muovere i contenitori dal rover alla capsula che sarà lanciata in orbita marziana.  

In questa sorta di ‘mission impossible’ su Marte, i bracci hitech che l’italiana Leonardo sta progettando saranno veri e propri gioielli della robotica e della meccatronica in grado di lavorare autonomamente visto il ritardo, fino a circa 20 minuti, delle comunicazioni tra Terra e Marte che non permetterebbe di gestirli dai laboratori terrestri. Questi automi spaziali dovranno individuare il contenitore del campione marziano, scegliere la miglior traiettoria per raccoglierlo e posarlo in un raccoglitore e valutare anche le strategie per risolvere eventuali problemi tecnici. Ma la trilogia non finisce qui e continua di Capodanno in Capodanno.  

 

Nel 2029, quando Marte avrà festeggiato il suo 40esimo Capodanno, dovrebbe essere la volta della terza missione Mars Sample Return che prevede il lancio dell’Earth Return Orbiter per ‘catturare’ la capsula mandata in orbita marziana e, finalmente, riportare a Terra il prezioso carico di ‘suolo di Marte’. Anche questa pagina è scritta con l’industria italiana, con Thales Alenia Space (partecipata da Leonardo) responsabile del sistema di comunicazione che consentirà la trasmissione dati tra Terra, Orbiter e Marte. A questo punto il ‘Mars Simple Return’ danzerà l’ultimo valzer. Il programma dovrebbe concludersi nel 2031, quasi allo scoccare del 41esimo Capodanno marziano, con il rientro sulla Terra – forse nel deserto dello Utha- dei campioni marziani che potranno così essere studiati per comprendere meglio il Pianeta Rosso. Di fatto si aprirà una nuova era per l’esplorazione di Marte ma Mars Sample Return non è l’unico ambizioso programma marziano in cui l’Italia è coinvolta.
Fra un anno è atteso
il lancio della
missione dell’Esa ExoMars 2022 – di cui Thales Alenia Space (Thales 67% e Leonardo 33%) è prime contractor –
che, grazie ad una trivella realizzata da Leonardo, perforerà il suolo marziano fino a 2 metri di profondità: la caccia sarà a
tracce di vita presente o passata sul Pianeta Rosso. (di Andreana d’Aquino)  

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