Strage di Corinaldo, il papà di Emma: “Così manteniamo vivo il suo ricordo”


Mantenere vivo il ricordo di Emma, della sua passione e delle sue doti per la scrittura, perché sia ricordata per la ragazza che era e non semplicemente come una vittima della strage nella discoteca ‘Lanterna Azzurra’ di Corinaldo dove, la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, morì insieme ad altri quattro giovanissimi (Asia, Benedetta, Mattia e Daniele) e a mamma Eleonora che accompagnava la figlia al concerto. “Noi dobbiamo mantenere in vita il ricordo di nostra figlia affinché questa non sia archiviata come una delle tante tragedie italiane dove sono morte persone sconosciute delle quali si perde memoria come fossero persone qualsiasi”, afferma all’Adnkronos Fazio Fabini, il papà di Emma, che aveva da poco compiuto quattordici anni e quella sera uscì per la prima volta per trascorrere una serata con le compagne di scuola in discoteca.  

Sulla strage di Corinaldo sono nati due filoni giudiziari. Il primo dall’inchiesta sulla banda dello spray, accusata di aver spruzzato lo spray urticante nella discoteca scatenando il panico per poter derubare i presenti, con condanne in primo grado per i sei imputati con pene dai 10 ai 12 anni. Il secondo legato all’inchiesta sulla sicurezza del locale.  

“E’ più utile il silenzio oppure il ricordo delle persone che, a causa di chi è ancora in giudizio o di chi è stato giudicato in primo grado, sono state coinvolte da questa tragedia immane – sottolinea il papà di Emma a ormai tre anni dalla strage della discoteca – Per la mia famiglia l’8 dicembre è un giorno che vorremmo dimenticare più che ricordare. Ci aspettiamo il silenzio rispettoso da parte delle autorità, non ci fa piacere la retorica del ‘non succederà mai più’ perché avrebbero dovuto pensarci prima”.  

“Nel nostro caso abbiamo cercato di mantenere viva la memoria di Emma attraverso un concorso letterario e un libro – spiega Fazio Fabini – Emma aveva da poco iniziato il liceo classico, aveva frequentato altre scuole con ottimo profitto, aveva una capacità di scrittura non comune anche a detta dei suoi insegnanti. Abbiamo raccolto i suoi scritti scolastici e le pagine del suo diario in un libro, dal titolo ‘I ricordi non salvano le lacrime’, che abbiamo presentato anche al Salone del Libro e che ha avuto un notevole successo”.  

“Su questo filone abbiamo costituito un’associazione, ‘Gli amici di Emma’, aperto una pagina Fb e istituito un concorso letterario per ragazzi e adolescenti”, racconta. La prima edizione del premio letterario dedicato ad Emma, aperto a tutte le ragazze e i ragazzi nella fascia d’età compresa tra i 10 ed i 18 anni, italiani o stranieri, per un racconto in lingua italiana dedicato al tema del ricordo, si è conclusa con una premiazione avvenuta al Teatro di Senigallia il 30 settembre.  

“Era il giorno in cui Emma avrebbe compiuto 17 anni – sottolinea il papà – il teatro era pieno dei suoi amici. E’ stato un successo e stiamo già preparando una seconda edizione che, grazie all’apporto dei provveditorati, avrà una dimensione più nazionale”. La vincitrice del premio, una ragazza di 18 anni di San Benedetto del Tronto, si è aggiudicata la frequenza a un corso di scrittura in una scuola di scrittura creativa. Dal concorso poi è nato un libro, ‘Emma, il ricordo salvato’, con i migliori 15 racconti selezionati. “E’ un’iniziativa importante: per noi ha il merito di ricordare Emma per le sue doti e per i ragazzi e adolescenti, suoi coetanei, è un momento di crescita”, sottolinea Fazio Fabini.  


Vorrei che quelli che hanno avuto un ruolo attivo nel fare in modo che questa tragedia immane si verificasse, avessero un giorno di riflessione l’8 dicembre su quanto l’avidità, la noncuranza e la negligenza possa avere effetti tragici”, sottolinea Fazio Fabini. Domani gli amici di Emma la ricorderanno nei giardini della rocca di Senigallia: “E’ stata una loro iniziativa e parteciperemo con piacere”.  

Del resto nell’iter giudiziario, sottolinea il papà di Emma, “lo Stato istruisce un processo contro gli imputati, ma le vittime non hanno più voce in capitolo, si dimentica chi erano”. Emma, Daniele, Asia, Mattia, Benedetta e mamma Eleonora “hanno bisogno di maggior rispetto. Sono vittime di un sistema che non hanno contribuito a costituire – conclude il papà di Emma – Chi ha fatto in modo che questo sistema ponesse fine alla loro vita non dovrebbe piangere lacrime di coccodrillo, ma riflettere”.
 

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