Stop sci, “a Sestriere 1.500 ragazzini e zero casi”


Stop allo sci fino al 5 marzo? ”A Sestriere dal 24 dicembre a metà febbraio abbiamo testato, con 1.500 ragazzini che si allenavano su 5 piste tra cui 2 olimpiche, che era tutto gestibile”. Lo dice all’Adnkronos Gianni Poncet, sindaco di Sestriere, all’indomani della decisione di fermare gli impianti di sci che anche in Piemonte avrebbero dovuto aprire oggi. “Non abbiamo avuto un caso di Covid né tra i ragazzini, né tra gli allenatori, né tra i genitori che accompagnavano”, racconta il primo cittadino della località dell’Alta ValSusa.  

”Ad oggi, invece, tante belle parole sui ristori ma l’unico ristoro è quello che il Comune di Sestriere con soldi suoi è riuscito a destinare a operatori, albergatori, commercianti, maestri di sci. Per tutto il resto siamo fermi ad aspettare e pensiamo a categorie come i maestri di sci che non fanno un’ora di lezione dal 9 marzo 2020 e che gli unici aiuti finora ricevuti sono i due mesi della passata stagione, 600 euro al mese, e oggi un ristoro di 600 euro dato dall’amministrazione comunale”.  

”Samo di fronte ad una situazione inconcepibile che ha creato disagio a tutte le strutture, impianti di risalita pronti ad aprire con le piste preparate, ai ristoratori che hanno derrate alimentari che vanno a deperire, un aggravio di costi per tutti, cioè, e una ennesima presa in giro”, conclude Poncet osservando che ”l’apertura di queste settimane, da oggi al 6 aprile, poteva essere il modo per risollevare almeno in parte l’economia, nell’ordine del 20% mentre ora la riapertura al 5 marzo non ha neppure più senso perché vuol dire di nuovo investire su una situazione che non dà certezze”. 

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