Stop al boia in Oklahoma, Julius Jones graziato all’ultimo


Il governatore dell’Oklahoma, il repubblicano Kevin Stitt, ha graziato all’ultimo momento il condannato a morte Julius Jones, commutando la pena nell’ergastolo (PDF). In carcere da quasi 20 anni, l’afroamericano Jones si è sempre detto innocente e molte personalità si erano mobilitate in suo favore. La grazia arriva dopo le polemiche sull’atroce agonia di John Grant a fine ottobre, morto dopo ripetute convulsioni provocate dal primo tre farmaci del’iniezione letale, nella prima esecuzione dopo sei anni in Oklahoma. 

Jones, 41 anni, è stato condannato a morte per l’omicidio nel 1999 di un assicuratore, Paul Howell, durante un attacco armato alla sua auto. Ma ha sempre proclamato la sua innocenza. Ad accusarlo è stato un conoscente, Christopher Jordan, che ha confessato il delitto e ha avuto uno sconto di pena. I dubbi sul caso Jones sono stati sollevati nel 2018 dal documentario televisivo dell’Abc “The last Defence”. Da allora diverse personalità, come Kim Kardashian, ma anche noti giocatori di basket si sono schierati in sua difesa. Più di sei milioni di persone nel mondo hanno firmato una petizione per Jones e l’ambasciatore dell’Ue, Stavros Lambrinidis, ha scritto una lettera al governatore Stitt. 

In Oklahoma la commissione competente del Pardon and Parole Board aveva recentemente raccomandato la grazia al governatore. E in favore di Jones si erano schierati diversi deputati repubblicani del parlamento di questo stato. La settimana scorsa decine di studenti dell’università dell’Oklahoma avevano manifestato per Jones.  

 

 

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