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Startup: domani alle 12 proclamazione vincitori Digithon

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Si è aperta con l’intervento del ministro Cingolani l’ultima giornata della maratona tra le startup a DigithON 2021. Il titolare del dicastero della Transizione ecologica, intervistato da Tobias Piller del Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’innovazione: “È motore di civiltà, senza innovazione non c’è progresso e deve sempre essere legata a nuova conoscenza partendo dall’educazione dei bambini sin della scuola elementare. Ci vuole un grande investimento, perché l’innovazione genera nuove idee”, ha dichiarato.  

“Per studiare soluzioni alternative alle attuali fonti di energia occorre fare ricerca e non avere un atteggiamento ideologico, ma laico, nei confronti dell’innovazione. Per eliminare il carbone e passare alle energie rinnovabili, per la transizione -ha aggiunto il titolare del Mite- ci vogliono decine di anni, durante il quali il gas è oggettivamente il vettore energetico della transizione. È vero che è fossile ma produce meno CO2 del carbone e garantisce in combinazione con le rinnovabili la continuità della rete. La chiusura delle centrali nucleari è avvenuta per via dell’incidente di Fukushima, sull’onda anche un po’ emotiva, però la cosa più urgente, in questo momento, è chiudere le centrali a carbone entro il 2025″.  

“Non sono un fan del nucleare ma non lo condanno -ha sottolineato- non sono fan di nessuna tecnologia: la soluzione adesso non l’abbiamo ma se smettiamo di fare ricerca la soluzione non viene da sola, dobbiamo studiare tutte le possibilità”, ha detto. Infine, riferendosi alla digitalizzazione del Sud, ha rilevato: “La Puglia è la regione più avanzata della media, ha caratteristiche di dinamicità, la vedo come locomotiva di una parte d’Italia più lenta. La delocalizzazione digitale può aiutare il Sud – ha osservato- ma, è necessario adeguare le infrastrutture digitali e quelle dei trasporti per creare un sistema solido, ma credo che siamo sulla strada giusta”, ha concluso.  

In mattinata è intervenuto poi il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini intervistato dalla conduttrice di Rai1 Nunzia De Girolamo su ‘Il ruolo dell’innovazione nella mobilità sostenibile’: “Ora è il momento -ha detto il ministro- il nostro Paese ha oggi la possibilità di cambiare in profondità, di investire sul suo futuro. Il governo prevede grazie alle risorse europee, ma anche a quelle nazionali, di avere per molti anni finalmente un rapporto tra investimenti pubblici e Pil superiore al 3%, cosa che non si vede ormai dal 2008. Vuol dire una fase di investimento continuo, prolungato, avanzato e anche tanti capitali privati stanno andando in questa direzione. Per cui il futuro è adesso e abbiamo bisogno di tutti, soprattutto dei giovani. Quando ero Ministro del Lavoro provai a creare una onorificenza per i giovani imprenditori, perché non esisteva. Forse quella idea bisogna riprenderla, perché abbiamo tanti giovani di qualità”.  

Giovannini ha poi ribadito: “Stiamo lavorando per mettere in sicurezza l’intero Paese, le infrastrutture e il sistema della mobilità sono chiamati a adattarsi rapidamente alle innovazioni tecnologiche per migliorare la qualità della vita e tutelare l’ambiente. È una direzione in cui si sta già investendo, per la sicurezza delle infrastrutture, ha ricordato, nel Pnrr ci sono oltre 2 miliardi per l’autostrada A24-A25 e fondi per digitalizzare i controlli”. 

Oltre alla gara tra le startup, in programma oggi alle 15.30 il panel a cura di Antonio De Girolamo, director of solutions & development business unit manufacturing Fincons sun ‘Open innovation per il manufacturing’ e l’ultimo appuntamento dei DigithON Bootcamp: ‘Ottimizzare la metodologia di lavoro: approccio al team working con le metodologie agili’ con Michele Caggiano di Aulab. 

Domani, domenica 24 ottobre alle 10.30, il fondatore di DigithON Francesco Boccia aprirà l’ultima giornata dell’edizione 2021, lasciando la parola, alle 11, a Stefano Bronzini, Rettore dell’Università degli studi di Bari – Aldo Moro, e Michele Ruta, professore del Politecnico di Bari, che si confronteranno su ‘Ricerca ed innovazione tecnologica al sud’. A seguire, Mario Aprile, vicepresidente dei Giovani Imprenditori Confindustria parlerà de ‘L’importanza delle competenze digitali nell’impresa’, e Antonio Tarì, responsabile marketing associativo e organizzazione eventi di Confindustria Bari Bat. Alle 11.30 sarà la volta del ceo di Vivendi Arnaud de Puyfontaine che torna a DigithON, intervistato dalla giornalista de LA7 Myrta Merlino, intervenendo su ‘Telecomunicazioni, media e informazione. Le sfide europee. Il caso Vivendi’. 

Infine, alle 12, l’attesa proclamazione dei vincitori di DigithON 2021, con Francesco Boccia e l’assegnazione dei premi affidata al Presidente di Confindustria Bari Bat Sergio Fontana. Il programma completo è disponibile su www.digithon.it. Tra i partner di DigithON i nomi delle più importanti imprese italiane, le over the top, i grandi investitori e alcune tra le principali banche del nostro Paese: Confindustria Bari Bat, TIM, Intesa Sanpaolo, RDS 100% grandi successi, Enel, Poste italiane, Ferrovie dello Stato, Fincons, GoBeyond powered by Sisal, Gruppo Norba, Google, Mediaset, Auriga-IC406, Nexi, Philip Morris Italia, AIFI, Aulab, Bitdrome, Digital Magics, G.S.S. Global Security Service. Partner istituzionali: Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università del Salento. 

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Startup, EY: oltre 2 mld di investimenti in venture capital nel 2022

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(Adnkronos) –
Il 2022 è stato un anno record per il mercato del venture capital in Italia con una raccolta complessiva di 2.080 milioni di euro, in crescita del 67,3% rispetto all’anno precedente. Un trend in controtendenza rispetto agli altri principali Paesi europei dove i volumi investiti, seppur nel complesso maggiori, sono rimasti praticamente stabili. È quanto emerge dall’EY venture capital barometer, lo studio annuale di EY che analizza l’andamento degli investimenti di venture capital nelle startup e scaleup italiane. 

“Nel 2022 sono state rispettate le attese e gli investimenti nelle start up e scale up italiane hanno visto un’ulteriore forte crescita. Questo è stato possibile grazie all’impatto di adeguate politiche di investimento pubblico supportate da strumenti di intervento dedicati, che hanno consentito la valorizzazione delle relazioni tra investitori pubblici, privati, università, istituti di ricerca, incubatori e aziende, in grado di favorire processi di innovazione. Siamo ancora lontani dai benchmark internazionali in termini di volumi investiti, ma si conferma il trend positivo registrato negli ultimi anni, specialmente in settori dove le trasformazioni in atto richiedono la revisione piena dei modelli operativi, come il Fintech e in ambiti chiave in questo momento storico, come quello dell’energy & recycling”, ha dichiarato Marco Daviddi, strategy & transactions markets leader Europe West, EY.  

Nello specifico, le 5 operazioni di round principali sono state: Satispay per il settore fintech con 320 milioni di euro raccolti in equity, Newcleo per il settore energy & recycling con 300 milioni, Scalapay sempre per il settore fintech con 215 milioni, Casavo per il settore proptech con 100 milioni e MMI per il settore health & life science con 72 milioni. 

Analizzando i principali round del 2022 in Italia si conferma il ruolo trainante del Nord Italia sia per numero di operazioni che di valore degli investimenti, con la Lombardia in testa, seguita dal Piemonte. Anche la maggioranza degli investitori, sia CVC che VC, si concentra nell’area di Nord-Ovest e, ciò nonostante, larga parte delle startup e pmi innovative sono distribuite tra Centro e Sud del Paese. 

“In un’ottica prospettica importanti continueranno ad essere il ruolo dei fondi a partecipazione pubblica – che hanno avuto e avranno un importante effetto moltiplicatore, integrandosi con le risorse raccolte dai fondi di Venture Capital – e quello degli investitori internazionali. Ci aspettiamo, inoltre, che il Corporate Venture Capital assuma una maggiore rilevanza, ponendosi come ulteriore modello di ricerca e innovazione, a servizio e supporto del processo di crescita del nostro Paese”, aggiunge Marco Daviddi. 

I risultati dello studio annuale di EY sono stati lo spunto per l’EY venture capital talk, un confronto sulle principali tematiche dell’ecosistema del Venture Capital con esperti e imprenditori di diversi settori, che si è tenuto mercoledì 18 gennaio a Milano presso la Fondazione Feltrinelli. L’EY venture capital talk rappresenta un importante momento di riflessione annuale che aggrega in unico evento gli operatori dell’ecosistema del venture capital. Giunto alla sua quinta edizione, il talk cresce di anno in anno parallelamente alla crescente rilevanza del venture capital, un mercato in cui EY si pone come interlocutore per coloro che desiderano attuare politiche e operazioni imprenditoriali, sostenendo in tal modo l’ulteriore sviluppo del sistema. Tra i temi affrontati durante il talk, il ruolo sempre più centrale delle startup e scaleup come occasione per lo sviluppo del Paese, le storie di imprenditori di successo che si sono distinti con le loro imprese innovative, le nuove dinamiche di investimento, le prospettive del venture capital anche come opportunità per le grandi aziende. 

Per approfondimenti: https://www.ey.com/it_it/strategy-transactions/la-crescita-e-le-nuove-sfide-del-venture-capital
 

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Professioni, l’esperto Panico: “Boom business coach per ottimizzazione imprese”

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(Adnkronos) – “Già parte integrante del tessuto imprenditoriale italiano la figura del business coach comincia a farsi strada anche nel nostro Paese. Il picco di richieste è stato raggiunto proprio in concomitanza della crisi iniziata nel 2020 con la pandemia, e sta proseguendo sospinto dalle necessità, sempre più urgenti da parte delle imprese, di raggiungere la miglior ottimizzazione aziendale possibile. A rendere particolarmente interessante il supporto esterno di un professionista specializzato sono gli effetti sulle vendite e il roi generato”. Parola di Antonio Panìco, founder di Business coaching Italia e premiato come business coach dell’anno ai prestigiosi ‘Ceo today management consulting awards’ nel 2021 e nel 2022,  

“I professionisti sul mercato – osserva – sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, e la ragione di questo boom è da attribuirsi innanzitutto alle condizioni critiche in cui versano le imprese italiane”.  

“E’ proprio nei momenti di crisi, infatti, che – sottolinea – la necessità di farsi assistere da un esperto non è più rimandabile. Il ruolo di un business coach competente consiste nel favorire la transizione di un’azienda, con visione e concretezza, dallo scenario attuale a quello desiderato”. 

Secondo Antonio Panìco, la cui società Business coaching Italia è passata da 4 a 22 coach e clienti triplicati negli ultimi 4 anni, ci sono richieste ben precise e ricorrenti che arrivano da parte delle imprese in materia di business coaching. 

“Innanzitutto – avverte il business coach Antonio Panìco – com’è ovvio che sia, l’obiettivo primario rimane aumentare i volumi d’affare e la marginalità, soprattutto in questo momento storico. Stiamo infatti assistendo a una dinamica di mercato che spinge verso una marginalità inferiore, a causa dell’aumento dei prezzi e dell’inflazione, e il cui risultato è spesso la fuga dei dipendenti”.  

“Migliorare – suggerisce – l’organizzazione del team e dei processi aziendali, recuperando le sacche di inefficienza, è una delle competenze del business coach che può contrastare efficacemente questo trend, così come una gestione costante, mirata dei numeri e un rafforzamento del reparto vendite possono rivelarsi strategie preziosissime in tempo di crisi”.  

“Sono sempre più numerose – sottolinea – le aziende che si rendono conto di come una gestione approssimativa possa costare cara. L’acquisizione di competenze manageriali importanti è un’operazione inderogabile, e affidarsi a un esperto garantisce anche questo beneficio: la possibilità di essere aiutati e di progredire mentre si lavora per sviluppare la propria impresa”. 

“Non è un caso – spiega – se middle manager e professionisti di ogni tipo si stiano avvicinando a questo mondo. Si tratta di una professione estremamente ricercata sul mercato e destinata a progredire ulteriormente nei prossimi anni”. 

Infatti al Business coaching academy award di gennaio, organizzati da Business coaching Italia, ha contato oltre 100 iscritti, ed ha premiato i business coach che hanno ottenuto i risultati migliori. Tra i partecipanti anche numerosi imprenditori professionisti o manager che hanno acquisito il metodo di lavoro dell’Accademia, raggiungendo crescite anche a tripla cifra del proprio fatturato (più della metà ha ottenuto una crescita superiore al + 50% e ben 12 imprenditori un incremento dal + 112% al + 714%). 

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Airbus annuncia assunzioni in tutto il mondo: requisiti e profili richiesti

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(Adnkronos) – Al fine di sostenere l’incremento dei propri aerei commerciali e affrontare le sfide nell’ambito della difesa, dello spazio e degli elicotteri, Airbus intende assumere oltre 13.000 persone a livello globale nel 2023. Di questi posti, circa 7.000 saranno nuovi posti creati in tutta l’azienda. Le nuove assunzioni saranno fondamentali per sostenere l’accelerazione industriale e l’ambiziosa tabella di marcia di Airbus per la decarbonizzazione, e per preparare il futuro dell’aviazione. Lo rende noto Airbus in un comunicato. 

“Nel 2022 abbiamo accolto più di 13.000 nuovi dipendenti all’interno del Team Airbus in tutto il mondo, in un contesto complesso che ha messo alla prova la nostra resilienza e la nostra attrattiva come datore di lavoro globale”, sottolinea Thierry Baril, Chief Human Resources & Workplace Officer di Airbus. “Dopo il successo delle assunzioni dello scorso anno, nel 2023 assumeremo ancora oltre 13.000 dipendenti. Ci rivolgiamo a persone di talento di tutto il mondo affinché si uniscano a noi nel nostro viaggio per rendere l’aerospazio sostenibile una realtà e ci aiutino a costruire un ambiente di lavoro migliore, più diversificato e inclusivo per tutti i nostri dipendenti”. 

La nuova campagna di reclutamento sarà mondiale, con particolare attenzione ai profili tecnici e produttivi, nonché all’acquisizione di nuove competenze a sostegno della visione a lungo termine dell’azienda in settori quali nuove energie, informatica e digitale. Oltre 9.000 di questi posti saranno in Europa, mentre il resto in tutta la rete globale. Un terzo delle assunzioni totali sarà destinato a neolaureati. Airbus impiega attualmente più di 130.000 persone in tutto il mondo. Ha recentemente ottenuto la certificazione Top Employers in Europa, Nord America e Asia Pacifico da parte del Top Employers Institute, un’autorità globale indipendente che riconosce l’eccellenza nella gestione delle persone e nelle politiche Hr. 

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Imprese, Tributaristi: “Nella fase preventiva della crisi importante la consulenza”

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(Adnkronos) – Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza impone all’imprenditore di dotarsi di strumenti adeguati per la tempestiva rilevazione dello stato di crisi e per l’assunzione di idonee iniziative. Partendo da questo assunto l’Istituto Nazionale Tributaristi (Int) ha focalizzato la propria attenzione sull’attività di consulenza fornita dai propri iscritti, attività volta a supportare l‘imprenditore nell’intercettazione e prevenzione dello stato di crisi. Per questo l’Int, tramite lo studio e il lavoro del consigliere nazionale Andrea Bognolo e del suo staff, ha messo gratuitamente a disposizione di tutti gli iscritti uno strumento per la verifica degli indicatori di allerta e dei segnali di allarme.  

Un primo strumento di analisi dei bilanci aziendali, utile soprattutto per le micro imprese. Inoltre, per le situazioni più strutturate, sia di studio che di clientela, è stata sottoscritta una convenzione con un’importante società di sviluppo software, la Modi nuovi, che prevede l’utilizzo di appositi strumenti per l’elaborazione in automatico dei bilanci e l’invio di apposite segnalazioni alle imprese e agli organi di controllo, strumenti creati con la collaborazione di professionisti che ben conoscono esigenze e peculiarità delle imprese.  

I prodotti in convenzione sono di due tipologie: per lo studio con funzionalità multiutenza e per il cliente che, tramite il proprio assetto amministrativo, necessita di effettuare analisi di bilancio e, contestualmente, monitorare eventuali segnali dello stato di crisi e al contempo fornire indicazioni all’impresa per una migliore gestione aziendale volta alla crescita.  

“Sono particolarmente soddisfatto – afferma il presidente dell’Int Riccardo Alemanno – di quanto, grazie al lavoro del consigliere Bognolo e dei suoi collaboratori, stiamo mettendo a disposizione degli iscritti, tutto ciò perché riteniamo che una buona fase di consulenza sia indispensabile, non solo in ragione della nostra responsabilità e per evitare sanzioni, ma proprio per aiutare l’imprenditore a intercettare preventivamente la crisi. Ovviamente i tributaristi, che ne abbiano titoli e competenze, potranno dedicarsi anche ad attività specifiche della soluzione della crisi d’impresa, attività dettate da norme che a tutt’oggi forse richiederebbero ulteriori interventi legislativi, ma anche in presenza di crisi acclarata sarà importante da parte del tributarista seguire la fase di raccolta documentale e contribuire a un buon coordinamento dei rapporti tra imprenditore e gli organi demandati alla soluzione dello stato di crisi”.  

“Stiamo inoltre predisponendo – avverte – l’organizzazione di appositi webinar gratuiti, sia sulla funzionalità degli strumenti che mettiamo a disposizione dei nostri iscritti, sia di analisi della legislazione in materia. Questi nuovi strumenti si vanno ad aggiungere alla convenzione già in essere con la Federazione Sos, ma anche con queste ultime iniziative abbiamo voluto ulteriormente sottolineare quanto, come tributaristi, siamo impegnati nella valorizzazione della consulenza”. 

Il consigliere Bognolo aggiunge: “Si può e si deve partire dall’analisi dei dati per prevenire la crisi anche con lo scopo di supportare l’azienda nel prendere decisioni strategiche necessarie per migliorarne la gestione e favorirne la crescita. Questa è la vera essenza della consulenza aziendale, che purtroppo una legislazione tributaria troppo burocratizzata e sovrabbondante spesso rilega a mero ruolo di compilazione di modulistica, ma ciò nonostante il tornare ad essere consulenti d’impresa dipendete anche da noi stessi, dal nostro impegno e dalla nostra passione”. 

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Startup, l’italiana Nuvolaris rivoluziona il cloud

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(Adnkronos) – “Programmo da quando avevo 14 anni e usavo un Commodore 64. Ho lavorato per anni come sviluppatore, commerciale e consulente all’interno di tante aziende internazionali e ho capito che era questo il momento giusto per lanciare la mia startup: Nuvolaris”. A raccontarlo è Michele Sciabarrà, siciliano residente a Londra, una laurea in Scienze dell’Informazione, autore presso O’Reilly uno egli editori specializzati più prestigiosi al mondo e un curriculum di livello altissimo. Nuvolaris è un sistema operativo per lo sviluppo in cloud che permette agli sviluppatori di essere più efficienti, più veloci e più precisi. “Oggi – spiega Sciabarrà – chiunque voglia sviluppare lo fa in cloud perché è diventato impensabile produrre qualcosa che funzioni su server fisici. Gestire decine di server di questo tipo all’atto pratico risulta quasi impossibile. Inoltre, aggiungere un nuovo server alla propria rete può richiedere settimane di lavoro e migliaia di euro d’investimento, mentre se si lavora in cloud servono pochi minuti e l’investimento si riduce a pochi centesimi”.  

Lavorare in cloud è, quindi, ormai una scelta indispensabile. Ma, per farlo, bisogna essere preparati ad affrontare molte complessità. “Le aziende che fanno sviluppo possono usare il cloud in modalità serverless affidando di fatto a un cloud provider la gestione dei server, ma ciò vuol dire essere legati e vincolati a quello specifico fornitore; soluzione che, posso garantire, non gode di grande simpatia. Esiste anche una seconda modalità serverless, aperta che permette di usare tutti i cloud in circolazione senza sentirsi legati a uno in particolare: è quella che viene chiamata Kubernetes. Ma anche questa modalità ha un problema: se da una parte libera le aziende da un legame troppo stretto con un solo fornitore, dall’altra risulta complicatissima ed estremamente laboriosa da implementare. Per questo è nata Nuvolaris, una piattaforma che rende Kubernetes facilissima da usare. Proprio come WordPress ha reso facilissimo creare siti web quando per farlo servivano competenze molto specifiche e non alla portata di tutti”. 

Per quanto Nuvolaris non sia una realtà facile da raccontare al grande pubblico, sviluppatori, professori di informatica e addetti ai lavori hanno immediatamente intuito le potenzialità di questa tecnologia manifestando esplicitamente la volontà di investire in questo progetto. Per questo motivo, Sciabarrà e il suo team hanno avviato una campagna di crowdfunding internazionale sulla piattaforma Crossfund.com che in pochi giorni ha raccolto adesioni per oltre 350mila dollari e conta di arrivare al mezzo milione. “È importante notare – precisa Mirella Di Girolamo, Cfo della startup – che, oltre a contare su un team di super esperti e con un grande seguito, Nuvolaris opera in un mercato globale, uno dei principali del cloud-native, quello serverless che raggiungerà i 25 miliardi di dollari di valore entro il 2026. Ma il Tam (Total Addressable Market) è molto più ampio, visto che copre anche quello delle soluzioni Kubernetes e del cloud privato. In soli sei mesi di attività la giovanissima startup ha già iniziato a lavorare con importanti aziende portando a casa ordini per oltre 70mila dollari”. Insomma, c’è una rivoluzione globale in corso e porta la firma del made in Italy. 

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Lavoro, PageGroup: stipendi più alti, riconoscimenti e benessere ‘desiderata’ 2023

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(Adnkronos) – Stipendio più alto? Maggior equilibrio tra lavoro e vita privata? Meno stress e più benessere in ufficio? PageGroup – società di recruiting che opera in Italia con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel – ha chiesto, a oltre 1.000 professionisti in Italia, cosa sarà veramente importante, a livello lavorativo, nel 2023. Per la maggior parte dei lavoratori, crescita di stipendio, riconoscimento e benessere potranno fare davvero la differenza. “I risultati della nostra indagine – precisa Tomaso Mainini, Senior Managing director Italia & Turchia di PageGroup – dimostrano che, a livello generale, c’è un sentimento di fiducia nel futuro professionale: il 67%, infatti, è pronto ad approcciare il nuovo anno con spirito positivo, il 24% con sentimenti contrastanti e solo il 10% con negatività. Se passiamo ad analizzare i desideri di carriera per il 2023, i candidati non hanno dubbi: il 57% vorrebbe uno stipendio più alto, il 54% darebbe priorità a un migliore work-life balance, il 31% gradirebbe maggiore sicurezza e, infine, il 30% desidererebbe sentirsi più valorizzato e apprezzato”.  

Cosa si aspettano i lavoratori dalle aziende? La flessibilità negli orari di lavoro rimane l’aspetto più importante (44%), ma anche maggiori opportunità di crescita professionale sono determinanti nella scelta di un’azienda (33%). Seguono, poi, progetti più sfidanti (30%), benefit aziendali e programmi wellbeing (28%) e trasparenza e comunicazioni chiare (27%). Settimana lavorativa di quattro giorni? Dipende. A fronte di condizioni di lavoro migliori, il 39% dei professionisti intervistati sarebbe disposto a lavorare anche più ore alla settimana, mentre il 63% si dichiara favorevole alla settimana lavorativa di quattro giorni, a parità di stipendio.  

Alcuni (esattamente il 19%), però, si dimostrano perplessi di fronte alla possibilità di lavorare un giorno in meno perché sarebbero necessari troppi cambiamenti a livello organizzativo; più possibilista, invece, il 26% che sostiene che lavorare solo quattro giorni sarebbe fattibile a patto che vengano migliorati alcuni processi aziendali. “Avere un quadro chiaro del proprio futuro professionale e delle opportunità di carriera – conclude Tomaso Mainini – è molto importante, soprattutto per chi è alla ricerca di nuove occasioni: il 35% di chi è stato coinvolto nell’indagine, infatti, vorrebbe maggiori informazioni sullo stipendio che potrebbe aspettarsi, mentre il 31% gradirebbe un supporto per individuare un ruolo adatto alle proprie caratteristiche e il 24% per trovare un nuovo lavoro nel minor tempo possibile”.  

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Digitale e nuove tecnologie per imprese al centro di ‘Information Technology Forum’

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(Adnkronos) – Si è svolta oggi 26 gennaio, presso il Palazzo dell’Informazione in Roma, la seconda edizione dell”Information Technology Forum’ di Comunicazione Italiana. L’evento – con Adnkronos in qualità di Main Media Partner – ha visto affrontate questioni dirimenti e di estrema attualità del mondo it, attraverso la voce di chief information officer, chief information security officer e it manager di aziende leader, e opinion leader dell’universo it e cybersecurity. Al centro delle sessioni talk show e speech che si sono succedute nell’arco della giornata, il contributo fondamentale delle nuove tecnologie e del digitale alle strategie d’impresa, sempre coniugate con un’attenzione alla cultura organizzativa che deve sostenere tali trasformazioni. 

Il pubblico partecipante – intervenuto in parte in presenza presso la sede di Adnkronos e in parte da remoto – ha potuto anzitutto ascoltare approfondimenti sul ruolo chiave dell’IT nelle strategie di sostenibilità. Queste, per loro natura di lungo termine, non possono prescindere dai nuovi assetti organizzativi e riflessioni su quali tecnologie serviranno nei nuovi scenari e come queste ultime sono da integrare nelle strategie e nell’organizzazione delle imprese. Ciò richiede una stretta collaborazione tra i cio delle aziende e le altre figure decisionali. 

È il caso ad esempio del people management, chiamato a lavorare a stretto contatto con l’IT per gestire le nuove modalità di lavoro ‘ibride’, sempre nel segno della comunicazione, dell’inclusione e dell’equità – come ricordato da Logitech in un talk show ‘phygital’ sul connubio tra IT e hybrid work – e con sempre maggiore attenzione all’equilibrio vita-lavoro, esigenza oggi sempre più sentita. Sono intervenuti nel corso della giornata cio, cto, ciso e it manager di aziende di primo piano come Italgas, Inail, Google Cloud, TIM, Arriva Italia, Cellularline Group, Groupama Assicurazioni, Zte Italia, Open Fiber, Sose, tra le altre. Alla costruzione dei contenuti e alla buona riuscita dell’evento hanno inoltre contribuito i content partner Logitech e Microsoft, i Partner Dps Srl e Smartworking Srl e il Main Media Partner Adnkronos. Per coloro che non sono riusciti a seguire la diretta, gli interventi della giornata saranno a breve pubblicati su comunicazioneitaliana.TV 

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Salierno (Sapio): ‘Lavoro ibrido per noi è soluzione finale, elasticità mentale centrale’

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(Adnkronos) – “La nostra azienda nel periodo ante pandemia prevedeva solo lavoro in presenza. Nel giro di un week end ci siamo trovati nella soluzione di emergenza di lasciare tutto il personale a casa e fornire a tutti i dipendenti uno strumento. Siamo riusciti in poche settimane a fornire a tutti i nostri dipendenti, 800, dei portatili, per dare loro la possibilità di lavorare da remoto dando Microsoft Teams e facendo anche iniziative per fare community e discutere delle diverse problematiche. Al momento l’azienda per due giorni alla settimana i lavoratori rientrano in ufficio, al massimo solo il 50% degli uffici deve essere occupato”. Così Riccardo Salierno, Group Chief Information Officer Gruppo Sapio, intervenendo al al Phygital Talk ‘IT & Future of Work’ nel corso della seconda edizione del ‘Forum Information Technology’, l’appuntamento dedicato all’It e alla sicurezza informatica promosso da Comunicazione Italiana, con Adnkronos in qualità di Main Media Partner, in corso presso il Palazzo dell’Informazione a Roma e in Live streaming su comunicazioneitaliana.TV. 

“Sicuramente questa è una situazione -spiega- in cui l’ibrido sarà la soluzione finale. La fatica più grossa è quella di mantenere un’elasticità mentale da parte delle persone perchè siamo passati dal full sul luogo di lavoro al remote working totale, fino all’ibrido di oggi che, per la nostra azienda, sono abbastanza certo che proseguirà nel tempo”, conclude.  

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Lavoro, Mastrandrea (Groupama): ‘Serve nuovo equilibrio tra tempi, luoghi e strumenti’

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(Adnkronos) – Allo scoppio della pandemia “eravamo pronti dal punto di vista culturale e organizzativo a lavorare fuori ufficio. Avevamo anche gli strumenti per lavorare da remoto ma non sarebbe bastato senza una cultura interna diffusa sul tema. E avevamo anche appena adottato microsoft Teams. Ma non si è mai pronti abbastanza. Abbiamo tutti lavorato da remoto in un modo che non conoscevamo e non è stato semplice. Oggi invece serve un nuovo equilibrio”. Così Francesco Mastrandrea, chief information officer Groupama Assicurazioni, intervenendo al Phygital Talk ‘IT & Future of Work’ nel corso della seconda edizione del ‘Forum Information Technology’, l’appuntamento dedicato all’It e alla sicurezza informatica promosso da Comunicazione Italiana, con Adnkronos in qualità di Main Media Partner, in corso presso il Palazzo dell’Informazione a Roma e in Live streaming su comunicazioneitaliana.TV. 

Mentre oggi, continua, “serve nuovo equilibrio per le persone e per il funzionamento dell’azienda. C’è un tema di luogo, di tempi e di strumenti. Tutti devono poter lavorare in modalità indifferente da casa, dall’ufficio e da qualsiasi luogo. E i tempi devono tornare a essere umani, giornate di riunioni andavano bene nell’emergenza, non ora”, conclude. 

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Tomasini (Inail): ‘Con pandemia soluzioni che non si sarebbero mai messe in moto’

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(Adnkronos) – Prima della pandemia sullo smart working “eravamo partiti con delle sperimentazioni qualche mese prima, dal punto di vista di strumenti e postazioni, ma con il coinvolgimento solo di 5 strutture e di 350 persone. Poi c’è stata una grandissima accelerazione e occasione. La pandemia ha messo in moto la tanta voglia di individuare delle soluzioni che in altri tempi non sarebbero mai state messe in moto”. Così Stefano Tomasini, direttore centrale – direzione centrale per l’organizzazione digitale Inail – Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, intervenendo al Phygital Talk ‘IT & Future of Work’ nel corso della seconda edizione del ‘Forum Information Technology’, l’appuntamento dedicato all’It e alla sicurezza informatica promosso da Comunicazione Italiana, con Adnkronos in qualità di Main Media Partner, in corso presso il Palazzo dell’Informazione a Roma e in Live streaming su comunicazioneitaliana.TV. 

E Tomasini ha ricordato che “siamo 9mila dipendenti all’interno di Inail, con famiglie professionali molto diverse tra loro e la semplicità e l’integrazione degli strumenti è l’elemento base per connettere questa differente popolazione. Tutti sono stati messi in condizione di connettersi e collaborare con l’azienda ma vanno introdotti anche meccanismi comportamentali”, conclude.  

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