Start up e notai, ‘un nuovo patto per crescere in sicurezza’


Start up e notai, serve un nuovo ‘patto’. La costituzione online delle srl è competenza esclusiva dei notai: la novità introdotta dal Consiglio dei ministri è una svolta in un settore che si prepara ad affrontare una nuova fase nella quale i due poli – start up da una parte e notai dall’altra sono chiamati a dialogare e a trovare un punto d’incontro. Ad accendere i riflettori sul tema è Cristina Crupi, Fondatrice dello Studio Legale Crupi, è un’esperta di Diritto civilistico e societario, specializzata in startup, PMI e Innovazione. Finora, osserva, il dibattito ha assunto i connotati di “un vero e proprio scontro, perché si è delineato sempre di più come una battaglia tra il mondo dell’innovazione e i notai” mentre è indispensabile, nel rispetto dei ruoli, trovare “una soluzione per il bene dell’ecosistema innovazione che finalmente – dopo tanta fatica – sembra prendere il largo”.

Il ruolo del notario come “pubblico ufficiale, in quanto certificatore, pubblico depositario, sostituto di imposta e in generale garanzia di legalità resta comunque attuale e porta con sé un interesse concreto per la collettività”, osserva l’esperta, autore di “Il Codice delle Startup” e “Start Up – Guida operativa per la creazione, la gestione e lo sviluppo delle imprese innovative”.

I controlli di legalità e legittimità, di cui tanto si parla, non sono concetti astratti e tanto meno inutili, ma hanno un riflesso molto pratico nell’economia di tutti i giorni, servono a verificare che l’attività che la costituenda società intende svolgere non sia contraria ai principi dell’ordinamento giuridico e che i soggetti che sia apprestano a farlo non nascondano finalità illecite”, evidenzia in un intervento su ecomomyup, sottolineando che proprio questo controllo garantisce l’inserimento di . dati certificati nel Registro delle Imprese dati certificati: “E l’affidabilità del Registro è tale proprio perché è alimentato da una unica fonte”, i notai.

Una garanzia di sicurezza che deve diventare un fiore all’occhiello anche per le startup. “E questo il mondo dell’innovazione deve capirlo. Non si può e non si deve ridurre il dibattito urlando al “monopolio dei notai”, alla “difesa di privilegi”, banalizzando di fatto la fase della costituzione. Fare impresa è cosa seria”.

E’ evidente, osserva Crupi, la necessità di snellire la burocrazia. “È quindi corretto e sacrosanto da parte delle imprese chiedere al Governo un alleggerimento delle procedure, dell’apparato di leggi, decreti, norme, un fisco meno complesso e meno opprimente, che impegna oggi buona parte delle giornate dell’imprenditore. Ma questa è una richiesta che a gran voce arriva anche da noi professionisti, avvocati, commercialisti, notai, avviluppati come siamo dalla super produzione normativa dello Stato”, afferma.

Tra i due poli quindi è indispensabile il dialogo. “Penso che sia molto più utile per l’ecosistema dell’innovazione – nel rispetto di ogni ruolo e figura professionale – fare un appello ai notai affinché riducano la tariffa per le startup innovative e la parifichino a quella effettuata dalla Camera di Commercio e affinché strutturino la costituzione in modalità da remoto e non più necessariamente in presenza”. La ricetta, evidenzia, deve comprendere competenze qualificate a prezzi accessibili: “Agli innovatori – founder delle startup – non importa se a costituirli sia il notaio o un altro soggetto, importa che questo passaggio costi il meno possibile”, sottolinea, concludendo che “è questa la vera sfida di noi professionisti, ed è questo il contributo concreto che possiamo dare all’innovazione”.

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