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Economia

Sport, i progetti vincitori del Csr Award della Fondazione Entain

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(Adnkronos) –
Fondazione Entain, organizzazione no-profit istituita nel 2019 per coordinare e sostenere le iniziative di CSR del Gruppo Entain, ha annunciato oggi le associazioni vincitrici della prima edizione del suo CSR Award, il premio nato per sostenere le realtà del terzo settore e le cooperative sociali impegnate quotidianamente in tutt’Italia nello sviluppo di progetti di inclusione sociale, in particolare attraverso la pratica sportiva. 

La premiazione si è tenuta oggi a Roma, presso Palazzo Wedekind, a seguito di un confronto tra rappresentanti delle istituzioni e dello sport che ha visto intervenire l’On. Marco Perissa – Segretario della Commissione VII – Cultura, scienza e istruzione e Consigliere Nazionale del CONI in qualità di Rappresentate degli Enti di Promozione Sportiva; l’On. Annarita Patriarca – già Sindaco e Consigliere regionale in Campania – è membro tra l’altro della Commissione Affari Sociali della Camera; Vito Cozzoli – Presidente e Amministratore delegato di Sport e Salute S.p.A; Luca Toni – calciatore, commentatore televisivo e sostenitore di progetti di inclusione attraverso lo sport e Andrea Faelli – CEO Entain Italia. 

Il dibattito si è incentrato sulle azioni necessarie per potenziare le sinergie tra pubblico, privato e terzo settore al fine di rendere sempre più efficaci i risultati dei progetti rivolti a garantire inclusione sociale attraverso la pratica dello sport. Sono state dieci in totale le proposte progettuali giunte alla Fondazione Entain per questa prima edizione del CSR Event. I progetti ”I Wheel” Rugby Camp di I Romanes, ”La grande staffetta” di Obiettivo 3 e ”Un punto oltre le barriere” di Club Schermistico Partenopeo sono stati selezionati per le caratteristiche di innovatività, internazionalità e ricadute degli effetti sul territorio. 

Considerata, però, la qualità e l’elevato impatto sociale dei progetti presentati, la Fondazione ha deciso di sostenerli tutti con un finanziamento complessivo di circa 250 mila euro. In dettaglio i progetti premiati sono: ”I Wheel” Rugby Camp di I Romanes prevede la creazione di un camp di alta specializzazione rivolto a 15 giocatori di wheelchair rugby con l’obiettivo di professionalizzare gli atleti e sensibilizzare sui temi della ”Diversity&Inclusion” i partecipanti del campo estivo ”Castro Rugby Academy”. 

”La grande staffetta” di Obiettivo 3 è una manifestazione itinerante che coinvolge decine di atleti diversamente abili in una staffetta in giro per l’Italia per diffondere il messaggio dell’inclusività, con l’obiettivo di raggiungere Parigi nel 2023. ”Un punto oltre le barriere” di Club Schermistico Partenopeo vuole rendere la palestra pienamente fruibile alle persone diversamente abili con l’obiettivo di organizzare un corso di scherma e un’innovativa competizione integrando atleti disabili e normodotati. ”L’avventura di Simone” dell’ASD Adriana, che tramite l’utilizzo di un libro a fumetti come materiale didattico si pone l’obiettivo di far riflettere i bambini sui temi della disabilità, dell’amicizia, della scuola, sull’importanza di coltivare passioni e porsi degli obiettivi. 

”Padel Mixto” di ASD Sportinsieme è focalizzato sull’organizzazione di un torneo di padel le cui squadre sono composte da atleti con disabilità che giocano insieme ad atleti normodotati provenienti da diversi Paesi europei. E’ inoltre un’opportunità di divulgazione e formazione per gli allenatori. ”Joy Nature 2023” di Sport Senza Frontiere prevede l’organizzazione di camp residenziali, week end nella natura, laboratori educativi e attività sportive per bambini e adolescenti svantaggiati. ”Un mare di opportunità” di Life Onlus è un progetto finalizzato, attraverso il recupero e la ristrutturazione di un’imbarcazione, alla creazione di un’innovativa accademia itinerante di formazione, aggregazione e incontro. I partecipanti potranno praticare discipline sportive acquatiche e saranno formati e sensibilizzati da esperti su tematiche relative al mare e all’ambiente. ”Il Territorio dello Sport, lo Sport nel Territorio: programma Sportivo Educativo Sociale” di Team Volley Lago ha una duplice finalità: l’educazione sportiva nelle scuole e la pratica del sitting volley, ossia la pallavolo paralimpica, nelle palestre dell’associazione.  

”Autismo in corsa” di Progetto Filippide vuole offrire l’opportunità di partecipare ad attività sportive pomeridiane a gruppi di dieci ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico accompagnati da dieci operatori/istruttori. ”Move up!” di Sportfund vuole istituire corsi settimanali di arrampicata e trekking per persone disabili, formare i tecnici e promuovere l’attività fra i soggetti fragili e con disabilità. 

 

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Finanza

Borsa Milano oggi, Piazza Affari maglia rosa d’Europa torna il Btp Italia

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(Adnkronos) – Inizio di settimana negativo per le Borse europee, con gli investitori che temono una nuova stretta rispettivamente di Fed e Bce, dopo i dati positivi dello scorso venerdì sull’occupazione negli Stati Uniti e sugli ordini di fabbrica in Germania. Nel nostro Paese, però, a partire dal 6 marzo, partiranno le nuove emissioni del Btp Italia, che avrà una durata di 5 anni. Le caratteristiche del titolo restano simili alle precedenti emissioni: in particolare è previsto un premio fedeltà pari all’8 per mille. 

Al Ttf di Amsterdam stabile il prezzo del gas, che si aggira attorno ai 57 euro al megawattora. In calo invece il valore del petrolio, con Brent e Wti che scendono rispettivamente dello 0,3% e dello 0,6%. In calo il cambio euro/dollaro, a quota 1,07. A Milano, maglia rosa d’Europa, il Ftse Mib sale dello 0,27% e chiude a 27.022,33. In rialzo, invece, lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 177 punti base. Sale poi di molto il rendimento del titolo decennale, oltre al 4,14%. 

Sul listino principale di Piazza Affari bene Intesa Sanpaolo (+2,69%), con gli analisti che vedono per il 2023 un utile superiore ai 6 miliardi di euro. Sale anche Tim (+3,18%), grazie all’onda lunga dell’offerta di Kkr. Ottimo risultato, poi, per Italgas (+1,83%), Terna (+1,49%) e Amplifon (+2,37%). 

In coda, invece, Eni (-1,07%), Fineco (-1,89%), Interpump (-1,34%), Iveco (-1,06%), Moncler (-2,25%), Nexi (-1,18%), Pirelli (-1,41%), Stm (-2,19%), Saipem (-1,01%) e Tenaris (-0,82%). I petroliferi, in particolare, sono svantaggiati dal calo del valore del greggio. (in collaborazione con Money.it) 

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Economia

Inaugurata la clinica che cura la dipendenza dal trading cripto

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(Adnkronos) – La finanza digitale può creare dipendenza? I proprietari della clinica The Balance, sede legale in Svizzera e sede fisica sull’isola spagnola di Maiorca, ne sono convinti. Stando a quanto riportato dalla BBC sul suo sito web, il centro ha infatti lanciato un servizio dedicato agli investitori che hanno sviluppato forme di dipendenza dal trading online. Per accedere al trattamento, i clienti interessati dovranno sborsare 25mila Euro per il pacchetto “Premier” e ben 75mila per quello “Signature”. 

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Economia

Ebay apre al Web3?

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(Adnkronos) – Per il settore fintech, che ha conquistato importanti aperture di credito da parte di alcune grandi aziende, il 2023 potrebbe essere l’anno del rilancio. L’ultima ad aggiungersi alla lista è eBay, colosso dell’e-commerce, che ha pubblicato un annuncio di assunzione per esperti cripto e tecnologie del Web3. La ricerca di queste figure professionali si è fatta più approfondita dopo che eBay ha acquisito il controllo di Knownorigin, marketplace NFT impegnato da anni nella valorizzazione degli artisti digitali emergenti. 

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Economia

Starbucks by Nespresso nell’Alleanza per il riciclo delle capsule

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(Adnkronos) – L’Alleanza per il riciclo delle capsule in alluminio, fondata da Nespresso nel 2021 in partnership con illycaffè, si estende oggi con l’ingresso di Starbucks by Nespresso, che si unisce al progetto di economia circolare come nuovo aderente, contribuendo a favorire e incrementare il riciclo delle capsule esauste in alluminio in Italia. Un nuovo, importante risultato raggiunto dall’Alleanza per incentivare ancora una volta processi virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente e la gestione responsabile di risorse e materiali lungo tutto il ciclo di vita delle capsule in alluminio.  

Con l’ingresso di Starbucks si ampliano le possibilità per i consumatori di dare nuova vita alle proprie capsule esauste in alluminio: da oggi, infatti, anche le capsule usate in alluminio Starbucks by Nespresso, oltre a quelle di Nespresso (entrambi marchi del gruppo Nestlé) e illy, potranno essere riconsegnate indifferentemente nelle oltre 65 Boutique Nespresso dislocate da Nord a Sud, nei 10 illy Store (illy Shop e illy Caffè) e in oltre 75 isole ecologiche convenzionate, per un totale di oltre 150 punti di raccolta sul territorio nazionale. Con l’Alleanza per il riciclo delle capsule in alluminio, Nespresso, illycaffè e il nuovo membro Starbucks offrono ai propri clienti la possibilità di prendere parte a un processo di economia circolare che garantisce una seconda vita alle capsule usate in alluminio, limitandone l’impatto sull’ambiente e permettendo di trasformare un residuo in risorsa, facendo sì che il ciclo di vita delle stesse non si concluda con l’erogazione del caffè, ma continui sotto nuove forme.  

“Siamo felici di annunciare l’ingresso di Starbucks nell’Alleanza per il riciclo delle capsule in alluminio, che conferma quella comunione di intenti e quella condivisione di valori fondamentali per creare valore per le comunità e il territorio – dichiara Silvia Totaro, Sustainability&Safety Health Environmental Manager di Nespresso Italiana – In Nespresso ci impegniamo concretamente per garantire una gestione responsabile delle capsule, dalla scelta del materiale al suo riutilizzo, e per questo oltre 11 anni fa abbiamo creato il primo sistema proprietario per il riciclo di questo prodotto e dei materiali che lo compongono. Da allora, come Nespresso, abbiamo recuperato oltre 8.000 tonnellate di capsule e rimesso in circolo quintali di alluminio e caffè con un impegno concreto sul territorio italiano grazie al nostro programma “Nespresso per l’Italia” e alle iniziative culturali, ambientali e sociali che ne fanno parte, inserite anche nel nostro status di Società Benefit acquisito quest’anno in Italia a fronte della certificazione B Corp a livello globale”. 

“Da oggi anche Starbucks entra a far parte dell’Alleanza per il riciclo delle capsule in alluminio, consentendoci di compiere un nuovo e significativo passo nel cammino verso una maggiore sostenibilità dei nostri prodotti e degli imballaggi. Ma non solo. Questa importante iniziativa di economia circolare ha gettato le basi per lo sviluppo di un modello virtuoso che vede Nespresso, illycaffè e Starbucks protagoniste della gestione responsabile dei materiali lungo tutto il ciclo di vita delle capsule in alluminio – ha commentato Marta Schiraldi, Safety, Health, Environment e Sustainability Head del Gruppo Nestlé Italia – Se è vero che l’alluminio rappresenta una risorsa straordinaria poiché può essere riciclato all’infinito, tuttavia è innegabile che, senza adeguate infrastrutture, non è possibile sfruttare al meglio questa sua ‘riciclabilità’. Proprio questo ci ha spinto a unire le forze e a lavorare insieme al fine di implementare un sistema di raccolta e riciclo indipendente, che permetta agli scarti di tornare a nuova vita. Il percorso è ancora in salita, ma siamo certi che, continuando a camminare fianco a fianco, potremo conseguire nuovi e importanti traguardi, generando un impatto ancora più positivo sull’ambiente e sulla vita delle persone”.  

“Consapevoli che la sfida per un mondo più sostenibile si può vincere solo unendo le forze, come illycaffè siamo lieti di annoverare un nuovo membro tra i partner dell’Alleanza – ha commentato David Brussa, Chief Sustainability Officer della illycaffè – La collaborazione fra aziende e consumatori è una condizione necessaria per migliorare il benessere del Pianeta e l’attivazione di un unico sistema di raccolta e riciclo dell’alluminio delle capsule di caffè da parte di illycaffè, Nespresso Italiana e Starbucks rappresenta un’importante risultato che va proprio in questa direzione”.  

Una volta riconsegnate nelle Boutique Nespresso e negli illy Store le capsule in alluminio vengono ritirate in accordo con le aziende di gestione del servizio di raccolta differenziata in tutta Italia, per poi essere trattate in un apposito impianto con un sistema che permette di separare i residui di caffè e l’alluminio, avviando i materiali a due differenti cicli di recupero. Mentre l’alluminio, materiale infinitamente riciclabile, viene destinato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti, il caffè viene riutilizzato per vari scopi e metodi di riuso, in differenti progetti sul territorio. Un impegno da parte di Nespresso e illycaffè che ha permesso finora di raggiungere risultati di valore: dal 2021, anno di fondazione da parte di Nespresso dell’alleanza, infatti, sono state oltre 3.000 le tonnellate di capsule esauste in alluminio recuperate, per più di 180 tonnellate di alluminio rimesse in circolo. Alla base del programma di economia circolare fondato da Nespresso nel 2011, è il protocollo sottoscritto con Cial (Consorzio Imballaggi in Alluminio), Utilitalia (Federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici per l’ambiente) e Cic, Consorzio Italiano Compostatori, cui ha aderito anche illycaffè e oggi Starbucks by Nespresso. Oggi, con l’ingresso di Starbucks, l’Alleanza si pone nuovi obiettivi, puntando a raggiungere oltre 4.700 tonnellate di capsule recuperate entro il 2023 e 270 tonnellate di alluminio che potrà essere fuso e trasformato in nuovi oggetti.  

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Economia

L’Italia continua ad invecchiare, più di 177 anziani ogni 100 bambini

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(Adnkronos) –
L’Italia è sempre più vecchia. Lo sottolinea il Focus sulle città metropolitane diffuso dall’Istat, secondo il quale nel 2021 si registrano nelle città metropolitane 177,5 anziani ogni 100 bambini. Una dinamica in crescita (nel 2011 il dato era pari a 142,4) ma inferiore alla media nazionale che è pari a 187,6. Nello specifico ci sono più anziani nel comune capoluogo (192) e nei comuni dell’ultima cintura, e un’incidenza minore nelle prime due cinture. 

In questo contesto il primato delle città metropolitane più anziane va ai territori del Nord, da Torino a Firenze, e soprattutto all’area di Genova che, con 269 anziani ogni 100 giovani, detiene il titolo di ‘città più vecchia’, mentre è a Napoli che si rileva il dato più basso, pari a 13. Da notare poi un invecchiamento sotto la media a Roma, Napoli appunto, Reggio Calabria, Palermo e Catania, mentre si collocano sopra la media Bari, Messina e soprattutto Cagliari (con un indice di vecchiaia pari a 215). 

 

Naturale conseguenza di questo stato di cose è l’innalzamento dell’età media della popolazione italiana, che nelle città metropolitane tocca i 45,7 anni nel 2021, pur sempre sotto il dato nazionale (46,2). Il valore massimo lo ‘conquista’ anche stavolta Genova con 49,5 anni seguita da Cagliari con 47,6 anni, mentre quello minimo si registra a Napoli con un’età media di 42,8 anni. 

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Finanza

Borsa Milano oggi, Piazza Affari in calo sulla scia di Wall Street male le banche

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(Adnkronos) – Chiusura di settimana negativa per le Borse europee, trascinante in basso dai conti delle Big Tech Usa. Gli investitori e i titoli del Vecchio Continente risentono quindi di un clima più incerto, come evidenziato dal mercato asiatico e dai future Usa. Quanto ai dati macro, i numeri sulle Pmi composito e dei servizi in Eurozona, Germania e Italia hanno sorpreso in positivo. Le letture italiane per gennaio sono state sopra le attese, indicando espansione. In ambito internazionale, poi, nuovo scontro tra Cina e Usa dopo che Washington ha accusato Pechino di spionaggio, visto che è stato individuato un pallone aerostatico sospetto nello spazio aereo statunitense. 

Al Ttf di Amsterdam sale il prezzo del gas, che ora si aggira attorno ai 58 euro al megawattora. Stabile invece il valore del petrolio, con Brent e Wti poco mossi. Il cambio euro/dollaro è quindi ancora vicino a quota 1,1. A Milano il Ftse Mib scende dello 0,55% e chiude a 26.950,74. In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, ma è ancora sotto i 180 punti base. Sale anche il rendimento del titolo decennale, tornando sopra il 4%.  

Sul listino principale di Piazza Affari bene Campari (+2,43%), Diasorin (+1,34%), Interpump (+1,17%), Saipem (+1,62%) e Pirelli (+3,61%). In coda, invece, i bancari. Intesa Sanpaolo perde il 2,93%, nonostante abbia chiuso il 2022 con un utile di 5,5 miliardi di euro e confermando l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025. Unicredit cede poi lo 0,66%, mentre Banco Bpm e Banca Mediolanum sono in parità. (in collaborazione con Money.it) 

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Economia

Bollette luce e gas, calano anche per micro e piccole imprese

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(Adnkronos) – Calano le bollette di luce e gas anche per le micro e le piccole imprese. Dopo i picchi registrati nei mesi autunnali le bollette per l’energia elettrica delle micro e piccole imprese segneranno un -24% nei primi tre mesi del 2023 rispetto all’ultimo trimestre 2022. Buone notizie anche sul fronte del gas naturale, con una diminuzione stimata del -27%, nel mese di gennaio 2023 rispetto a dicembre dello scorso anno, per un profilo medio di piccola impresa. E’ quanto emerge dal monitoraggio dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle micro e piccole imprese operato da Unioncamere, Bmti (Borsa merci telematica italiana) e Tagliacarne, con il supporto di Ref Ricerche, calcolato sulla base dell’ultimo aggiornamento comunicato da Arera del prezzo della materia prima in regime di maggior tutela.  

Entrando nel dettaglio dei costi dell’energia elettrica a carico delle micro e piccole imprese, la riduzione nel primo trimestre del 2023 rispetto al IV trimestre 2022 è accentuata per tutti i profili di impresa analizzati, con punte vicine al -25% per ristoranti e B&B. Ciò nonostante le bollette rimangono mediamente più alte di circa il +15% rispetto ai valori di spesa del I trimestre 2022, e oltre il doppio della media dell’anno 2021 (+100%). Le bollette elettriche rimangono comunque decisamente più elevate rispetto al periodo pre-pandemia, nonostante gli interventi di riduzione degli oneri generali.  

Forte decrescita anche per le bollette del gas naturale pari, in media, al -27% gennaio 2023 su dicembre 2022, con variazioni massime del -27,7% per il profilo del ristorante. E risulta in calo anche il confronto tendenziale con gennaio 2022: -34% per la media dei sei profili monitorati. La spesa per la bolletta rimane comunque elevata rispetto al 2021 (+29%). La forte decrescita nel prezzo della materia prima è dovuta anzitutto al calo degli indici di prezzo all’ingrosso del gas naturale negli ultimi mesi dell’anno rispetto al III trimestre 2022. Come per l’energia elettrica, anche le bollette del gas naturale rimangono decisamente più elevate rispetto al periodo precedente la pandemia. 

La revisione al ribasso è favorita dalla diminuzione dei prezzi all’ingrosso, con un Pun (Prezzo Unico Nazionale) per l’energia elettrica e un Psv (Punto di Scambio Virtuale) per il gas naturale che si sono pressoché dimezzati negli ultimi mesi dell’anno rispetto al precedente trimestre estivo (-48% e -51%, rispettivamente). Le ragioni di questo decremento sono da ricercarsi nel livello particolarmente elevato degli stoccaggi di gas, nel decremento della domanda (-9,5% rispetto al 2021) favorito dalle temperature miti e nella proroga delle misure già adottate nei precedenti mesi (in particolare sugli oneri). Permane tuttavia il rischio di ulteriori rincari, principalmente legati all’andamento del conflitto sul suolo ucraino. 

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Economia

Anthony Hopkins e il Web3 ancora insieme

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(Adnkronos) – Tra i sostenitori di lunga data dell’impresa cripto, c’è Sir Anthony Hopkins. Già alcuni anni fa, infatti, l’attore, regista e produttore gallese, vincitore di due premi Oscar, aveva recitato in “Zero Contract”, una pellicola distribuita tramite NFT sulla piattaforma Vuele. Stavolta, però, si fa sul serio. Hopkins ha infatti annunciato il lancio di “The Eternal NFT Collection”, la collezione NFT dedicata alla sua carriera e al mondo del cinema più in generale, realizzata grazie alla partnership con Orange Comet, importante impresa del settore fintech. 

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Economia

Pnrr, Cib presenta proposte per sviluppo biometano agricolo e misure agricoltura 4.0

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(Adnkronos) – Le aziende agricole del biogas sono al centro della transizione agroecologica grazie alle opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) legate allo sviluppo del biometano e alle misure di agricoltura 4.0 che contribuiranno a consolidare il ruolo dell’agricoltura come uno degli attori principali contro la crisi energetica e climatica. Il Cib, Consorzio Italiano Biogas ha partecipato alla due giorni di Fieragricola Tech, la manifestazione di interesse per le nuove tecnologie in agricoltura, con due appuntamenti dedicati alla digitalizzazione e alle tecniche avanzate di agricoltura 4.0; e ad approfondire il nuovo quadro normativo per accedere agli incentivi sul biometano.  

“La partecipazione del Cib e dei nostri associati a questa prima edizione di Fieragricola Tech dimostra il ruolo della digestione anaerobica quale motore di innovazione e sviluppo per il settore primario e per il territorio. In questi anni il settore ha visto un’evoluzione tecnologica notevole che ha permesso alle aziende agricole di affacciarsi a nuove opportunità di crescita, sempre più sostenibili”, sottolinea Piero Gattoni, Presidente del Cib – Consorzio Italiano Biogas.  

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, l’agricoltura digitale in Italia vale 1.6 miliardi di euro. La raccolta di dati, le misure di agricoltura di precisione e digitalizzazione del lavoro hanno permesso lo sviluppo di competenze qualificate, una riduzione di consumi di combustibile di almeno il 10-15% e dei tempi di lavorazione fino al 35%; un calo dei costi medi di produzione di almeno il 10-15%; un aumento delle rese stimato del 7-15% per i cereali e, infine, in allevamento un incremento della produzione di latte del 10-15%.  

Fra le aziende agricole associate al Cib, già diversi sono gli esempi virtuosi di applicazione di pratiche agroecologiche grazie ai quali si stanno già ottenendo risultati di tutto rilievo, raccolti all’interno del progetto ‘Farming for Future. Dieci azioni per coltivare il futuro’, la road map delineata dal Consorzio Italiano Biogas per la transizione agroecologica dell’agricoltura italiana. Ne hanno parlato a Fieragricola Tech i soci del Cib: Bruno Agazzini della Società Agricola Boccarone; Damiano Cazzola della Società Agricola Cazzola; Gianpaolo Piva della Società Agricola Casali Casenove e Marco Miserocchi di Topcon Positioning Italy. 

Le aziende agricole del biogas e biometano (che in Italia sono più di 1800) rappresentano due asset importanti per promuovere l’economia circolare, accompagnare una transizione green sostenibile e contribuire alla sicurezza e indipendenza energetica. In particolare, il settore può fare un significativo passo in avanti sul fronte delle energie rinnovabili in ambito agricolo. Il nuovo decreto biometano, pubblicato a ottobre, ha sbloccato 1.7 miliardi di euro di investimenti del Piano per sostenere la produzione di più di 2.3 miliardi di metri cubi di biometano al 2026. A questo si aggiunge il primo bando del Gse aperto il 30 gennaio che vedrà impegnate le aziende agricole per l’assegnazione degli incentivi previsti dal decreto.  

Il piano volge lo sguardo anche allo sviluppo del biogas con la promozione di pratiche ecologiche per ridurre l’uso di fertilizzanti e sintetici, aumentare l’approvvigionamento di materia organica nei suoli. Una soluzione che permette di ridurre non solo i costi energetici, ma anche i costi di produzione nel complesso grazie alla netta riduzione dell’uso di concimi di sintesi sostituiti con il digestato ed è la strada maestra per la sicurezza e la resilienza delle produzioni alimentari. 

“Gli interventi del Pnrr rappresentano un volano importante per nuovi investimenti nel settore verso un modello di agricoltura 4.0 con tecniche avanzate che permetteranno l’ottimizzazione e la maggiore efficienza dei processi produttivi, s del lavoro, minore uso di prodotti chimici e tutela del suolo. In questo, biogas e biometano rappresentano un patrimonio strategico significativo per rispondere alla sfida energetica rinnovabile, garantire autonomia alimentare, cura del territorio e tutela del clima”, commenta Piero Gattoni, il presidente del Cib.  

“Per poter dare il proprio pieno contributo, però, il settore agricolo – rileva – ha bisogno di un sistema normativo completo, misure snelle che permettano alle nostre aziende di poter cogliere pienamente tutte le opportunità del Piano. Semplificazioni che non abbiamo colto nel Dm applicativo recentemente pubblicato. Siamo in attesa, da cinque anni ormai, della definizione del decreto Fer 2, un provvedimento importante per la prosecuzione della produzione di energia elettrica rinnovabile; inoltre, attendiamo anche l’emanazione delle misure per la promozione delle pratiche ecologiche nelle fasi di produzione del biometano. Infine è necessario anche uno sforzo da parte delle aziende del trasporto e della distribuzione della rete gas per rendere più veloci le connessioni, poiché senza un lavoro sinergico di tutti gli attori coinvolti lungo la filiera sarà complicato rispettare gli ambiziosi target del piano di Ripresa. Si tratta di misure chiave – conclude Gattoni – che permetteranno al settore agricolo di ricoprire il proprio ruolo all’interno del percorso di transizione, in un contesto di regole chiare e stabili”. 

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Economia

Guerra in Ucraina, Cottarelli: “L’economia europea tiene, le sanzioni alla Russia servono”

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(Adnkronos) –
Un anno di guerra in Ucraina ha avuto un impatto sull’economia. In Italia, in Europa e in Russia. Fino a che punto? E con quali conseguenze per il futuro? Carlo Cottarelli oggi è un senatore del Pd, ma ha passato una vita al Fondo Monetario Internazionale ed è un economista da sempre attento alle analisi congiunturali. Parla dell’andamento del Pil e di quello dell’Inflazione, ma anche di una profonda redistribuzione della ricchezza. 

“Noi abbiamo cominciato l’anno con la paura che l’aumento dei prezzi del gas avessero un effetto catastrofico sulla nostra economia. Il primo trimestre è stato molto lento, crescita dello 0,1%; nel secondo trimestre abbiamo avuto una crescita spettacolare, 1,1% in un trimestre e poi 0,5% che comunque è un tasso di crescita forte nel terzo; quindi, -0,1% nel quarto trimestre. C’è chi pensava che in autunno ci sarebbe stata la tempesta perfetta per l’Italia e per il mondo. Non c’è stata perché le banche centrali, prima di tutto, hanno reagito con un aumento dei tassi d’interesse all’aumento dell’inflazione però non sono stati aumenti enormi e alla fine ci eravamo abituati a tassi d’interesse zero per cui i tassi d’interesse del 2,5% della Banca Centrale Europea ci sembrano alti ma in realtà sono tassi d’interesse ancora molto bassi, anche tenendo conto dell’inflazione. Le politiche fiscali sono state meno espansive che l’anno scorso ma comunque non c’è stata una stretta paurosa; gli Stati Uniti hanno avuto un rallentamento nei primi due trimestri dell’anno, poi sono ripartiti, quindi alla fine tanto rumore per nulla. Ci sono stati, invece, alcuni settori che hanno subito di più, ovviamente quei settori esportavano di più in Russia; non è tantissimo per l’Italia ma qualcuno c’è stato. In termini di inflazione hanno perso molto quelli che avevano redditi fissi. C’è stata una forte redistribuzione del reddito nel 2022, una delle più forti redistribuzioni del reddito negli ultimi decenni, anche tra debitori e creditori. Lo Stato ci ha guadagnato perché i titoli di Stato in circolazione sono stati erosi dall’inflazione; i risparmiatori, che direttamente o indirettamente avevano investito in titoli di Stato, ci hanno perso. Quindi, nel complesso, guardando il totale dell’economia, l’impatto non è stato fortissimo in termini di crescita. Ci sono stati effetti redistributivi legati sia alla guerra in Ucraina, che ha esacerbato l’aumento dei prezzi, ma anche a cose che erano già successe nel 2021 perché l’inflazione è un fenomeno che è iniziato nel secondo trimestre del 2021, molto prima ovviamente della guerra in Ucraina”. 

Se i numeri dell’Italia sono tutto sommato confortanti, in Europa nel 2022 hanno fatto peggio Francia e Germania. Ma allargando l’analisi all’area Euro la prospettiva non cambia di molto. 

“Lo stesso discorso che si fa per l’Italia può essere fatto per l’economia Europea, anche lì si temeva il disastro. La Germania ha sofferto di più, probabilmente perché è più sensibile ai prezzi del gas e ai legami con il gas importato dalla Russia. La Spagna ha continuato a crescere, ci frega sempre, non riusciamo proprio a prenderla. Rispetto a Francia e Germania è andata meglio. Teniamo conto di un altro fatto: non potevamo essere per sempre i fanalini di coda d’Europa. A un certo punto il divario si è aperto e adesso, se cresciamo come la media europea, cosa che sta avvenendo al momento, manteniamo invariato il distacco. Noi dobbiamo crescere di più della media europea. Al momento cresciamo più di alcuni, la Germania in particolare, e rimaniamo sempre indietro rispetto alla Francia, che ormai in termini di reddito pro-capite è al nostro livello. Anzi, un po’ di più”. 

Si dibatte, da mesi, sulla reale efficacia delle sanzioni alla Russia e, soprattutto, sulle reali condizioni dell’economia russa, vista la difficoltà a valutare dati certi e alla necessità di depurare gli effetti della propaganda di Mosca. 

“Le stime iniziali, le previsioni iniziali sull’economia russa fatte da Banca Mondiale e da FMI, e io l’ho detto all’epoca, una caduta del PIL quest’anno dell’8%, erano esagerate. Alcune volte gli economisti fanno previsioni mettendoci quello che desiderano che accada invece di quello che effettivamente è obiettivo. Però l’impatto c’è stato, con una crescita negativa. Cosa succederà nel medio-lungo periodo? Alcuni dicono che ci vuole un po’ di tempo prima che le sanzioni abbiano effetto, altri dicono che più tempo passa e più l’economia russa si aggiusta. Probabilmente sono vere entrambe le cose. Io credo che l’impatto ci sia stato e sia stato importante. La crescita è stata negativa in Russia quest’anno e si farà sentire nel tempo. Non ci sarà un tracollo, non sono le sanzioni che possono obbligare Putin a finire la guerra però sono uno strumento di negoziazione, che a un certo punto avverrà, che non è irrilevante”. 

La crescita è il risultato di molti fattori. Sul piano della politica economica, si possono scegliere strade che più e meglio di altre consentono di sostenerla. 

“La cosa fondamentale non credo sia tanto la mancanza di domanda, quindi non c’è la necessità al momento di fare politiche particolarmente espansive. Credo che la necessità sia quella di andare avanti con le riforme per fare in modo che in Italia aumentino il potenziale di crescita, la capacità di produzione e quindi gli investimenti; sono aumentati negli ultimi anni anche per gli investimenti pubblici ma anche per gli investimenti privati. Si tratta di mantenere le condizioni per cui le imprese vengono a investire più volentieri in Italia e non vengono a investire in Italia perché il costo del lavoro è basso, ma perché il rapporto con la pubblica amministrazione funziona meglio e la tassazione è un po’ più semplice, se non più bassa. È meglio per le imprese che sia più bassa ma anche più semplice. Avere una burocrazia con cui le imprese possono interagire meglio. Gli investimenti pubblici devono essere ben fatti e in tempo. C’è stata una ripresa degli investimenti pubblici però rispetto agli obiettivi del PNRR, che è il piano che abbiamo di crescita a medio termine, stiamo andando, nell’esecuzione, più lentamente del previsto”. 

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