Spettacolo. Come si trasforma il sogno in una carriera duratura nella musica? Nasce la prima accademia musicale che garantisce, partendo da zero, di produrre il primo singolo in 24 mesi



Il vademecum per aspiranti musicisti stilato da Alessandro Zaccheroni, musicista, produttore, docente e live performer con oltre 4mila concerti all’attivo in tutto il mondo, fondatore dell’accademia musicale Hit in the box.
 

Milano, 20 giugno 2022– È ripartito X-Factor e, come ogni anno, migliaia di persone hanno affollato i casting per inseguire il loro sogno (erano 40mila all’edizione 2019, l’ultima pre-Covid). Pochi, pochissimi potranno continuare il percorso; tutti gli altri si porteranno a casa il ricordo dell’adrenalina a mille e tanti aneddoti da raccontare. Sfumata (almeno per il momento) la prospettiva della televisione, dovranno decidere se credono davvero in un futuro nel music business e, se la risposta è sì, provare a camminare sulle proprie gambe. Ma cosa è bene sapere, prima di avventurarsi in questo mondo?  

La buona notizia è che le moderne tecnologie hanno reso la musica molto più democratica, permettendo a chiunque di produrre e pubblicare le proprie opere, anche senza spazi dedicati né grossi investimenti. “Musica e tecnologia non sono mai state così vicine e accessibili. Il successo parte sempre più spesso dalle pareti di casa con le incredibili possibilità dei setup casalinghi”, spiega Alessandro Zaccheroni, musicista, produttore, docente e live performer con oltre 4mila concerti all’attivo in tutto il mondo. “Chi già studia uno strumento o canto ha conoscenze musicali e tecniche di esecuzione preziose che possono essere messe in pratica e sviluppate con un setup di produzione musicale. Per chi ne è completamente a digiuno, invece l’approccio tecnologico diretto attraverso l’uso di un computer è quello più utilizzato per cominciare a fare musica”.  

Proprio con un focus sulle nuove generazioni Zaccheroni ha fondato Hit in the box, la prima accademia musicale che garantisce agli iscritti di arrivare, nell’arco di 24 mesi, alla produzione del loro primo singolo in uno degli studi più prestigiosi d’Italia e alla distribuzione con un’etichetta discografica. Tutto questo, partendo da zero. Un risultato che diventa possibile grazie a un protocollo strutturato, al supporto di professionisti qualificati e a un network di contatti di alto livello nella music industry. 

Da dove cominciare, dunque, per gettare le basi di una carriera duratura? 

• Costruire una postazione “minimal” casalinga per suonare, registrare e comporre i nostri primi brani: bastano un computer, una scheda audio, un paio di cuffie e/o delle casse acustiche e un software specifico per la produzione musicale. Ormai su qualsiasi computer si possono installare gli stessi programmi che si trovano negli studi di registrazione più prestigiosi. Con un percorso didattico corretto, quindi, molte delle funzioni e delle tecniche apprese all’inizio saranno le stesse che serviranno fino ai livelli professionali. 

• Capire quali sono le proprie reali attitudini. Il mondo della musica non si limita agli artisti che si esibiscono sul palco, ma prevede tante figure diverse che possono interagire nella realizzazione di vario materiale musicale. Canzoni, beat, colonne sonore per film e videogame, jingle e remix, per esempio, sono opere che prevedono diverse fasi nella produzione che a loro volta richiedono diverse competenze come composizione, scrittura dei testi, registrazione, editing, arrangiamento, mix, mastering… A seconda delle proprie attitudini e dei propri gusti, ci si può occupare di tutte le fasi ricoprendo il ruolo del producer, oppure specializzarci in alcune di esse e collaborare con altri artisti e professionisti. 

• Indipendentemente dalla veste in cui ci si immagina nel futuro, acquisire nozioni di base sia in campo musicale sia in campo tecnologico. Chi lavora con il computer, suggerisce Zaccheroni, dovrebbe almeno conoscere i rudimenti della teoria musicale e saper suonare anche limitatamente uno strumento, preferibilmente le tastiere che sono l’interfaccia principale. Allo stesso modo, chi ambisce a esibirsi sul palco dovrebbe comunque destreggiarsi con una DAW (studio virtuale con tracce, MIDI, audio…) e i plugin (strumenti virtuali, effettistica, editor…), oltre a conoscere le procedure fondamentali della produzione musicale. 

• Ben venga la passione, purché si presti attenzione fin da subito agli aspetti commerciali e
contrattuali, per evitare brutte sorprese. In caso contrario, si rischia che giovanissimi talenti si vincolino a un’etichetta per diversi anni; songwriter non si preoccupino di depositare le loro opere; producer attingano liberamente a materiale coperto da copyright senza curarsi delle conseguenze. Allo stesso modo, i social portano a credere che chiunque si possa occupare di comunicazione, ma anche in questo ambito è vietato improvvisare. Una leggerezza commessa a inizio carriera potrebbe compromettere grandi opportunità per il futuro. 

Hit in the box è la prima accademia di formazione musicale che in 24 mesi garantisce agli iscritti – soprattutto giovani e giovanissimi – la produzione del loro primo brano originale in uno dei migliori studi di registrazione d’Italia e la distribuzione con un’etichetta discografica. Le lezioni online e quelle in presenza sono strutturate in modo da creare una conoscenza approfondita di ogni aspetto della musica. I docenti sono affermati producer, musicisti, dj, beatmaker, arrangiatori e songwriter, con un approccio didattico molto pratico. Hit in the box è ideato, progettato e sviluppato da Alessandro Zaccheroni, musicista, produttore, docente e live performer con oltre 4mila concerti all’attivo in tutto il mondo.https://hitinthebox.it/
 

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