Sicurezza, dati e formazione: la corsa alla nuvola delle banche


Le banche si muovono sempre più su modello ibrido che si sostiene nell’equilibrio tra filiale e digitale. Il che non significa operare solo una migrazione sui canali digitali dei servizi tradizionali ma mettere assieme le relazioni personali con gli investimenti in tecnologie abilitanti come il cloud. Di recente, Mike Cook, global payments leader di IBM ha spiegato a The Financial Brand: “I dati che esaminiamo dicono che c’è solo circa il 20% di penetrazione nel settore bancario che passa dal cloud. E gran parte di questa transizione è avvenuta in settori marginali, il carico di lavoro effettivo del core banking e dei pagamenti ha visto una penetrazione molto scarsa a livello globale. In parte ciò è dovuto alla percezione dei rischi che il cloud possa non essere maturo, sicuro o conforme. Tuttavia, queste percezioni stanno cominciando a cambiare. Esistono diverse soluzioni cloud che stanno entrando nel mercato create appositamente per i servizi finanziari”. 

 

Secondo le stime dell’Osservatorio Cloud Transformation, nel 2020 il mercato Cloud italiano ha raggiunto i 3,35 miliardi di Euro, in crescita del + 21% rispetto al consuntivo del 2019, pari a 2,77 miliardi di Euro. In ordine di impatto, i settori in cui il cloud si rivela più determinante sono la cybersecurity (rilevante o molto rilevante nel 74% dei casi) e i Big Data Analytics (68%), più a distanza il 5G (41%) e l’Edge Computing (34%). Secondo IDC, nell’ultimo anno la spesa per il cloud aziendale, sia pubblico che privato, è aumentata del 34,4% rispetto all’anno precedente: nel 2021 le principali piattaforme di cloud pubblico come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud Platform, hanno amplificato il loro ruolo predominante, anche per quanto riguarda la formazione del personale che viene sempre di più condotta anche grazie a tecnologie come la realtà aumentata: questo è il modo scelto per esempio da Amazon per realizzare il suo piano annunciato di formare 29 milioni di persone in tutto il mondo a lavorare nel cloud computing. 

 

Notizia fresca e di buon auspicio per l’Italia è quella che coinvolge due aziende nostrane con sede in Silicon Valley: negli ultimi tre mesi, Kong e Sysdig
sono state valutate sopra il miliardo di dollari. Entrambe operano nel cloud computing: Kong sviluppa l’infrastruttura per il passaggio dei dati, Sysdig facilita la sicurezza. Ed entrambe sono state create da italiani anche se hanno sede a San Francisco. Sysdig ha raccolto 188 milioni di dollari nell’ultimo round di finanziamento ed è stata valutata 1,19 miliardi di dollari. 

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