Siccità, Rocca (Cri): ”Cambiamento climatico definirà scenari umanitari”


”L’Ucraina è solo una delle tante emergenze che noi abbiamo: in termini di crisi umanitaria è una crisi enorme ma ne stiamo vivendo tante di questo tipo. Il tema principale è quello del cambiamento climatico che è la crisi che definirà gli scenari umanitari del prossimo futuro. Siamo solo agli inizi ma già in Italia vediamo ad esempio la siccità del Po”. Lo dice all’Adnkronos il presidente nazionale della Croce Rossa italiana, Francesco Rocca, che oggi è alla tradizionale fiaccolata che da Solferino va a Castiglione delle Stiviere.  

”Ho utilizzato più volte il fenomeno della rana bollita – spiega Rocca – All’inizio la rana nel pentolino sta a suo agio, quando si accorgerà che l’acqua bolle e il suo fisico non riesce più a gestire quella temperatura i muscoli saranno talmente rilassati che non riuscirà a saltare dalla pentola. E la stessa cosa sta succedendo a noi come genere umano. Sembra tutto quanto rinviabile a domani e quando ci accorgeremo sarà già troppo tardi se non è già troppo tardi”. 

Il cambiamento climatico, sottolinea ancora Rocca, ”è un tema politico su cui la comunità internazionale non riesce a dare le risposte alle persone e questo è uno dei limiti che ha il Cop26 ha dimostrato”. ”Noi come Croce Rossa siamo preparati sulla mitigazione dei disastri naturali conseguenti al cambiamento climatico e ai fenomeni che a questi seguono, come quelli migratori, che saranno estremamente importanti nel momento in cui le persone soprattutto nel continente africano non troveranno più le risorse alimentari per poter sopravvivere”, continua. 

”Sono contento di rivivere in presenza un momento così significativo insieme ai volontari della Croce Rossa e avere l’occasione di passare del tempo con loro perché questi ultimi due anni sono stati estremamente impegnativi”, sottolinea poi Rocca parlando della fiaccolata che si tiene appunto nei luoghi in cui, nel 1859, si svolse la celebre battaglia risorgimentale di Solferino e dove Henry Dunant ebbe l’idea di fondare quella che, negli anni, è diventata la più grande associazione di volontariato del mondo. 

”E’ perciò anche l’occasione per celebrarli e per ringraziarli perché in fondo loro sono stati i veri protagonisti dell’attività quotidiana nel periodo del covid”, prosegue. Parlando della rielezione alla presidenza dell’Ifrc dice: ”Per me ma anche per i volontari che sono qui, è motivo di soddisfazione, in fondo il riconoscimento alla mia persona è anche una conseguenza delle capacità delle Croce Rossa Italiana – aggiunge – La presidenza dell’Ifrc è il risultato di diverse valutazioni ma è ovvio che avere una Croce Rossa solida ed efficiente alle spalle è un buon segnale di leadership e di capacità di lavorare all’interno di un sistema complesso e di dare risposte alle emergenze che spesso si presentano”.  

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