Siccità, il Piemonte ha ‘sete’


Il Piemonte ha ‘”sete” e la situazione siccità nella regione “sta peggiorando”. A rilevarlo, parlando con l’Adnkronos, è stato il geologo Paolo Sassone, presidente sezione Piemonte della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), che sottolinea: “Non piove da 6 mesi e quindi – ha sottolineato Sassone- c’è un progressivo peggioramento e non è prevedibile che la situazione migliori perché abbiamo davanti mesi caldi e secchi come luglio e agosto” che non promettono grandi precipitazioni, aggiunge il geologo ricordando che giugno era solitamente il mese in cui piove di più in estate. “Nell’ultimo periodo invece – ha spiegato il geologo- ci sono stati solo due passaggi veloci di pioggia e quindi la campagna soffre sicuramente e visto che soffre aumentano i prelievi dal sottosuolo e dai corsi d’acqua con un progressivo impoverimento della risorsa perché da monte non c’è molto afflusso”. Proprio il geologo Sassone aveva valutato in Piemonte un “deficit
precipitazioni del 55% negli ultimi sei mesi” che ha messo “in sofferenza le sorgenti”. “Nel Cuneese – ha detto Sassone- i problemi maggiori per la carenze di pioggia sono a Ormea e Demonte, dove sono intervenute le autobotti, ma anche le 1.300 sorgenti montane – che garantiscono il 55 per cento della portata idrica – sono in sofferenza. I problemi maggiori, comunque, si registrano nel Nord del Piemonte: da febbraio ad oggi sono stati eseguiti 1.080 interventi tramite autobotti nel Verbano Cusio Ossola e nel Biellese, Casalese e Vercellese”. 

Al momento la siccità provoca un “problema critico per l’agricoltura e in pianura mentre per servizio idropotabile non è a rischio perché in pianura le falde idroprofonde danno ancora buona garanzia. Le scorte di acqua in profondità ci sono” in Piemonte, rassicura il geologo di Sigea Paolo Sassone. “I problemi – avverte il geologo- sono in montagna dove quest’anno la neve non c’è stata, per cui, probabilmente nell’inverno” il problema dell’approvvigionamento idrico montano “sarà molto sentito, ed è probabile che ci sarà un peggioramento della situazione tanto da dover rifornire localmente gli acquedotti di montagna che sono alimentati dalle sorgenti”. E, aggiunge ancora Sassone, “in prospettiva si dovrà utilizzare un rifornimento alternativo perché è impossibile prevedere che ci sia una ricarica da qui a settembre” senza piogge.  

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