Scuola, “bus fantasma e continuamente in ritardo in classe”, le denunce da Roma a Milano


Andata e ritorno da casa a scuola, da scuola a casa sempre così, sperando che il bus o il treno arrivi, sperando di non entrare in classe in ritardo. Pronti con il telefono in mano, per la chiamata d’emergenza ai genitori, mentre si attende a tempo perso alla fermata con l’aggravio degli orari scaglionati. Scene di ordinaria routine che rimbalzano di città in città, dal nord al sud alle isole, con genitori stanchi di acquistare a vuoto abbonamenti per mezzi pubblici malfunzionanti e ragazzi rassegnati all’abbandono e segnati dal ritardo ovunque: a scuola e a casa. Ecco alcune denunce in chat di famiglie di Roma e Milano. 

Roma: “Mio nipote studente all’istituto Emilio Sereni questa mattina ha atteso per più di un’ora il bus 508. Poi visto che ormai l’orario di entrata all’istituto era saltato, è tornato a casa!”, scrive una nonna . “Un mesetto fa verso le 14,10 io e mia moglie attendevamo davanti scuola ….sono arrivati insieme tre 508 vuoti, gli autisti sono scesi, si sono (giustamente riposati 10 minuti) e poi sono ripartiti tutti e tre insieme vuoti. Dopo 10 minuti sono usciti i ragazzi dalla scuola”, racconta un genitore. “Mia figlia fa dei sacrifici per comprargli la tessera e per mandarlo a scuola, ne converrete”…. 

Milano: “Lo z183 al pomeriggio è sempre in ritardo e negli ultimi giorni non è nemmeno doppio”, denuncia un papà. “Mia figlia sta tornando con il treno perché l’autobus non é passato, ma non si può pagare l’abbonamento per il pullman e tornare in treno….non ho parole”, scrive un altro genitore in una chat di classe. “Infatti, ieri i ragazzi abbandonati alle fermate, assurdo”, replica una mamma di Arese, in provincia di Milano. “Io sapevo che è successo per mancanza di personale! Non esiste … Grazie di cuore al genitore che ha gentilmente riaccompagnato Ambra ad Arese. Purtroppo ieri né io né mio Marito potevamo perché entrambi in ufficio ed impossibilitati ad uscire. A buon rendere! Ma é impensabile andare avanti così”. 

Il disservizio trasporti e la condanna al ritardo degli studenti dalle chat passa ai comitati scolastici. Nel verbale del Comitato genitori del liceo Primo Levi di Bollate, in provincia di Milano visionato dall’Adnkronos, si legge: “Occorre fare pressione sul Sindaco come scuola affinché abbia presente il problema; ed è necessario proporre all’Istituto di essere più flessibile sui ritardi degli studenti, che effettivamente sono impattati da questa situazione. Si ricorda che i ragazzi per non disturbare la lezione devono attendere l’ora successiva e che c’è un numero massimo di ritardi all’anno, che stanno già superando e che potrebbe impattare sul voto di condotta”. E’ solo un esempio. 

(di Roberta Lanzara) 

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