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Spettacolo

‘Scrittori in scena’ al via con ‘Giancarlo De Cataldo all’opera’

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Sarà ‘Giancarlo De Cataldo all’opera’ ad aprire ‘Scrittori in scena’, la nuova iniziativa che propone una serie di incontri al Teatro Manzoni di Roma in collaborazione con la storica libreria Il Seme, dove protagonisti sono gli autori che mettono in scena se stessi. Il primo appuntamento è domenica 28 novembre alle 20.30 con l’autore di ‘Romanzo Criminale’ che assieme al giornalista Alberto Toso Fei racconterà la genesi del suo ultimo personaggio letterario: Manrico Spinori della Rocca, protagonista di una trilogia di gialli di successo usciti per Einaudi Stile Libero negli scorsi mesi.  

Il conte Manrico Spinori della Rocca – magistrato melomane che si muove con aristocratico distacco in una Roma contemporanea – è convinto assertore di una curiosa ed infallibile teoria: non esiste delitto che non sia stato già raccontato dal grande melodramma del passato. Così – per sciogliere i nodi delle sue indagini – resta solo da individuare l’opera perfetta che riesca a svelarci il colpo di scena finale della vicenda.  

‘Giancarlo De Cataldo all’opera’, per la regia di Nicola Calocero, è il racconto della ‘bottega’ dello scrittore e di una passione travolgente e recente che sta influenzando la sua la maturità. Oltre a dividere la scena ‘in duetto’ con Alberto Toso Fei, De Cataldo commenterà con il pubblico alcuni brani d’opera, con contributi video di recenti allestimenti. Il repertorio da cui prendono le mosse le indagini del conte Manrico per avvalorare la sua inedita teoria, che si propone come una nuova e stimolante chiave di lettura per attualizzare due grandi tradizioni: quella del giallo e quella dell’Opera.  

‘Scrittori In Scena’ è un’iniziativa nata da un’idea di Carlo Alighiero e prodotta dal Gruppo Ata, per mettere in scena l’arte e la personalità dei singoli scrittori. Incontri che vanno oltre la presentazione dei libri, oltre la promozione del singolo titolo per cercare nella narrazione e nella condivisione con il pubblico un modo ritrovato di stare assieme agli autori.  

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Attualità

La settima stanza: Incontro con l’autrice Miriam Candurro a Capua

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Sabato 28 gennaio, presso il Circolo dei Lettori di Capua, si terrà un evento di grande importanza per gli appassionati di letteratura. L’attrice e scrittrice Miriam Candurro presenterà il suo nuovo romanzo “La settima stanza“, edito da Sperling e Kupfer.

Durante l’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Mitreofilmfestival di Santa Maria Capua Vetere, Miriam Candurro sarà intervistata dal critico cinematografico Francesco Della Calce. Questi guiderà il pubblico alla scoperta dei retroscena della creazione del romanzo e dell’ispirazione dietro alla sua stesura.

Il romanzo “La settima stanza” è stato acclamato dalla critica per la sua scrittura evocativa e per la capacità dell’autrice di creare personaggi complessi e profondi. La trama è avvincente e coinvolgente, e la descrizione dei luoghi e delle emozioni è straordinariamente dettagliata. L’evento rappresenta quindi un’occasione unica per gli appassionati di letteratura di incontrare l’autrice e di scoprire di più sulla sua opera.

Miriam Candurro è nota al grande pubblico anche per la sua carriera come attrice, con ruoli in numerosi film e serie televisive quali “Capri”, “Un Posto al Sole” e “I Bastardi di Pizzofalcone”. Nel 2008 ha pubblicato per Garzanti il romanzo “Vorrei che fosse già domani” scritto con Massimo Cacciapuoti.

L’ingresso all’evento è gratuito e aperto a tutti. Non perdere l’occasione di assistere alla presentazione del nuovo romanzo di Miriam Candurro, di incontrare l’autrice in persona e di scoprire di più sulla sua carriera sia come scrittrice che come attrice.

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Spettacolo

Sanremo 2023, “no a Zelensky”: 40mila firme per petizione Byoblu in poche ore

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(Adnkronos) – “No alla militarizzazione del Festival di Sanremo”. Una raccolta firme, lanciata dall’emittente Byoblu sul proprio sito internet “per chiedere alla Rai che non venga ospitato il leader ucraino Volodymyr Zelensky e che sia rispettata la Costituzione, ha già raccolto in poche ore quasi 40mila firme e secondo gli organizzatori, “è destinata a crescere”.  

Byoblu ha lanciato questa petizione insieme al Comitato di Liberazione Nazionale, fondato dal giurista Ugo Mattei. Nel testo della petizione si legge, tra l’altro: “Vogliamo che sia rispettato l’articolo 11 della Carta fondamentale del nostro Paese. Esso ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.  

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Spettacolo

Matilde Gioli: ”Io ‘eroina del ‘900’ nella nuova fiction di Rai1”

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(Adnkronos) – ”Fernanda è il simbolo scelto dalla Rai per ricordare il Giorno della Memoria”. E’ quanto sottolinea la direttrice Maria Pia Ammirati presentando ‘Fernanda’, la nuova fiction in onda su Rai1 il 31 gennaio che racconta la storia di Fernanda Wittgens, la prima direttrice della Pinacoteca di Brera, tra le prime donne in Italia e in Europa a ricoprire un ruolo così prestigioso. ”Una eroina di altri tempi – ha aggiunto la Ammirati – una grande donna che ha pensato di salvare un mondo che era nella catastrofe e nel buio”. Ad interpretare il ruolo di Fernanda è Matilde Gioli, per la prima volta nei panni di una donna realmente esistita, come spiega lei stessa nel corso della conferenza stampa di presentazione della fiction nella sede Rai di viale Mazzini: ”Per la prima volta ho interpretato un personaggio realmente esistito. La mia gioia più grande è quella di veicolare la storia di una eroina del ‘900. Fernanda è cresciuta negli anni ’20 con una passione per lo studio dell’arte – racconta la Gioli – nonostante non fosse incentivata dalla società dell’epoca. Ha proseguito con dedizione e si è ritrovata a difendere con il proprio corpo la Pinacoteca. Durante le leggi razziali decide di salvare famiglie di ebrei, rischiando la sua vita e quella dei suoi famigliari”.  

‘Fernanda’ diretta da Maurizio Zaccaro, in onda in prima serata su Rai 1 il 31 gennaio, racconta la storia di Fernanda Wittgens, ricordata come la prima direttrice della Pinacoteca di Brera. Fin da bambina trascorreva le domeniche visitando i musei nella Milano di inizio Novecento in compagnia del padre Adolfo. Il coronamento del suo sogno è reso possibile dall’incontro nel 1928 con Ettore Modigliani, storico direttore della Pinacoteca di Brera. Un incontro che cambia la vita di Fernanda, assunta come ‘operaia avventizia’. La giovane donna dimostra di saper e voler fare molto di più di quel che le spetterebbe e quando Ettore Modigliani viene sollevato da ogni incarico in quanto antifascista, lei prende il suo posto, diventando la prima donna a ricoprire un ruolo così importante nella Pinacoteca. Pochi anni dopo l’Italia entra in guerra e salvaguardare le opere della galleria dai bombardamenti diventa un imperativo: nel giugno del 1940, Fernanda partecipa al primo trasferimento di alcune delle opere ospitate in Pinacoteca. E non solo le opere troveranno una via di fuga: Fernanda si impegna in qualcosa di ancora più rischioso. All’oscuro anche della sua famiglia, contribuisce a far espatriare in Svizzera centinaia di ebrei destinati al campo di concentramento. Ma è proprio da un giovane collaborazionista che viene tradita e arrestata insieme alle sue amiche e collaboratrici. Fernanda viene condannata a quattro anni di carcere, poi ridotto a uno, ma la guerra è agli sgoccioli. 

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Spettacolo

Zanicchi: “Trio con Vanoni-Berti più difficile di Al Bano-Morandi-Ranieri”

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(Adnkronos) – “Oddio! E’ vero: mi sono dimenticata della Vanoni, della grande Ornella!”. Iva Zanicchi, intervistata dalla AdnKronos, completa in qualche modo la sua battuta, rilasciata a Rtl, in cui accusava benevolmente Amadeus: “Hai invitato Al Bano, Morandi e Ranieri ma manca una donna. Della mia età, ci sono rimasta solo io…”. 

Fra le grandi interpreti della musica leggera italiana – scomparsa Milva e non considerando Mina che da decenni non regala più ai suoi fans interpretazioni dal vivo – sopra gli 80 anni oltre a Iva Zanicchi c’è anche Ornella Vanoni e proprio sulla soglia (li compirà in estate) Orietta Berti, mentre poco al disotto si annoverano fra le altre Patty Pravo, Rita Pavone, Loredana Bertè, nonché Caterina Caselli anche lei non più in attività canora. 

“Va bene, non sono la sola ottantenne – ammette Iva – ma francamente un trio Zanicchi, Vanoni, Berti è molto più difficile da immaginare rispetto al trio Al Bano, Morandi, Ranieri che si esibirà a Sanremo… Ci vorrebbero le bombole d’ossigeno sul palco! – scherza autoironicamente – Tifo per loro, sono amica di tutti e tre e sono curiosissima di ascoltarli: sarà molto bello sentirli e vederli cantare insieme al Festival”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Spettacolo

Come sarebbero i Griffin in carne e ossa?

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(Adnkronos) – I Griffin diventano reali, ma è solo un esperimento on line. Grazie all’Intelligenza artificiale, i protagonisti della serie animata comica e irriverente made in Usa sono stati trasformati in attori in carne e ossa digitali. Peter, Lois, Stewe, l’immancabile cane Brian, e gli altri personaggi si muovono in ambienti reali e anche la sigla è stata rieditata sul modello di quelle delle sitcom familiari degli anni Ottanta. L’effetto? Realistico, ma anche grottesco e inquietante, secondo chi ha potuto vederlo. 

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Spettacolo

Enrico Rovelli, ‘con Springsteen diventammo proprio amici’

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(Adnkronos) – Enrico Rovelli, storico manager di Vasco Rossi, il primo a portarlo a San Siro, si confida oggi sul quotidiano La Ragione con una serie di aneddoti sui big della musica, anche internazionali, con cui ha avuto la fortuna di lavorare. “Con Bruce Springsteen diventammo proprio amici, è l’artista che mi ha colpito di più in assoluto: una persona rimasta umile e semplice. Con lui feci tutta la tournée dell’87”. E sul Bruce più privato si lascia scappare qualche dettaglio piccante (Bruce all’epoca era sposato con la modella e attrice Julianne Philips): “Ho visto cose che non si possono raccontare. Diciamo che ho trovato qualche mutandina in giro per il camper. Le donne degli artisti sono disposte ad accettare un po’ tutto, mentre quelle che vorrebbero finire a letto con loro sono disposte a tutto. Le dico solo che farsi trovare a letto nude nella camera d’albergo è la base”. 

Rovelli si è occupato di Pino Daniele, Celentano, Renato Zero, Baglioni, Masini, Anna Oxa e tantissimi altri. Ha organizzato i concerti in Italia di Bruce Springsteen, dei Queen, David Bowie, U2 e una lista che sarebbe ancora lunghissima. Non a torto Vasco lo chiamava “il presidente”. Tanti gli incontri fortunati ma un destino anche crudele. La prima volta quando un’overdose stroncò il figlio Billy a soli 29 anni e poi nel 2010 quando l’altro figlio, Davide, ebbe un incidente a 44 anni. Come si sopravvive a tragedie del genere? Provando a contenere tutto questo dolore con l’arte, il suo primo amore, e con il bello. Si chiude proprio domani a Milano la sua mostra “Mille Volti” presso la Galleria Cael a Milano, una serie di opere che raccontano le luci e le ombre che hanno segnato la sua storia. 

Fondatore del primo canale all music in Italia (poi diventato VideoMusic) e di Radio Music 100 (poi Radio Deejay), suoi anche i locali che hanno animato la Milano by night: il Rolling Stone – “quando ho saputo della sua chiusura, ho pianto”- l’Alcatraz, il CIty Square anche se quello che cita più spesso è il Carta Vetrata di Bollate, alle porte del capoluogo lombardo. “Ci veniva anche quel bandito della Comasina, Renato Vallanzasca. Non gli piaceva la musica che facevamo ma io non ho mai avuto problemi con la malavita perché non facevo discoteche normali, noi facevamo rock e loro amavano i nightclub”. 

Siamo a cavallo degli 60/70, la strage di Piazza Fontana gronda sangue ancora fresco e il commissario Luigi Calabresi individua in Rovelli l’uomo giusto per “studiare” il mondo degli anarchici: “Il mio nome in codice era Anna Bolena. Stetti al gioco perché a 20 anni avevo già due figli ma se avessi fatto dei casini ai miei compagni, le assicuro che oggi non sarei qui”, ha dichiarato a La Ragione. L’artista con cui ha collaborato che secondo lui è stato più sottovalutato? “Sicuramente meriterebbe di più Fabrizio Moro. Poi Marco Masini, si è risollevato ma voleva quasi farla finita da quanto soffriva. E Fabio Concato, simpaticissimo per carità, ma lui è uno con la borsetta da impiegato, uno per la famiglia e per fare questo lavoro bisogna annullarsi completamente”. 

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Spettacolo

Luxuria: ”Parole Papa sono condanna a paesi che criminalizzano omosessualità”

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(Adnkronos) – Le parole del Papa che ha affermato che ”essere omosessuali non è un crimine” e ha criticato le leggi che criminalizzano l’omosessualità come ”ingiuste” sottolineando che Dio ama tutti i suoi figli ”sono parole molto importanti. Poi certo la strada da fare è ancora lunga”. Così Vladimir Luxuria all’Adnkronos commenta le parole di Papa Francesco rilasciate nel corso di un’intervista con l’Associated Press. ”Il passo avanti rispetto al passato – spiega – è quello di condannare quei paesi che criminalizzano l’omosessualità. Rispetto ad altre grandi religioni monoteiste mi sembra che questo Papa stia facendo di più, basti guardare il Pope russo che dice che bisogna attaccare l’Ucraina perché promuove la libertà gay o quello che accade in tanti paesi musulmani. Nel 2008 il Vaticano – ricorda Luxuria – non volle ratificare la condanna ai paesi che criminalizzavamo l’omosessualità, tanto è vero che all’epoca feci una manifestazione di protesta in cui avevo un cappio al collo per ricordare che ancora oggi ci sono delle Nazioni che condannano l’omosessualità e dove per gli omosessuali è prevista l’impiccagione e comunque la pena di morte”.  

Per Luxuria le parole di Papa Bergoglio “sono di passi avanti nel linguaggio e il linguaggio è molto importante perché aver detto che i Vescovi che non accolgono la comunità Lgbt devono convertirsi, è una frase molto forte. Diversamente da chi ancora crede nelle terapie riparatrici di conversione per gli omosessuali, il più alto rappresentate della chiesa cattolica dice invece che si deve convertire chi non vuole accogliere. Poi certo la strada da fare è ancora lunga – continua – perché si sa che secondo la dottrina cattolica non è un peccato essere omosessuali ma è un peccato praticare l’omosessualità, che è una sorta di invito all’astinenza o peggio ancora alla schizofrenia. Ma almeno questa strada che prima era chiusa è stata imboccata. È vero – conclude Luxuria – il Papa dice che l’omosessualità è un peccato ma dice anche che è un peccato non essere caritatevoli e che è un peccato condannare e criminalizzare l’omosessualità. E questo è molto importante”. 

(di Alisa Toaff)  

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Giorgia Venturini: “Colpita da morte neonato a Roma, fondo associazione per neomamme”

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(Adnkronos) – “Sono rimasta profondamente colpita da quanto accaduto all’ospedale Sandro Pertini. La morte di quel neonato rappresenta una tragedia che mi colpisce direttamente. Da neomamma so quanto è difficile dover affrontare il periodo immediatamente successivo al parto, la fatica e la sofferenza che spesso accompagnano uno dei momenti più belli della vita. Troppe donne sono costrette ad affrontare il post-parto da sole. Se non hanno una famiglia alle spalle è davvero dura, lo so per esperienza personale. E non tutti hanno la possibilità di permettersi personale sanitario privato o cliniche. Per questo mi sento in dovere di fare qualcosa”. Lo dichiara in una nota la conduttrice televisiva e volto noto di Mediaset, Giorgia Venturini, rivolgendo “un appello al ministro della Salute Schillaci e al governo affinché vengano stanziati fondi specifici per il potenziamento dei reparti perinatali e per assumere personale specializzato” e annunciando la creazione di un associazione per l’assistenza alle neo-mamme.  

“La sanità pubblica italiana rappresenta un’eccellenza – aggiunge Venturini – ma purtroppo sconta anche tanti limiti, con carenze economiche e blocco del turn over che impediscono le assunzioni e costringono il personale medico e paramedico a turni massacranti. Per questo serve un intervento forte da parte del governo, magari usando una struttura d’eccellenza, come la scuola per puericultrici di Avezzano (l’unica in Italia): ciò permetterebbe di inserire numerose professionalità specializzate negli ospedali pubblici. Per quanto mi riguarda, quanto accaduto al Pertini ha scosso la mia coscienza e sento di non poter restare inerme. Da personaggio pubblico e volto televisivo ho deciso, insieme a tante altre mamme e papà del mondo dello spettacolo, di mettermi in gioco e di creare una associazione per l’assistenza alle neo-mamme”, conclude la conduttrice. 

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Spettacolo

Ruben Rigillo alle prese con ‘Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde’

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(Adnkronos) – E’ sicuramente uno “strano caso” quello che vede coinvolto – o sarebbe più giusto dire ‘coinvolti’ al plurale? – il dottor Jekyll e mister Hyde, personaggi ‘due in uno’ creati dalla fantasia del romanziere scozzese Robert Louis Stevenson, protagonisti del libro di successo con più versioni e adattamenti cinematografici, ‘Lo strano caso del dr. Jekyll e di mr. Hyde’ appunto, ora proposto nella sua riduzione teatrale dal regista Matteo Tarasco, con Ruben Rigillo a vestire i duplici panni del medico virtuoso e benefattore e del ‘lupo mannaro’ assassino. Con lui in scena, fino al 12 febbraio al teatro Ciak di Roma, anche Linda Manganelli, Enrico Ottaviano, Giovanni Carta e Amedeo D’Amico. 

La vicenda, come è noto, si avviluppa attorno allo sdoppiamento di personalità del protagonista e alle sue tragiche conseguenze. “Il rispettabile dottor Jekyll non ha creato il malvagio Mister Hyde, ma l’ha scovato nei più nascosti meandri della propria coscienza”, osserva il regista Matteo Tarasco. “Robert Louis Stevenson ci propone una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos, una riflessione sempre attuale sulla natura umana e sulla seduzione del male”. 

Nelle note di regia si sottolinea come l’autore descriva “un mondo che perde i propri referenti culturali e svilisce i valori etici, un mondo dove l’interesse personale diviene la mozione primaria d’ogni atto, dove trionfa il soddisfacimento sfrenato del desiderio di potere. Bestie umane si agitano sulla scena del mondo borghese. La preminenza degli istinti è nascosta dietro la maschera del quieto vivere. Ma la maledizione del genere umano è che due esseri aggrovigliati in un incongruo legame siano costretti a combattersi nel grembo della medesima coscienza: il bene e il male, come due facce della stessa medaglia, albergano nell’animo di tutti noi e soltanto il libero arbitrio determina gli esiti delle nostre esistenze”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Sanremo 2023, Fiorello: “Duetti? Domani con Amadeus forse tutti i nomi”

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(Adnkronos) – “Domani a Viva Rai2 ci potrebbe essere l’ennesima anticipazione sanremese”. Lo ha annunciato questa mattina Fiorello, in diretta su Rai Radio2 anche in video sul 202 del digitale terrestre, ospite di Tommaso Labate e Massimo Cervelli. “Nel corso della puntata Amadeus con Gianni Morandi potrebbero darci i nomi, tutti i nomi, dei cantanti impegnati nella serata del venerdì, quella dei duetti. Quindi i 28 cantanti in gara oltre ai 28 ospiti”, ha detto Fiore, “praticamente non ci sarà tempo di fare altro, daremo nomi per tutta la puntata!”. 

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