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Schneider Electric presenta l’offerta Grid Operations Platform as a Service su Microsoft Azure

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(Adnkronos) –
Stezzano (BG) 29 agosto 2022 – Schneider Electric, leader globale nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, ha presentato Grid Operations Platform as a Service, nel quadro della sua offerta EcoStruxure Grid. Con questa proposta, supportata dalla piattaforma di open cloud computing Microsoft Azure, Schneider Electric mette a disposizione un ambiente di implementazione che permette di ospitare e gestire in cloud le soluzioni per la pianificazione e l’operatività delle reti elettriche. 

Il settore dell’energia sta sperimentando cambiamenti significativi e la tecnologia si evolve a passo veloce, di conseguenza stanno cambiando anche i modi con cui tradizionalmente si implementavano soluzioni software e i servizi ad esse associate. Con Grid Operations Platform as a Service Schneider ha creato una risposta per le sfide senza precedenti che oggi gli operatori di rete devono affrontare. 

Sfruttando il valore aggiunto delle soluzioni cloud, gli operatori possono ottenere importanti vantaggi da ciò che questa tecnologia offre: semplificazione dei progetti, miglioramenti incrementali, maggiore scalabilità, minori esigenze di manutenzione – il tutto con la possibilità di usufruire di servizi gestiti e consulenza. Per tutti gli aspetti della gestione delle reti, sia IT sia OT, è sempre più richiesto un approccio semplificato, graduale e sicuro dal punto di vista informatico e Schneider Electric propone, in collaborazione con Microsoft, Grid Operations Platform as a Service su Azure proprio per soddisfare le necessità delle infrastrutture energetiche critiche. 

“La collaborazione con Microsoft sta aiutando ad accelerare la trasformazione digitale, a favore delle persone, delle aziende, del settore energetico nel suo insieme” ha dichiarato Alexis Grenon, SVP Digital Grid di Schneider Electric. “Insieme stiamo lavorando perché i nostri clienti possano gestire reti più affidabili, efficienti, sostenibili e sicure, oggi e in futuro”. 

Schneider Electric ha un’ampia esperienza nell’offerta di soluzioni cloud di asset management e edge management per il settore utility, ed ora estende la sua proposta anche alla gestione operativa con la disponibilità su Azure di
EcoStruxure DERMS
(sistemi di gestione delle risorse energetiche distribuite) e di
EcoStruxure ADMS
(sistema avanzato di gestione della distribuzione), per supportare casi d’uso come la gestione delle DER (risorse energetiche distribuite), la gestione dei guasti, la pianificazione della rete, la formazione degli utenti. Questo crea valore verso un mercato molto più ampio, in cui anche organizzazioni di più piccole dimensioni possono ottenere gli stessi vantaggi delle realtà più grandi. Ciò permette, inoltre, di abilitare un approccio di innovazione più agile. 

“Microsoft supporta Schneider Electric nell’offerta di soluzioni di business che permettono ai clienti di pensare di più alla loro operatività e molto meno a gestire infrastrutture software” ha commentato Darryl Willis, Corporate Vice President, Energy Industry di Microsoft. “Questo permette a Schneider Electric di rispondere ancora meglio alle sfide più pressanti per il settore utility con la flessibilità, l’affidabilità e la sicurezza di Azure”. 

L’annuncio arriva dopo la notizia che Schneider Electric si è posizionata al primo posto nella classifica stilata da Guidehouse Insights Leaderboard per il report sui fornitori di soluzioni DERMS. La nuova soluzione DERMS affronta le esigenze di gestione delle utility e delle reti da una prospettiva olistica, che offre un approccio end-to-end alla gestione delle risorse energetiche distribuite.  

Le soluzioni che compongono l’offerta EcoStruxure Grid di Schneider Electric dimostrano l’impegno dell’azienda per un mondo più digitale ed elettrico; insieme a Grid Operations Platform as a Service, le tecnologie Schneider supportano la diffusione crescente dell’uso di risorse energetiche distribuite, le microgrid, la creazione di comunità energetiche e altre forme di gestione flessibile delle risorse, con cicli di vita progettati, gestiti e pianificati con strumenti digitali. Le reti energetiche del futuro si basano sul potere dei dati e su modelli di rete integrati, per essere più affidabili, flessibili, efficienti e sicure. 

Per maggiori informazioni sulla visione di Schneider Electric “Grid of The Future” visitare il sito: https://www.se.com/it/it/work/campaign/grids-of-the-future/
 

Chi è Schneider Electric 

L’obiettivo di Schneider Electric è consentire a tutti di utilizzare al meglio l’energia e le risorse, coniugando progresso e sostenibilità. Questo è ciò che definiamo, Life Is On. La nostra missione è essere il Partner digitale per la sostenibilità e l’efficienza. Guidiamo la trasformazione digitale integrando le migliori tecnologie mondiali per la gestione dei processi e dell’energia, prodotti connessi dal campo al cloud, soluzioni di controllo, software e servizi per tutto il ciclo di vita; in questo modo, rendiamo possibile la gestione integrata di case, edifici, data center, infrastrutture, industrie. Siamo la più locale delle aziende globali. Promuoviamo l’adozione di standard aperti e la creazione di ecosistemi di partnership che condividano con noi uno scopo significativo e i nostri valori di inclusione e di responsabilizzazione delle persone. www.se.com/it
 

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Caterina Ferrara, Cristiana Stradella  

caterina@primapagina.it; cristiana@primapagina.it
 

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Svapo o tabacco riscaldato? Le alternative al fumo tradizionale

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(Adnkronos) –
ROMA, 30/01/2023 – L’introduzione della sigaretta elettronica ha rappresentato un notevole punto di svolta per il mercato del tabacco e, più in generale, dei prodotti per fumatori. Per la prima volta, infatti, i consumatori avevano la possibilità di utilizzare un dispositivo elettronico in grado di simulare l’esperienza offerta da una comune sigaretta, pur non contenendo tabacco.  

Le “e-cig” hanno contribuito a scalfire il monopolio del tabacco da combustione, disponibile sotto forma di prodotti tradizionali quali sigarette, sigari, sigarini, pipe e simili. Successivamente, la comparsa dei dispositivi a tabacco riscaldato ha contribuito a diversificare ulteriormente le opzioni di scelta a disposizione dei consumatori, offrendo un’alternativa a base di tabacco.  

Entrambe le categorie di prodotto rappresentano, ad oggi, una nicchia limitata ma in rapida espansione, come si evince dai rilievi pubblicati lo scorso anno dall’Istituto Superiore di Sanità. In Italia, oltre il 5% dei fumatori adulti fa uso di sigaretta elettronica o consuma tabacco riscaldato, tramite i dispositivi THP.  

A differenza di quanto si possa pensare, si tratta però di due prodotti molto diversi, il cui unico tratto in comune è la capacità di simulare in maniera piuttosto verosimile l’esperienza del fumo, non solo dal punto di vista strettamente gestuale. Di seguito, analizziamo le principali differenze che contraddistinguono una e-cig da un riscaldatore di tabacco. 

THP: come funzionano i dispositivi a tabacco riscaldato 

A livello commerciale, i riscaldatori di tabacco vengono indicati con le sigle THP (acronimo di Tobacco Heating Product) oppure HTP (Heated Tobacco Product). Entrambe indicano una tipologia di dispositivo che, sfruttando una specifica tecnologia, riscalda una miscela di tabacco in maniera tale da produrre un vapore di tabacco senza innescare il processo di combustione come, di contro, avviene nelle comuni sigarette.  

Il processo di riscaldamento viene implementato utilizzando per lo più sistemi di tipo elettrico; alcuni sono dotati di una resistenza per sviluppare il calore necessario. Altri, invece, fanno ricorso al riscaldamento a induzione come, ad esempio, i THP a marchio glo™ della British American Tobacco, una delle aziende leader nel settore del tabacco riscaldato. I sistemi di riscaldamento sono integrati con appositi dispositivi di controllo e regolazione della temperatura, che consentono al device di sviluppare il calore necessario a scaldare la miscela di tabacco senza farla bruciare. L’assenza di combustione determina l’assenza di residui (cenere) e una minore emissione di fumo rispetto alle tradizionali sigarette. 

Lo ‘svapo’ con la sigaretta elettronica: in cosa consiste 

Derivato dall’inglese ‘vaping’, il termine ‘svapo’ è ormai entrato a far parte del linguaggio comune, e viene usato per indicare l’utilizzo della sigaretta elettronica.
 

Le e-cig, infatti, sono dispositivi di vaporizzazione; grazie ad un atomizzatore interno, sono in grado di produrre un aerosol (contenente nicotina e aromi), a partire da una soluzione liquida contenuta in un piccolo serbatoio. L’atomizzatore è collegato ai sensori presenti nel boccaglio; quando l’utilizzatore inspira l’aria, questi attivano l’alimentazione del cleromizzatore; la soluzione acquosa viene quindi scaldata fin quando non si trasforma in un vapore biancastro (la colorazione è dovuta all’aggiunta del glicerolo o del glicole propilenico nel liquido). 

In base alla modalità di ricarica, le sigarette elettroniche si distinguono in dispositivi “a sistema aperto” oppure “a sistema chiuso”. I primi consentono di rabboccare il serbatoio ogni qual volta il liquido è esaurito; nei secondi, invece, è necessario rimuovere l’intera cartuccia contenente il serbatoio con la soluzione, per rimpiazzarla con una nuova, sigillata e precaricata. Le e-cig a sistema chiuso vengono spesso chiamate “cigalike” perché hanno una forma sottile ed affusolata che ricorda molto quella delle sigarette tradizionali mentre i dispositivi a sistema aperto sono solitamente denominate ‘mod’ oppure ‘pen like’, e presentano un design più complesso e voluminoso. 

SCOPRI DI PIÙ SU glo™ 

glo™ è un dispositivo di tabacco riscaldato sviluppato da British American Tobacco (BAT) per fornire un’esperienza di consumo di tabacco meno dannosa rispetto ai prodotti tradizionali. Grazie ad un sofisticato sistema a induzione (Advanced Heat Technology), scalda dall’esterno stick di tabacco senza bruciarli e a temperature inferiori a quelle di combustione, producendo vaporizzazione anziché fumo. In questo modo, gli utenti possono inalare un aerosol contenente nicotina e altri composti del tabacco senza l’esposizione alle sostanze chimiche dannose prodotte dalla combustione*. glo™ è stato lanciato nel 2016 in Giappone e successivamente in alcuni mercati internazionali. 

CONTATTI 

glo ™ 

Via Amsterdam 147, 0144 – Roma 

Tel. 0652871 

Email: info@discoverglo.it
 

Powered by glo™ 

*Questo prodotto non è privo di rischi e contiene nicotina, una sostanza che crea dipendenza.  

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Chirurgia estetica: gli interventi da pianificare nei mesi invernali

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(Adnkronos) –
Milano, 30 gennaio 2022 – Tra gli interventi di chirurgia estetica, ve ne sono alcuni che sarebbe opportuno realizzare nel corso dei mesi invernali, poiché hanno tempi di recupero post operatori un po’ più lunghi e richiedono alcune accortezze che potrebbero essere più difficili da attuare durante l’estate, momento in cui lo stile di vita è normalmente più attivo e il corpo più scoperto. 

I più comuni e richiesti sono, ad esempio, la mastoplastica e la liposuzione. Il Dottor Renato Zaccheddu, specialista in Chirurgia Estetica che opera tra Londra, Milano e Parma, spiega le loro caratteristiche e tempistiche di recupero. 

Secondo l’esperienza del Dottor Zaccheddu, la mastoplastica additiva, vale a dire l’aumento del seno, è senza alcun dubbio uno degli interventi più richiesti dalle donne. Seguono poi le chirurgie dedicate a ridare tono o, ancora, per ridurre un seno troppo abbondante. Rispetto a quanto accadeva in passato, l’obiettivo oggi dovrebbe sempre essere quello di ottenere una forma il più naturale possibile, grazie a un’attenta selezione della protesi da adottare in base alle caratteristiche fisiche della cliente, le cui richieste non sono necessariamente da assecondare quando non sono in linea con quelle che sono le possibilità che la sua anatomia offre.  

È il chirurgo a creare materialmente le nuove forme e, nella pianificazione dell’intervento, deve fare principalmente due scelte: quali protesi utilizzare e dove posizionarle.  

Le protesi di ultima generazione sono in grado di adattarsi sempre più alla mammella, così da essere percepite il meno possibile come un corpo estraneo e risultare morbide nei movimenti e al tatto; inoltre, l’utilizzo di prodotti innovativi minimizza il rischio di complicanze con il passare del tempo. Per quanto riguarda la posizione, ci sono diverse opzioni in base alle differenti tipologie di seno: a seconda delle dimensioni della ghiandola mammaria e della quantità di tessuto adiposo e pelle, la posizione può essere retroghiandolare (in presenza di ghiandola o tessuto adiposo importanti), oppure retromuscolare, ossia sotto al muscolo grande pettorale. Questa seconda opzione è in grado di garantire un effetto ancora più naturale.  

Per quanto riguarda il decorso post operatorio, nei giorni successivi all’intervento si potrebbe avvertire un certo indolenzimento. Il ritorno alle normali attività lavorative e ludiche dovrà avvenire con gradualità: entro la prima settimana si potrà riprendere un lavoro non impegnativo fisicamente, mentre è richiesta qualche settimana in più per i lavori un po’ più “fisici”. L’attività sportiva è invece ammessa dopo 6 settimane. 

Passando alla liposuzione, la prima cosa da sapere è che solo una tipologia di tessuto adiposo può essere eliminato con questo tipo di intervento, ossia il grasso sottocutaneo, che fortunatamente è quello che nella maggior parte delle volte crea disagio e spinta al cambiamento. Per quello viscerale, invece, che è situato nell’addome, l’unica cosa da fare è adottare uno stile di vita più salutare, in termini di alimentazione e attività fisica. Inoltre, occorre tenere a mente un concetto essenziale: la liposuzione non può togliere enormi quantità di grasso, soprattutto non in un unico intervento, perché, oltre a questioni di sicurezza per il paziente, un cambiamento troppo importante non riuscirebbe ad essere sostenuto dalla cute in termine di ritorno elastico. 

La liposuzione, dunque, non può sostituire uno stile di vita sano, ma può essere un punto di partenza. Per ottimizzarne il risultato, il paziente deve arrivare all’intervento con i giusti presupposti: quantità di grasso limitata e circoscritta, pelle in buono stato e la consapevolezza di dover giocare un ruolo primario nel raggiungere e mantenere il massimo risultato dopo l’intervento. 

 

Per quanto riguarda il decorso post operatorio, le principali conseguenze da combattere sono il gonfiore e i lividi post liposuzione, cercando di ridurne la durata. Anche per questo motivo, sarebbe opportuno effettuare questo tipo di intervento durante i mesi invernali, in cui il corpo è più coperto e meno esposto.  

L’intervento di liposuzione richiede un riposo (attivo) per le prime 48 ore; poi le attività quotidiane potranno essere gradualmente reinserite nell’arco di una settimana. Bisogna invece pazientare un paio di settimane per ricominciare l’attività sportiva. Il movimento ha un ruolo essenziale nella guarigione e anche nell’ovviare a complicanze: muoversi permette infatti una maggiore ossigenazione dei tessuti e una corretta circolazione sanguigna e linfatica, essenziali per eliminare in tempo breve gonfiore e lividi. 

Inoltre, per accelerare il recupero e la scomparsa dei lividi, è necessario già al termine dell’intervento indossare una guaina apposita, che dovrà essere tenuta 24 ore al giorno per le prime tre-quattro settimane, togliendola solo per la doccia e per effettuare dei massaggi linfodrenanti, consigliati da due settimane dopo la chirurgia, due volte a settimana per 5/6 settimane.  

https://www.drzchirurgiaestetica.it/
 

 

Renato Zaccheddu 

Laureato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, subito dopo la Laurea Renato Zaccheddu ha deciso di volersi specializzare all’estero, trasferendosi prima in Inghilterra e poi in Sud Africa, dove ha iniziato ad apprendere i primi rudimenti di Chirurgia Plastica.  

La vera svolta nella sua carriera è arrivata con l’ammissione alla prestigiosa Scuola del Professor Ivo Pitanguy, a Rio de Janerio, per oltre 50 anni indiscusso Maestro della Chirurgia Plastica ed Estetica a livello mondiale. Arrivato in Brasile nel 2000, Renato Zaccheddu ottiene nel dicembre 2003 la Specializzazione in Chirurgia Plastica ed Estetica.  

Tornato in Europa, ha iniziato la sua carriera come Chirurgo Estetico in Inghilterra, nel gennaio 2004. Da una decina d’anni svolge la propria attività privata anche a Milano e, più di recente, ha iniziato a ricevere anche a Parma.  

 

 

 

 

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Dopo Expo Dubai e Corea, la danza del GDO/UDA al Teatro Furio Camillo di Roma con Paesaggi Radici Comunità

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(Adnkronos) – A 45 anni dalla sua nascita, il Gruppo Danza Oggi – ospite di EXPO Dubai nel 2022 con il suo progetto Beauty in the Beauty – si prepara a un 2023 nel segno della danza emergente e dei nuovi linguaggi coreografici legati alla danza urbana, con una serie di iniziative che da febbraio a di-cembre si alterneranno sui palchi italiani e internazionali per 12 mesi di iniziative, appuntamenti e dialogo tra arti, con uno sguardo sulle nuove tendenze. 

Si parte dal Teatro Furio Camillo di Roma il il 4 e 5 febbraio 2023 con Beauty in the Beauty – Paesaggi Radici Comunità: un doppio appuntamento, per due giorni di performance e nuove pro-poste. Ad andare in scena, in occasione dell’inaugurazione danzante del nuovo anno di GDO, sa-ranno le performance firmate da Ilenja Rossi – giovane coreografa e nuova scoperta della compagnia – che con lei apre un nuovo corso, confermando la mission di far incontrare linguaggi nuovi e tradi-zionali, dando voce alle innovazioni e alle nuove generazioni. Un alternarsi di spettacoli tra conscio e inconscio, razionale e irrazionale negli spazi raccolti del Teatro Furio Camillo, per consentire allo spettatore di percepire il corpo danzante e immergersi nella dimensione onirica delle performance. 

Beauty in the Beauty – Paesaggi Radici Comunità si apre il 4 febbraio con “In con 3 … se” con la coreografia di Ilenja Rossi: sul palco attraverso i corpi dei danzatori, una forma di pensiero che si esprime per immagini, suoni, e sensazioni corporee, uguali e contrastanti tra loro. Un racconto dan-zante degli ultimi 2 anni, in cui tutto prende forma, permettendo l’accesso a contenuti inconsci, a quello squilibrio fondamentale che osserva, destruttura, innesta, cesella e ricostruisce: riequilibra. 

Si prosegue quindi il 5 febbraio con Equilibrio sempre firmato da Ilenja Rossi. Un giovane scrittore assopito in uno stato di quiete apparente; un corpo irrequieto che allontana pensieri rumorosi di una mente inquieta, confusa, disorientata. L’urgenza di un romanzo senza una fine è sottofondo costante che anima il gesto, è colonna sonora di un corpo in movimento che dialoga, si ribella a pensieri intrusivi. Un processo creativo che attraversa ognuno di noi nell’eterno dialogo tra razionale e irra-zionale; l’obiettivo è l’equilibrio, ma è negli opposti che si trova il divertimento. 

“Nell’anno in cui GDO festeggia i suoi 45 anni di carriera” spiega la fondatrice Patrizia Salvatori, “vogliamo proseguire e confermare la nostra mission: valicare i tempi e guardare a un ricambio generazionale. L’obiettivo è quello di portare in scena sempre nuovi linguaggi, pienamente convinti che la comunicazione con l’altro e lo scambio di esperienze siano le priorità della danza. Come con l’archeo-danza che abbiamo lanciato lo scorso anno dal palco di Dubai, siamo convinti che la giusta via sia il perseguimento della bellezza. La bellezza deve essere protagonista della nostra quotidia-nità, dobbiamo vedere il sole dietro le nuvole e per farlo è necessario che gli occhi siano pronti a cercare la bellezza partendo dalle piccole cose e che ne siano stupiti e nutriti. Questo è il nostro spirito guida per questo 2023 appena iniziato” 

E se Ilenja Rossi è stata intercettata nel 2022 dal Gruppo Danza Oggi attraverso una call aperta ai giovani esordienti in ambito performativo, anche per il 2023 Patrizia Salvatori vuole replicare questa esperienza aprendo il GDO a nuove leve, nuove visioni e nuovi linguaggi. Spazio quindi, nell’appun-tamento del 4 e 5 febbraio, alle proposte selezionate tramite i nuovi bandi indetti di GDO presenti su www.gruppodanzaoggi.com e al dibattito post visione con pubblico ed esperti presenti. 

Coreografa urban di spessore nazionale e internazionale – dopo una lunga esperienza come dan-zatrice sui palcoscenici europei – Ilenja Rossi ha dato vita a UDA/Urban Dance Academy: progetto di alta formazione per danzatori che conoscono le molteplici tecniche espressive dell’hip hop e ne hanno scelto la specialità come proprio “skill”. Ha partecipato alle call GDO del 2022 con il lavoro EQUILIBRIO in cui ha unito in modo innovativo e allo stesso tempo estremamente emozionale il linguaggio hip hop e la drammaturgia. 

Il Gruppo Danza Oggi fondato da Patrizia Salvatori con un’innata vocazione internazionale, dal 1987 si è aperto all’internazionalizzazione con intraprendenza e competenza per esportare il proprio made in Italy culturale. Finlandia, Germania, Svizzera, Malta, Egitto, Grecia, Cipro, Portogallo, ma anche Corea del Sud quale prima formazione italiana ad essere invitata dal Chung Mu Art Center o in Egitto per inaugurare un nuovo teatro: sono questi i primi passi internazionali di GDO. Nel 2012 è stato scelto per rappresentare l’Italia all’EXPO 2012 di Yeosu nella cerimonia di passaggio dalla Corea del Sud a Milano 2015 con una creazione presentata alle delegazioni diplomatiche di tutto il mondo. Dal 2013 ha eletto Corinaldo come sede artistica, ponte naturale tra tradizione e innovazione, dove anima e interpreta i luoghi con eventi e manifestazioni grazie alla particolare qualità dei suoi artisti – artigiani del corpo e delle emozioni. Dal 2014 è presente nel mercato asiatico, Thailandia/Indone-sia/Cina e negli Stati Uniti. Nel 2016-17 è invitata in Cina a Beijing e Shanghai con la produzione HOPERA- arie celebri italiane – con il patrocinio della Regione Marche e il sostegno del MAECI, poi anche ad Hong Kong e Kuala Lumpur, ed ancora nel 2019 con residenze e spettacoli in sei Capitali Manila, Jakarta, Bangkok, Singapore, Hong Kong, Kuala Lumpur, grazie al sostegno di Maeci, Mibact, Ambasciate, IIC, Regione Emilia Romagna. 

 

I biglietti saranno disponibili sia al botteghino sia online su Ciao Tickets (https://www.ciaotickets.com/biglietti/archeodanza-beauty-beauty) Biglietti 8-12 euro. 

Info promozione.ilgdo@gmail.com 
 

 

 

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COOP LIGURIA COOP LOMBARDIA e NOVA COOP conseguono la Certificazione ISDP©10003 per la protezione dei dati del database dei soci

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(Adnkronos) – Roma, 30 gennaio 2023. COOP LIGURIA COOP LOMBARDIA E NOVA COOP hanno ottenuto la certificazione di conformità per la valutazione volontaria della conformità al Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR). 

COOP LIGURIA COOP LOMBARDIA E NOVA COOP sono state giudicate conformi ai requisiti ISDP©10003 per ciò che riguarda la conformità dei processi di governance dei trattamenti dei dati personali del database dei soci, svolti in qualità di Titolari del trattamento.
 

La certificazione è stata rilasciata dall’Odc Inveo Certification, secondo lo schema di certificazione ISDP©10003 per la valutazione di conformità al GDPR, accreditato da Accredia a fronte della norma ISO/IEC 17065:2012 (Ente unico di accreditamento designato dal governo italiano ai sensi del Reg. 765/2008/CE), nell’ambito delle attività di data protection. 

L’iter di certificazione ha visto impegnati nel processo di valutazione della gestione del trattamento dei dati personali dei soci le divisioni Soci e Consumatori, l’Ufficio legale ed i Consulenti di ogni singola Cooperativa ed anche la divisione IT del CCNO.L’audit ha interessato l’intera filiera del trattamento e ciclo di vita del dato personale degli associati, a partire dal desk del punto vendita attraverso il processo di adesione del socio, fino alla cessazione del trattamento.
 

La certificazione seguirà un piano triennale, al termine del quale l’iter verrà riesaminato al fine di garantire un continuo aggiornamento e messa in sicurezza delle procedure. 

Fossi Marco, Responsabile Protezione dei Dati di COOP Liguria, COOP Lombardia, Nova COOP dichiara “Le Cooperative del Distretto Nord Ovest, Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop, hanno sempre tenuto in grande considerazione l’esigenza di proteggere adeguatamente i dati personali di tutti gli Interessati ed in particolare dei propri Soci e Clienti. Alla luce di ciò, l’avvio del percorso finalizzato al conseguimento della Certificazione delle procedure relative al trattamento dei dati dei Soci, è stato la naturale conseguenza di un progetto generale di conseguimento della compliance rispetto a tutta la normativa vigente. Oltre all’osservanza delle mere prescrizioni normative, Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop desiderano garantire anche il rispetto dei diritti e delle libertà dei propri Soci ed, in generale, realizzare un approccio “etico” al trattamento dei dati personali degli Interessati nel rispetto dei valori e dei principi propri del mondo cooperativo.  

La realizzazione del percorso di certificazione è stata anche l’occasione per mettere alla prova – “sul campo” – il funzionamento pratico e l’applicazione del principio dell’accountability in contraddittorio con gli Auditor di Inveo, Personale altamente specializzato con un approccio professionale e sempre costruttivo in un’ottica problem solving.” 

Cinzia Maria Gagliardi, Ceo Inveo Certification ha dichiarato: “Industria e commercio è da sempre uno dei settori più attenzionati e sanzionati dalle autorità garanti, in virtù dei possibili elevati rischi sul trattamento dei dati degli interessati. Il risultato raggiunto da COOP LIGURIA COOP LOMBARDIA e NOVA COOP è la dimostrazione che anche nella grande distribuzione e nel trattamento massivo di dati personali è possibile possedere sensibilità in materia di trattamento degli stessi, garantendo una protezione adeguata ai propri associati, infondendo loro fiducia attraverso uno strumento di tutela ed eticità quale la certificazione”  

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TOG presenta il prestigioso edificio per uffici in legno massiccio nel centro di Londra

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(Adnkronos) – Progettato da Waugh Thistleton Architects, The Black & White Building apre la strada alla rivoluzione dell’architettura sostenibile 

Milano, 30 gennaio 2023. Lo specialista degli spazi di lavoro di design, TOG, e gli esperti dell’architettura in legno, Waugh Thistleton Architects, hanno collaborato all’insegna di un nuovo approccio alla progettazione degli uffici. Nel The Black & White Building ciò che è stato esplorato è un’”architettura della bastanza”, in cui ogni elemento ha uno scopo, nulla è superfluo e tutti i materiali e i processi sono il più possibile efficienti e sostenibili. 

Il nuovo edificio a sette piani in legno massiccio nel cuore di Shoreditch vuole mostrare che il legno non è solo una valida alternativa ai materiali di costruzione tradizionali quali cemento e acciaio, ma che quando si tratta di prestazioni e sostenibilità, è anche l’opzione ideale.Innalzato per 17,8 metri sul paesaggio stradale di Shoreditch – laddove prima si estendeva un ex capannone per la stagionatura del legname – il Black & White Building è il primo edificio che TOG ha costruito interamente da zero. Conosciuto soprattutto per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione realizzati con sensibilità e attenzione, TOG ha collaborato con Waugh Thistleton Architects per realizzare una struttura che possa diventare un modello per l’architettura degli uffici del futuro.Realizzato con materiali rinnovabili e metodi di costruzione altamente innovativi, il Black & White Building è un punto di riferimento per l’architettura sostenibile e una chiara dichiarazione di intenti per TOG. 

L’edificio si trova a pochi passi dal polo tecnologico di Old Street e dal Silicon Roundabout, in Rivington Street a Shoreditch, una delle prime arterie londinesi a bassissime emissioni. L’edificio precedente, una struttura di circa 11.000 metri quadrati in bianco e nero, non era in grado di soddisfare la crescente domanda della zona di spazi di lavoro e non poteva neppure essere ampliato, cosa che ha spinto i co-fondatori e i co-CEO di TOG, Olly Olsen e Charlie Green, a creare un edificio il più sostenibile possibile. Le loro ricerche li hanno portati a rivolgersi a Waugh Thistleton Architects, studio che da oltre un decennio è all’avanguardia nella progettazione di edifici in legno, tra cui per esempio, alcuni complessi residenziali di prestigio come Dalston Works e Murray Grove, oltre all’headquarter di Vitsoe a Leamington Spa. 

TOG e Waugh Thistleton hanno deciso di realizzare un edificio che riducesse al minimo le emissioni di carbonio sia nella fase di costruzione che, una volta completato, nelle sue modalità operative. Gli architetti hanno proposto una struttura costruita da zero utilizzando legno lamellare a strati incrociati (CLT) e legno impiallacciato laminato (LVL). Complessivamente, Black & White Building crea il 37% in meno di carbonio incorporato rispetto a un’analoga struttura in cemento e funge da deposito di carbonio a lungo termine per 1.014,7 tonnellate di CO2 equivalente (il 55% del totale dell’edificio) immagazzinate nella struttura in legno. 

Black & White Building è alimentato al 100% da energia da fonti rinnovabili, tra cui 80 pannelli solari situati sul tetto. Nessun elemento del Black & White Building è puramente decorativo: tutto ha uno scopo. In particolare, l’esterno è rivestito da lamelle in legno che corrono dal livello della strada fino al tetto. Queste forniscono un’ombra naturale, riducendo il riscaldamento solare sulla facciata e favorendo la luce naturale all’interno. Le lamelle cambiano di profondità man mano che salgono nell’edificio per ottimizzare l’efficienza energetica. L’uso delle lamelle riduce inoltre al minimo la quantità di rivestimento solare necessario per proteggere le finestre in vetro trasparente. Le lamelle sono realizzate in legno di tulipier termicamente modificato, certificato e fornito da American Hardwood Export Council (AHEC). Questo legno è molto affidabile, leggero, facilmente reperibile e ha un impatto ambientale minimo. L’uso di legno di tulipier TMT per rivestire un edificio a più piani è qualcosa di assolutamente nuovo, ma vista l’efficacia di questo materiale nel Black & White Building, è probabile che applicazioni simili si diffonderanno sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, come metodo per ridurre il consumo di carbonio e il riscaldamento solare. 

Come ulteriore vantaggio, il legno di tulipier delle lamelle ben si sposa con il nostro apprezzamento per i materiali naturali, cosa che anche gli interni dell’edificio realizzati da Daytrip, con i legni a vista e i tessuti naturali, sfruttano al meglio. 

“È un bene per l’anima essere circondati da materiali naturali. È positivo per le aziende, perché le persone che lavorano in edifici in legno tendono a rimanere al lavoro più a lungo, si sentono più felici e sono più produttive”. – Andrew Waugh, Waugh Thistleton Architects 

sito internet: www.americanhardwood.org
 

Email: europe@americanhardwood.org
 

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Kaspersky: persone, tecnologia e Threat Intelligence per proteggere il settore finanziario dalle minacce informatiche

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(Adnkronos) – Milano, 30 gennaio 2023. Il settore finanziario in Italia è particolarmente vulnerabile alle minacce informatiche. Infatti, come dimostra la ricerca
Sicurezza IT: focus sul settore finanziario in Italia
condotta da Kaspersky, per proteggersi in modo completo le organizzazioni finanziarie si affidano consapevolmente a una combinazione di soluzioni tecniche, consapevolezza e Threat Intelligence.  

Il settore finanziario italiano è al centro di un processo di digitalizzazione avanzata ed è considerato un bersaglio redditizio da parte dei cybercriminali per i flussi di denaro registrati e la quantità di dati sensibili gestiti. Un progetto completo di cybersecurity si basa su una soluzione tecnologica per proteggersi dagli attacchi, sessioni regolari di formazione dei dipendenti e ThreatIntelligence per un accesso diretto alle informazioni sulle minacce. 

La Threat Intelligence completa l’approccio alla cybersecurity 

I servizi di Threat Intelligence (TI) sono ampiamente conosciuti e utilizzati dagli istituti finanziari italiani.Lo studio condotto da Kaspersky rivela infatti che tutte le aziende coinvolte utilizzano almeno un servizio di TI per proteggersi da un panorama delle minacce sempre più complesso. Il 4% ritiene che la mancanza di questo tipo di soluzioni sia la maggiore minaccia alla sicurezza della propria azienda, dato che sale al 6% tra le aziende più piccole (50-999 dipendenti) e scende al 3% tra quelle che contano oltre 1.000 dipendenti.
 

I servizi TI più utilizzati dalle organizzazioni di settore sono l’analisi delle minacce informatiche (59%) e la scoperta di attacchi mirati (42%), seguiti da feed dei dati sulle minacce (29%) e report APT (26%)per tenersi al passo con le ultime indagini, le campagne e le tecniche utilizzate dai cyber criminali; gli assessment di sicurezza, ad esempio via TIBER framework, chiudono la classifica. Inoltre, solo il 16% ha dichiarato di aver implementato tutti i servizi di Threat Intelligence elencati, percentuale che aumenta leggermente nelle organizzazioni di dimensioni maggiori (22%).  

Per quanto riguarda invece i servizi TI attualmente non in uso e che dovrebbero essere implementati dalle aziende in cui lavorano, gli intervistati concordano sul fatto che la priorità debba essere assegnata alla scoperta degli attacchi mirati (27%), seguita da report APT (23%) e assessment di sicurezza (23%).  

“Gartner definisce la Threat Intelligence come un elemento chiave dell’architettura di sicurezza aziendale, che aiuta i professionisti della sicurezza e della gestione del rischio a rilevare, segmentare e analizzare con precisione le minacce. Oggi un approccio reattivo alla cybersecurity non è più sufficiente e una Threat Intelligence di alta qualità deve avere una serie di caratteristiche. Queste includono, in primo luogo, un contesto esteso che crei un’intelligence azionabile dai dati e aggiunga valore e, in secondo luogo, il supporto di un team di esperti con una comprovata esperienza nella rilevazione di minacce complesse. In terzo luogo, richiede un’agevole integrazione dei servizi nelle operazioni di sicurezza esistenti di un’organizzazione. Una buona Threat Intelligence alleggerisce il carico dei dipartimenti interni responsabili della cybersecurity, consentendogli di concentrarsi sugli obiettivi prioritari”, ha dichiarato Cesare D’Angelo, General Manager Kaspersky Italia & Mediterranean. 

Kaspersky Threat Intelligence offre un accesso diretto alle informazioni sulle minacce, consentendo alle aziende di prendere decisioni di sicurezza più veloci e consapevoli e anticipando eventuali rischi. Complementare alle misure di cybersecurity già implementate, la Threat Intelligence deve essere adattata individualmente alle esigenze dell’azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni. Per una protezione completa le aziende devono controllare in ogni momento tutti gli asset, quindi è fondamentale che scelgano un fornitore che monitori e analizzi il sistema 24 ore su 24, in modo da individuare tempestivamente le vulnerabilità e avviare le misure di sicurezza. 

Soluzioni tecniche e collaborazione con partner esterni 

Avere una soluzione tecnologica per proteggersi dagli attacchi costituisce le fondamenta su cui costruire ogni strategia efficace di cybersecurity. Quasi un quarto degli intervistati (23%) dichiara, infatti, che la propria azienda sta valutando l’attuale soluzione di sicurezza informatica. Oltre la metà (56%) utilizza strumenti e servizi di sicurezza specializzati per la protezione dei software e delle attività su cloud e poco meno della metà degli intervistati (47%) dichiara che la propria azienda utilizza soluzioni per la gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM). Il 45% afferma di avere gli strumenti preventivi e le competenze interne per rilevare e analizzare le minacce informatiche. Il 35% gestisce un proprio Security Operations Center (SOC) e il 31% utilizza la segmentazione della rete. Solo il 30% si è rivolto a fornitori esterni di servizi di sicurezza IT, compresa la Threat Intelligence, nonostante quasi tutti gli intervistati (83%) concordino sul fatto di voler collaborare con partner esterni di fiducia per rafforzare le misure di cybersecurity, con un consenso superiore (88%) tra i dirigenti.  

Per garantire la sicurezza delle istituzioni finanziarie contro le minacce informatiche, Kaspersky consiglia di: 

•Limitare l’accesso ai tool di remote management dagli indirizzi IP esterni e garantire che le interfacce remote siano accessibili solo da un numero limitato di endpoint. 

•Applicare rigorose policy in materia di password per tutti i sistemi IT e utilizzare l’autenticazione a più fattori. 

•Assegnare privilegi estesi solo a chi ne ha bisogno per svolgere il proprio lavoro. 

•Eseguire regolarmente il backup dei dati aziendali rilevanti. In questo modo, i dati importanti che sono stati criptati e resi inutilizzabili da un ransomware possono essere ripristinati rapidamente. 

•Organizzare regolari sessioni di formazione rivolte ai dipendenti, ad esempio grazie a Kaspersky Security Awareness Training, è essenziale per aumentare la consapevolezza sulle minacce digitali. 

•Il sistema di protezione multi-livello di Kaspersky Finance Services Cybersecurity aiuta le aziende del settore finanziario e bancario a implementare una strategia di sicurezza flessibile. L’obiettivo è rilevare e ridurre al minimo il rischio di attacchi mirati e di minacce tecnologicamente avanzate, individuando un’ampia gamma di vettori di compromissione. 

•Proteggere gli endpoint e i dispositivi embedded, come bancomat e sistemi POS, nonché altre tecnologie utilizzate nei punti vendita, ad esempio con Kaspersky Embedded Systems Security. 

•Proteggere server virtuali e fisici, implementazioni VDI, sistemi di storage e persino i canali di dati nei cloud privati, nonché la sicurezza avanzata dei workload nei cloud pubblici con tecnologie avanzate come Kaspersky Hybrid Cloud Security. 

•Consentire ai team SOC di accedere alle informazioni più recenti sulle minacce grazie alla Threat Intelligence per essere sempre aggiornati su strumenti, tecniche e tattiche dei cyber criminali. Informazioni significative sulle minacce, tecnologie avanzate di machine learning e un pool unico di esperti globali contribuiscono alla sicurezza delle banche e dei fornitori di servizi finanziari contro cyberattacchi sconosciuti. Le soluzioni come Kaspersky Threat Intelligence offrono un supporto completo. 

•Gli scenari di simulazione, come Kaspersky Interactive Protection Simulation, consentono ai team di sicurezza IT di trovarsi in un ambiente aziendale simulato, dove sono esposti a una serie di minacce informatiche impreviste. 

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il report completo al seguente link.  

Informazioni su Kaspersky 

Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica e digital privacy che opera a livello globale fondata nel 1997. La profonda competenza di Kaspersky in materia di threat intelligence e sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per proteggere le aziende, le infrastrutture critiche, i governi e gli utenti di tutto il mondo. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza dell’azienda include la protezione degli Endpoint leader di settore e una serie di soluzioni e servizi specializzati per combattere le minacce digitali sofisticate e in continua evoluzione. Più di 400 milioni di utenti sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e aiutiamo 240.000 clienti aziendali a proteggere ciò che è per loro più importante. Per ulteriori informazioni: https://www.kaspersky.it/
 

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“Nuovi servizi digitali a misura di cittadino: Pagine Sì! al fianco dei Comuni italiani”

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(Adnkronos) – L’iniziativa per lo sviluppo e la modernizzazione dei siti comunali grazie ai fondi del PNRR 

Terni, 30 gennaio 2023.Nella corsa al PNRR le amministrazioni di quasi ottomila Comuni italiani hanno oggi un nuovo alleato. Pagine Sì! lancia il servizio rivolto ai Sindaci e Responsabili Comunali per aggiornare e migliorare i servizi online rivolti ai cittadini, accedendo ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

Il Paese sta infatti affrontando un periodo di transizione verso una maggiore digitalizzazione dei propri servizi pubblici, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e l’usabilità per i cittadini. L’offerta di servizi online rimane ancora disomogenea e frammentata, risultando così poco equa e debolmente inclusiva. Per risolvere questo problema il Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione sta mettendo a disposizione risorse operative ed economiche per consentire ai Comuni italiani di migliorare i propri siti e servizi digitali. 

L’importante iniziativa a beneficio dei Comuni, finanziata con ben 400 milioni di euro, rientra nell’ambito della misura 1.4.1 la cui più ampia missione è quella di fornire: conformità, risparmio, efficacia, accessibilità, usabilità e trasparenza per i Comuni, i cittadini e i fornitori. 

Pagine Sì! Spa, che da sempre sostiene lo sviluppo digitale come prerogativa indispensabile per lo sviluppo sociale, ha accolto con grande soddisfazione la misura del Dipartimento. L’azienda è infatti fornitore di riferimento ed è in grado di accompagnare le Amministrazioni Comunali in tutte le fasi di questa fondamentale trasformazione. Per questo Pagine Sì! è da subito scesa in campo con le proprie risorse e la propria expertise. 

Competenza e innovazione per migliorare l’esperienza online dei cittadini 

“Siamo di fronte all’opportunità per i Comuni italiani di ottenere finanziamenti pubblici per la digitalizzazione dei propri sistemi, l’aggiornamento dei propri siti web e la dotazione e implementazione di strumenti per favorire la comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazione.” – Spiega Roberto Rosati, responsabile Pagine Sì! dell’iniziativa – “Questi finanziamenti rappresentano un passo importante verso una maggiore inclusione e accessibilità per i cittadini italiani. Sono una strada obbligata per i Comuni che hanno necessità di migliorare la propria efficienza e trasparenza. È nostro compito, come fornitori, aiutare quegli amministratori che spesso faticano ad accedere ai fondi stanziati”. 

L’obiettivo è raggiungere l’ambita ”asseverazione”, ovvero la necessaria certificazione di conformità, ma questo traguardo non è affatto garantito. Conclude infatti Rosati: “noi di Pagine Sì! siamo fornitori leader nel settore e, presenti su tutto il territorio nazionale, ci assicuriamo la massima aderenza tecnica dei progetti ai requisiti richiesti dal Dipartimento. Grazie alla nostra operatività tutti i comuni, anche quelli più piccoli, possono finalmente beneficiare di adeguati stanziamenti per la modernizzazione dei propri servizi digitali. 

È importante sottolineare che si tratta di fondi pubblici, per cui il primo consiglio che diamo alle Amministrazioni Comunali è sempre quello di muoversi con un certo anticipo.” 

È possibile richiedere informazioni e consulenza gratuita su siti e servizi digitali comunali, visitando il seguente link: https://www.paginesispa.it/enti-pubblici
 

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Michela Barnobi (Officine Barnobi): “Lavorazione lamiere, investimenti in tecnologia ed esperienza: così guardiamo oltre la crisi”

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(Adnkronos) – L’azienda si è dotata di un innovativo macchinario laser, di un nuovo gestionale e ha ottenuto la certificazione UNI EN 1090 

Trieste, 30 gennaio 2023. “Puntare sulle nuove tecnologie per essere al passo con i tempi e fornire sempre il miglior servizio possibile ai clienti è fondamentale. Perciò, anche in momenti difficili come quello attuale, è importante essere coraggiosi, guardare oltre l’ostacolo e continuare ad investire”. Michela Barnobi, che insieme al fratello Leonardo gestisce le Officine Barnobi, azienda triestina specializzata nella lavorazione di lamiere, non ha dubbi a riguardo. D’altra parte seguono l’insegnamento del padre Fulvio, che ha fondato l’azienda nel 1964 cogliendo le potenzialità di un settore in espansione e gli ha trasmesso la dedizione e la passione per il lavoro, che loro oggi cercano di passare ai propri figli, uno dei quali è già impegnato nell’azienda mentre gli altri stanno concludendo gli studi.  

“L’esperienza accumulata in questi anni è fondamentale, ma da sola non basta – spiega l’imprenditrice – È importante aggiornarsi continuamente e cercare di migliorare ogni aspetto del lavoro”. Così nell’ultimo anno hanno scelto di investire su diversi fronti: in un nuovo gestionale, attraverso il quale è possibile monitorare in tempo reale lo stato di ogni ordine, dal preventivo alla progettazione alla consegna, e acquistando un nuovo macchinario di taglio laser, capace di lavorare in modo più performante, preciso e veloce di quello già in possesso dell’impresa. “Questo macchinario – aggiunge Barnobi – consente di effettuare lavorazioni sia sulle lamiere sia sui tubi metallici e permette alle imprese terze nostre clienti di ricevere semilavorati già pronti per l’installazione o la saldatura, facendo sì che non debbano compiere altre operazioni che toglierebbero loro tempo ed energie”. Tutti benefici che si uniscono alla flessibilità da sempre offerta dalla società triestina, che non ha prodotti in catalogo ma realizza i progetti dei singoli clienti, non senza fornire anche una consulenza sulle soluzioni migliori da utilizzare nelle diverse situazioni.  

Tra le altre novità dell’anno c’è anche l’ottenimento da parte di Officine Barnobi della certificazione UNI EN 1090 in classe Exc2, che consente all’azienda di realizzare prodotti strutturali in acciaio. Tale certificazione viene rilasciata da un organismo notificato dopo un iter piuttosto complesso. L’ente notificato effettua poi degli audit periodici per il mantenimento della certificazione che rappresenta quindi un’ulteriore garanzia della qualità del lavoro svolto dall’azienda. 

CONTATTI https://barnobi.it/
 

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Schneider Electric nomina Marc Garner nuovo Senior Vice President della divisione Secure Power in Europa

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(Adnkronos) – •Il vicepresidente di Regno Unito e Irlanda promosso a vicepresidente senior europeo per l’eccezionale leadership e il costante impegno per la sostenibilità dei data center 

•Succede al precedente SVP, Robert McKernan, che è stato promosso a guidare il segmento Cloud & Service Providers di Schneider Electric a livello globale 

Stezzano (Bg) 30 gennaio 2023 – Schneider Electric™, leader nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, ha annunciato di aver nominato Marc Garner nuovo Senior Vice President regionale della divisione Secure Power in Europa.  

Garner è in Schneider Electric da 17 anni. Da quando è entrato a far parte del programma di formazione aziendale nel 2005, ha ricoperto diverse posizioni di leadership all’interno dell’organizzazione. 

Nel suo nuovo ruolo, Garner avrà il compito di continuare a guidare la divisione Secure Power di Schneider Electric in tutta Europa, lavorando con i leader nazionali e di CEEI, DACH, Francia, Iberia, Irlanda, Italia e Regno Unito, per costruire i data center sostenibili del futuro. Inoltre, grazie alla sua vasta esperienza e conoscenza del territorio e al suo background di vendita orientato al cliente, aiuterà i clienti in Europa a superare le sfide dovute alla crisi energetica e sarà parte delle azioni per accelerare le iniziative di sostenibilità del settore dei data center.  

“Sono lieto di essere stato nominato SVP della divisione Secure Power in Europa e non vedo l’ora di lavorare con i nostri clienti per portare avanti la nostra missione di Partner digitali per la sostenibilità e l’efficienza”, ha affermato Marc Garner. “Credo che la digitalizzazione e l’elettrificazione siano gli elementi chiave per la decarbonizzazione e che la visione della nostra azienda per l’elettricità 4.0 sarà fondamentale per aiutare il settore dei data center a passare da consumatore a prosumer consentendo una maggiore resilienza della rete”. 

Il ruolo più recente di Garner come VP della divisione Secure Power è stato nel Regno Unito e in Irlanda. Graner ha avuto la responsabilità di guidare il primo team Major Pursuits dell’azienda, insieme alle attività relative ai data center e all’alimentazione critica. In questo periodo ha lavorato direttamente con clienti chiave, tra cui organizzazioni hyperscale, colocation e utenti finali, per soddisfare le richieste di efficienza, sostenibilità e resilienza dei data center e guidare la crescita del business in tutta la sua regione di competenza. 

In qualità di SVP, Marc Garner sarà responsabile del marchio di punta di Schneider Electric per le soluzioni di infrastruttura fisica, APC, nonché dei gruppi di continuità (UPS) monofase e trifase, delle soluzioni di edge computing e delle attività transazionali in tutta Europa. Il suo team collaborerà con i principali stakeholder dell’ecosistema di Partner Schneider Electric, tra cui i suoi Solution Partner IT Elite e Alliance, Distributori e Specifier, per guidare la crescita nei canali IT, OT ed ET della regione.  

Dopo il lancio di mySchneider IT Solutions Provider Partner Program nel 2022, l’azienda ha concentrato i suoi sforzi nell’aiutare i Partner a specializzarsi nella sostenibilità credendo fermamente che le capacità e le competenze della propria rete di Partner saranno essenziali per raggiungere gli obiettivi net zero.  

Per ulteriori informazioni su Schneider Electric, visita il sito web.  

 

Schneider Electric 

L’obiettivo di Schneider è consentire a tutti di sfruttare al meglio le nostre energie e risorse, collegando progresso e sostenibilità per tutti. Lo chiamiamo Life Is On. 

La nostra missione è essere il tuo Partner digitale per la sostenibilità e l’efficienza.
 

Guidiamo la trasformazione digitale integrando tecnologie di processo ed energetiche leader a livello mondiale, end-point to cloud connecting prodotti, controlli, software e servizi, lungo l’intero ciclo di vita, consentendo una gestione aziendale integrata, per case, edifici, data center, infrastrutture e industrie. 

Siamo la più locale delle aziende globali. Siamo sostenitori di standard aperti ed ecosistemi di Partnership che sono appassionati dei nostri valori condivisi Meaningful Purpose, Inclusive e Empowerment .  

www.se.com/it
 

 

 

Contatti Stampa 

Schneider Electric Italia 

pr.italy@globalcommunications.se.com
 

 

Prima Pagina Comunicazione 

Caterina Ferrara, Cristiana Stradella 

caterina@primapagina.it; cristiana@primapagina.it
 

 

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D’Amico (Patrimoni Real Estate): “Con i tassi d’interesse in salita si concedono meno mutui: il ruolo dell’agente immobiliare”

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(Adnkronos) – Il professionista può affiancare l’acquirente nella ricerca della banca da cui ottenere il finanziamento  

Milano, 30 gennaio 2023. Il progressivo aumento dei tassi d’interesse rende meno conveniente l’accensione dei mutui da parte di chi desidera acquistare casa, con conseguenze che gradualmente iniziano ad impattare sul mercato immobiliare. Trovare acquirenti, infatti, risulta più difficile e le trattative non di rado rallentano perdendosi in lunghe negoziazioni. Tutto ciò non rende impossibile vendere casa, ma sicuramente le operazioni diventano più complesse e rendono ancora più necessario l’intervento di un professionista, soprattutto in un mercato particolare come quello di Milano. “Concludere operazioni importanti e vantaggiose è ancora possibile, ma bisogna mettere in campo una serie di competenze e conoscenze che un privato cittadino difficilmente possiede” spiega Mariana D’Amico, titolare di Patrimoni Real Estate, agenzia immobiliare che opera da 15 anni a Milano e in Sardegna, sottolineando come “questo tipo di trattative, che si prolungano nel tempo, richiedano un impegno ed un’attenzione tali che il venditore difficilmente può avere seguendole nei ritagli di tempo”.  

Il ruolo dell’agente incaricato di vendere un immobile di fatto diventa più impegnativo. “Capita di vedere trattative che si interrompono perché la persona interessata ad acquistare non riesce ad ottenere il mutuo di cui ha bisogno – aggiunge D’Amico – Per questo il consiglio è di rivolgersi a più istituti, non solo al proprio, per ascoltare le diverse proposte e di affidarsi anche ad un mediatore creditizio. Noi, per esempio, una volta individuato l’acquirente giusto, se necessario, lo accompagniamo nella fase di finanziamento, grazie alle molteplici convenzioni che abbiamo con le banche”.  

A maggior ragione in un contesto simile, in cui le persone capaci di acquistare un’abitazione si riducono, è fondamentale proporre l’immobile da vendere nella maniera più efficace possibile. “In questo senso l’intervento di un professionista che sappia valorizzare al meglio l’abitazione e individuare i possibili acquirenti risulta determinante” afferma la titolare di Patrimoni Real Estate, che applica un suo metodo di lavoro, studiato e collaudato nel tempo. Il primo passaggio consiste nell’individuazione del giusto prezzo a cui mettere in vendita l’immobile, stabilito considerando anche quelli (accessibili solo agli agenti professionisti) a cui vengono proposte soluzioni simili collocate nella stessa zona. Di seguito si procede a stilare un piano di promozione mirato per la valorizzazione. “Sviluppo incontri interni con tutti i miei agenti per presentare loro l’immobile in modo che siano in grado di promuoverlo al meglio- spiega D’Amico – Aggiorniamo costantemente il cliente sull’andamento del lavoro e lo aiutiamo a gestire tutta la parte fiscale e burocratica, grazie ai nostri professionisti certificati”. Il tutto con un’attenzione particolare alla promozione online dell’abitazione attraverso i maggiori siti del settore immobiliare e i canali social, creando contenuti emozionanti e coinvolgenti. 

Contatti https://www.patrimonire.it/
 

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