Salvatore Borsellino: “Non unifichiamo gli anniversari di Capaci e via D’Amelio”


(di Rossella Guadagnini) Oggi è il 29esimo anniversario della strage di Capaci. Ma è divenuto anche quello del ricordo della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992. Gli eccidi cadono in date distanti 57 giorni: è polemica sulla decisione di unificare il ricordo di Falcone e Borsellino nel nome delle vittime. “Avevano già fatto sparire dalle commemorazioni Francesca Morvillo, anche lei magistrato, morta il 23 maggio e lasciata sola nella tomba dove riposava insieme al marito, ucciso nello stesso attentato sull’autostrada di Capaci -sostiene con l’Adnkronos Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo e fondatore del movimento Agende Rosse- Ora hanno unificato le date del 23 maggio e del 19 luglio. Forse vogliono far svanire anche il ricordo di quei 57 giorni in cui nessuna precauzione fu presa per salvare un magistrato che tutti sapevano sarebbe stato ucciso”.  

“Non fu avvertito dell’esplosivo arrivato a Palermo per la strage -prosegue Borsellino- non venne attivato il divieto di sosta in via D’Amelio, dove pure Paolo si recava spesso a trovare nostra madre, non fu utilizzato per la sua scorta quel ‘bomb-jammer’, che pure già esisteva, che Giovanni Falcone aveva esplicitamente richiesto, e di cui fu invece dotata la macchina blindata di Di Pietro, che fu pure portato in Honduras per salvargli la vita”.  

“Forse vogliono evitare di essere costretti, in due diverse date, invece che in una sola, a fare degli equilibrismi verbali per commemorare due magistrati esaltati a parole e dei quali invece, nei fatti, ci si propone di smantellare l’eredità -con 41bis, ergastolo ostativo e collaboratori di giustizia- che ci hanno lasciata per quanto riguarda i veri mezzi di lotta alla criminalità organizzata”.  

In un trentennio il clima politico e sociale rispetto a quegli avvenimenti è cambiato: oggi c’è più ipocrisia o più verità? “Il clima sociale è cambiato, -precisa Borsellino- ma soprattuto nei giovani. Il clima politico è se possibile, peggiorato. Basta guardare il posto che occupa nel discorsi programmatici dei capi di governo che si sono succeduti in questi anni la lotta alla criminalità organizzata, che è la vera emergenza del nostro Paese, ancora più del Covid che, invece, per la criminalità organizzata rappresenta piuttosto un’occasione da sfruttare”. 

Se ricordare significa ‘combattere per la ricerca della verità’, dimenticare vuol dire pacificarsi, forse perfino perdonare. Cosa è meglio, in questo caso, la memoria o l’oblio? “E’ la memoria, non lo sterile ricordo, che ha il significato di combattere per non dimenticare, per la verità e per la giustizia. Se perdono vuol dire dimenticare allora non fa parte delle mie corde e del mio vocabolario”. 

Le istituzioni e la politica in generale stanno facendo qualcosa di concreto per la ricerca della verità sulle stragi di mafia? “Forse a parole, non sicuramente nei fatti -afferma il fratello del giudice ucciso- Al massimo si parla di ‘verità indicibili’. Ma la verità, in quanto tale, non può essere indicibile, anzi deve essere proclamata a gran voce. Lo Stato difficilmente può arrivare a processare se stesso”.  

L’iniziativa dell’ulivo della memoria in via D’Amelio sta procedendo spedita: si aspettava questo seguito? “La ‘Scorta per la Memoria’ in via D’Amelio è stata una scintilla che ha provocato un incendio. Avevo chiesto una persona al giorno, che donasse un giorno della propria vita a chi ha donato la propria vita per noi”.  

“Sono arrivate persone da ogni luogo: da Palermo, dalla Sicilia e da ogni parte d’Italia e non solo, che in gruppo ogni giorno custodiscono la memoria di Paolo, di Agostino, di Claudio, di Emanuela, di Vincenzo e di Walter Eddie Cosina”. 

“Siamo al ventitreesimo giorno del presidio di ‘scorta civica’ all’albero simbolo della strage e, da domani, scandiremo uno per uno i 57 giorni che passano per arrivare al 19 luglio. E, prima del 19 luglio, delle luci degli stessi colori della bandiera per cui questi uomini hanno sacrificato la loro vita, veglierà dal crepuscolo all’alba il loro sonno di giusti”. 

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