Salmo ‘seriale’ tra gangsta movie e melting pot in ‘Blocco 181’ su Sky



Una ‘favola’ metropolitana a tinte dar
k che mostra una Milano nascosta, quella della periferia, della micro criminalità e della multiculturalità con all’interno storie di emancipazione sentimentale, sessuale, familiare e di amore. Questo il leitmotiv della nuova serie di Sky Original ‘Blocco 181’, otto episodi in onda dal 20 maggio su Sky Atlantic e su Now. La serie che è la prima in-house Sky Studios italiana, vede il debutto come attore del rapper Salmo, che nel tvmovie è anche supervisore e produttore musicale e produttore creativo, nel ruolo di Snake, socio di Lorenzo (interpretato da Lorenzo Tedeschi) nel business della coca delivery, un uomo compiaciuto che tempera la schizofrenia latente del suo capo con una meticolosa precisone. Al ‘Blocco’ tutti lo rispettano, conosce le regola della strada e non elargisce il suo affetto a nessuno se non al suo vecchio rottweiler. Protagonisti della serie tre giovani attori: Laura Osma (‘El Chapo’), Alessandro Piavani, (‘Blanca’, ‘La Mafia Uccide Solo d’Estate – La serie’) e Andrea Dodero (‘The Good Mothers’, ‘Non Odiare’, ‘L’Allieva’). A legare i loro personaggi una
storia d’amore inattesa e attualissima, in una Milano le cui torride periferie sono terreno di conquista per bande in guerra per il potere, sullo sfondo del ‘Blocco’, un imponente complesso edilizio ai margini della città: Bea (Laura Osma) è una ragazza latino-americana divisa tra la fedeltà alla sua famiglia, la Misa, e la voglia di cambiare vita e Ludo (Alessandro Piavani) e Mahdi (Andrea Dodero) sono due amici di diversa estrazione sociale, uniti come fratelli.  

Salmo invece è Snake, braccio destro di Lorenzo, un dealer interpretato da Alessandro Tedeschi (‘Petra’, ‘Curon’, ‘Non Mentire’), a sua volta amico d’infanzia e alleato di Rizzo, il boss del quartiere interpretato da Alessio Praticò (‘Il Miracolo’, ‘Il Cacciatore’, ‘Il Traditore’). ”Partecipare per la prima volta come attore in una serie tv è stato un vero trauma – racconta Salmo nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Blocco 181′ – è stata una esperienza fichissima, sto già scrivendo il mio primo film – annuncia – ispirato a una storia vera avvenuta negli anni ’90, non posso dire ancora nulla ma sono sicuro che farà anche un pò di casino perché è storia pericolosa da raccontare”. Sul perché abbia accettato di abbandonare momentaneamente le vesti di rapper per vestire quelle di attore Salmo spiega: “Volevo fare questa esperienza non perché voglia fare l’attore ma perché mi hanno chiesto di fare in modo che il personaggio sia il contrario di quello che sono io. Questa è stata per me è stata una esperienza molto importante perché mi ha permesso di allontanarmi un po’ dal mio mondo. Dopo tutti i dischi che ho fatto mi è piaciuto lavorare per gli altri. Era un periodo in cui iniziavo a sentirmi un vecchio e da ora in poi infatti vorrei stare un po’ dietro le quinte sia nella musica che nel cinema”.
 

Sul suo ruolo come produttore musicale e creativo il rapper aggiunge: ”Per me è stato come fare il regista della musica, non ho fatto il compositore, p
iuttosto il direttore d’orchestra. Materialmente ho fatto alcuni beat, ma la maggior parte del lavoro è stata dirigere e collaborare con i ragazzi che hanno lavorato con me a questo progetto, i
musicisti Simone Vallecorsa, Riccardo Puddu e Luciano Fenudi. È stato come fare una grande opera narrativa in cui la musica e la scena sono collegate, unite, è tutto coerente; nella musica come nel cinema infatti niente è lasciato al caso – continua Salmo – Mi è piaciuto molto poter dare ulteriore colore musicale alle immagini sullo schermo – conclude Salmo – sottolineando le scene, la tensione, creando l’atmosfera dei vari momenti della storia. La musica fa cambiare la percezione delle immagini, di ciò che succede e ha un ruolo decisivo. Alcuni brani saranno raccolti nell’album collaborativo di cui sono direttore artistico ‘Blocco181 – Original Soundtrack’, in uscita il 27 maggio per Sony”. Il film è diretto da Giuseppe Capotondi (‘Suburra – La serie’, ‘La Doppia Ora’) con Ciro Visco (‘Gomorra’, ‘Non mi lasciare’, ‘Doc – Nelle tue mani’) e Matteo Bonifazio. ”’Blocco 181′, prima in-house Sky Studios per l’Italia, nasce così, come una scommessa un po’ corsara su quello che può offrire una storia criminale anomala – racconta Nils Hartmann, Executive vice president di Sky Studios Germania e Italia – con tre giovani protagonisti che formano una bande apart, uniti da un legame fortissimo. Tutto ciò sullo sfondo di una Milano di periferia mai rappresentata così.  

La differenza tra la nuova serie di Sky e ‘Gomorra? ”In ‘Gomorra’ – precisa Hartmann – si parla di criminalità organizzata che ha effetto sul mondo mentre in ‘Blocco 181’ si parla di piccola criminalità e spaccio locale. Entrambe sono serie che appartengono al mondo del ‘crime’, un filone partito con ‘Romanzo Criminale’ e continuato con ‘Zero, Zero, Zero’ e ‘Gomorra’. Il male ha un suo fascino e noi lo raccontiamo, lo faremo anche in questa serie ma con un approccio diverso da quello di ‘Gomorra. Ho immaginato ‘Blocco 181’ come una favola criminale, anarchica, pop, muscolare, sudata, trap e reggaeton, sexy, sfacciata, maleducata, cruda e anche un po’ poetica – continua il regista – Una favola di emancipazione sentimentale, familiare, sessuale e criminale, una favola politicamente scorretta perché scorretta è la vita dei nostri protagonisti e scorretta è la Milano in cui si muovono. È una Milano hyper-real la nostra – dice – raccontata senza nessuna intenzione naturalistica, ma esagerata e nerissima, una città quasi mitologica, una madre crudele, inventata ma verosimile per una storia inventata ma molto verosimile. Quello che ci interessava era quello di ideare una periferia ideale – sottolinea Capotondi – avvicinandola anche al centro perché alla fine Milano è un po’ tutta una grande periferia”. Sky Original è già al lavoro per la seconda stagione di ‘Blocco 181’, che vedrà ancora, con ogni probabilità, Salmo nel ruolo di Snake. Le foto di scena della serie, che da oggi al 29 maggio potranno essere ammirate nel cuore della città di Milano, dove verranno esposte in Corso Vittorio Emanuele in una straordinaria mostra temporanea, sono di Gabriele Micalizzi, tra i fotoreporter di guerra più noti e apprezzati al mondo, collaboratore di testate internazionali tra cui ‘The New York Times’, ‘Herald Tribune’, ‘The New Yorker’, ‘Newsweek’, ‘Sternì’, ‘Wall Street Journal’.  

(di Alisa Toaff) 

 

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