Ruby ter, pm: “Berlusconi da amico di Putin a grande anziano”


Ci sono voluti 8 anni per arrivare alla prima sentenza del caso Ruby ter, allora l’imputato Silvio Berlusconi era “un uomo che poteva avere il mondo ai suoi piedi”, un presidente del Consiglio che “si accompagnava con amicizie come quella con Putin che sta mettendo in ginocchio il mondo”, ma “oggi è un grande anziano, malato, perché le certificazioni prodotte mostrano un quadro di patologie”. E’ uno dei passaggi della requisitoria del procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano.  

Per la pm, l’allora presidente del Consiglio “ospitava un gruppo di odalische, schiave sessuali che a pagamento lo divertivano, allietavano le sue serate”. E’ uno dei “fatti” esposti in aula. “Intorno ad Arcore, palazzo Grazioli e villa San Martino succede qualcosa di medioevale, ‘Boccaccesco’, moralmente discutibile, incredibile”, uno dei passaggi pronunciati dal procuratore aggiunto. 

Nelle serate di Arcore, continua Siciliano, emerge una “violenza grave” nei confronti delle ragazze che hanno partecipato. Il rappresentante della pubblica accusa sottolinea che alle cene partecipavano “ragazze davvero giovani” e come questo processo mostri come “se sei così bella in un modo così rapace e non hai strumenti culturali o una famiglia che riesce a proteggerti allora sei veramente una vittima predestinata di predatori di ogni genere”. Uomini, personaggi “come Emilio Fede” che annusano, usano, vendono la loro bellezza. “Si offre in dono al Sultano la favorita, specificando ‘mangia nel tuo piatto’ ed è orribile da vedere e da sentire”, spiega la pm richiamando una frase che sarebbe stata pronunciata dal giornalista televisivo nell’unica serata ad Arcore – tra il 22 e il 23 agosto 2010 – a cui erano presenti Chiara Danese e Ambra Battilana, parti civili nel processo. Per il pm c’è un “consolidato sistema prostitutivo”, in particolare “si esercitava prostituzioni nelle case di Berlusconi per un periodo molto lungo”.  

“Se un processo può arrivare a una pronuncia di primo grado dopo 8 anni il sistema giudiziario ha fallito”, ha affermato Siciliano iniziando la requisitoria del caso Ruby ter che vede imputato l’ex premier insieme ad altre 28 persone, accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Un ‘ritardo’ di cui non hanno colpa i magistrati che sono “sempre stati disponibili a superare qualsiasi difficoltà per portare avanti il processo e farlo velocemente”, ma le ripetizioni e le sospensioni del sistema giudiziario “finiscono con essere strumenti inutilmente dilatori”.  

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