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Roma, Rampelli: “Strade devastate dal corteo di sabato, chi paga i danni?”

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“Il passaggio dei manifestanti per il corteo di sabato 3 dicembre, organizzato da Usb e Cobas, ha lasciato segni di totale imbarbarimento del dissenso politico. Strade, automobili, palazzi imbrattati con vernici di bombolette spray; in alcuni casi le telecamere hanno ripreso anche i responsabili delle scritte che, di fronte a persone noncuranti di quanto accadeva, hanno potuto insudiciare il centro della città procurando danni per milioni. Nel rione Esquilino, i commercianti di via Merulana sono esasperati da tanta impunità. Mentre si prevedono altri vorrei nei prossimi giorni, in pieno periodo natalizio, cioè nel momento più idoneo per provare a risollevarsi dalla crisi economica prodotta da pandemia e guerra. Bisogna cambiare registro. Chi notifica alla questura deve rispondere in solido dei danni che procurano i partecipanti alle manifestazioni, forse così si doterebbero di una adeguata vigilanza. Oggi chi paga per quei danni e perché sempre il centro storico deve scontare il danno dei mancati acquisti per i disagi procurati?”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.  

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Sondaggi politici, FdI primo partito. Cresce il Pd

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(Adnkronos) – Sondaggi politici, Fratelli d’Italia resta in prima posizione e porta a casa uno 0,2% in più. Cresce, però, anche il Pd, di uno 0,6%. Il sondaggio Swg per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto al 6 febbraio 2023. Il partito di Giorgia Meloni sale al 30,6%, seguito dal Movimento Cinque Stelle al 17,5% in calo dello 0,3%. Il Partito Democratico si ferma al 14,8%, mentre la Lega è all’8,7 in flessione di uno 0,3%. Azione-Italia Viva è all’8,1% in calo di uno 0,1%. Forza Italia è al 6,4% in perdita dello 0,4%.  

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Cospito, Bonaccini: “Meloni indifendibile su Delmastro. Il 41-bis non si tocca”

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(Adnkronos) – Meloni? “Difende l’indifendibile”. E il 41-bis “non si tocca, guai!”. Il candidato alla segreteria del Pd Stefano Bonaccini decide di aprire il suo intervento al Lanificio di Pietralata con i circoli romani mettendo i puntini sulle i sui temi caldi del momento: Delmastro, Cospito e il 41-bis. “La presidente Meloni, con il suo intervento, si è assunta la responsabilità di difendere l’indifendibile ed è a mio parere un grave errore e un gesto di debolezza politica. Perché la Costituzione prescrive disciplina e onore per chi ricopre cariche istituzionali e non vi è dubbio che il sottosegretario Delmastro non ha dimostrato né disciplina né onore”, dice subito Bonaccini. 

E poi passa al 41 bis, che, sottolinea, “non può essere messo in discussione. Guai dessimo l’idea di metterlo in discussione! Lo dice uno che viene da una regione che sul terrorismo ha pagato un conto salatissimo. La lotta alla mafia e ad ogni forma di aggressione terroristica sono, per noi, due punti fermi su cui non si arretra neanche di un millimetro. Dopo di che, che tutti i detenuti abbiano il diritto alle cure necessarie è un principio di civiltà che nulla toglie alla lotta contro il crimine organizzato e contro il terrorismo. Punto. Non c’è bisogno di sbrodolare altro. E questi principi cardine non devono essere utilizzati in maniera strumentale da chi vuole rappresentarci come cedevoli rispetto alla necessaria lotta alle mafie e al terrorismo. Chi si è macchiato di crimini ne risponda, ci poteva pensare prima”. 

Ma l’incontro della mattinata è stato anche l’occasione, per Bonaccini, di lanciare un appello a terzo polo e M5S, un invito a unirsi nelle battaglie comuni, ma anche un avvertimento: senza Pd non si va da nessuna parte. “Agli amici del terzo polo e del M5s, che spero abbiano capito di aver perso le elezioni quanto noi, perché sembra che le abbiano vinte, chiedo: ci può essere un argomento sul quale ci troviamo insieme a fare battaglia politica? Ho sentito Conte, Calenda e Renzi dire che sono contrari ai tagli alla sanità pubblica: possiamo fare una grande battaglia tutto insieme nel paese?”. Per Bonaccini “le alleanze sono indispensabili” e “non possiamo bastarci da soli se vogliamo tornare al governo del Paese, ma lo dico a terzo Polo e ai 5S: senza Pd non ci sarà mai un’alternativa in grado di battere le destre”.  

 

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Dc, Gemayel in Italia: il 9 incontro in memoria di Carra per proposta su fase nuova

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(Adnkronos) – Lavora a costruire una nuova fase con i popolari e democratico cristiani italiani il presidente del Bureau Politique dell’Internazionale Democristiana e di Centro, l’ex presidente libanese Amine Gemayel, che sarà in Italia la prossima settimana per una serie di incontri istituzionali. 

In particolare, giovedì 9 febbraio, si terrà a Roma, alle ore 9,30, presso il Salone dell’istituto Luigi Sturzo, un incontro “in memoria di Enzo Carra” al quale sono invitati, tra gli altri, Antonio Tajani, Marco Follini, Lorenzo Cesa, Giuseppe Gargani, Salvatore Cuffaro, Giampiero Samorì, Francesco Pionati, Calogero Mannino, Clemente Mastella, Cateno De Luca, Roberto Formigoni, Agazio Loiero, Paolo Cirino Pomicino, Vincenzo Scotti, Gianfranco Rotondi.  

Gemayel, spiega in una nota l’organizzatore dell’incontro, Vincenzo Speziali, membro del Bureau Politique dell’Internazionale Democristiana e di Centro, “desidera affrontare la questione inerente l’impegno dei popolari e democratico cristiani italiani, per esperire un lecito tentativo al fine di avviare una profonda discussione, con l’obiettivo di contribuire ad una fase nuova, la quale consisterà pure in una proposta in merito alla comune identità”.  

 

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‘Ddl Spacca Italia va veloce, il Paese è diviso’, così i Comitati No Ad

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(Adnkronos) – L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Ddl sull’Autonomia differenziata rappresenta “un salto di qualità in direzione della divisione del Paese, della rimessa in causa dei diritti universali e dei fondamenti della Repubblica, nata dalla Liberazione e definita dai principi costituzionali”. Lo affermano i Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata in una nota appena diffusa. “Dopo discussioni, ipotesi, pre-intese, progetti mai realizzati -proseguono- siamo a un’accelerazione che mette le forze politiche e sindacali che hanno a cuore l’unità del Paese e la difesa dei valori della Carta di fronte a una nuova responsabilità”.  

“La presidente Meloni nonché Fratelli d’Italia -formazione che basa la propria esistenza (a partire dal suo nome) e il proprio programma su precise rivendicazioni di carattere nazionalistico- hanno abbassato la testa pur di mantenere integri gli equilibri di governo e procedere con gli alleati verso il proprio progetto di presidenzialismo, consentendo così il passaggio del Ddl Calderoli e tenendo fede allo scambio concordato in campagna elettorale”.  

Da parte sua, il ministro Calderoli ha portato avanti una questione che riguarda “l’attribuzione della potestà legislativa esclusiva alle regioni su ben 23 materie e quindi la violazione palese del principio di uguaglianza tra cittadine e cittadini del Paese sulla base del certificato di residenza, e quindi l’aumento esponenziale delle diseguaglianze, tutto in tempi rapidissimi per tirare la volata al proprio partito, la Lega, nelle imminenti elezioni regionali della Lombardia”. (segue) 

‘Dibattito finalmente aperto nel Paese: ora le forze politiche e sindacali’ 

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia “per calcoli politici elettoralistici e per spinte interne” intendono andare fino in fondo: “questo governo approva il Ddl Calderoli mentre nel Paese si levano numerose voci contro l’Ad, mentre costituzionalisti, esponenti del mondo economico, della cultura, della scienza, dell’arte e del giornalismo lanciano l’allarme sul pericolo incombente -sostengono i Comitati No Ad- Benché possa contare sui voti della maggioranza, questo scellerato progetto può essere fermato, ma non solo in Parlamento. Occorre una mobilitazione di massa che porti in piazza centinaia di migliaia di persone per il ritiro del provvedimento e lo stop al governo”.  

“Noi fin dal 2019 abbiamo lanciato l’allarme: ora ribadiamo ciò che ha portato alla saldatura tra forze politiche, sindacali e oltre 30 sigle della società civile poi confluite nel Tavolo No Ad. Adesso è responsabilità delle organizzazioni sindacali e politiche, ognuna per la forza che ha, unirsi e dare luogo a questa manifestazione e fare di tutto per il ritiro del Ddl. Il dibattito finalmente aperto in Italia crea le condizioni per costruire un ampio consenso: non c’è tempo da perdere”. 

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Meloni a Berlino: “Cooperazione Italia-Germania fondamentale per Ue”

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(Adnkronos) – “Questo è il nostro primo incontro bilaterale. Italia e Germania sono nazioni legate da un rapporto bilaterale esteso a quasi tutti i settori della vita pubblica e privata”, un “partenariato” caratterizzato da “una strettissima interconnessione economica, che rende le nostre economie fortemente complementari e fondamentali per l’economia Ue”. Così la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta a Berlino con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. 

“Gli Stati Uniti stanno investendo molto nelle loro aziende. La domanda che ci siamo fatti – spiega Meloni – è cosa può fare l’Europa per rendere le sue aziende altrettanto competitive in questo scenario. Ho illustrato al cancelliere Scholz la nostra posizione, che è di cautela sulla modifica del regime degli aiuti di Stato. Abbiamo tutti bisogno di mantenere un livello di competività che sia uguale per tutti”.  

“Per noi una possibile soluzione – dice la premier – è quella di una piena flessibilità dei fondi che sono stati già stanziati in questi anni, che sono già a disposizione degli Stati”. 

“Il Consiglio europeo straordinario della prossima settimana tratterà materie importanti, a partire dal sostegno all’Ucraina, ma anche questioni che sono inevitabilmente connesse”, come la “competitività del sistema economico europeo. E’ fondamentale per noi – scandisce la presidente del Consiglio – raggiungere rapidamente una risposta europea per rafforzare la competitività delle nostre imprese”. 

Migranti – Meloni non trascura di affrontare anche il tema dei migranti e lo fa chiedendo che l’Italia “sia sostenuta” dall’Europa “nella difesa dei confini esterni dell’Unione”. E’ necessario “operare con i Paesi di origine e di transito per contrastare con efficacia il traffico di esseri umani – ribadisce da Berlino – . Consideriamo le bozze di lavoro del prossimo Consiglio europeo un buon punto di partenza ma sarà importante che il Consiglio operi con pragmatismo e concretezza”. 

Energia – Sul fronte energetico, spiega Meloni, “questo governo si sta concentrando sulla cooperazione sul piano energetico con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, per rafforzare la capacità dell’Italia di svolgere un ruolo di ‘hub’ di approvvigionamento di energia per sé e per l’Europa nel suo complesso. Il nostro obiettivo nel breve periodo – chiarisce – è quello di assicurare forniture di gas naturale ma anche di diventare rapidamente uno snodo per l’idrogeno verde”. 

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Anarchici, Meloni: “Italia sotto attacco, richiamo tutti alla responsabilità”

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(Adnkronos) – “Noi abbiamo in Italia un problema in questo momento, mi pare che molti lo stiano sottovalutando: lo stato italiano è oggetto di attacchi da parte degli anarchici in Italia e fuori dai confini nazionali, con l’obiettivo di rimuovere un istituto fondamentale nel nostro ordinamento penitenziario, il carcere duro. E’ un obiettivo a cui punta anche la mafia”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interpellata sulle polemiche relative al caso Cospito e alle dichiarazioni del sottosegretario Delmastro sugli anarchici durante la conferenza stampa a Berlino con il cancelliere Olaf Scholz. 

“Le minacce e gli attacchi contro funzionari e politici italiani stanno aumentando, complessivamente in Italia il dibattito è su un altro livello: non sappiamo dove può portarci una minaccia se non viene governata, dovremmo ragionare ad un livello più alto. E’ un appello che faccio a tutti, trasversalmente: provare a non dividerci davanti a una cosa del genere. C’è una minaccia reale, vorrei richiamare tutti alla responsabilità. Vuol dire tutti. Due nuove persone si trovano sotto scorta e questa, indipendentemente dalle valutazioni che si possono fare politicamente, non è una vittoria”. 

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Autonomia, Celotto: “Lep siano disciplinati da Parlamento, non da Governo”

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(Adnkronos) – Il disegno di legge sull’autonomia differenziata arriva in Consiglio dei ministri. “Il problema aperto di questo disegno di legge è stabilire con quale fonte vadano definiti i Lep (livelli essenziali delle prestazioni – ndr). Attualmente si prevederebbe che spetta al governo con un Dpcm. Tuttavia è più conforme al disegno costituzionale pensare che sia la legge a individuare e stabilire i Lep, perché i diritti delle persone possono e devono essere disciplinati con atto del Parlamento. E’ opportuno modificare questo punto”. Così il costituzionalista Alfonso Celotto, fino a qualche giorno fa capo di gabinetto del ministro delle Riforme Elisabetta Casellati, risponde all’Adnkronos sull’opportunità che i Lep siano determinati dal Governo. 

Secondo Celotto, “oggi va in Cdm un disegno di legge che cerca di stabilire il meccanismo per arrivare a queste intese, ma è importante ricordare che bisogna garantire i livelli essenziali delle prestazioni, Lep, su tutto il territorio nazionale perché questi sono i presupposti di ogni forma di autonomia tesa a garantire i diritti”. Il testo sull’Autonomia predisposto dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli metterebbe a rischio l’unità del Paese? “Dipende da come è attuato: su sanità e istruzione senza livelli di garanzia si rischia di dividere l’Italia. L’Autonomia va costituita come opportunità, non come modo per dividere – risponde – Adesso stiamo stabilendo il campo su cui si gioca, l’importante è che in questa fase ci siano alcune garanzie, come sono i lep”.  

Celotto non ha dubbi: “L’autonomia differenziata è una opportunità ma deve essere sviluppata conformemente al quadro costituzionale. La nostra è una Repubblica una e indivisibile (articolo 5), che deve garantire i diritti fondamentali in maniera eguale su tutto il territorio nazionale ed anzi deve rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla democrazia (articolo 3). L’articolo 116 comma terzo nasce nel 2001 per rendere più flessibili le competenze sui territori. Da allora – conclude – non si è ancora individuato il meccanismo per consentire alle regioni di stipulare una intesa con lo Stato per avere più autonomia su determinate materie. (di Roberta Lanzara)  

 

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Autonomia, Maiorino (M5s): “E’ scalpo regalato alla Lega, vago il finanziamento Lep”

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(Adnkronos) – “Siamo alla quarta riscrittura della bozza Calderoli e ancora annunciano modifiche. È indice di una schizofrenia preoccupante e di lacerazioni interne alla maggioranza che sono sotto gli occhi di tutti. I principali difetti sono ancora tutti lì: il Parlamento è tagliato fuori e resta una preoccupante vaghezza sul finanziamento dei Lep”. Così all’Adnkronos Alessandra Maiorino, membro della Commissione affari costituzionali e vice presidente vicario del Gruppo del Movimento 5 Stelle, commenta il disegno di legge sull’Autonomia differenziata che oggi pomeriggio arriva in Cdm. 

“Il quadro complessivo è chiaro: questa riforma non è che uno scalpo regalato alla Lega prima delle regionali e prelude a un do ut des con il presidenzialismo inseguito da Fdi. Insomma – conclude – il governo ha scambiato le riforme per il gioco del Monopoli, ma a uscirne sconfitto qui sarà il futuro assetto istituzionale e democratico del Paese”. (di Roberta Lanzara) 

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Cospito, bagarre al Senato: Pd lascia l’aula

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(Adnkronos) – “Il Pd si è sentito offeso dalla domanda del collega Donzelli, una domanda retorica che non voleva dire che il Pd sta con la mafia”. Così Alberto Balboni di Fdi in aula al Senato dopo l’informativa del ministro Carlo Nordio. “Ma non vi rendete conto che andando in carcere a trovare Cospito avete aperto una voragine alla mafia? Io sono d’accordo che si possa andare in carcere. Ma perchè dopo avete fatto una conferenza stampa criticando il 41 bis? Avete aperto una voragine perchè la madre di tutte le battaglie” della mafia “è quella contro il 41 bis”.  

IL PD LASCIA L’AULA – “Abbiamo abbandonato l’Aula perché nuovamente Fdi dice che magari anche involontariamente noi abbiamo contribuito a creare tutto quello che c’è stato. Noi ci siamo indignati, siamo arrabbiati, non si devono permettere ed hanno esagerato”. Così all’Adnkronos Simona Malpezzi, senatrice Pd, dopo aver abbandonato l’Aula con gli altri senatori del Partito democratico durante l’intervento del senatore Alberto Balboni. “Noi abbiamo chiesto al ministro Nordio di ritirare le deleghe al suo sottosegretario. Iniziamo da Delmastro, di cui Nordio deve assumersi la responsabilità”. 

Il Pd non ha “mai messo in dubbio il 41bis” ha detto, poi, a ‘Porta a Porta’, Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. “Quando siamo usciti dal carcere di Sassari – ha detto ricordando la visita a Cospito – abbiamo detto che eravamo lì solo per ragioni umanitarie e che non mettevamo in dubbio in nessun modo il 41bis”. 

“Diversamente da quanto dichiarato dal senatore Balboni di Fratelli d’Italia, al termine della visita della delegazione Pd, di cui faceva parte il deputato Andrea Orlando, al carcere di Bancali a Sassari, non c’è stata nessuna conferenza stampa per ‘criticare il 41 bis'” precisa l’ufficio stampa del deputato Pd Andrea Orlando. “Il deputato Pd ha semplicemente richiamato dopo aver ribadito con decisione, anche nelle successive interviste e interventi pubblici, la piena attualità dell’istituto del 41 bis, il motivo della visita, quello di accertarsi delle condizioni di salute del detenuto, ponendo solamente un elemento di riflessione da approfondire, ovvero l’effettiva funzionalità dell’istituto del 41 bis rispetto a reati che sono in parte diversi da quelli che hanno generato questo strumento amministrativo. L’onorevole Orlando si riserva di ricorrere alle vie legali a tutela della propria onorabilità contro affermazioni diffamanti”.  

 

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Pd, Onorato: “Con questa classe dirigente non ci vota nessuno”

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(Adnkronos) – “Oggi il Pd vive la sua stagione più bassa. Mi sono riscritto proprio perché nel momento di maggiore difficoltà penso si debba dare un contributo. Il Pd tornerà ai suoi fasti iniziali se dimostrerà di essere quel partito post ideologico, che si teorizzava alle origini, in grado di fare sintesi tra diverse culture politiche. È curioso che tanti capicorrente dicano oggi che il problema siano le correnti”. È quanto dichiara all’Adnkronos Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Campidoglio, ritornato nel Pd dopo 15 anni a sostegno del candidato alla segreteria nazionale di Stefano Bonaccini, all’apertura delle sfilate romane di AltaRoma,  

Il dibattito congressuale è animato in questi giorni dai temi della rappresentanza di genere. “Le donne nella nostra società vivono in una oggettiva situazione di svantaggio- spiega ancora Onorato- dal lavoro, alla famiglia. Devono davvero essere messe nella condizione di poter concorrere alla pari degli uomini. Non deve essere, però, uno slogan da utilizzare in campagna elettorale ma soluzioni puntuali da individuare. Rimarremo un Paese arcaico fin quando una donna dovrà scegliere se essere madre o lavorare, per esempio”.  

E sul confronto tra i diversi candidati prosegue nell’intervista all’Adnkronos Alessandro Onorato: “Nel Pd penso occorra il contributo di tutti, a prescindere dalle divisioni ideologiche. Le candidature di Elly Schlein e di Paola De Micheli sono fondamentali, accanto a quelle di Gianni Cuperlo e di Stefano Bonaccini, per rendere finalmente il Pd un po’ più plurale. Mi sembra utile che anche Zingaretti sia entrato in campo per una sfida che penso sia fondamentale, non solo per il Pd, ma per il Paese. Solo in questo modo – continua- potremmo attrarre il mondo normale, quello che ogni giorno lavoro con il sudore sulla fronte. E poi, a mio avviso, il Pd deve essere più positivo, più concreto, più vicino ai temi del quotidiano”. 

E sul suo apporto al Pd Alessandro Onorato non ha dubbi: “Penso che tutti noi dovremmo avere il coraggio di metterci la faccia – risponde – Accanto al tema legato alla rappresentanza femminile, poi, penso ci sia anche un tema generazionale. Dobbiamo contribuire alla rinascita del partito. Il Pd ha la classe dirigente migliore. Ho fatto il consigliere comunale per 15 anni, sono al Comune di Roma da 17 anni e posso dire, senza essere smentito, che anche attualmente i consiglieri comunali e i presidenti di municipio sono persone molto in gamba, hanno esperienza amministrativa e sanno intercettare le soluzioni ai problemi quotidiani dei cittadini. Risorse che il nuovo Pd ha il dovere di coinvolgere anche a livello nazionale, per promuovere un rinnovamento della classe dirigente che parta dal merito”. 

Quale la strategia, la strada da intraprendere? Secondo Alessandro Onorato, “bisogna uscire dai meccanismi di sudditanza psicologica, che all’interno del Pd ci sono, e avere il coraggio di promuovere un cambiamento vero – spiega- Perché la gente agli amministratori crede, perché noi siamo abituati ad andare in mezzo alle persone. Non abbiamo complessi, non facciamo teorie di massimi sistemi. Non frequentiamo i caminetti e, se facciamo un annuncio, torniamo sei mesi dopo e quella proposta deve essere realtà”. 

E conclude lanciando il suo personale ‘j’accuse’: “Non può essere un tabù chiedere di ‘mettersi di lato’ a chi ha governato il Pd fino ad oggi, perdendo sempre le elezioni e siede in Parlamento da 15-20 anni. Lo ripeto- conclude- con questa classe dirigente non ci vota nessuno”. 

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