Risanamento della Terra dei fuochi attraverso 20.000 Pioppi


Risanare “La terra dei fuochi“, quando i portentosi alberi, vengono senza tornaconto alcuno, in aiuto all’uomo…

La terra dei fuochi: vaste distese di terreno fertilissimo nella regione della Campania Felix, contaminata da rifiuti tossici industriali.

Per 30 anni la mafia napoletana ha seppellito o incenerito all’aperto i rifiuti tossici prodotti dalle fabbriche del nord Italia, ma anche Svizzera e Germania: un modo facile ed economico, ma illegale per queste aziende di ”eliminare” i propri rifiuti illecitamente.

Questo scandalo è stato scoperto negli anni 2010, da allora, ed è un processo lento e costoso, le discariche sono state scavate e i rifiuti tossici rimossi per un corretto e sano smaltimento.

Ma un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli ha implementato un altro sistema più naturale per ripulire queste terre. Qui sono stati piantati ben 20.000 Pioppi che coprono circa 60.000 metri quadrati di terreno.

Sembra una foresta normale, ma in realtà è un progetto di bonifica che riporta in vita il paesaggio. Questi alberi funzionano come vere macchine che ripuliscono il sottosuolo con le loro potenti radici…

Si, questi alberi funzionano come vere e proprie macchine che decontaminano il sottosuolo grazie alle loro potenti radici.

Il Professor Massimo Fagnano, del Dipartimento di Agronomia dell’Università Federico II di Napoli, spiega: “Questo sito ora è diventato una foresta, è un centro per il recupero della biodiversità, un centro per la purificazione dell’aria e l’accumulo di carbonio nel suolo. È diventato un sito naturale“.

Dal 2016, fino a 10.000 studenti della maggior parte delle scuole campane, hanno visitato questo sito e hanno visto crescere questi rigogliosi alberi.

Loredana Moio, insegnante al Liceo Scientifico Don S. Vitale di Giugliano afferma soddisfatta: “Essere qui oggi e respirare quest’aria purificata, sentire la pace di questo paesaggio che rinasce, che è tornato a vivere, mi dà un vero sentimento di speranza e di redenzione.

L’educazione ambientale va di pari passo con la continua ricerca sul legame tra inquinamento del suolo e salute umana. Uno studio è stato recentemente pubblicato su “Land of Fires“.

La professoressa Maria Triassi, del Dipartimento di Igiene dell’Università Federico II di Napoli specifica: “Bisogna determinare se ci sono legami tra la concentrazione di metalli pesanti e altri inquinanti e la salute umana e animale.

Da discarica abusiva a simbolo del riscatto dell’uomo dalla natura, questo luogo è un messaggio alla criminalità organizzata e alle istituzioni pubbliche spesso negligenti. Un mondo migliore è possibile, anche a un prezzo naturalmente inferiore e poi questi alberi ci daranno due degli elementi più cruciali e fondamentali per la nostra sopravvivenza: “ossigeno e libri”.

Costo di questa favolosa operazione “verde” di riforestazione, 800.000 euro, invece della colossale cifra di 20 milioni di euro per il disinquinamento standard.

Ricordate che, c’è qualcuno seduto all’ombra oggi, perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa.” (Warren Buffett)

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