Rimini: il grande genio del cinema Federico Fellini ha il suo museo


È un museo interamente dedicato al grandissimo maestro, il regista Federico Fellini che ha aperto le sue porte a Rimini . Il noto regista è nato proprio in questa fulgida località balneare e da essa si è ispirato per molti dei suoi più grandi capolavori.

Autore in particolare della “Strada” e della “Dolce vita”, il colosso del cinema scomparso a Roma nel 1993, ha segnato la storia della “settima arte”, ispirando generazioni di registi.

È stato uno dei più grandi registi italiani del Novecento e uno dei registi più illustri della storia del cinema. Federico Fellini avrebbe compiuto 100 anni il 20 gennaio dell’anno scorso. Nato a Rimini, ha vissuto lì fino all’età di 18 anni, ma è stato a Roma che ha imparato la sua prodigiosa professione di regista.

Fellini, cinque volte premio Oscar, diventa famoso nel 1954 con “La strada”, ma è “La dolce vita”, Palma d’oro al festival di Cannes, a segnare, sei anni dopo, una svolta nella sua sublime carriera. Se sono passati circa 30 anni dalla morte del regista, il suo genio artistico gli è sopravvissuto e influenza ancora oggi il cinema italiano e nel mondo.

“Federico è stato il genio creativo che ha cambiato definitivamente la “settima arte”. È stato l’unico a ricevere quattro Oscar a Hollywood per “La Strada”, “Le notti di Cabiria”, “Otto e mezzo” e “Amarcord” e un Oscar alla carriera per l’ensemble di The Americans have lo ha sempre chiamato il Maestro del Cinema “, sottolinea la nipote del regista, Francesca Fabbri Fellini.

Non ho molto da dire.
Credo di aver imparato molto poco in tutti questi anni: ho imparato che ci sono molte cose sconsiderate che puoi fare. E tra quei milioni una che è ancora più sconsiderata delle altre. E di solito fai quella.
Ho imparato che il blu e il nero insieme sono un cazzotto in un occhio.
Ho imparato che certi odori si fissano nella memoria, e quando li risenti è come se tutti quegli anni non fossero mai passati.
Ho imparato che il sabato è meglio della domenica.
Ho capito che chiunque ha qualcosa da raccontare, ma ho capito anche che l’odio per certe persone ti aiuta a vivere meglio.
Ho imparato che certe mattine saresti disposto a dare via un braccio pur di dormire alti cinque minuti.
Ho constatato che alcune città sono capaci di farti scordare anche come ti chiami.
Ho imparato che ci sono persone così esteticamente stupefacenti che emanano addirittura luce propria. Sembrano, non so… fosforescenti!
Ho capito che non c’è da preoccuparsi se a 40 anni non sai che fare della tua vita, se hai ancora una gran voglia di giocare. Forse sei l’unico che ha capito qualcosa.
Ho imparato che se ripeti una parola tante volte, all’improvviso perde di significato.
Ho imparato che a volte avresti talmente tanta voglia di fare l’amore con una determinata persona che glielo chiederesti in ginocchio.
Ho imparato che una sigaretta, specie se sei a terra, può addirittura salvarti la vita.
Ho scoperto che esistono persone talmente scassapalle da rappresentare un vero e proprio ornamento ai testicoli.
Ho imparato che non c’è cosa più inebriante che impuntarti sulla tua scelta. E poi sbagliare.
Ho imparato che il conforto degli amici a volte può essere crudele.
Ho imparato che la voce di Frank Sinatra è uno dei motivi per stare al mondo. E la Heineken è l’altro.
Ho imparato che il sale si mette prima che l’acqua cominci a bollire.
Ho capito che certe regole sono fatte per andarci contro.
Mi sono accorto che non c’è cosa più divertente che dare ragione a un idiota. E dentro ridere.
Ho scoperto che con gli anni i tuoi errori e i tuoi rimpianti impari ad amarli come figli.
Ho imparato che la nostalgia ha lo stesso sapore della cioccolata bollente.
Ho imparato che i film di Ingmar Bergman non sono solo capolavori: sono lezioni di vita.
Ho capito che niente è più bello che alzarsi la notte mentre tutti gli altri dormono e girovagare in solitudine come un cane tra i rifiuti, alla ricerca di una qualsiasi sensazione appagante.
Ho imparato che se ti chiedono di fare cinque cose e all’ultimo momento ne aggiungono due, tu inevitabilmente dimentichi le prime tre.
Ho imparato che certa gente ha la testa solo per separare le orecchie.
Ho imparato che la tua camicia preferita attira il sugo in modo micidiale.
Ho imparato che non c’è cosa più bella che svegliarsi una mattina senza sapere che ore sono, senza riconoscere la stanza e soprattutto senza ricordare come ci sei arrivato.
Ma soprattutto ho imparato che i giorni veramente importanti nella vita di una persona sono cinque o sei in tutto.
Tutti gli altri fanno solo volume.
Così fra sessant’anni non ti ricorderai il giorno della tua laurea, o quello in cui hai vinto un Oscar.
Ti ricorderai quella sera in cui tu e i tuoi amici, quelli veri, avete fumato 10 sigarette a testa e ubriachi persi avete cantato per strada a squarciagola fradici di pioggia.
Quelli sono i momenti in cui la vita davvero batte più forte.
Federico Fellini
P.S.: Però, in fondo, qualcosa l’ho imparato.

(Federico Fellini)

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