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Rimborsi sulle tasse, come ottenerli?

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Contribuenti che versano più tasse del dovuto, ma anche spese che prevedono una detrazione fiscale e relativo recupero di una parte dei costi: come si chiede un rimborso al Fisco? Ecco tutto quello che c’è da sapere nel dettaglio. Intanto le vie – spiegano gli esperti de La Legge Per Tutti – “sono sostanzialmente due: presentare apposita domanda oppure riportare il credito a cui si ha diritto nella dichiarazione dei redditi. L’importo relativo ai rimborsi verrà erogato sul conto corrente del contribuente che, a tal fine, avrà comunicato all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie”.  

Uno dei modi per chiedere all’Agenzia delle Entrate i rimborsi dovuti per le maggiori tasse pagate, sottolineano gli esperti, “è quello di presentare un’istanza relativa alle imposte dirette o alle imposte sul reddito: l’istanza va redatta in carta semplice, sempre che non sia prevista la presentazione di un apposito modello, e deve contenere l’indicazione dell’importo richiesto; i motivi per cui si ritiene di aver diritto al rimborso; i documenti utili a dimostrare la fondatezza della richiesta, se non già in possesso della pubblica amministrazione”. Conviene inoltre indicare un recapito telefonico o un indirizzo di posta elettronica (meglio se certificata, cioè la propria Pec) per eventuali comunicazioni. 

La domanda, sottolineano, “va consegnata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio in base al domicilio fiscale del contribuente al momento in cui è stata (o avrebbe dovuto essere) presentata la dichiarazione dei redditi. Invece, l’istanza per il rimborso dei versamenti eccedenti o non dovuti relativi all’imposta di registro e alle altre imposte indirette diverse dall’Iva deve essere presentata all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate in cui risulta registrato l’atto o la successione a cui è collegato il versamento oppure, nel caso in cui mancasse l’atto registrato, all’ufficio territorialmente competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente”. 

E se si sbaglia ufficio? “Il Fisco rassicura: quello che, per errore, riceve l’istanza di rimborso la trasmette a quello competente”, spiegano ancora. Le richieste di rimborso di imposte dirette che non sono state già effettuate nella dichiarazione e di quelle indirette possono essere inviate: via Pec, e-mail o posta ordinaria; tramite i servizi telematici (sul sito dell’Agenzia delle Entrate, agenziaentrate.gov.it); presentate allo sportello insieme all’eventuale documentazione a supporto e copia del documento di identità in corso di validità. 

In caso di delega, si legge ancora, “è necessario presentare la copia di un documento di identità sia del delegante che del delegato, entrambi in corso di validità.”. Ma entro quando presentare l’istanza? “Ci sono tempi diversi a seconda della natura del rimborso. Eccoli in sintesi: 

– La presentazione di una dichiarazione integrativa a favore va fatta entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione da correggere. 

– La presentazione di un’istanza relativa a imposte sui redditi (Irpef, Ires, ecc.), versamenti diretti, ritenute operate dal sostituto d’imposta o dalla Pubblica amministrazione: 

– Se il versamento è stato effettuato in una data in cui era insussistente il presupposto: 48 mesi dalla data di ogni singolo versamento (acconto, saldo, ritenuta mensile, ecc.); 

– Se il presupposto si realizza nel momento in cui viene pagato il saldo: 48 mesi dalla data del versamento. 

– La presentazione di un’istanza di rimborso relativa a imposte indirette (registro, donazioni, successioni, ecc.) va fatta entro 36 mesi dalla data del versamento o, se posteriore, dal giorno in cui si è manifestato il diritto alla restituzione. 

– La presentazione di un’istanza di rimborso relativa a tutte le imposte va fatta entro 24 mesi dal pagamento o, se posteriore, dal giorno in cui si è manifestato il diritto alla restituzione. 

In ogni caso, se la domanda è respinta, il contribuente riceve un provvedimento di diniego contro il quale può presentare ricorso. Ha la facoltà di agire entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza anche in caso di «silenzio rifiuto»: se l’Agenzia non risponde, infatti, l’istanza si intende respinta”. 

La seconda possibilità che ha il contribuente per avere i rimborsi delle tasse dal Fisco, spiega ancora La Legge per Tutti, è quella di utilizzare la propria dichiarazione dei redditi. In questo caso, le possibilità sono due: 

– Tramite modello 730: “dipendenti, pensionati e gli altri soggetti che utilizzano il modello 730 per la denuncia dei redditi possono ricevere il rimborso direttamente dal datore di lavoro con la busta paga o dall’ente pensionistico con il cedolino della pensione. Il 730 può essere utilizzato anche dagli eredi, per i contribuenti deceduti nel periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta e il termine di presentazione della dichiarazione. In caso di assenza del sostituto d’imposta, le somme risultanti a credito dal prospetto di liquidazione vengono rimborsate dall’Agenzia delle Entrate. 

I rimborsi sono erogati al netto della parte di credito già utilizzata o che si intende utilizzare in compensazione. Significa che il contribuente può utilizzare il suo credito per pagare, attraverso la compensazione, altre imposte dovute. Il credito, non utilizzato in compensazione, verrà rimborsato dal datore di lavoro, dall’ente pensionistico o dall’Agenzia, a seconda dei casi sopra citati. 

Sono previsti possibili controlli preventivi sul 730 che presenta elementi di incoerenza o che prevede un rimborso maggiore di 4.000 euro”. 

– Tramite modello Redditi: se il contribuente vorrà chiedere il rimborso delle tasse pagate in più tramite il modello Redditi, dovrà indicarlo nel quadro RX. Se non viene indicato nulla, il credito è considerato come un’eccedenza da utilizzare nella successiva dichiarazione. E nel caso in cui il credito non venga usato, si potrà richiedere il rimborso nella dichiarazione dell’anno successivo. 

Fatte le dovute verifiche, spiegano gli esperti, “l’Agenzia delle Entrate effettua il rimborso di sua competenza tramite bonifico su conto corrente bancario o postale. Se ne deduce che il contribuente deve comunicare al Fisco le coordinate del conto corrente, bancario o postale (Iban), nonché le relative variazioni, che saranno utilizzate per tutti i rimborsi da pagare al beneficiario medesimo. Solo se manca la comunicazione dell’Iban, i rimborsi vengono pagati con assegni vidimati emessi da Poste Italiane. È possibile versarlo sul proprio conto o incassarlo in un qualsiasi ufficio postale. In quest’ultimo caso, occorrerà presentarsi allo sportello con un documento di identità”, concludono.
 

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Zaporizhzhya, Kiev: “Presto da centrale elettricità a Russia”

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(Adnkronos) – Gli occupanti russi stanno lavorando per esportare elettricità in Russia dalla centrale nucleare di Zaporizhzhya. Lo denuncia su Telegram lo stato maggiore ucraino, rilanciato da Ukrainska pravda. 

A quanto si legge, le forze russe si stanno preparando a controllare due linee da 750 kw per pianificare lavori di ripristino in vista dell’invio di elettricità in Russia. Secondo Ukrainska Pravda i russi vorrebbero coinvolgere nei lavori 150 tecnici bielorussi.  

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Coronavirus

Covid, Bertuzzi: “Italia grande su vaccini ma non rilassarsi”

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(Adnkronos) – “L’Italia ha delle percentuali di immunizzazione” contro Covid “eccezionali, che negli Usa ci sogniamo. Vanno fatti veramente i complimenti alle autorità sanitarie, alla popolazione, a tutte le persone che sono riuscite a collaborare in questa direzione. Sono un po’ scettico su questo rilassamento generale perché, ripeto, dobbiamo veramente trovare il modo di convivere con il virus, di condurre vite normali, però non scordiamoci che non è passato”. E’ il punto di vista di Stefano Bertuzzi, Ceo dell’American Society for Microbiology e braccio destro dello scienziato Anthony Fauci in quella che è stata la task force anti-Covid della Casa Bianca, oggi ospite di un evento nella sede milanese dell’università Cattolica, l’ateneo in cui si è laureato (nel polo di Piacenza). 

Parlando all’Adnkronos Salute dell’Italia, a margine del convegno, Bertuzzi evidenzia che il Paese “ha avuto inizialmente una risposta alla pandemia di Covid-19 molto difficile, perché è stato il primo ad essere colpito”, dopo la Cina. “Ma una volta passata questa prima fase, un po’ confusa per tutti, la sua è stata una risposta fantastica. Sono stato veramente molto impressionato dai sistemi messi in piedi dal Paese per la vaccinazione”. 

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Israele, attacco terroristico a Gerusalemme: 8 morti

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(Adnkronos) – Attacco terroristico a Gerusalemme, otto morti. Lo scrive il Jerusalem Post, aggiungendo che i feriti, nell’attentato nel quartiere di Neve Yaakov, sono dieci. L’assalitore, che secondo i media israeliani era residente a Gerusalemme est, è stato ucciso dalla polizia. Secondo Yedioth Ahronoth, sarebbe stato un palestinese residente nel campo profughi di Shuafat, che apparteneva alle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa.  

Il dipartimento di Stato americano ha condannato l'”orribile attentato”. “Il nostro impegno per la sicurezza di Israele rimane solido”, ha assicurato il portavoce Vedant Patel, spiegando che Washington è in contatto diretto con le autorità israeliane. Il portavoce ha, poi, assicurato che non ci sono per il momento cambiamenti sul programma della visita del segretario di Stato, Antony Blinken, in Egitto, Israele e Cisgiordania dal 29 al 31 gennaio. 

Alla sinagoga del quartiere di Neve Yakoov, a Jenin, in Cisgiordania, la notizia dell’attacco sarebbe stata festeggiata con “fuochi d’artificio e spari in aria” secondo quanto riferisce il sito del Jerusalem Post. Ieri il campo profughi di Jenin è stato teatro di un blitz delle forze israeliane costato la vita a nove palestinesi. 

 

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Spettacolo

Sanremo 2023, “no a Zelensky”: 40mila firme per petizione Byoblu in poche ore

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(Adnkronos) – “No alla militarizzazione del Festival di Sanremo”. Una raccolta firme, lanciata dall’emittente Byoblu sul proprio sito internet “per chiedere alla Rai che non venga ospitato il leader ucraino Volodymyr Zelensky e che sia rispettata la Costituzione, ha già raccolto in poche ore quasi 40mila firme e secondo gli organizzatori, “è destinata a crescere”.  

Byoblu ha lanciato questa petizione insieme al Comitato di Liberazione Nazionale, fondato dal giurista Ugo Mattei. Nel testo della petizione si legge, tra l’altro: “Vogliamo che sia rispettato l’articolo 11 della Carta fondamentale del nostro Paese. Esso ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.  

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Coronavirus

Covid, l’italiano nel team di Fauci: “E’ più endemia che pandemia ma resta un problema”

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(Adnkronos) – E’ arrivato il momento di declassare Covid dallo status di emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale? “Sono cauto. Sicuramente, se fotografiamo la situazione oggi, è più endemia che pandemia. Non mi stupirebbe se gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità dicessero che non è più un’emergenza globale, ma spero non lo dicano in questi termini. Non possiamo tirare per le lunghe un’emergenza quando non è effettivamente più un problema impellente e acuto. In questo momento Covid è un problema cronico e va riconosciuto come tale, ma non è che non sia importante per questo motivo. Non so che termini useranno, ma sarà importante dal punto di vista della comunicazione come verrà presentata” questa valutazione in arrivo. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Stefano Bertuzzi, Ceo dell’American Society for Microbiology e braccio destro di Anthony Fauci in quella che è stata la task force anti-Covid della Casa Bianca, oggi ospite di un evento nella sede milanese dell’università Cattolica, l’ateneo in cui si è laureato (nel polo di Piacenza).  

Bertuzzi ha vissuto la pandemia fin dalle fasi più dure negli Usa: “avrò dormito 2 ore in 6 mesi”, sorride. Allora c’erano problemi con i test Covid e i reagenti che mancavano e decisioni cruciali da prendere. E ammette: “La situazione, dal mio punto di vista, è indubbiamente cambiata. Vedremo quali sono le raccomandazioni degli esperti Oms, che sicuramente valuteranno tutto questo nel modo più attento e responsabile possibile”, oggi nel meeting del Comitato che dovrà decidere se Covid rappresenta ancora una minaccia mondiale. “Io spero che il messaggio sia che Covid rimane una patologia a cui prestare estrema attenzione. Per esempio, il long Covid è un problema molto serio e di cui sappiamo tutto sommato abbastanza poco”. E poi ci sono “i fragili” e “il fatto che non sappiamo cosa accadrà. Insomma non è che sia tutto a posto. Secondo me sarà importante rendere più chiaro possibile alla popolazione che non è una cosa da prendere alla leggera, ma che è possibile condurre una vita in gran parte normale, con certe precauzioni. E comunque, sempre attenti: la cosa può cambiare”.  

“Anche dal punto di vista di come le persone si approcciano – ragiona Bertuzzi – se tutto è un’emergenza a un certo punto nulla diventa più un’emergenza e quindi potrebbe essere molto preoccupante”. Certo, precisa, “noi siamo qui adesso di persona a un evento, 1 o 2 anni fa sarebbe stato impensabile, saremmo stati tutti bidimensionali su uno schermo. Dall’altro lato, sono arrivato qui in metropolitana e sui mezzi pubblici la mascherina la porto ancora. Insomma, è molto diverso da prima. La vera emergenza era quando non avevamo i vaccini e non avevamo un’immunizzazione da guarigione. Dalle pandemie si esce con l’immunizzazione, che sia poi vaccinale o naturale, è comunque così”.  

Oggi Covid, analizza, “sta diventando una situazione endemica, ma il fatto che una forma virale sia endemica non vuol dire che non sia un problema. E’ solo diverso. Anche l’influenza stessa è una malattia pericolosa da tenere seriamente in considerazione – ragiona – Dire ‘è solo un’influenza’ è sbagliato, perché è una cosa seria, ha una mortalità superiore all’1% ed è significativa. Ma non è che quando inizia la stagione influenzale noi smettiamo di viaggiare o non ci incontriamo più, riusciamo a condurre una vita tutto sommato abbastanza normale. Ecco, secondo me sta veramente succedendo anche col Covid in questo momento, grazie appunto ai vaccini e al fatto che la popolazione in generale è immunizzata”.  

“Rimangono due problemi”, puntualizza Bertuzzi. “Il primo sono quei frammenti di popolazione, piccoli ma non trascurabili, rappresentati dalle persone immunocompromesse e fragili che hanno un sistema immunitario che non è in grado di rispondere. Questo è un problema, rimane un’emergenza seria. E la seconda cosa è che non sappiamo cosa accadrà. Non pensiamo che basti che noi diciamo che Covid è endemico, il problema è se il virus è d’accordo con noi. Le sue capacità virali sono state fantastiche. E’ giusto essere ancora preoccupati”, come ha ammesso il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Non sappiamo quali varianti possono emergere, potrebbero arrivarne di nuove che ricreano una situazione diversa”.  

I test a chi arriva dalla Cina – “E’ un problema difficile quello dei test Covid su chi arriva da un determinato Paese – ragiona Bertuzzi – Da un punto di vista pratico è molto difficile avere queste forme di sorveglianza perché si possono fare con certezza sui voli diretti, meno sui collegamenti. Per cui non so quanto possa effettivamente funzionare. Se il concetto è quello di prevenire nuove varianti non funziona, se è finalizzato a fare sorveglianza allora sì, ed è importante averlo. Però dal punto di vista dell’implementazione è una misura difficile, come è abbastanza difficile comprendere il fatto che si prendano” in considerazione “solo alcuni Paesi. Io non sono contrario alle misure” di questo tipo, precisa, “però bisogna essere consapevoli anche del limite di questo approccio”.  

Il richiamo di Kraken – “Negli Usa si sta prestando molta attenzione” alla variante di Sars-CoV-2 battezzata Kraken sui social, cioè XBB.1.5, “perché effettivamente sembra che abbia delle mutazioni che rendono alcune cose più complesse. La patogenicità non sembra aumentata al momento, questa è la cosa positiva. Ma – avverte Bertuzzi – più la trasmissione aumenta”, come appare essere il caso di Kraken, “più il virus circola e più può mutare. Quindi è semplicemente un po’ un richiamo a ricordarci che non ne siamo fuori dal problema Covid. Il virus circola in modo abbondante – avverte – e può sempre riservare delle sorprese. Quindi questi studi” che monitorano le varianti di Sars-CoV-2 “sono molto importanti e vanno continuati con grande attenzione, perché potrebbero verificarsi risultati indesiderati significativi”.  

Il futuro dei vaccini – Guardando al futuro, i vaccini anti-Covid saranno annuali? “Non so esattamente quale potrà essere il quadro e il metodo di vaccinazione Covid che diventerà poi standard – riflette Bertuzzi – Ma, dal punto di vista della ricerca scientifica, mi entusiasmano particolarmente gli studi che si stanno facendo per esempio su vaccini ‘pan-coronavirus’. Cioè riuscire ad avere vaccini che possano avere uno spettro più ampio, come si sta facendo anche per l’influenza. Sono vaccini difficili” da ottenere, “però non è impossibile e in ultima analisi, se si riuscisse ad avere un vaccino pan-influenza e un vaccino pan-coronavirus, addirittura potrebbe anche non essere annuale, ma magari avere una cadenza più lunga”. La scienza ci sta lavorando, “non sono prodotti disponibili in questo momento – tiene a precisare -. E si lavora anche ai vaccini mucosali. Quello che sta succedendo adesso è che il virus sembra avere una fantastica capacità di replicazione nelle vie nasali e respiratorie superiori, nelle mucose” di naso e bocca, “mentre è molto più lento nei polmoni. Infatti, vediamo principalmente infezioni delle vie superiori anche per quei casi in cui c’è una rottura della barriera immunitaria. E di conseguenza si ritiene che i vaccini spray, come per l’influenza, potrebbero essere particolarmente significativi. Purtroppo non si sono ancora trovati sistemi per generare una risposta immunitaria stabile sufficiente. Però la trovo una via da esplorare”.  

“Non rilassiamoci” – Tornando al presente, “l’Italia ha delle percentuali di immunizzazione” contro Covid “eccezionali, che negli Usa ci sogniamo – dice Bertuzzi – Vanno fatti veramente i complimenti alle autorità sanitarie, alla popolazione, a tutte le persone che sono riuscite a collaborare in questa direzione. Sono un po’ scettico su questo rilassamento generale perché, ripeto, dobbiamo veramente trovare il modo di convivere con il virus, di condurre vite normali, però non scordiamoci che non è passato”. Il
Paese “ha avuto inizialmente una risposta alla pandemia di Covid-19 molto difficile, perché è stato il primo ad essere colpito”, dopo la Cina. “Ma una volta passata questa prima fase, un po’ confusa per tutti, la sua è stata una risposta fantastica. Sono stato veramente molto impressionato dai sistemi messi in piedi dal Paese per la vaccinazione”.
 

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Intercettazioni indirette, proposta di Fi: “No ad arresto senza riscontro”

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(Adnkronos) – Il tema delle intercettazioni continua a essere centrale nella maggioranza di governo, dopo il dibattito scaturito dalle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Alla Camera approda una nuova proposta di legge, targata Forza Italia, che punta a introdurre una stretta per le cosiddette intercettazioni ‘indirette’. “Se due persone al telefono parlano di una terza persona, accusandola di un reato, questa non può finire in carcere”, spiega all’Adnkronos il deputato forzista Tommaso Calderone, illustrando i contenuti della sua proposta. 

“Con questa pdl la conversazione ‘indiretta’ ha un valore probatorio affievolito. Ovvero, non è più sufficiente, come elemento probatorio, per arrestare una persona. Sono necessari i riscontri. Se Tizio e Caio, intercettati, dicono che Sempronio prende una tangente, con la nostra legge questa conversazione indiretta necessita di un riscontro: da sola, quella intercettazione non può essere rimessa al potere discrezionale del giudice”. La proposta di Forza Italia introduce inoltre “una nuova fattispecie di reato” che prevede “una pena per gli agenti delle forze dell’ordine che non trascrivono le intercettazioni a favore di un indagato”. 

Altro tema caldo è la questione della separazione delle carriere, cavallo di battaglia di Forza Italia. Sia il partito azzurro che la Lega hanno presentato diverse proposte di legge sulla materia. Calderone di Forza Italia ha firmato una di queste, presentandola a Montecitorio lo scorso 24 gennaio. Nell’incontro con il ministro Nordio, la premier Giorgia Meloni ha toccato la questione della separazione delle carriere ma ha rimarcato che il nodo andrà affrontato nell’ambito di una riforma organica della giustizia e non con iniziative ‘spot’. Le vostre pdl vanno interpretate come un ‘pressing’ nei confronti della presidente del Consiglio? “Assolutamente no”, risponde Calderone all’Adnkronos.  

“Forza Italia ha sempre parlato di separazione di carriere. E’ stato sempre uno dei progetti principali di Fi, ci mancherebbe altro. Oltretutto, la separazione delle carriere è uno dei punti del programma elettorale del centrodestra. Abbiamo solo presentato una proposta di legge in linea con quanto detto in campagna elettorale e in linea con le idee garantiste e liberali del nostro presidente Silvio Berlusconi”. “La giustizia va riformata. Su questo siamo tutti d’accordo, ci stiamo lavorando tutti. Si troverà una sintesi pur con anime diverse”, conclude il parlamentare forzista. 

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Ucraina, Zelensky: “Servono almeno 300 tank”

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(Adnkronos) – “Ci servono 300 o 500 tank ora”. E’ quanto ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista a Sky News Uk. Da usare, aggiunge, “per portare avanti un’offensiva sul nostro territorio, la nostra terra. Servono veicoli corazzati per proteggere la nostra gente”. Zelensky ha ringraziato i Paesi che hanno fornito i tank, ma ha ricordato che qualche volta ci vogliono “mesi” per l’arrivo delle armi promesse. “Non do la colpa a nessuno, ma io mi sento sollevato solo quando le armi, dateci dagli alleati, sono effettivamente usate dal nostro esercito”, ha spiegato.  

RUSSIA – Per arrivare alla fine della guerra in Ucraina “molto rapidamente” è sufficiente che il presidente americano Joe Biden “dia istruzioni” in tal senso a Kiev, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citando le parole di Donald Trump. Certo, “non è questione di un giorno, o neanche di due”, ma quello che fa il regime di Kiev “è in larga misura nelle mani di Washington”, ha affermato. Ma in questo momento è chiaro che il presidente americano “non vuole usare la sua influenza” sull’Ucraina per arrivare alla fine del conflitto, ma al contrario ha scelto la strada dell’invio di altre armi all’Ucraina”.  

GERMANIA – “Noi sosteniamo l’Ucraina, ma non siamo in guerra” ha detto la vice portavoce del governo tedesco Christiane Hoffmann replicando alle critiche di Mosca per le parole della ministra degli Esteri, Annalena Baerbock, che, nel mezzo delle tensioni interne alla Nato per la vicenda dei carri armati, aveva detto “stiamo combattendo una guerra con la Russia, non tra di noi”. “La Nato e la Germania non sono parti belligeranti in questa guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha aggiunto la portavoce, sottolineando che, dal punto di vista del diritto internazionale, la Germania non è parte del conflitto. 

Le dichiarazioni arrivano dopo che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha chiesto all’ambasciatore tedesco in Russia di chiarire la posizione di Berlino in merito al conflitto in Ucraina, sottolineando la “contraddizione” tra le parole della ministra degli Esteri e la posizione ufficiale di Berlino.  

POLONIA – Da Varsavia arriveranno a Kiev anche 60 carri armati PT-91 oltre ai Leopard di fabbricazione tedesca. Lo ha annunciato il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, in un post su Telegram: “La Polonia invierà all’Ucraina 60 carri armati PT-91 Twardy, oltre ai quattordici Leopard 2 precedentemente annunciati. Grazie ai nostri alleati. Schiacceremo il nemico”. Yermak ha poi ricordato su twitter le vittime della Shoah nel giorno della memoria: “Quella tragedia avrebbe dovuto servire da monito per prevenire ulteriori crimini contro l’umanità, ma oggi, nel centro dell’Europa, è in atto un genocidio di ucraini. Non perdoneremo né dimenticheremo mai nulla”, ha ribadito. 

IL FRONTE DEL DONETSK – “La situazione al fronte, e in particolare nella regione di Donetsk, vicino a Bakhmut e Vuhledar, rimane estremamente grave” ha dichiarato nel suo consueto messaggio serale il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Gli occupanti non stanno solo prendendo d’assalto le nostre posizioni, stanno deliberatamente e metodicamente distruggendo queste città ed i villaggi intorno. Artiglieria, aviazione, missili. L’esercito russo non ha carenza di mezzi di distruzione. E può essere fermato solo con la forza”.  

ATTACCO A KHERSON – Le forze russe hanno nuovamente bombardato Kherson e l’area circostante, uccidendo due civili e ferendone tre. Lo rende noto l’amministarzione militare della regione di Kherson, citata da Ukrainska Pravda. Nel quartiere di Suvorosky a Kherson, è stata colpita un’automobile dove viaggiava una coppia. La donna è morta sul colpo, mentre l’uomo è rimasto ferito. Nel villaggio di Komyshany, un bombardamento russo ha ucciso una donna di 25 anni e ferito altre due persone.  

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Ucraina, Germania a Russia: “Sosteniamo Kiev ma non siamo in guerra”

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(Adnkronos) – “Noi sosteniamo l’Ucraina, ma non siamo in guerra”. Così la vice portavoce del governo tedesco Christiane Hoffmann replica alle critiche di Mosca per le parole della ministra degli Esteri, Annalena Baerbock, che, nel mezzo delle tensioni interne alla Nato per la vicenda dei carri armati, aveva detto: “Stiamo combattendo una guerra con la Russia, non tra di noi”.  

“La Nato e la Germania non sono parti belligeranti in questa guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha aggiunto la portavoce, sottolineando che, dal punto di vista del diritto internazionale, la Germania non è parte del conflitto.  

Le dichiarazioni arrivano dopo che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha chiesto all’ambasciatore tedesco in Russia di chiarire la posizione di Berlino in merito al conflitto in Ucraina, sottolineando la “contraddizione” tra le parole della ministra degli Esteri e la posizione ufficiale di Berlino.  

Mercoledì sera, il cancelliere Olaf Scholz ha risposto a una domanda all’emittente pubblica Zdf sulla consegna di carri e il coinvolgimento nel conflitto. “No, assolutamente no”, ha dichiarato. “Non ci deve essere guerra tra Russia e Nato”.  

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Ucraina, Crosetto: “Impedire carri russi a Kiev unico modo per fermare III guerra mondiale”

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(Adnkronos) – “Sto vivendo questo periodo con grande difficoltà personale, sono visto come quello delle armi, quello che vuole la guerra. Secondo me la III guerra mondiale inizierebbe nel momento in cui i carri armati russi arrivassero a Kiev e ai confini dell’Unione Europa: chi dice qualcosa di diverso non conosce la realtà. Impedire che questo accada, è l’unico modo per fermare la III guerra mondiale”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto a Roma all’evento ‘Prospettive europee per una difesa comune’. 

“C’è la strana idea per cui c’è uno Stato di cui non ci importa nulla, che ci sta rompendo le scatole. Che col fatto di essere in pace, ci sta obbligando a fare cose che non dovremmo fare, che è colpa di quello Stato se sale l’inflazione. Quello Stato è stato invaso. Non c’è un angelo o un diavolo, non stiamo dando giudizi. Nessuno ce l’ha con la popolazione russa – ribadisce Crosetto – non esiste una guerra fra Italia, Europa, Nato e la popolazione russa: esiste una coalizione internazionale che sta aiutando un Paese aggredito. Lo dobbiamo fare e lo stiamo facendo per evitare che una crisi iniziata in modo folle possa esplodere”. 

Quindi il titolare della Difesa ha annunciato che “la prossima settimana potrebbe nascere un nuovo decreto sugli aiuti all’Ucraina”. 

 

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Coronavirus

Covid, Iss: rischio forme gravi 7 volte maggiore per non vaccinati mai infettati

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(Adnkronos) – Il vaccino anti-Covid si conferma un importante scudo contro i peggiori esiti in tutte le fasce di età, ma anche le infezioni pregresse influiscono. Il rischio di malattia grave per la popolazione con età maggiore di 12 anni e senza una diagnosi pregressa di infezione da Sars-CoV-2 è approssimativamente 7 volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati. Lo indica l’Istituto superiore di sanità nel report esteso su Covid-19, che da questa settimana non valuterà solo l’impatto della vaccinazione, ma anche quello dell’infezione pregressa e sarà aggiornato su base mensile. 

Il rischio di infezione Covid e di malattia grave è influenzato, dunque, sia dallo stato vaccinale che dalle infezioni pregresse. Il rischio assoluto di infezione e di malattia grave è maggiore nelle persone non vaccinate e che non hanno mai avuto una pregressa diagnosi. In generale si osserva che le persone con immunità ibrida (ovvero con infezione pregressa e vaccinazione), sono a minor rischio di infezione da Sars-CoV-2 e di incorrere in una forma grave di Covid-19. E che, a parità di fascia di età e di condizione di pregressa infezione, in tutte le classi di età maggiore di 12 anni si osserva una tendenza alla riduzione del rischio di malattia grave associato alla vaccinazione.  

 

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