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Politica

Riforma fiscale 2023, via libera governo: aliquote e flat tax, le novità

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(Adnkronos) –
Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma fiscale 2023. “Con la riforma dell’Irpef si garantisce l’equità orizzontale, attraverso la riduzione della pressione fiscale, passando da 4 a 3 aliquote e con l’obiettivo della flat tax per tutti”, ha comunicato il Mef, in una nota, dopo l’ok del governo. Con il provvedimento sarà anche “garantita la razionalizzazione e semplificazione dell’intero sistema Irpef (redditi agrari, fabbricati, finanziari, da lavoro dipendente, autonomo, d’impresa e diversi). La delega prevede inoltre la revisione delle tax expenditures, che oggi comprende più di 600 voci”. 

E’ una “svolta necessaria per il Paese”, ha detto il premier Giorgia Meloni ai ministri. “La delega fiscale approvata dal Cdm riscrive completamente l’attuale sistema tributario varato negli anni 70”. Le nuove regole saranno operative “entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge delega”, ha comunicato ancora il Mef. Le misure che saranno introdotte, si legge, “vanno nella direzione di semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e instaurare un rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria nella logica di un dialogo mirato tra le parti secondo le esigenze di cittadini e imprese”. 

“La Riforma contiene una visione complessiva e programmatica che premia la lealtà e la responsabilità del contribuente, gettando le basi per un nuovo rapporto di fiducia con il Fisco. Grazie alla Riforma del sistema fiscale abbassiamo le tasse, aumentiamo la crescita e l’equità, favoriamo occupazione e investimenti”, ha affermato ancora Meloni aggiungendo: “Una vera e propria svolta per l’Italia”. “È una riforma epocale, strutturale e organica: una rivoluzione attesa da 50 anni con importanti novità a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il nuovo Fisco delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende”, ha concluso. 

Di “riforma molto ambiziosa”, ha parlato viceministro dell’Economia Maurizio Leo con la quale “ridisegnamo il sistema fiscale”. “Abbiamo tutta una serie di misure indirizzate a ridurre il carico fiscale e dare certezza nei rapporti con il contribuente” ha affermato esprimendo fiducia sul fatto che “anche i sindacati possono leggere con serenità tutto quello che” è stato fatto “perché ci sono tante misure a favore lavoro dipendente”. Le tre aliquote Irpef saranno operative “dal prossimo anno”. “Sui numeri sarei cauto perché la legge delega non detta i numeri puntuali, saranno poi i decreti attuativi a individuarli così come le risorse senza fare uno sforamento di bilancio”, ha spiegato. “Da gennaio 2024 entrerà in vigore un modulo di riforma, troveremo le risorse e le coperture necessarie, noi abbiamo indicato le priorità e a quelle faremo fede”, sottolinea. 

Le novità
 

IRPEF – Si prevede una revisione dell’intero meccanismo di tassazione del reddito delle persone fisiche, in modo da attuare gradualmente l’obiettivo della “equità orizzontale”, attraverso l’individuazione di un’unica fascia di esenzione fiscale e di un medesimo onere impositivo a prescindere dalle diverse categorie di reddito prodotto, privilegiando, in particolare, l’equiparazione tra i redditi di lavoro dipendente e i redditi di pensione; il riconoscimento della deducibilità, anche in misura forfettizzata, delle spese sostenute per la produzione del reddito di lavoro dipendente e assimilato; la possibilità per tutti i contribuenti di dedurre i contributi previdenziali obbligatori in sede di determinazione del reddito di categoria e, in caso di incapienza, di dedurre l’eccedenza dal reddito complessivo; l’applicazione, in luogo delle aliquote per scaglioni di reddito, di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e relative addizionali con aliquota agevolata su una base imponibile commisurata all’incremento del reddito del periodo d’imposta rispetto al reddito di periodo più elevato tra quelli relativi ai tre periodi d’imposta precedenti, con possibilità di prevedere limiti al reddito agevolabile e un regime particolare per i redditi di lavoro dipendente che agevoli l’incremento reddituale del periodo d’imposta rispetto a quello del precedente periodo d’imposta; la conseguente complessiva revisione delle tax expenditures (attualmente 600 voci e 125 miliardi di spesa). 

IRES – La revisione del sistema di imposizione sui redditi delle società e degli enti sarà basata sulla riduzione dell’aliquota Ires qualora vengano rispettate, entro i due periodi d’imposta successivi a quello nel quale è stato prodotto il reddito, entrambe le seguenti condizioni: una somma corrispondente, in tutto o in parte, al detto reddito sia impiegata in investimenti, con particolare riferimento a quelli qualificati, e in nuove assunzioni; gli utili non siano distribuiti o destinati a finalità estranee all’esercizio dell’attività d’impresa.La condizione, collegata all’effettuazione degli investimenti, ha l’evidente scopo di favorire la crescita economica e l’incremento della base occupazionale, con particolare riferimento ai soggetti che necessitano di maggiore tutela, ivi incluse le persone con disabilità, e senza interferire con i vigenti regimi di decontribuzione. In questo caso, a differenza di quanto avviene ordinariamente per la fruizione degli incentivi fiscali, la riduzione dell’aliquota precede l’effettuazione degli investimenti. Questi ultimi devono essere operati entro i due periodi d’imposta successivi a quello nel quale è stato prodotto il reddito assoggettato a imposizione con l’aliquota ridotta. 

IVA – Per la revisione dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) i criteri specifici prevedono la revisione della definizione dei presupposti dell’imposta al fine di renderli più aderenti alla normativa dell’Unione europea e delle norme di esenzione; la razionalizzazione del numero e della misura delle aliquote; la revisione della disciplina della detrazione; la razionalizzazione della disciplina del gruppo Iva al fine di semplificare le misure previste per l’accesso e l’applicazione dell’istituto. 

IRAP – Si dispone una revisione organica dell’Irap volta all’abrogazione del tributo e alla contestuale istituzione di una sovraimposta Ires tale da assicurare un equivalente gettito fiscale, per garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario, nonché il finanziamento delle Regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero che sono sottoposte a piani di rientro. 

STATUTO DEL CONTRIBUENTE – Si rivede lo Statuto del Contribuente, con un consolidamento dei principi del legittimo affidamento del contribuente e della certezza del diritto, prevedendo il rafforzamento da parte dell’ente impositore dell’obbligo di motivazione, specificando le prove su cui si fonda la pretesa, e del diritto di accesso agli atti del procedimento tributario, funzionale al corretto dispiegarsi del diritto al contraddittorio. 

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Rai Sport, De Stefano lascia direzione

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(Adnkronos) – “Alessandra De Stefano ha rassegnato questa mattina le proprie dimissioni dall’incarico di direttrice di Rai Sport per motivi personali”. E’ quanto si legge in una nota della Rai. “L’amministratore delegato, Carlo Fuortes, nel prendere atto della decisione ha provveduto a nominare il vicedirettore anziano di Rai Sport Marco Franzelli direttore ad Interim e ringrazia Alessandra De Stefano per l’assiduo lavoro svolto con grande professionalità, per i rilevanti risultati conseguiti e per il contributo innovativo dato dalla testata da lei diretta in occasione dei grandi eventi sportivi come i Mondiali di calcio”.  

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Ambrosi: “Destra ama buon cibo e vino, sinistra insetti e droghe”

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“Tipi di destra: amanti delle tradizioni, del buon cibo, di un calice di vino italiano, di decoro, ordine e sicurezza. Tipi di sinistra: adoratori di farine di insetti, imbrattatori di monumenti, fans di droghe libere e occupazioni abusive. Ecco perché sono una tipa di destra!”. E’ il tweet di Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia. 

Il tweet arriva mentre il tema ‘insetti e cibo’ è di attualità. I quattro decreti per l’adozione di etichette obbligatorie per l’immissione in commercio di alimenti contenenti quattro diverse farine di insetti sono stati firmati e notificati alla Commissione Ue dai ministri dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, del ministro delle Imprese e made in Italy Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, dopo il via libera ieri in Conferenza Stato Regioni. La Commissione Ue ora ha tre mesi per dare una risposta. Qualora non dovesse esprimere parere vale la regola del silenzio-assenso. Subito dopo i decreti verranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale ed entreranno in vigore. 

Gli schemi di decreto in particolare riguardano la farina di grillo, la farina Alphitobius diaperinus (larve), la farina di Tenebrio molitor (tarme) e la farina di Locusta migratoria. I provvedimenti sono del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste di concerto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy e del ministro della Salute 

 

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Migranti, le risposte di Bruxelles viste da Meloni e Schlein

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Qual è la risposta dell’Europa alla richiesta di un maggior impegno sul tema dei migranti? L’interpretazione dei passi fatti dal Consiglio Europeo divide in maniera netta il Premier italiano, Giorgia Meloni, e la leader del PD, Elly Schlein. Un confronto che si gioca sulle dichiarazioni e che evidenzia una gerarchia delle priorità completamente diversa. 

“Io posso dire che sono soddisfatta della bozza di conclusioni. L’ultima versione che sta girando chiede alla commissione di procedere spedita e rimanda su uno stato di verifica di queste misure al prossimo Consiglio Europeo. Quindi direi che possiamo confermare il fatto che il tema dell’immigrazione è un tema considerato oggi centrale, una cosa impensabile fino a qualche mese fa”. 

Meloni, discutendo con il leader dell’advertice UE, ha messo l’accento sulla situazione in Tunisia, ritenuta molto preoccupante e sul fatto che gli arrivi in Italia siano triplicati rispetto al 2022. E anche nel bilaterale con il Presidente francese Emmanuel Macron il tema immigrazione è stato centrale. Schlein invece ribalta la prospettiva. 

“Intanto è curioso che Giorgia Meloni rivendichi una nuova centralità del tema immigrazione quando per ora dalle bozze che circolano sulle conclusioni del Consiglio ci sono poche righe senza misure complete. 

Perché questa destra fa sempre le domande sbagliate qui in Unione? Perché non ha il coraggio di affrontare i suoi alleati nazionalisti e chiedere maggiore solidarietà e condivisione delle responsabilità sull’accoglienza a Orban e i suoi alleati. Io non li ho mai visti, quando ero qui a negoziare la riforma di Dublino che blocca centinaia di migliaia di richiedenti asilo ,nel primo Paese Europeo dove mettono piede. Quindi vorrei che questo governo si battesse dopo le tragedie, da ultimo quella di Crotone, per una vera missione di ricerca e soccorso istituzionale europea e da un altro lato per attivare strumenti che superino il regolamento di Dublino come la Direttiva sulla protezione temporana che permetterebbe alle persone che arrivano da quella rotta pericolosissima di trovare accoglienza anche negli altri Paesi Europei”. 

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Mes, ratifica e Italia: cosa ha detto Meloni

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La ratifica del Mes da parte dell’Italia? “Ci sono anche altri strumenti che sono anche più efficaci nell’attuale contesto”. Questa la posizione ribadita da Giorgia Meloni, dopo le nuove sollecitazioni arrivate dal presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe, che ha esortato ancora una volta a ratificare al più presto il fondo salvastati. 

“Io credo che la materia non vada discussa a monte, ma vada discussa a valle e nel contesto nel quale opera – dice il premier ai giornalisti a Bruxelles – Il riferimento alla governance è un riferimento fatto non a caso, e anche ad altri strumenti che sono anche più efficaci nell’attuale contesto. Stamattina abbiamo discusso dell’Unione bancaria e sul tema di un backstop il Mes è una sorta di Cassazione: il primo e il secondo grado sono l’Unione bancaria, che sono le materie che sono state discusse questa mattina, quindi è un ragionamento del quale non si può discutere se non in un quadro complessivo”. 

La ratifica del trattato che riforma il Meccanismo Europeo di Stabilità “è una questione che riguarda il Parlamento italiano, la presidente Meloni e il suo Governo”, precisa il presidente dell’Eurogruppo Donohoe, al termine dell’Eurosummit a Bruxelles. “Ho solo sottolineato ancora una volta – continua – il valore complessivo della ratifica del trattato, perché svolgerebbe un ruolo prezioso nel rafforzare l’Unione bancaria per tutti. Ma come e quando accade, è una questione di competenza del Parlamento e del Governo italiani. Coopereremo e lavoreremo con loro in ogni modo possibile”, conclude. 

 

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Armi all’Ucraina, Meloni: “Menzogna che tolgano risorse a italiani”

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L’invio delle armi all’Ucraina continua ad alimentare il dibattito parlamentare. Il premier Giorgia Meloni, intervenendo in aula alla Camera, torna a spiegare perché Roma continua a sostenere militarmente Kiev. 

“In questo quadro voglio dire con franchezza, che io considero puerile la propaganda di chi racconta che l’Italia starebbe spendendo soldi per mandare armamenti in Ucraina, sottraendoli di fatto alle tante necessità dei nostri concittadini. Questo è falso e in quest’aula lo sappiamo tutti. L’Italia sta inviando all’Ucraina materiali e componenti già in suo possesso, che, per fortuna, noi non abbiamo necessità di utilizzare, e che inviamo agli ucraini anche per prevenire la possibilità di doverli un giorno utilizzare noi, perché noi inviamo armi all’Ucraina anche per poter tenere la guerra lontana dal resto d’Europa e da casa nostra. E dunque raccontare agli italiani che se non fornissimo le armi all’Ucraina, si potrebbero aumentare le pensioni o si potrebbero tagliare le tasse è una menzogna, che intendo chiamare con il suo nome”. 

Intanto, a Bruxelles, è stata presa quella che l’Alto Rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha definito “una decisione storica”. I 27 governi dell’Ue hanno raggiunto un accordo politico per consegnare all’Ucraina nei prossimi dodici mesi un milione di munizioni di armi per difendersi dall’aggressione della Russia, cominciata il 24 febbraio di un anno fa. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, spiega come intende il Governo proseguire nel necessario confronto con il Parlamento. 

“Il problema è di fare in fretta, produrre in fretta e consegnare in fretta le munizioni all’Ucraina. Il Governo italiano ha l’autorizzazione del Parlamento di inviare materiale militare fino alla fine dell’anno e, qualora si dovesse decidere di inviare altro materiale militare, verrà informato il Parlamento attraverso il Copasir”. 

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Salario minimo, Pd: “Lavoriamo a testo comune opposizioni”

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“Ieri alla camera si è finalmente avviata la discussione sulle proposte di legge per il salario minimo presentate dal Pd e dalle altre forze di opposizione. L’esigenza di individuare strumenti nuovi per combattere la piaga del lavoro povero e di rafforzare la contrattazione collettiva contrastando i contratti pirata, è patrimonio comune e rappresenta una novità che fa ben sperare per raggiungere un obiettivo così importante”. Così il deputato del Pd Marco Sarracino, membro della commissione Lavoro della Camera. 

“Del resto, nonostante se ne parli da tempo, non si è giunti purtroppo ad approvare una legge sul salario minimo neanche quando sembrava ci fossero condizioni favorevoli, sia con il Presidente Conte nelle sue due esperienze di Governo sia con l’esecutivo Draghi quando si era in una fase avanzata di dialogo con le forze sociali. Ma in questa legislatura si può e si deve voltare pagina”.  

“Come abbiamo già detto, il Pd è disponibile a ridiscutere, per arrivare ad un testo comune con le opposizioni, la proposta presentata ad inizio legislatura, che prevede un ruolo centrale della contrattazione collettiva più rappresentativa per la fissazione del salario minimo di ogni settore che non può essere comunque inferiore a 9,50 euro l’ora. Combattere la povertà e lo sfruttamento è una priorità del Partito Democratico”. 

“Ieri in commissione Lavoro alla Camera è iniziata la discussione della nostra proposta. Registriamo una buona notizia: il Pd, dopo anni di titubanze, ha finalmente depositato una proposta che ricalca pressoché integralmente quella già depositata dal M5S, a mia prima firma, per introdurre una ‘soglia minima legale’ sotto cui nessun contratto collettivo nazionale di lavoro deve scendere. Ora attendiamo Calenda, che pure si è dichiarato pubblicamente favorevole. Poi allargheremo il dialogo a Forza Italia, alla Lega, a Fratelli d’Italia. Parleremo con tutti, anche con le forze di maggioranza più restie, per convincerle che stiamo facendo una battaglia di civiltà, che in 21 Paesi europei su 27 i lavoratori hanno già vinto. Non ci fermeremo sino a quando non prevarrà la dignità del lavoro e il rispetto dei lavoratori”, scrive su Facebook il presidente del M5S Giuseppe Conte. 

“Sta per cominciare finalmente la discussione in Parlamento sul salario minimo legale, e ci sono diverse proposte una di queste è la nostra: allora mi rivolgo a tutte le opposizioni in particolare a Conte a Schlein, perché ne abbiamo discusso insieme a Rimini al congresso della Cgil. Elly in quella sede ha proposto di chiuderci in una stanza finché non troviamo una proposta convincente per fare una battaglia comune. Allora cominciamo adesso, perché ci sono in Italia più di 4 milioni di persone che lavorano in condizioni di povertà. Povertà e lavoro non possono stare più nella stessa frase, lavoriamo insieme, è arrivato il momento di cambiare il Paese”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra in un video sui social.
 

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Meloni al Consiglio europeo: “Su migranti da Ue mi aspetto passi concreti”

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Dal vertice “mi aspetto passi concreti sulla base delle conclusioni dello scorso febbraio, posso dire che sono soddisfatta dall’ultima versione della bozza di conclusioni che sta girando”. Così, al suo arrivo al Consiglio europeo il premier Giorgia Meloni, sottolineando che nel testo “si chiede alla Commissione di procedere spedita e rimanda la verifica al prossimo Consiglio Ue”. Quello dei migranti “è un tema considerato oggi centrale, qualcosa che era impensabile fino a qualche mese fa e viene seguito passo passo dal Consiglio”. 

Lega 

“Francamente non sono preoccupata” dalle posizioni della Lega sull’Ucraina, “la linea dell’Italia è chiara”, ha assicurato, sottolineando che “al di là delle posizioni espresse del necessario richiamo a continuare a lavorare per la soluzione del conflitto, su cui tutti lavoriamo, il punto è capirsi su cosa sia utile”. 

Patto stabilità 

Sulla riforma del Patto di stabilità “ci sono sempre visioni abbastanza differenti, ma io penso che l’Ue debba imparare dai suoi errori, dal passato, dalla realtà che stiamo affrontando”, ha ribadito Meloni, ricordando che “oggi a noi sono chiesti importanti investimenti per la transizione ecologica, digitale, per le catene di approvviggionamento strategico”. E allora, secondo Meloni, “non si può pensare che investimenti necessari a rendere competitivi ii nostri sistemi non vengano tenuti in considerazione nella governance: per noi sarebbe tragico tornare ai parametri precedenti”. Il premier sollecita quindi “una governance più attenta alla crescita economica e non solo alla stabilità: ci sono passi in avanti ma bisogna lavorare ancora molto”. 

A quanto si apprende, in serata ci sarà un bilaterale Meloni e il presidente francese Macron – il primo dall’ottobre scorso a Roma – a margine del Consiglio europeo. Lo stesso premier aveva anticipato questa mattina, arrivando al vertice, di essere “in contatto” con Macron. 

Consiglio europeo 

E’ iniziato a Bruxelles il vertice europeo: alla prima sessione di lavoro è presente anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, con il quale ci sarà uno scambio “sulle principali questioni geopolitiche e sulle sfide globali”, ha detto nella lettera d’invito ai leader il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. 

Il Consiglio europeo, che si riunirà oggi e domani, avrà sul tavolo prima di tutto l’economia, e in secondo piano gli affari esteri. I capi di Stato e di governo parleranno anche di migrazioni, ma nessuno si attende grosse novità, anche perché la strategia da seguire su questa materia è già stata ampiamente discussa, e messa nero su bianco nelle conclusioni, nel Consiglio straordinario del 9 febbraio scorso.  

Come spiegato da un alto funzionario Ue, “quello che conta è che abbiamo fissato una linea di azione; ora bisogna attuarla”. Non vuol dire che venga messa nel cassetto: “Manteniamo la pressione”, nel senso che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e la presidenza svedese aggiorneranno i leader su quello che è stato fatto dal 9 febbraio ad oggi. Von der Leyen lo ha già spiegato in una dettagliatissima lettera diffusa lunedì sera. “La stessa cosa avverrà nel Consiglio Europeo di giugno – continua la fonte – l’intenzione non è quello di riaprire la discussione ogni volta, ma di attuare quello che si è già deciso”.  

Il Consiglio europeo di oggi sarà il primo ordinario del 2023 e verrà seguito dall’Eurosummit in formato allargato, a 27 il giorno successivo. Il summit inizierà prima del solito, alle 11.30 (i prevertici dei grandi partiti europei si svolgeranno di prima mattina: è attesa anche la segretaria del Pd Elly Schlein) per un pranzo di lavoro con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, con il quale ci sarà uno scambio “sulle principali questioni geopolitiche e sulle sfide globali”, come ha spiegato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. 

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‘Ai confini della libertà’, la Bienna Democrazia torna oggi per l’ottava edizione con Gustavo Zagrebelsky

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Si inaugura oggi l’ottava edizione della Biennale Democrazia, intitolata “Ai confini della libertà”. La manifestazione culturale, aperta fino a domenica 26 e promossa dalla Città di Torino, è ideata e presieduta dal costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Previsti oltre cento incontri in 17 sedi, con più di 220 ospiti italiani e internazionali, cinque mostre e il contributo di 150 volontari.  

Tema centrale, fin dal titolo, il complesso rapporto tra libertà e democrazia all’interno e all’esterno della società. Novità di quest’anno sono le sezioni Democrazia Futura, dedicata ai giovani e alle scuole, e Democrazia Diffusa, realizzata in sinergia con le realtà culturali del territorio. La serata di stasera si chiude con “Il giorno del giudizio”, spettacolo di e con Giancarlo De Cataldo, che indaga la figura del giudice. 

“Come cittadini non abbiamo più idee politiche, riflettiamo su chi vogliamo essere oggi” ha spiegato il costituzionalista ai giornalisti. Zagrebelsky ha pubblicato alla fine del 2022 “La lezione” (Einaudi). “La migliore ‘lezione’ – ha scritto- è quella che insegna a controllare le emozioni con l’intelletto e a muovere l’intelletto con le emozioni”. 

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Siccità, Meritocrazia Italia: ‘Servono azioni immediate, non si resti a osservare’

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Servono “azioni immediate, anche finalizzate a prevenire le alluvioni che tanti danni hanno arrecato al nostro territorio negli ultimi decenni”, lo sostiene Meritocrazia Italia in una nota. “Di crisi idrica si parla tanto, ma davvero poco si fa per affrontare e risolvere un problema che ha a che fare con la nostra sicurezza alimentare, con la salute, con la crescita economica e sociale del Paese. Il climate change – spiega Meritocrazia Italia – sta generando variazioni molto intense: periodi prolungati di siccità ai quali si alternano fenomeni temporaleschi spesso devastanti per il territorio colpito, con danni alle colture e alle infrastrutture esistenti. In Italia piove da anni molto meno, e soprattutto piove ‘diversamente’. Le precipitazioni piovose, come quelle nevose, assenti per mesi, scaricano in periodi brevissimi quantità di pioggia e neve che generalmente arrivano al suolo in periodi di tempo molto più lunghi. Il problema è sotto gli occhi di tutti. Eppure nell’Agenda 2030 l’acqua è un elemento di connessione che tra i diversi obbiettivi di sviluppo sostenibile viene decisa-mente sottovalutato. Mai citata negli accordi di Parigi”. 

“Anche a livello nazionale – prosegue la nota di Meritocrazia Italia – , da anni restiamo a guardare un fenomeno i cui effetti devastanti stanno correndo a velocità impressionante. Meritocrazia Italia ritiene assolutamente indispensabili azioni immediate, anche finalizzate a prevenire le alluvioni che tanti danni hanno arrecato al nostro territorio negli ultimi decenni. Tante le proposte già condivise con i precedenti comunicati, ma resta indispensabile anzitutto riforestare le colline italiane per rallentare la caduta della pioggia al suolo e limitare il dilavamento del terreno, cosa che avviene specie nei territori del Sud, letteralmente devastati dagli incendi boschivi estivi. Un terreno non protetto da alberi in caso di pioggia intensa tende a franare e provocare i disastri che recentemente hanno colpito anche le Marche; investire nella creazione di bacini artificiali per la captazione delle acque piovane, come è stato fatto negli anni ’80 del millennio scorso in Sicilia, con enormi benefici; investire nel rifacimento complessivo delle reti idriche, di tutte le reti idriche, per diminuire le dispersioni; avviare azioni di informazione alla cittadinanza per sensibilizzare tutti all’uso responsabile dell’acqua”.  

E ancora, spiega Meritocrazia Italia, serve, “ridefinire l’impianto normativo per consentire l’utilizzazione delle acque dei depuratori per scopi agricoli e/o industriali, in luogo dell’uso delle acque di falda e dei corsi d’acqua. Questo permetterebbe di risparmiare la preziosa acqua delle falde e dei fiumi e, a un tempo, darebbe maggiore autonomia ai settori agricolo e industriale, che hanno bisogno sempre di grandi quantità di acqua. L’acqua può essere utilizzata all’infinito, non si consuma come il petrolio. Si usa e si restituisce tutta all’ambiente. Facendo tesoro, poi, dell’esperienza vissuta nel corso del passato lockdown, quando lo stop all’attività produttiva portò incredibili benefici alla salubrità dell’aria e dell’acqua, si punti al contenimento delle emissioni nocive, con premialità a favore delle imprese virtuose, che mostrano maggiore responsabilità etica, e con supporto economico a quelle che intendano convertire la propria attività o ridurre la produzione inquinante. Abbiamo le tecnologie e il know how per fare un uso corretto della preziosa risorsa ‘acqua’ e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Mettiamoli a frutto”, conclude Meritocrazia Italia.  

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Olimpiadi Milano Cortina 2026, Salvini in cabina regia con Abodi

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In apertura di riunione “il ministro Abodi ha annunciato la decisione di condividere la presidenza della Cabina con il vicepresidente del Consiglio Salvini e l’ingresso del ministro Locatelli”. E’ quanto emerso dalla cabina di regia che si è riunita oggi a Palazzo Chigi relativamente ai Giochi olimpici e paralimpici invernali ‘Milano Cortina 2026’. Lo si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.  

Sui temi organizzativi delle “si è data priorità all’individuazione del sito per le gare di pattinaggio di velocità, dopo la rinuncia di Baselga di Pinè. Sul tavolo ci sono due opzioni: la Fiera di Rho, la proposta di Milano presentata oggi nel dettaglio dall’amministratore delegato Varnier, e l’Oval di Torino. Il prossimo 29 marzo verrà portata al Cio la proposta della Fondazione valutata con quadro comparativo mentre la decisione finale è fissata per il 18 aprile”.  

Sempre relativamente alle strutture ospitanti “è stato fatto dal sindaco Sala il punto sull’avanzamento delle procedure tecnico-amministrative e di cantiere sul Villaggio Olimpico, su Santa Giulia, dove sorgerà il PalaItalia, sul Palasharp e il Forum, opere per le quali non si manifestano criticità. Tra i punti all’ordine del giorno esaminati anche la proposta di un protocollo della legalità per la realizzazione dei Giochi”, aggiunge. 

 

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