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Ricci, ‘così Sace si è evoluta davanti alle crisi, prossima frontiera è la sostenibilità’

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Alessandra Ricci, ad del Gruppo Sace

“Se parliamo di prospettive di Sace, guardando al futuro” uno dei ‘nuovi’ compiti che aspetta il Gruppo è quello di lavorare sulla sostenibilità: “Ci è stato affidato un ruolo importante come facilitatori del Green new deal in Italia e ne abbiamo fatto il cuore della nostra missione con le nostre Garanzie Green”. Lo sottolinea all’Adnkronos Alessandra Ricci, ad del gruppo Sace, evidenziando come questa sia “un’operatività particolarmente importante nell’attuale contesto economico, perché fa da acceleratore della transizione ecologica ed energetica, e consente allo stesso tempo di rendere le nostre imprese molto più resilienti e competitive di fronte alle sfide del caro energia”. “In questo ambito – ricorda – abbiamo già garantito 9 miliardi di euro a supporto di oltre 400 progetti green di cui oltre il 90% a supporto di PMI”.

Per Sace, questo compito si inserisce in un processo di rapida evoluzione – e adattamento – agli scenari del nostro tempo: “Se da 45 anni il nostro core business è stato sostanzialmente concentrato sul sostegno all’export e all’internazionalizzazione, dal 2020 – spiega l’ad – siamo stati chiamati a sviluppare risposte a esigenze nuove, spesso critiche, che il nostro tessuto economico ha dovuto affrontare: la pandemia, l’emergenza liquidità e, oggi, a seguito dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina, il caro energia, ne sono un esempio”.

“Gli strumenti con cui abbiamo sostenuto le imprese in questo contesto emergenziale sono principalmente due: Garanzia Italia, messa in campo per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19 e Garanzia SupportItalia, per sostenere le esigenze di liquidità delle imprese impattate dal conflitto russo-ucraino. E complessivamente, in questo ambito – rivendica la Ricci – dal 2020 al 2022 abbiamo garantito 60 miliardi di euro di finanziamenti”.

D’altronde, spiega, “nonostante le incertezze ancora presenti nello scenario internazionale, secondo le nostre proiezioni, l’export italiano di beni crescerà a un ritmo sostenuto, seppur ancora in parte amplificato dell’effetto-prezzo, superando quota 650 miliardi di euro nel 2023 e confermando l’Italia nella top 10 mondiale dei Paesi esportatori”. “E le nostre esportazioni registreranno dinamiche eterogenee, in funzione del prolungarsi del conflitto e degli impatti della crisi sui principali mercati di domanda per il Made in Italy”.

“Questi numeri – aggiunge – ci fanno comprendere due cose: in primo luogo che, nonostante il mondo sia diventato più complesso e caratterizzato da una fragile stabilità, le opportunità per esportare e investire all’estero non mancano; in secondo luogo, che le imprese italiane sono resilienti e non stanno perdendo il loro grip”.

Le aziende – osserva la manager – “stanno ripensando le loro strategie internazionali in una logica agile e flessibile e guardando a clienti e fornitori in geografie diverse da quelle storiche e tradizionali: diversificando i propri mercati di sbocco, mettendo in sicurezza la propria supply chain”.

Per le nostre imprese “tra i mercati di opportunità citerei: Medio Oriente, India, Vietnam, Emirati Arabi Uniti, Brasile e Messico, grazie a profili di rischio in sostanziale miglioramento sotto tutti gli aspetti. Registriamo grandi opportunità affiancate tuttavia da maggiori criticità nell’Africa Subsahariana. Ed è proprio in queste geografie e situazioni che Sace può fare la differenza con tutta l’offerta assicurativo-finanziaria e gli strumenti di accompagnamento e formazione”.

“Ad esempio – osserva – facendo da apripista alle imprese italiane per migliorare il posizionamento nelle catene di fornitura di buyer esteri con la Push Strategy e i Business Matching, attraverso i quali abbiamo generato oltre 2 miliardi di nuove esportazioni italiane”.

Insomma, spiega, “il trend dell’export parla chiaro, così come il successo dei nostri business matching: la percezione del Made in Italy all’estero è sempre molto forte e le nostre esportazioni hanno saputo ‘assorbire’ la componente inflattiva che quest’anno è stata veramente importante, con una sostanziale una tenuta dei volumi, che rappresenta un risultato eccezionale in una congiuntura così complessa per l’economia globale”.

“Ogni mercato – spiega – ha un percepito diverso del Made in Italy e del suo potenziale. Un esempio lampante sulla diversità di percezione è proprio nel contenuto del Made in Italy che, nell’immaginario collettivo, è tendenzialmente associato alle “3F” icone dell’italianità, Food, Fashion, Furniture”. “Eppure – ricorda la Ricci – il primo settore per le nostre esportazioni è la meccanica strumentale in tutte le sue applicazioni”. In questo scenario l’ad di Sace vede “una nuova frontiera” testimoniata “ad esempio dalla partnership che abbiamo siglato in Vietnam con il colosso della nutrizione Nutifood, sostenendo l’export di macchinari e tecnologie agrifood italiani in mercato che ha un potenziale ancora tutto da esplorare in questo comparto”.

Ma l’ad ci tiene anche a sottolineare l’importanza – nella trasformazione del Gruppo – del Piano industriale ‘Insieme 2025’ presentato alla fine dello scorso anno: “Siamo all’inizio” ed “è ancora presto per parlare di risultati, ma la linea è tracciata – ribadisce – e stiamo lavorando sulle tre direttrici del nostro Piano: garantire maggiore resilienza al tessuto economico nazionale, consolidare la competitività sui mercati esteri e rilanciare la crescita sul mercato domestico”.

“Ci stiamo muovendo – spiega – partendo da un nuovo paradigma che pone al centro della nostra azione la sostenibilità e che prevede il coinvolgimento di tutti i nostri stakeholder – imprese, istituzioni, sistema bancario – come partner della nostra azione”.

“Il riscontro da parte dei nostri partner – imprese in primis – è molto positivo, e ne abbiamo la percezione nelle nostre attività quotidiane, ma anche nelle tante occasioni di incontro –co-design, business matching, formazione – che ci offrono un ritorno immediato rispetto a quanto stiamo facendo” osserva l’ad. In Sace – conclude – “siamo sempre più convinti che solo agendo ‘insieme’ riusciremo a raggiungere una crescita sostenibile e durevole per tutti”.

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Angelini, Urso: “Eccellenza italiana che coniuga etica, sostenibilità e ricerca”

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Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy durante la visita allo stabilimento Fameccanica di Angelini Industries per la presentazione delle nuove linee di sviluppo industriale

“Abbiamo attivato, presso il nostro dicastero, per la prima volta, un tavolo congiunto con il ministero della Sanità con cui stiamo puntando sul settore farmaceutico, un settore che è diventato strategico a livello globale e che è destinato soltanto a crescere. Ci sono nostre imprese leader, come Angelini, che già producono e competono nel mondo”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy a San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, durante la visita allo stabilimento Fameccanica di Angelini Industries per la presentazione delle nuove linee di sviluppo industriale.

“Questa – ha sottolineato il ministro – è un’azienda d’eccellenza, che ha anche un profondo sentimento sociale come ha dimostrato durante la fase acuta del Covid, durante la pandemia, quando, per prima, è riuscita a produrre qui le mascherine e macchine per realizzarle. Un’azienda etica e sostenibile: coniugare l’eticità dell’impresa e la sostenibilità sociale con l’alta innovazione e la ricerca, quindi con la robotica, e con la meccanica è importantissimo”.

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Covid oggi Italia, 36.102 contagi e 117 morti: bollettino ultima settimana

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Decessi in aumento del 18,2%. Cresce anche il tasso di positività

Sono 36.102 i nuovi casi di Covid registrati in Italia dal 14 al 20 settembre, il 17,3% in più rispetto alla settimana precedente. Aumentano anche i morti 117 contro i 99 della settimana prima (+18,2%). Questo il bollettino aggiornato del ministero della Salute.

Cresce il tasso di positività che è del 15,5%, con una variazione di +0,6% rispetto alla settimana precedente (14,9%). Aumentano anche i tamponi. La scorsa settimana ne sono stati effettuati 232.664 (+12,5%).

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Cancro, BioNTech lavora a vaccino: “Primo ok possibile entro 2030”

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Le parole all'Adnkronos Salute di Özlem Türeci, co-fondatrice e Chief Medical Officer dell'azienda: "Studi clinici ancora in corso, con 5 studi già in fase di sviluppo clinico avanzato"

Vaccino - Afp

Obiettivo 2030 per i vaccini anti cancro a mRna di BioNTech. A dirlo all’Adnkronos Salute è Özlem Türeci, co-fondatrice e Chief Medical Officer dell’azienda. “Stiamo lavorando su candidati vaccini anti-cancro a mRna che codificano neoantigeni specifici del paziente o consistono in una combinazione fissa di antigeni condivisi tumore-associati. Gli studi clinici con questi candidati sono ancora in corso, con 5 studi già in fase di sviluppo clinico avanzato. Ci aspettiamo che questi trial possano fornire risultati a supporto della presentazione di una domanda di autorizzazione per il primo candidato della nostra pipeline di vaccini anti-cancro a mRna personalizzati prima del 2030”, ha infatti spiegato Türeci oggi a Milano a margine di Cicon23, l’International Cancer Immunotherapy Conference, parlando dell’orizzonte temporale previsto per il potenziale arrivo dei primi vaccini a mRna contro il cancro, dopo l’autorizzazione regolatoria. Per alcuni pazienti oncologici potrebbero essere dunque disponibili entro la fine del decennio.

Arrivare a utilizzare l’mRna sui tumori è un obiettivo al quale Türeci e il marito Uğur Şahin, co-fondatore e Ceo di BioNTech, entrambi ricercatori e medici immunologi, lavorano da decenni. Dall’inizio degli anni 2000 erano focalizzati sullo studio e sullo sviluppo di questa tecnologia. Tecnologia che nella pandemia di Covid-19 ha avuto una conferma di fattibilità e validità, grazie all’avvento dei vaccini mirati al coronavirus Sars-CoV-2, sviluppati congiuntamente con Pfizer. La tecnologia inizialmente sviluppata da Türeci e Sahin per affrontare il cancro ha permesso di reagire rapidamente alla pandemia di Covid-19. Ora queste intuizioni ed esperienze stanno a loro volta favorendo e accelerando lo sviluppo nel campo del cancro.

Nel mirino ci sono diverse neoplasie. “Abbiamo studi clinici in corso con i nostri candidati vaccini a mRna basati su neoantigeni individualizzati per varie indicazioni di cancro, tra cui il melanoma, il cancro del colon-retto, e il cancro del pancreas – elenca Türeci – e un ampio studio di fase 1 su carcinomi multipli che è appena stato completato. I nostri candidati vaccini a mRna personalizzati tumore-associati anche vengono valutati per varie indicazioni, tra cui il cancro della testa e del collo, il melanoma, il tumore del polmone e un paio di altri tipi di cancro. Abbiamo trattato diverse centinaia di pazienti in totale in tutto il mondo con candidati vaccini a mRna neoantigenici o tumore-associati negli studi clinici di fase 1 e 2. Il nostro obiettivo è far avanzare la nostra pipeline oncologica verso l’ultima fase di sviluppo e prepararci per le sperimentazioni con potenziale di registrazione nei prossimi mesi”.

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Covid Italia, Ricciardi: “Dati inaffidabili, in balia di eventi senza sorveglianza”

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L'esperto: "Test gratuiti a casa negli Usa esempio da seguire, non servono misure improvvisate"

Covid Italia, Ricciardi:

“Oggi i dati sui contagi Covid 19 sono totalmente inaffidabili considerando che i test non vengono fatti sistemanticamente, in pratica manca un monitoraggio reale”. E’ l’allarme lanciato all’Adnkronos Salute da Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica di Roma. “I numeri che ci interessano – sottolinea l’esperto – sono quelli della pressione sugli ospedali e le strutture sanitarie e questa, al momento, rimane tollerabile, assolutamente contenuto”.

Ma anche se la pressione ospedaliera resta bassa “non possiamo accontentarci perché il virus si sta diffondendo e ha una grande capacità diffusiva. Va combattuto. Bisogna investire sulla sorveglianza”.

In questa fase in cui Sars-Cov- 2 è nuovamente in espansione “se non attiviamo strategie di sorveglianza e prevenzione, coordinate, siamo in balia degli eventi. Al momento tutto questo non c’è. Bisogna essere rapidi, perché il tempo è tutto”. Ricciardi ricorda che il Governo americano “ha avviato proprio ieri un programma di test Covid gratuiti per favorire il monitoraggio del virus. Parliamo di un sistema di assistenza che è privato. Ma è un buon esempio”.

E tanto più “un sistema pubblico come il nostro, deve agire. Dare indicazioni. Senza linee guida basate sull’evidenza scientifica siamo al fai da te. Non ci servono misure improvvisate soprattutto per quanto riguarda le strutture più a rischio come le scuole, gli ospedali e le residenze sanitarie assistenziali – sottolinea – Queste meritano una strategia coordinata che, naturalmente, deve arrivare dalle Istituzioni. Serve sorveglianza per sapere dove si va; prevenzione per evitare conseguenze peggiori; coordinamento per far sì che tutti quanti abbiano linee guide basate sulle evidenze. E bisogna agire presto”.

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Covid Italia oggi, varianti Eris e Pirola: il punto

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Eris predominante, Pirola non ancora rilevata

Eris si conferma la variante Covid predominante in Italia, mentre non è stata ancora rilevata Pirola. Secondo il report di monitoraggio settimanale Covid-19, a cura del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, al 18 settembre “non risultano depositati nella piattaforma I-Co-Gen sequenziamenti attribuibili al lignaggio di recente designazione BA.2.86, oggetto di monitoraggio da parte di Ecdc e organizzazione mondiale della sanità, caratterizzato dalla presenza di numerose mutazioni nella proteina Spike”.

Si osserva, invece, “una predominanza di sequenze riconducibili a EG.5”, arrivata al 34,2%. I dati ad oggi disponibili mostrano che i vaccini di nuova formulazione, basati su XBB.1.5, presentano una buona risposta anche contro EG.5.1, evidenzia il report. Si conferma “la cocircolazione di ceppi virali ricombinanti omicron riconducibili a XBB, di cui il 17,9% XBB.1.5”. Nella settimana dal 28 agosto al 3 settembre, EG.5.1 “è risultato il sotto-lignaggio più frequente (13,6%). In espansione XBB.1.5.70 e GE.1”.

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Covid Italia, contagi ancora in aumento: i dati

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Si registra un +17,3% in una settimana, la scorsa +44,4%. In lieve crescita ricoveri e terapie intensive

Crescono ancora i contagi Covid in Italia, anche se l’aumento risulta più contenuto rispetto a quello della scorsa settimana. Nel periodo dal 14 al 20 settembre si registrano 36.777 casi, in crescita del 17,3% (l’aumento della scorsa settimana era stato invece del 44,4% con 30.777 nuovi contagi). E’ quanto emerge dai dati del monitoraggio Covid-19, a cura dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute.

Anche i ricoveri in area medica e in terapia intensiva dei pazienti con Covid-19 registrano un lieve aumento nello stesso periodo che va dal 13 al 20 settembre, passando rispettivamente dal 3,8% al 4,1% (più 0,3 punti percentuali) e dallo 0,9% all’1,0% (più 0,1 punto percentuale).

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65ª Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale: un cartellone ai vertici del panorama musicale europeo

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65ª Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale

Monreale (Pa), 22 settembre 2023. Dal 14 al 22 ottobre il Duomo ospiterà i nove concerti della prestigiosa manifestazione, promossa e organizzata da Regione Siciliana -Assessorato Turismo Sport e Spettacolo nell’ambito delle “Celebrazioni belliniane”, con la collaborazione di Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Fondazione Teatro Massimo di Palermo e Arcidiocesi di Monreale, in sinergia con il Comune.

Il ricco programma artistico, ideato da Gianna Fratta, sarà animato da orchestre, ensemble, direttori e solisti di chiara fama, del calibro di Ton Koopman, Sergej Krylov, Mario Brunello, Pretty Yende. Tra le formazioni, oltre alle orchestre delle due fondazioni palermitane, spiccano Amsterdam Baroque Orchestra, Academy of Ancient Music di Cambridge, La Cetra Barockorchester & Vokalensemble Basel (Basilea, Svizzera), Lithuanian Chamber Orchestra, I Solisti Filarmonici Italiani, Accademia dell’Annunciata.

Nel maestoso Duomo ‘aureo’, tempestato di mosaici inestimabili, anche le note del pentagramma brillano più fulgide, per diffondere tra le navate e negli animi un profondo messaggio spirituale. Dimensione musiva e musicale si compenetrano da sempre sotto la volta del Cristo Pantocratore. Il suo sguardo benedicente accoglie anche quest’anno la Settimana Internazionale di Musica Sacra, che con la forza del suo carisma ha attraversato indenne momenti critici della storia recente, ultimo dei quali la temibile pandemia da Covid. Il genius loci della città, fin dagli albori della sua nascita, per volontà di Guglielmo II, epigone della dinastia normanna, è votato alla bellezza e alla spiritualità, humus fertile per il radicamento della rassegna, fra le più antiche d’Europa. Quello che si configura come un vero e proprio festival è, da quest’anno, direttamente promosso e organizzato da Regione Siciliana-Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, che l’ha inserito nell’ambito delle “Celebrazioni belliniane”, sostenendo in tal modo due manifestazioni fra le più rilevanti del panorama musicale non solo italiano: il Bellini International Context e la “Settimana”. Si valorizza così la strategia di promozione del turismo attraverso i grandi eventi culturali, con una vettorialità che lega la Sicilia orientale a quella occidentale.

Dal 14 al 22 ottobre 2023, nel Duomo di Monreale si svolgerà dunque la 65ª edizione, a titolarità diretta dell’Assessorato regionale al ramo in collaborazione con Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Fondazione Teatro Massimo di Palermo e Arcidiocesi di Monreale, in sinergia con il Comune.

«Con l’emozione di sempre – ha sottolineato l’assessore regionale del Turismo, sport e spettacolo Elvira Amata – ci accingiamo a partecipare alla 65ª edizione della Settimana internazionale di Musica sacra che, con il suo ricco programma artistico, attirerà anche quest’anno migliaia di turisti nel suggestivo Duomo di Monreale. Un’iniziativa di grande spessore musicale che rappresenta indubbiamente uno dei fiori all’occhiello delle politiche culturali della Regione e che è nota e apprezzata a livello nazionale per la sua unicità. Sono certa che registreremo ulteriori successi che contribuiranno a rafforzare questa rassegna di grande prestigio».

Il programma artistico è stato ideato da Gianna Fratta, rinomata direttrice d’orchestra e operatrice culturale, che ha fatto confluire in cartellone orchestre, ensemble, direttori e solisti di chiara fama, del calibro di Ton Koopman, Sergej Krylov, Mario Brunello, Pretty Yende. Tra le formazioni orchestrali, oltre a quelle delle due fondazioni palermitane, spiccano Amsterdam Baroque Orchestra, Academy of Ancient Music di Cambridge, La Cetra Barockorchester & Vokalensemble Basel (Basilea, Svizzera), Lithuanian Chamber Orchestra, I Solisti Filarmonici Italiani, Accademia dell’Annunciata.

Un intenso calendario di nove giornate, all’interno del quale si alterneranno a ritmo serrato altrettanti concerti sinfonico-corali e da camera, che attireranno residenti e turisti, la cui presenza in ottobre è ancora numerosa e può essere ulteriormente destagionalizzata grazie a significative iniziative.

Palcoscenico unico e solenne sarà il Duomo, che con la sua imponente, magnetica magnificenza conferisce immenso prestigio alla Settimana, ormai proiettata verso l’internazionalità.

PROGRAMMA

L’impaginazione del programma è concepita per sfogliare tout court il repertorio della musica d’ispirazione sacra, non solo liturgica.

Inaugurazione sontuosa e pregnante con il Requiem tedesco di Johannes Brahms, che vedrà in primo piano due pluripremiate compagini, l’Orchestra Sinfonica Siciliana e il Coro del Teatro Massimo di Palermo. Sul podio Giacomo Sagripanti, voci soliste il soprano Pretty Yende e il baritono Artur Rucinski, maestro del coro Salvatore Punturo. Scritto sotto la spinta emozionale della morte della madre e completato nel 1868, il Requiem fu concepito da Brahms appunto per l’esecuzione concertistica, non per la liturgia. La tensione accumulata nella partitura si stempera nell’ultimo episodio, Feierlich, dove si afferma un rasserenante clima di pace che dà della morte una visione cristiana, quasi beata, con la ripresa del verso dell’Apocalisse: “Felici coloro che muoiono nel Signore” (sabato 14 ottobre).

Atteso ritorno è quello dell’olandese Ton Koopman, organista, clavicembalista e direttore d’orchestra, che in quest’ultima veste sarà alla guida della Amsterdam Baroque Orchestra, in uno ‘studio’ monotematico dedicato a Franz Joseph Haydn attraverso quattro emblematiche Sinfonie: la n. 83 in sol maggiore “La Poule”, la n. 86 in re maggiore, la n. 85 in si bemolle maggiore “La Reine”, la n. 82 in do maggiore “L’Ours” (domenica 15 ottobre).

“New Worlds: South America” è il titolo del percorso proposto dall’Academy of Ancient Music con Richard Gowers direttore e al clavicembalo. Un viaggio alla scoperta delle sonorità e della spiritualità dei “nuovi mondi” sudamericani. Un’antologia di musiche sacre che associa, per affinità econsonanze, Bernando Pasquini con Domenico Zipoli, gesuita di stanza a Buenos Aires, Alessandro Scarlatti con lo spagnolo Diego Sánchez de Cáseda, Giovanni Gabrieli, Giovanni Pierluigi da Palestrina o Biagio Marini con il boliviano Roque Jacinto de Chavarría (lunedì 16 ottobre).

Uno spiegamento di quasi duecento giovani e giovanissimi talenti verrà alla ribalta nella serata che vedrà alternarsi diverse formazioni, a partire da due Cori di Voci Bianche, quello della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, istruito da Riccardo Scilipoti, e quello della Fondazione Teatro Massimo, preparato da Salvatore Punturo. Il Massimo schiera ancora la Cantoria guidata da Giuseppe Ricotta, nonché la Massimo Kids Orchestra e la Massimo Youth Orchestra. Dirige Michele De Luca, all’organo Giovan Battista Vaglica. Vasta la scelta dei brani: Gabriel Fauré (Cantique de Jean Racine, Ave Maria, Ave Verum), Frode Fjellheim (Dona nobispacem), John Rutter (Whatsweeter music), Marcel Dupré (Cortège et Litanie). E ancora gli stessi Giuseppe Ricotta con Contemporary Mass n. 1 Anima Mundi e Veni SancteSpiritus, e Riccardo Scilipoti con Luce e Gloria, scritto appositamente per questa 65ª edizione (martedì 17 ottobre).

I Solisti Filarmonici Italiani, interverranno con Federico Guglielmo maestro concertatore al violino e Nurie Chung violino solista. Con una prova di autentica versatilità stilistica affronteranno Giuseppe Tartini (Il trillo del diavolo), John Corigliano (Vienna. The Monastery da The Red Violin), John Tavener (Tears of the Angels), Camille Saint-Saëns(Danse macabre), ArvoPärt (Cantus in Memoriam Benjamin Britten), Luigi Boccherini (Ciaccona), Niccolò Paganini (“Le Streghe”), Christoph Willibald Gluck (Melodia, elaborazione violinistica di Fritz Kreisler dall’opera Orfeo e Euridice). Una ridda di titoli, tra Paradiso e Inferi, che dal Trillo di Tartini conduce fino alla Danza degli Spiriti beati (mercoledì 18
ottobre).

Il russo Sergej Krylov, nella doppia veste di direttore e violino solista, si esibirà con la Lithuanian Chamber Orchestra in una virtuostica esplorazione nel tempo e nello spazio, dal barocco mitteleuropeo di Johann Sebastian Bach (Concerto per violino e archi in la minore BWV 1041) al romantico afflato scandinavo di Edvard Grieg (Holberg Suite op.40) fino ad alcuni pezzi di Pablo de Sarasate con la sua tavolozza iberica(giovedì 19 ottobre).

Un altro capolavoro bachiano, assimilabile alle Passioni, è la Messa in si minore BWV 232 che vedrà impegnati La Cetra Barockorchester & Vokalensemble Basel, diretti da Andrea Marcon, solisti vocali Gunta Smirnova (soprano I), Anna Piroli (soprano II), Carlos Mena (controtenore), Jakob Pilgram (tenore), Tobias Berndt (basso). La monumentale partitura Messa si distingue per la ricchezza di forme e stili, con fughe, passacaglie e un contrappunto estremamente elaborato (venerdì 20 ottobre).

Mario Brunello, direttore e violoncello solista, suonerà con l’Accademia dell’Annunciata nella soirée “Concerto Italiano”, titolo preso in prestito ancora dal catalogo di Bach, su cui ruota l’intera locandina. Nota è del resto la predilezione del Kantor di Eisenach per i compositori del Belpaese. A creazioni originali come il Terzo Brandeburghese, si alterneranno trascrizioni di concerti di Antonio Vivaldi e Alessandro Marcello. Al contrario il Concerto Italiano scritto da Bach per clavicembalo, verrà presentato nella trascrizione per violoncello piccolo, archi e basso continuo, effettuata ai giorni nostri da Riccardo Doni (sabato 21 ottobre).

Gran finale con l’Orchestra Sinfonica Siciliana ed Emanuele Andrizzi sul podio. Due i brani. Come il Requiem tedesco inaugurale, composto da Brahms per la morte della madre, così la Berceuse élégiaque venne scritta nel 1911 da Ferruccio Busoni in memoria della genitrice nel 1911. Fu poi trascritta per orchestra da camera da John Adams nel 1989. Pezzo forte della serata sarà la Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner, incompiuta per la scomparsa del compositore. Venne eseguita postuma a Vienna l’11 febbraio 1903, direttore Ferdinand Löwe che aveva revisionato i primi tre movimenti. Sul modello delle ultime creazioni di Schubert e Beethoven, al quale si richiama anche nella scelta della tonalità di re minore, Bruckner disegna un possente lavoro sinfonico pervaso di grandi valori etici e ispirato alla fervente dedica “al Buon Dio” (domenica 22 ottobre).

I concerti avranno inizio alle ore 21. Ingresso libero fino ad esaurimento di posti.

Interventi istituzionali

«Nei giorni scorsi – ha raccontato l’arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi – mi sono casualmente imbattuto in una citazione, attribuita a Krzysztof Eugeniusz Penderecki, compositore e direttore d’orchestra polacco, in cui si legge: “La musica sacra mi ha offerto un’alternativa alle idee dominanti. I testi della grande tradizione religiosa sono un patrimonio letterario infinito, continua fonte di ispirazione, come la Bibbia o il Vangelo”. È questo il modo in cui attendiamo di vivere la prossima Settimana Internazionale di Musica Sacra all’interno della stupenda cornice della Cattedrale di Monreale: una alternativa alla cultura dominante in cui la bellezza non risponde ai canoni socio-culturali dettati dalla moda e dai social, ma, piuttosto, coincide con la dimensione alta ed universale del Sacro che nella composizione musicale diventa dono per ogni orecchio ed ogni cuore che si pone in ascolto».

«Con l’emozione di sempre – ha sottolineato l’assessore regionale del Turismo, sport e spettacolo Elvira Amata -ci accingiamo a partecipare alla 65ª edizione della Settimana internazionale di Musica sacra che, con il suo ricco programma artistico, attirerà anche quest’anno migliaia di turisti nel suggestivo Duomo di Monreale. Un’iniziativa di grande spessore musicale che rappresenta indubbiamente uno dei fiori all’occhiello delle politiche culturali della Regione e che è nota e apprezzata a livello nazionale per la sua unicità. Sono certa che registreremo ulteriori successi che contribuiranno a rafforzare questa rassegna di grande prestigio».

«La Settimana di Musica Sacra – ha osservato il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono – rappresenta nel suo genere un appuntamento di punta nello scenario nazionale ed internazionale, atteso con entusiasmo dagli appassionati di musica classica. Un biglietto da visita prestigioso che contribuisce ad arricchire l’ampia offerta turistica della nostra città, cornice ideale per una kermesse che anche quest’anno si annuncia di alto livello per la partecipazione di artisti di chiara fama e per la spiritualità che innerva l’offerta musicale. È un attrattore culturale che contribuisce a rilanciare, valorizzare e promuovere il territorio e l’insieme dei tesori che custodisce. Ad impreziosire la kermesse contribuisce in modo notevole la bellezza del Tempio che la accoglie, ovvero il Duomo, visione meravigliosa per ogni visitatore che resta incantato da un monumento tanto straordinario. Ringrazio la Regione che promuove direttamente la Settimana e l’ha inserita nel calendario degli eventi di grande rilievo turistico. Un ringraziamento va altresì all’Arcidiocesi di Monreale, alla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e al Teatro Massimo di Palermo, che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione. Un’iniziativa da cui deriva tanto lustro alla città e alla quale l’amministrazione comunale aderisce con partecipe sinergia».

«Monreale – ha dichiarato il deputato regionale e presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia – conferma il suo legame indissolubile con la Settimana Internazionale di Musica Sacra che, giunta alla sessantacinquesima edizione, stacca il tagliando come una delle più antiche e prestigiose d’Europa Abbiamo avviato già da tre anni un percorso di internazionalizzazione dei contenuti artistici della kermesse riportandola ai livelli degli anni d’oro e chiudendo definitivamente con una diaspora che aveva danneggiato la città e la rassegna stessa. La Regione crede nella Settimana che a partire da quest’anno è inserita nel calendario Grandi eventi; continuiamo a lavorare affinché diventi un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati del genere in Italia e all’estero. Ringrazio l’arcivescovo Gualtiero Isacchi e tutti gli enti coinvolti che hanno consentito la realizzazione di un cartellone di elevato pregio artistico».

«La Fondazione Teatro Massimo – ha detto il sovrintendente Marco Betta – partecipa anche quest’anno alla Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale, la prestigiosa manifestazione che rinnova da 65 anni il legame profondo tra musica e spiritualità. E lo fa, grazie alla Regione Siciliana, in un luogo di rara bellezza come il Duomo di Monreale, con due concerti dedicati: il primo, quello inaugurale, vedrà insieme il Coro del Teatro Massimo, diretto da Salvatore Punturo, e l’Orchestra Sinfonica Siciliana, diretta dal Maestro Giacomo Sagripanti. Con loro si esibiranno due stelle internazionali del canto come il soprano Pretty Yende e il baritono Artur Ruciński, impegnate in una pagina sinfonico corale di grande bellezza come Eindeutsches Requiem (Un Requiem tedesco) di Johannes Brahms. Il secondo concerto vedrà brillare le formazioni musicali giovanili del nostro Teatro, sapientemente guidate dal Maestro Michele De Luca, dal Maestro Salvatore Punturo e dal maestro Giuseppe Ricotta, più di 150 bambini e ragazzi che compongono la Kids, la Youth Orchestra, il Coro di Voci bianche e la Cantoria, vera linfa vitale di una istituzione che investe nella trasmissione dei saperi musicali e nel progresso civile e sociale».

«La Settimana di Musica Sacra di Monreale – hanno dichiarato congiuntamente il sovrintendente della FOSS Andrea Peria Giaconia e il presidente Gaetano Cuccio – costituisce da sempre un punto di riferimento essenziale nella progettualità culturale della Regione Siciliana e, in modo particolare, dell’Assessorato Regionale del Turismo e dello Spettacolo. Al tempo stesso la rassegna rappresenta per l’Orchestra Sinfonica Siciliana un appuntamento irrinunciabile, sempre segnato dalla partecipazione di un vasto pubblico di appassionati. Tutti i concerti della Settimana si svolgono sotto gli auspici del Arcivescovo di Monreale e nella meravigliosa cornice del Duomo arabo-normanno: considerando la qualità del repertorio proposto e il rilievo internazionale degli artisti e complessi coinvolti, la rassegna potrebbe dunque definirsi come una sapiente galleria di capolavori musicali che risuonano all’interno di un monumento fra i più importanti del mondo. In particolare, l’Orchestra Sinfonica Siciliana sarà protagonista, come di consueto, dei due appuntamenti di apertura e chiusura della Settimana, proponendo tra l’altro il proprio Coro di Voci Bianche insieme con quello della Fondazione Teatro Massimo, nel quadro di una sempre più intensa convergenza di progetti e sinergie culturali».

«Il cartellone della 65ª edizione della Settimana Internazionale di Musica di Sacra di Monreale – ha evidenziato la project manager delle Celebrazioni belliniane, Gianna Fratta – si contraddistingue per un programma composito che si dipana su nove giornate, avvolgendo di musica i mosaici del Duomo. All’intrinseco valore artistico della rassegna, quest’anno si aggiunge l’inserimento, insieme al Bellini International Context, nelle Celebrazioni belliniane, direttamente promosse dalla Regione Siciliana-Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo. Un legame sottile, eppure palpabile, lega in questo 2023 l’attività e la vocazione musicale della Sicilia Orientale e Occidentale. Un’importante conferma è la rafforzata collaborazione tra la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e il Teatro Massimo di Palermo, che dà concretamente seguito alla sinergia fra istituzioni culturali di prestigio nella promozione dei grandi eventi, così come auspicato dalla Regione. Dalla collaborazione fra i due principali teatri palermitani, Politeama e Massimo, vede la luce il concerto inaugurale, in cui brilleranno anche due stelle della lirica, il soprano Pretty Yende e il baritono Artur Rucinski. Il prosieguo della Settimana sarà un dipanarsi di pagine che abbracciano il vasto repertorio della spiritualità sonora, capace di elevare l’anima dalla precarietà del transeunte verso l’imperituro del sacro. Un percorso accompagnato dalle più rinomate orchestre europee e artisti del calibro di Ton Koopman, Sergej Krylov, Mario Brunello. Tra le formazioni ospiti spiccano Amsterdam Baroque Orchestra, Academy of Ancient Music di Cambridge, La Cetra Barockorchester & Vokalensemble Basel, Lithuanian Chamber Orchestra, I Solisti Filarmonici Italiani. La Sicilia respira così un autunno musicale degno delle principali capitali europee della cultura».

Celebrazioni belliniane

Responsabile comunicazione Caterina Rita Andò caterina.ando@gmail.com +39 360212922

https://settimanamusicasacramonreale.it/

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Covid, varianti Eris e Pirola non provocano malattia più grave

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Anziani e fragili restano a rischio

Una dose di vaccino covid


Le nuove varianti del covid, in particolare Pirola e Eris, non sembrano provocare sintomi diversi da quelli già conosciuti: mal di gola e febbre, raffreddore e spossatezza, mal di testa e eventuale assenza di olfatto e gusto. L’aumento dei contagi legato alle mutazioni più recenti, quindi, non dovrebbe produrre una malattia più grave.

“Per ora non vi è assolutamente alcuna indicazione che l’infezione” con le nuove varianti di Sars-CoV-2 “possa causare malattie più gravi, o rendere i vaccini meno efficaci contro la malattia grave rispetto alle varianti precedentemente circolate”, dice Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in una conferenza stampa tenuta insieme al direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, Emer Cooke. “Tuttavia – puntualizza – le persone più anziane e quelle con patologie preesistenti corrono comunque un rischio più elevato di andare incontro a esiti gravi se vengono infettate” e colpite da Covid-19.

“A inizio settembre -riporta la direttrice dell’Ecdc – è stata segnalata una trasmissione di Sars-CoV-2 in crescita in più della metà dei Paesi dell’Ue/Spazio economico europeo. Fortunatamente il livello di malattie gravi e di morte era ancora relativamente basso. E’ importante riservare un’attenzione particolare al Covid-19 nelle fasce d’età più avanzate. E vediamo che 9 su 16 Paesi che riportano i conteggi dei casi divisi per età hanno visto aumentare i numeri negli over 80, e 12 su 16 hanno osservato una crescita nelle persone dai 65 anni in su” per più settimane. “I decessi Covid in termini assoluti rimangono bassi rispetto ai livelli riportati in precedenza durante la pandemia, tuttavia – ha aggiunto Ammon – 4 su 12 Paesi con dati specifici hanno segnalato di recente dei piccoli aumenti nei morti fra gli over 65”.

La crescita del contagio da Sars-CoV-2,continua la numero uno dell’Ecdc, “coincide anche con l’avvento e il predominio di un gruppo di sottovarianti Omicron denominate ‘XBB.1.5-like'”, varianti simili a Kraken, “portatrici della mutazione F456L. Inoltre ad agosto è stato rilevato sporadicamente un nuovo sottolignaggio Omicron, BA.2.86”, battezzato sui social Pirola, “all’interno dell’Ue/See e fuori. E sebbene siano stati confermati solo pochi casi a livello globale, possiamo sospettare, dal momento che questi casi sono abbastanza dispersi, che vi sia una trasmissione comunitaria a basso livello di questa variante in più Paesi. Si tratta di una variante abbastanza divergente da quelle attualmente in circolazione, il che potrebbe portare a un aumento delle reinfezioni”.

“I nostri modelli hanno mostrato che una campagna vaccinale anti-Covid con un’elevata adesione, rivolta a persone di età dai 60 anni in su, potrebbe prevenire circa il 21-32% di tutti i ricoveri correlati a Covid nell’Ue/Spazio economico europeo fino al 24 febbraio”, è la stima diffusa da Ammon.

“Covid-19, influenza e virus respiratorio sinciziale” Rsv “rimangono sfide significative per la salute pubblica. Insieme chiediamo a tutti i cittadini dell’Unione europea che appartengono alle categorie a rischio e sono candidabili alla vaccinazione: per favore, fate i vaccini che le autorità sanitarie pubbliche Ue rendono disponibili per voi”, l’appello lanciato da Cooke.

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Migranti, imprenditore Lampedusa: “Isola spot per politica”

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Lombardo ha incontrato Conte insieme a una delegazione di commercianti e pescatori. In un documento già inviato al Governo Meloni le richieste per salvare l'economia della più grande delle Pelagie

Cartelloni di protesta in piazza a Lampedusa

Fare di Lampedusa un porto franco o quantomeno prevedere una fiscalità di vantaggio con uno sgravio del 60 per cento delle imposte. L’impiego di navi in rada per intercettare i barchini carichi di migranti prima ancora che raggiungano le coste della più grande delle Pelagie e per consentire trasferimenti rapidi e il no assoluto a una tendopoli che rischierebbe di trasformare l’isola in un “grande campo profughi a cielo aperto”. Eccole le richieste che la delegazione di imprenditori e pescatori lampedusani ha consegnato al leader del M5s, Giuseppe Conte, volato ieri a Lampedusa dopo i giorni della grande emergenza. Un pacchetto di misure messe nero su bianco in un documento inviato anche al Governo Meloni. “Fare economia in un posto distante dal mondo in cui si consumano periodicamente tragedie non è facile, il nostro lavoro rischia di essere compromesso ogni giorno”, dice all’Adnkronos Giandamiano Lombardo, presidente di Federalberghi Isole Pelagie, ieri presente al faccia a faccia con l’ex premier.

Sulla piccola isola che nei giorni scorsi ha visto l’approdo di 7mila persone in sole 24 ore la stagione turistica si è chiusa anzitempo. “Abbiamo ricevuto disdette, quelle immagini ci hanno dato il colpo di grazia. Chi vorrebbe passare le proprie vacanze in un’isola invasa da gente disperata, in un posto in cui si consumano tragedie, in cui bimbi di appena 5 mesi muoiono in mare? – dice Lombardo -. Qui non si possono neppure fare investimenti a lungo termine perché le banche considerano Lampedusa un posto altamente a rischio. Persino il nostro patrimonio immobiliare si è deprezzato, per non parlare dell’incognita dei voli. Ogni anno le compagnie aree li prevedono in base all’andamento degli sbarchi. Il risultato? Quest’anno dopo la raffica di arrivi sono stati ridotti con i prezzi schizzati alle stelle”. A Lampedusa arrivano soprattutto italiani. E per la maggior parte con il passaparola. “Chi chiama chiede sempre: ‘Siamo sicuri di poter stare tranquilli’?”. Di stranieri neppure l’ombra. “Non sono neppure l’1 per cento nonostante le nostre spiagge siano le più belle del mondo. Il motivo? Pensano a Lampedusa come l’isola in cui vengono detenuti i migranti”.

Colpa anche della politica. “Il fenomeno migratorio è un problema epocale, che interessa tanti Stati e determina le politiche dei governi – dice Lombardo -. La nostra isola è lo spot che serve sia alla destra che alla sinistra, il brand ‘Lampedusa-immigrazione’ consente di vincere o perdere le elezioni. Così la guerra i partiti la conducono sulla nostra pelle. Lo ha dimostrato il Covid, quando con l’utilizzo delle navi quarantena l’accoglienza era dignitosa e civile, i migranti venivano recuperati in mare, condotti su navi attrezzate e poi trasferiti sulla terraferma. Non metterle a disposizione adesso significa voler mantenere l’emergenza su quest’isola”. Nei giorni dei maxi-sbarchi – 112 in un solo giorno – ancora una volta Lampedusa ha dato una lezione al mondo. Di umanità. “Tutti abbiamo dato una mano, c’era chi comprava il latte, chi l’acqua, chi cucinava per i migranti, chi portava vestiti e giocattoli per i bimbi – racconta -. Da sempre continuiamo ad accogliere ma chiediamo che la nostra isola non diventi un campo di battaglia, anche politica, o un centro di detenzione”.

Alla politica ormai i lampedusani credono poco. “Da trent’anni sentiamo promesse, ma di cambiamenti ne abbiamo visto pochi. Mai nessuno ha messo in campo un vero piano Marshall per l’isola, davanti a un’emergenza che va avanti da 30 anni non bastano un nuovo manto stradale o un deposito per lo stoccaggio dei carburanti”. All’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mannino gli imprenditori chiederanno di farsi portavoce con il Governo per ottenere nell’immediato uno stop al pagamento delle tasse per il 2024 per “affrontare l’inverno con serenità, per non arrivare stremati all’inizio della prossima stagione. Rischiamo di non arrivarci. Occorre mettere subito in sicurezza l’economia dell’isola o il rischio è che Lampedusa muoia”, conclude.

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Medici esausti, per oltre 8 su 10 sempre più difficile lavorare nel Ssn

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Indagine Univadis Medscape: "Si guarda all’estero per nuove opportunità professionali"

Medico con viso tra le mani -

Stanchi, stressati e insoddisfatti. Oltre 8 medici su 10 considerano sempre più difficile lavorare nel Servizio sanitario nazionale: colpa di turni di lavoro lunghissimi, carenza di personale, scarsa sicurezza negli ospedali, compensi considerati troppo bassi. E per quanto i camici bianchi apprezzino ancora il loro lavoro solo il 60% sceglierebbe nuovamente questa professione ed è sempre più diffusa la tendenza a cercare opportunità lavorative all’estero, soprattutto tra i giovani medici. E’ il quadro che emerge dalla nuova indagine Univadis Medscape Italia, il portale di informazione per i professionisti della salute, svolta su un campione di 1.169 operatori sanitari impiegati a tempo pieno, ovvero che lavorano in media 44 ore settimanali e una media di 56 pazienti a settimana.

Il 57% del campione afferma che carico di lavoro è aumentato negli ospedali ma solo nel 27% dei casi è stato assunto nuovo personale all’interno della struttura. Inoltre, se la precedente indagine 2020, la burocrazia era considerata come l’ostacolo principale per i medici (ora viene citata solo dal 17% del campione), nel 2022 è la mancanza di personale ad affliggere chi lavora nel 35% dei casi. Il malessere è comunque peggiorato dal fatto che l’89% dei medici ritiene di non essere pagato abbastanza. “I medici italiani guadagnano in media 60.000 euro l’anno, ma esiste una grande differenza tra gli ospedalieri e chi opera soprattutto in ambulatorio, inclusi i medici di medicina generale: se per i primi si arriva in media a 56.000 euro l’anno, chi riceve pazienti in ambulatorio ne guadagna fino a 79.000 euro ben 23.000 euro in più”, spiega Daniela Ovadia, direttrice di Univadis Medscape Italia e autrice del report.

“Le donne – continua – poi sono una categoria che viene ulteriormente penalizzata: in media guadagnano circa 20.000 euro all’anno in meno dei colleghi uomini, con l’aggravante di pagare spesso anche il conto più salato in termini di equilibrio tra vita privata e professionale”. Lo scenario è quindi quello di un’insoddisfazione per la propria situazione economica, destinata a crescere anche in considerazione di ulteriori fattori. Da una parte, infatti, risultano scarse le opportunità di guadagno integrativo, inclusi bonus e incentivi ai quali solo un medico su due riesce ad aver accesso. Dall’altra, si è registrato un aumento dell’inflazione – per il 77% del campione il potere d’acquisto è diminuito rispetto al 2021, e per il 75% la situazione non migliorerà nei prossimi due anni – così come un aumento delle spese generali, incluse quelle relative alla sottoscrizione di contratti di assicurazione integrativa che il 73% dei medici dipendenti paga di tasca propria.

“La pandemia da Covid-19 – aggiunge Ovadia – ha portato a vari cambiamenti negli orari e nei salari, ma non è più la principale fonte di problemi all’interno degli ospedali. Le cause sono più strutturali e organizzative: c’è carenza di personale, bassa sicurezza per i medici, aumento delle aggressioni, diminuzione dei benefici, mentre gli stipendi restano sempre uguali. La conseguenza è che sempre più medici, soprattutto i più giovani, sono spinti ad andare a lavorare all’estero, verso Paesi come Svizzera e Inghilterra. Oppure, per ovviare alle difficoltà, si guarda alla sanità privata, un settore che attira sempre maggiore attenzione (per il 32% del campione), cosi come per la prima volta, abbiamo registrato una consistente percentuale di medici che pensa di mettersi in proprio (17%)”.

A compensare almeno in parte il sentiment negativo, rimane la centralità e l’importanza della relazione con i pazienti, che per il 31% del campione resta uno degli aspetti più gratificanti del proprio lavoro (nell’indagine 2020 il dato era del 33%). Altri motivi di soddisfazione personale sono la consapevolezza della propria bravura (26%), l’aver contribuito a rendere il mondo un posto migliore (12%) e l’orgoglio di essere medico (9%).

Inoltre, rispetto all’indagine del 2020, un aspetto degno di nota è quello relativo alla telemedicina: nel precedente report si era registrato scetticismo rispetto all’utilizzo dei nuovi strumenti digitali nell’ambito della salute, mentre adesso risulta in netta crescita chi utilizza strumenti di telemedicina (36%) e ne è soddisfatto (il 71% degli intervistati), tanto che il 20% prevede di estendere la telemedicina alla teleconsultazione (e il 38% ci sta pensando).

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