Riaperture: tutti in spiaggia ma contactless


Ancora di più che la scorsa estate, si va in spiaggia con lo smartphone alla mano, per gestire prenotazioni, accessi e pagamenti rigorosamente no touch. Questa seconda stagione balneare dell’epoca Covid è pronta a mettere in campo soluzioni tech per rispettare distanze e normative. Lidi e piscine si attrezzano. Prima di tutto per le prenotazioni online, che devono essere semplici e intuitive, e dare ai gestori il modo di tenere traccia degli ingressi e registrare gli utenti, con l’obbligo di mantenere i registri per 14 giorni ai fini del tracciamento. 

E poi, ancora: le prenotazioni di servizi come ingressi in piscina, lezioni, campi da beachvolley, i menu online e gli ordini tramite QR code dall’ombrellone, i pagamenti con pos mobile e rigorosamente contactless, oppure direttamente dal cellulare tramite soluzioni ecommerce. Dalla Liguria alla Sicilia, una delle app con più adesioni e successo è Riva Booking, che ha già oltre 500 beach club aderenti e conta di espandersi man mano che la stagione avanza. Riva Booking racchiude in una sola app tutte le informazioni e i servizi forniti dallo stabilimento, dalle prenotazioni di lettini e tavoli al ristorante alle disponibilità ad esempio di campi per lo sport, noleggio sup o windsurf, corsi e lezioni, possibilità di accesso con animali domestici, attività per bambini. 

Book Your Beach, con oltre 400 spiagge, permette di pagare in anticipo dall’app, senza bisogno così di attenersi a orari di ingresso, ma riservando il posto per l’intera giornata. Altri, come Sunbrellaweb, chiedono i dati della carta di credito come assicurazione per il gestore in caso di no-show (mentre se ci si presenta all’orario indicato il pagamento si fa regolarmente in cassa). Altri ancora, come Cocobuk, hanno introdotto un sistema di reward a punti. C’è stato anche chi ha sperimentato con successo i braccialetti o tessere per l’accesso contactless a bagni, docce e piscina, ma anche come portafoglio elettronico sul quale addebitare i consumi.  

Non sfuggono le spiagge libere, anche se ancora si cerca la quadra tra la garanzia di accesso all’arenile pubblico e l’esigenza di prenotare. Ricordiamo, l’anno scorso, le polemiche nel Lazio per SeaPass, app che permetteva solo di sapere l’affluenza (con un sistema a semafori) alle spiagge del litorale, ma senza permettere prenotazioni e spesso con notizie non aggiornate su aperture e chiusure. Altre regioni e comuni hanno adottato sistemi differenti, che dovrebbero essere replicati anche quest’anno. Ad esempio IoLido, a Sperlonga, che assegna slot prefissati sulla spiaggia libera, e li riassegna se non ci si presenta e registra sul posto entro una certa ora. 

I vantaggi non sono solo anti-Covid, e c’è da scommettere che le app di prenotazione diventeranno un’abitudine anche quando la pandemia sarà un ricordo. Prenotare il parcheggio, il ristorante, l’ombrellone o un lettino in prima fila, con la certezza di trovare posto senza code per gli utenti, e per i gestori la tranquillità di sapere in anticipo l’affluenza di massima e organizzare turni del personale, rifornimenti del bar e del ristorante, fanno parte di un valore aggiunto di cui difficilmente riusciremo a fare a meno. 

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