Referendum Costituzionale: Vince il “SI” al taglio dei parlamentari


Il sì ha vinto al Referendum Costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sul taglio del numero dei parlamentari. Il sì ha raccolto il 69,5% dei consensi, contro il 30,4% dei no.

La vittoria del sì implica la modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, secondo quanto previsto dalla legge votata dal Parlamento (con 4 diverse votazioni, e due maggioranze diverse).

Il numero dei deputati passerà dunque dagli attuali 630 a 400, mentre quello dei senatori eletti da 315 a 200, inclusi i parlamentari eletti all’estero (8 deputati contro gli attuali 12 e 4 senatori contro gli attuali 6).

Oggi c’è un deputato ogni 96 mila abitanti, con il taglio ce ne sarebbe uno per 151 mila. A Palazzo Madama, sede del Senato, oggi siede un senatore ogni 188 mila abitanti, con il taglio ce ne sarebbe uno ogni 302 mila.

Con la riforma si dovrebbero risparmiare ogni anno 53 milioni alla Camera e 29 milioni al Senato. Secondo un conteggio dell’Osservatorio sui conti pubblici diretto da Carlo Cottarelli, il risparmio «netto» è più basso – 37 milioni per la Camera e 27 per il Senato. A queste cifre vanno aggiunte le spese generali (gestione degli uffici, dalla cancelleria ai telefoni, fondi ai gruppi, ecc..) più difficili da quantificare (secondo alcune stime, si tratta di circa 30 milioni).

Alla chiusura dei seggi, l’affluenza definitiva per il Referendum è stata del 53,84%: sicuramente un dato importante, ma ricordiamo che non era necessario raggiungere quorum per convalidare i voti.

Il sì al referendum era, almeno ufficialmente, sostenuto da quasi tutti i partiti, anche se il fronte del no si era nelle ultime settimane fatto sempre più largo e frastagliato.

Luigi Di Maio, ex capo politico del Movimenteo 5 Stelle ha parlato di «esito storico», e indicato come il risultato segni l’inizio di un percorso che dovrebbe comprendere la riforma della legge elettorale (in senso proporzionale, secondo i 5 Stelle) e il taglio degli stipendi dei parlamentari. Anche Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico, si è detto soddisfatto del risultato. Zingaretti aveva ufficializzato la posizione del Pd a favore del referendum nonostante il parere negativo di molti autorevoli rappresentanti dem, come Romano Prodi. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha parlato di «contributo fondamentale» di FdI per la vittoria del sì.

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