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Rdc, Renzi vs Conte: “La sua è guerra civile, chiama i soldati russi?”

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“Al Mezzogiorno devi dare le infrastrutture, non sussidi”. E’ quanto ha detto Matteo Renzi a Padova, durante la presentazione del suo libro ‘Il Mostro’. “Conte difendendo la cultura del sussidio porta le persone a fuggire dal Sud per cercare opportunità” aggiunge.  

“Conte e gli assistenzialisti chiedono alla politica. La politica per noi invece deve dare opportunità e chiedere ai cittadini di rimboccarsi le maniche – conclude Renzi -. Poi mi chiedo: Giuseppe ‘condono’ Conte questa guerra civile in difesa del reddito la fa da solo o chiama i soldati russi?”. 

 

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Esteri

Usa, Biden su pallone cinese: “Ho sempre voluto abbatterlo”

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(Adnkronos) – Il presidente Usa Joe Biden ha “sempre” voluto abbattere il pallone cinese. “E’ sempre stata la mia posizione” ha detto parlando con i giornalisti, ai quali ha risposto così quando gli hanno domandato perché secondo lui Pechino lo ha lanciato: “Perché è il governo cinese”. 

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Sport

Monza-Sampdoria 2-2, il pareggio su rigore a fine partita

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(Adnkronos) – Il Monza ha pareggiato in casa con la Sampdoria 2-2 nell’incontro valido per la 21ma giornata di Serie A. La doppietta di Gabbiadini non assicura la vittoria agli ospiti: i padroni di casa mettono infatti a segno con Pessina un rigore al 99°, che completa in extremis la rimonta avviata con Petagna nel primo tempo.  

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Politica

Sondaggi politici, FdI primo partito. Cresce il Pd

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(Adnkronos) – Sondaggi politici, Fratelli d’Italia resta in prima posizione e porta a casa uno 0,2% in più. Cresce, però, anche il Pd, di uno 0,6%. Il sondaggio Swg per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto al 6 febbraio 2023. Il partito di Giorgia Meloni sale al 30,6%, seguito dal Movimento Cinque Stelle al 17,5% in calo dello 0,3%. Il Partito Democratico si ferma al 14,8%, mentre la Lega è all’8,7 in flessione di uno 0,3%. Azione-Italia Viva è all’8,1% in calo di uno 0,1%. Forza Italia è al 6,4% in perdita dello 0,4%.  

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Terremoto Turchia e Siria, vescovo di Aleppo: “Situazione apocalittica”

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(Adnkronos) – “Eravamo al terzo piano, la paura è stata enorme e ora tutta la gente è in strada, al freddo e sotto la pioggia”. Lo dice, intervistato da Vatican News, monsignor Antoine Audo, vescovo di Aleppo dei Caldei. “Non siamo abituati a questo genere di eventi, è la prima volta che vedo una cosa simile ad Aleppo”, dice mentre suonano le sirene delle auto di soccorso dopo il violento terremoto nel sud della Turchia, al confine con la Siria. 

“Stanotte dormiremo all’entrata del vescovado o altrove, vedremo cosa fare. C’è – ripete – una grande paura, ci sono danni ovunque, anche in cattedrale. Le biblioteche sono distrutte, le case crollate: è una situazione apocalittica”. Il vescovo racconta di altre persone che sono riuscite a salvarsi, nonostante “metà dei loro palazzi siano crollati”.  

Mentre è al telefono, sta andando a vedere la situazione. “Tante persone sono in macchina, tutti hanno i cellulari in mano e cercano di comunicare. La situazione è molto triste e ora servono mezzi di soccorso, elettricità. Questo è il problema”, conclude.  

PIZZI (PRO TERRA SANCTA): “IN 200 IN CONVENTO AD ALEPPO, MANCA CIBO” – ”Duecento persone sono fuggite dalle loro case e rifugiate nel convento francescano di Aleppo” in Siria, ma qualcuno non ce l’ha fatta, ci sono intere famiglie sotto le macerie di palazzi crollati. E si continua a scavare, nella città siriana pesantemente bombardata nel 2016 e ora, ancora, crollata sotto le scosse del potente terremoto di questa notte. Lo racconta all’Adnkronos Giacomo Pizzi, collaboratore dell’Associazione Pro Terra Sancta, che questa notte, ”alle 4.15 ora locale”, ha sentito “una scossa fortissima che è durata un’eternità. Il tempo di accendere la luce, rendermi conto di quello che stava succedendo, prendere qualcosa con me e uscire. Davvero un’eternità”. Pizzi, che dormiva nel convento francescano di Azizieh, racconta che ”la struttura ha retto molto bene, mentre il campanile ha subito dei danni. Sono cadute delle pietre che hanno causato ulteriori danni ad altre strutture”. 

Il tempo di scendere in strada e ”immediatamente, due minuti dopo, siamo stati invasi dalle famiglie della zona che cercavano riparo qui – racconta Pizzi – Perché a differenza della gran parte delle abitazioni, il convento ha la luce”. Una differenza non da poco in una notte di paura e di nevischio, di buio e temperature rigide. ”Sono arrivati in pigiama, con le pantofole ai piedi, i bambini avvolti nelle coperte. Ci hanno raccontato che hanno sentito la terra tremare, i muri che si sgretolavano in pieno buio, erano terrorizzati”, spiega Pizzi. ”Abbiamo accolto queste persone, nessuno voleva più dormire. Allora siamo andati nella parte più sicura della struttura e abbiamo distribuito la colazione”, prosegue. E’ stato quindi allestito un ”rifugio improvvisato nel salone del convento, dove di solito si fa catechismo o doposcuola, e dove adesso si trovano circa duecento persone”. Tra i francescani e i volontari dell’associazione ”nessuna vittima e tanto spavento”, spiega Pizzi. 

Con il sole più alto in cielo, ”c’è stato un accenno di ritorno alle proprie case, dove alcune famiglie hanno riportato di crepe nei muri tanto profonde da poter vedere cosa succedeva in strada. C’è stata poi una seconda scossa, meno forte e sicuramente più breve” che ha fatto sì che ”le famiglie tornassero di nuovo in convento e abbiamo distribuito loro anche il pranzo”. Ora ”le autorità locali ci hanno chiesto di aumentare le razioni di cibo da distribuire, di fornire altri 500 pasti alla popolazione di Aleppo”, prosegue Pizzi ricordando che l’associazione Pro Terra Sancta ”gestisce con i francescani una mensa per i poveri già da tempo. Qui il problema più grosso, oltre a luce e al riscaldamento, è che nelle case non c’è gas per cucinare”. 

Quella che è stata messa in atto è ”un’attività di accoglienza improvvisata e non strutturata, in attesa di verificare sul campo la situazione dei danni e la possibilità di aiutare altre famiglie”. Il convento dei francescani dove opera Pro Terra Sancta si trova in centro ad Aleppo, ma la parte più colpita dal sisma, aggiunge Pizzi, è quella orientale ”dove c’è una carenza strutturale importante dopo i bombardamenti subiti nel 2016”. Quello che serve, come primo soccorso, è ”cibo. Ma anche coperte, perché piove e fa davvero molto freddo, non c’è riscaldamento né luce”. Ed è per questo, annuncia Pizzi, che ”a breve lanceremo una raccolta fondi e intanto stiamo raccogliendo i bisogni sul campo”. 

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Esteri

Terremoto Turchia, epicentro Gaziantep: la città trasformata da guerra in Siria

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(Adnkronos) – Il conflitto in Siria ha cambiato il volto di Gaziantep, la città della Turchia meridionale dove è stato registrato l’epicentro del terremoto devastante che ha provocato migliaia di vittime. Un tempo chiamata Antep, la città è situata a 90 chilometri circa dal confine con la Siria. E proprio dalla Siria, a causa della guerra, in questi anni si stima siano arrivati 500mila rifugiati. Rinomata per la sua cucina – molti ritengono che il ‘baklava’ migliore del Paese si prepari qui – Gaziantep è stata storicamente un crocevia di storie ed etnie. Qui da secoli coesistono turchi, curdi e arabi.  

La sua città ‘sorella’ siriana, da cui dista 120 chilometri, è Aleppo. Entrambe facevano parte della stessa regione sotto l’Impero Ottomano, ma la guerra in qualche modo le ha riunite, anche grazie alla politica della municipalità di Gaziantep incentrata sull’integrazione dei rifugiati nelle aree urbane piuttosto che nei campi profughi. 

Già prima dello scoppio della guerra siriana nel 2011 e della fuga verso la Turchia di quasi 4 milioni di persone, Gaziantep era una delle aree urbane con la più rapida crescita al mondo, essendo passata da una popolazione di 120mila abitanti negli anni ’70 a oltre un milione. Da allora, è diventata un importante centro per la distribuzione degli aiuti umanitari e una calamita per i profughi da Aleppo che sono riusciti a trovare un lavoro e a costruirsi una nuova vita. 

Non tutti gli abitanti, tuttavia, hanno accolto con favore l’ondata di rifugiati arrivata dalla Siria, e questo sentimento si è accentuato ultimamente con la crisi economica che ha colpito la Turchia, dove l’inflazione è alle stelle e c’è un’emergenza abitativa. Il presidente Recep Tayyip Erdogan è stato qui in visita lo scorso il 5 novembre, in vista delle elezioni, e nel suo comizio ha promesso maggiori investimenti. Ma alcuni residenti non hanno risparmiato critiche al governo per aver, dal loro punto di vista, lasciato troppa libertà di manovra ai siriani, che qui hanno messo radici. 

Il centro storico di Gaziantep, con le sue stradine piene di laboratori per la lavorazione del rame e fabbri, che sorge intorno al castello patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco – purtroppo gravemente danneggiato dal sisma – a molti ricorda l’Aleppo pre-guerra. I siriani hanno poi costruito scuole, negozi e ristoranti. Il risultato sono strade in cui si incontrano insegne dei negozi in arabo accanto a quelle in turco e dove i fast food siriani che preparano lo shawerma condividono lo stesso spazio con chi vende kebab. In alcuni quartieri, i residenti sono per il 90% arabi. 

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Verona-Lazio 1-1, gol di Pedro e Ngonge

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(Adnkronos) – Termina in parità sul punteggio di 1-1, Verona-Lazio, il primo dei due posticipi del lunedì della 21/a giornata di Serie A, disputato allo stadio ‘Bentegodi’ della città scaligera. Al vantaggio degli ospiti con Pedro al 45′, risponde Ngonge al 51′. In classifica i biancocelesti sono quarti con 39 punti, mentre il Verona è 18° a quota 14.  

LA PARTITA – Come da copione è la Lazio che tiene il pallino del gioco mentre l’Hellas si chiude per poi ripartire in contropiede. Le occasioni da gol arrivano su calcio da fermo prima con un angolo di Luis Alberto che chiama Montipò all’uscita, poi con una punizione di Milinkovic-Savic che finisce di un soffio a lato. Al 18′ l’occasione più nitida per sbloccare la gara è però dei padroni di casa con Ngonge che impegna Provedel dal limite, la respinta del portiere è corta e finisce sui piedi di Doig che da due passi calcia alto. 

La gara si accende dopo il 25′ con i gialloblù che creano due pericoli nel giro di un minuto, mentre la Lazio replica con una fiammata di Immobile che però calcia alto da buona posizione. L’Hellas va ancora vicino al gol con Depaoli che al 37′ trova lo spazio giusto per un tiro a giro dal limite su cui Provedel si supera in tuffo. Quando il primo tempo sembrava destinato a chiudersi sullo 0-0 la Lazio trova la giocata che sblocca il match. A segnare è Pedro che riceve un pallone dentro l’area, controlla e poi si gira in un fazzoletto e quasi spalle alla porta batte Montipò con una parabola imparabile. 

Il Verona parte col piede giusto nella ripresa e trova subito il pari alla prima occasione: cross da calcio di punizione di Lazovic per il taglio di Ngonge che di testa batte Provedel. L’Hellas alza il ritmo e per due volte sfiora il vantaggio: prima Lazovic colpisce una traversa dal limite, poi Doig spara addosso a Provedel in uscita da ottima posizione. 

Il Verona continua a produrre più gioco cercando sempre la verticalizzazione sia per vie centrali sia soprattutto sulla sinistra, mentre il palleggio della Lazio fatica a scardinare una squadra che è molto corta, attenta e aggressiva. È sempre la squadra di casa a mettere pressione alla difesa biancoceleste, con gli ospiti che si rendono pericolosi all’ultimo con un tacco di Zaccagni da due passi, ma l’azione è fermata per un fallo di Casale in proiezione offensiva. 

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Regionali Lombardia, da Colombo a Strada: i primi nomi della squadra di Majorino

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(Adnkronos) – L’ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo, il fondatore di PizzaAut Nico Acampora, Cecilia Strada, e Francesca Balzan. Questi i primi nomi della squadra di governo regionale annunciati dal candidato del centrosinistra Pierfrancesco Majorino, candidato alla presidenza di Regione Lombardia alle imminenti elezioni regionali di febbraio 2023. ”Ne annunceremo altri – ha detto – perché mi piacerebbe avere al mio fianco uomini e donne di grande valore”.  

”Voglio potenziare la sanità pubblica e voglio una grande riforma quindi sarò io a tenere la delega perché credo debba essere il presidente della regione Lombardia la prima persona responsabilizzata su questo terreno” ha sottolineato Majorino nell’annunciare i primi nomi della squadra di governo regionale se vincerà le elezioni.  

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Inter, distrazione alla coscia destra per Correa

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(Adnkronos) – “Joaquin Correa si è sottoposto quest’oggi (lunedì 6 febbraio, ndr.) a esami clinico-strumentali, presso l’Istituto Humanitas di Rozzano”. Così l’Inter in merito all’esito degli accertamenti a cui si è sottoposto Joaquin Correa, ai box per un problema muscolare che l’ha costretto a saltare il derby. Il giocatore salterà sicuramente Sampdoria-Inter del 13 febbraio, da valutare i tempi di recupero. “Gli accertamenti hanno evidenziato una distrazione del muscolo semimembranoso della coscia destra. Le sue condizioni saranno rivalutate la prossima settimana”.  

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Delmastro-Donzelli, opposizioni puntano a mozione censura unitaria

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(Adnkronos) – No a procedere in ordine sparso. Sul caso Delmastro-Donzelli le opposizioni puntano ad andare avanti compatte, presentando una mozione di censura unica che porti la firma di tutti, anche in ordine alfabetico, perché non ci sia la corsa a chi arriva prima. Tutti insieme, questa è la strada da seguire. Per mostrare al governo compattezza e creare, all’interno della maggioranza, “almeno qualche imbarazzo”. Parlando con alcuni esponenti delle opposizioni, l’AdnKronos ricostruisce il retroscena della questione mozioni che li ha visti fare quadrato attorno al Pd. 

Inizialmente, a quanto si apprende, c’era da capire se procedere con una mozione di sfiducia o con una mozione di censura; compreso poi che la strada percorribile era solo la seconda, la richiesta avanzata da più esponenti dell’opposizione è stata di far prevalere l’unità, di intenti e tempi, anche se poi qualche balzo in avanti c’è stato ed è targato M5S, che ha anticipato i tempi (“bruciato i tempi”, secondo alcuni) della propria mozione. Questo, però, “non precluderà l’intento e le mozioni credo che diventeranno una sola, ci sono le condizioni perché questo avvenga”. 

Cosa comporterà la mozione di censura? Si tratta di un atto puramente politico, dovrebbe poi essere il presidente Meloni a chiedere un passo indietro agli interessati, e potrebbe giocarsi la carta di togliere le deleghe al Dap a Delmastro. “E’ una possibilità”, dicono. “Ma vogliamo almeno creare un qualche imbarazzo nella maggioranza, essendo le mozioni di censura solitamente a voto segreto o voto elettronico segreto, riguardando valutazioni sulle persone”.  

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Messina Denaro, autista del boss rinuncia a istanza scarcerazione

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(Adnkronos) – Ha rinunciato alla istanza di scarcerazione, Giovanni Luppino, l’autista del boss Matteo Messina Denaro, arrestato con il capomafia lo scorso 16 gennaio. Luppino che non ha presentato il ricorso contro la custodia cautelare in carcere, è accusato di procurata inosservanza della pena e favoreggiamento aggravati dall’avere agevolato la mafia. Oggi era prevista l’udienza al Tribunale del Riesame.  

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