Quirinale, Letta: “Berlusconi divisivo. Serve patto di legislatura”


“Nella decisione del centrodestra c’è un primo punto assolutamente chiaro, non c’è nessun diritto di precedenza che il centrodestra può vantare per indicare il presidente della Repubblica”. Lo ha detto Enrico Letta alla Direzione e ai gruppi del Pd. 

“Si è confuso un atto rispettoso delle istituzioni con l’idea che ci siano i numeri e un diritto di prelazione del centrodestra, non c’è, i numero non lo assegnano”, ha spiegato il segretario del Pd aggiungendo: “E’ profondamente sbagliata la logica dello scoiattolo, cercare voto per voto, nella dinamiche che il Paese sta vivendo”.  

“In tanti ci chiedono di mettere in campo ora un nostro nome. Ma mettere in campo nomi significa bruciarli, essere oggetto di veti. Non è questo il nostro atteggiamento. Abbiamo intenzione di muoverci in direzione costruttiva, positiva, per un nome in scia con lo straordinario settennato di Mattarella” ha sottolineato Letta. 

Al Quirinale serve “una figura istituzionale di garanzia, super partes, non un capo politico, divisivo, ma una figura di unità” ha rimarcato il leader dem. 

“Quella del centrodestra è una scelta profondamente sbagliata – ha scandito – quella di candidare il capo politico più divisivo che possa esserci. Ogni capo politico è divisivo, ma quando pensiamo a Silvio Berlusconi e la storia di questi ultimi 25 anni è difficile pensare a un capo politico più divisivo di lui”.  

“Bisogna eleggere un presidente che domani, svolte le elezioni nel 2023, possa dare l’incarico di governo a chiunque abbia vinto le elezioni politiche. Una condizione di normalità del sistema che parte dalla scelta oggi di una personalità che sia effettivamente la personalità istituzionale super partes”, ha spiegato il segretario del Pd.  

“La mia iniziativa – ha detto Letta – è per un patto di legislatura che consenta al Paese di completare la legislatura nel tempo naturale, con il voto nella primavera del 2023, sull’elezione di un presidente della Repubblica super partes, di garanzia per tutti e la scelta forte di dare energia perché nei prossimi 14 mesi siano realizzate le riforme per una buona politica, che è possibile. Ognuno faccia una scelta di coraggio e generosità che verrà ripagato dagli italiani, ognuno esca da steccati e fortilizi”. 

“La mia proposta – ha aggiunto – è rivolta a chi ieri ha chiuso le porte al dialogo, una scelta sbagliata. Vogliamo riaprire quelle porte e quel dialogo per il bene del Paese”. 

“Se le prime tre votazioni saranno senza accordo dobbiamo fare una scelta, insieme ai nostri alleati, se andremo votando scheda bianca o tutti insieme convergere su un nome – ha affermato ancora – E poi come comportarci se il centrodestra continuerà in questa scelta, sbagliata, di puntare su Berlusconi”. 

“Proteggere la figura di Mario Draghi è fondamentale per la forza del nostro Paese – ha poi sottolineato il leader dem – Ho l’impressione che si giochi come se potessimo permetterci di non avere, come stella polare che il Paese deve avere, la carta fondamentale della credibilità di Draghi”. E “la continuità dell’azione di governo per noi è la priorità. C’è la necessità di avere alcuni punti fermi fondamentali, primo la lotta all pandemia e allo stesso tempo il Pnrr. Il Paese non può permettersi elezioni anticipate o uno stop”. 

La Direzione e i gruppi parlamentari del Pd hanno votato all’unanimità la proposta del segretario Letta di avere una delega, insieme alle capogruppo Serracchiani e Malpezzi, a seguire i passaggi dell’elezione del presidente della Repubblica.  

Al termine della riunione di stamattina è stato, infatti, approvato all’unanimità un dispositivo in cui si legge: “La Direzione approva la relazione e le conclusioni del Segretario e gli affida il mandato, unitamente alle Presidenti dei Gruppi parlamentari di Camera e Senato, di seguire le trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica”. 

“Il Pd ritiene che sia necessario individuare una figura di alto profilo istituzionale, che rappresenti indiscutibilmente i valori dell’unità della Nazione, e quindi non di parte – prosegue il documento -. A tal fine occorre giungere rapidamente a una scelta condivisa dall’arco di forze parlamentari più ampio possibile, a partire da quelle dell’attuale maggioranza. Al contempo, la perdurante emergenza pandemica e la necessità di attuare con puntualità il Pnrr richiedono che siano comunque garantite stabilità nell’azione di governo e una conclusione ordinata, e nei tempi ordinari, della legislatura”.  

 

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