Quagliariello: “Con il 2×1000 per M5s stop a velleità antisistema”


“Il fatto che i 5Stelle abbiano aperto un confronto se ‘convertirsi’ o meno al 2×1000, la ritengo una buona notizia. E’ come se il M5s abbia messo definitivamente da parte le residue velleità anti sistemiche della prima ora”. Lo ha detto all’Adnkronos il senatore di Ci, Gaetano Quagliariello, intervenendo sul dibattito interno al M5s, che si sta interrogando se accedere al finanziamento dei partiti politici, tramite il contributo volontario dei cittadini, derivante dal gettito Irpef.  

Quagliariello, da ministro per le Riforme Costituzionali del governo Letta, fu l’autore delle norme che nel 2013 intervennero dopo l’abolizione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, che fu la conseguenza della pressione esercitata sul Parlamento e sull’opinione pubblica proprio dal M5s. Ora, se i 5Stelle decidessero di usufruire del 2×1000, “diventerebbero un partito come tutti gli altri, verrebbe meno la loro dichiarata diversità e tramonterebbe definitivamente quel ‘sovversivismo antistatale’ con cui si presentarono. Il fatto che ci sia qualcuno che si ‘converta’ e venga dalla parte del sistema mi sembra una buona notizia”, ha commentato Quagliariello. 

“Lo Stato – ha continuato il senatore di Ci, spiegando quale fu la filosofia della legge – ha un interesse a sostenere i partiti come cinghia di trasmissione della rappresentanza tra la società civile e le istituzioni. E’ evidente che se lo Stato, direttamente o indirettamente, finanzia i partiti, i partiti devono rispettare i principi costituzionali e attenersi precisi requisiti giuridici. Tutto questo senza ledere l’autonomia interna dei partiti stessi”.  

“Da un punto di vista generale – ha detto ancora il senatore di Coraggio Italia – un partito non è obbligato a osservare certi principi. Tuttavia se decide di non rispettarli non può accedere a quegli strumenti che lo stato mette a disposizione”.  

“I requisiti di cui parlo devono essere sanciti nero su bianco nello statuto del partito e la legge prevede che un’apposita Commissione verifichi la sussistenza e l’osservanza dei requisiti”, come il rispetto del metodo democratico nella vita interna, il numero e la composizione degli organismi deliberativi, la cadenza dei congressi, i diritti e i doveri degli iscritti, la garanzia per le minoranze eccetera eccetera”.  

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