Proteste no Green Pass, in 500 al presidio a Milano


Proteste no Green Pass a Milano, è allerta nella città. Si allarga il presidio dei no-green pass all’Arco della Pace di Milano con l’arrivo del gruppo di manifestanti che si era radunato alla Statale e in Piazza Fontana. Almeno 400 persone, per lo più studenti, al grido di “no green pass” e “libertà” si sono uniti al centinaio di cittadini e dipendenti Atm già presenti all’Arco. “Siamo in guerra”, “siamo nelle mani di Trieste”, “siamo in dittatura”, sono i temi forti della protesta contro il green pass, che si mescola a quella contro il vaccino anti-Covid, “il siero di Stato”, l’ago delle multinazionali”. Ci sono striscioni contro la Cgil e di solidarietà ai portuali di Trieste, protagonisti della giornata di presidi contro la certificazione verde.  

Al presidio di Milano c’è stato anche un breve momento di tensione quando è stato fatto circolare un volantino con gli articoli della Costituzione tra cui il 52, sulla difesa della Patria. Una signora si è alterata definendo “fascisti” gli organizzatori del presidio ed è stata allontanata. Per il resto, con la polizia e gli agenti della Digos a breve distanza, la manifestazione si sta svolgendo in modo pacifico.  

La prima prova del Green Pass sembra, invece, superata in tribunale a Milano: gli ingressi di magistrati e personale amministrativo a cui viene controllato il certificato verde procede senza intoppi. Lo stesso può dirsi anche per i varchi da cui accedono avvocati, consulenti e testimoni. Il primo giorno dell’obbligo del Green Pass sembra non creare problematiche. Notevole la presenza di polizia e carabinieri pronta a intervenire se i manifestanti dovessero provare a entrare nel Palazzo di giustizia.
 

“Ho presentato il foglio dello sciopero e ora sono qui a manifestare in modo pacifico, senza nessuna vergogna. Per cinque giorni sciopero e poi morirò di fame: mi prenderò anche dello stupido e dell’ignorante ma per me la dignità dei lavoratori vale di più di uno stipendio”. A parlare è Antonio Parisi che lavora in una cooperativa a servizio della grande distribuzione. L’uomo, con “un mutuo, un bambino e una famiglia” ha preso parte al presidio davanti al tribunale di Milano. “Non ho il Green Pass e conosco molte persone vaccinate che oggi non si sono presentate sul posto di lavoro. Il green pass è anticostituzionale, ne chiedo la revoca per andare a lavoro, al cinema o al teatro. I portuali di Trieste sono un esempio lampante di unità d’Italia, un esempio di unità dei lavoratori, stanno facendo un lavoro sindacale”, spiega il lavoratore secondo il quale non fornire tamponi gratuiti per andare a lavoro “è uno scempio”. “L’Italia è l’unico paese in questo momento che ha questa normativa criminale”, conclude. 

 

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