Pride 2021, in piazza per i diritti e ddl Zan – Video


Al via il Pride da Piazza Vittorio a Roma. Il corteo è stato organizzato dall’associazione Roma Pride, che comprende tante realtà tra le quali Famiglie arcobaleno, Circolo Mario Mieli, Agedo e Libellula. Bandiere arcobaleno, mascherine rainbow e una folla che chiede a gran voce il riconoscimento dei propri diritti e l’approvazione immediata del Ddl Zan. Tra i movimenti più attivi quello delle “Famiglie Arcobaleno”.  

“Siamo finalmente qui – dichiara un rappresentate del movimento all’AdnKronos -. Dopo due anni si ritorna al Pride in piazza. Questo è un momento particolare perché noi, come movimento, chiediamo l’approvazione immediata del Ddl Zan. Per noi di Famiglie Arcobaleno è fondamentale che si riparli della situazione dei nostri figli, e chiediamo il riconoscimento dei nostri figli alla nascita. Noi siamo genitori in coppia gay o lesbiche e molto spesso solo uno è il genitore legale, e l’altro non viene riconosciuto. Chiediamo che i nostri figli abbiano due genitori pienamente riconosciuti”. 

“Basta col gender, basta vergogne, omofobi fascisti tornate nelle fogne” lo slogan intonato a gran voce dai partecipanti al Pride di Roma. Sullo striscione di testa esposto dai manifestanti la scritta ‘Basta ribassi – Legge Zan subito’ (VIDEO).
 

In piazza anche a Milano. “E’ una manifestazione bellissima, una piazza piena di giovani e giovanissimi che chiedono finalmente all’Italia che venga riconosciuta la libertà di tutti i cittadini” dice Alessandro Zan, relatore della legge contro l’omotransfobia. 

“Noi siamo un paese dell’Unione europea che ancora non si è dotato di una legge contro i crimini di odio. Questo è molto grave. Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo. Come ha fatto notare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale cioè solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza”, aggiunge. 

“L’Italia deve decidere se stare con i paesi più avanzati che tutelano i propri cittadini o scivolare rovinosamente verso quei paesi come l’Ungheria e la Polonia che stanno smantellando le libertà individuali e democratiche. L’Italia deve decidere di stare dalla parte dei diritti e non dalla parte delle discriminazioni”, chiosa Zan. 

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