Presidente armeno: “Italia seconda casa, grande rispetto per Mattarella e Draghi”


”L’Italia per me è una seconda casa”, un Paese nel quale ”potrei vivere se decidessi di vivere fuori dall’Armenia per un po’ di tempo”. Magari ”a Bologna, per la sua università, la sua meravigliosa biblioteca”. Perché è una città piena di giovani e ”dai giovani c’è sempre da imparare”. Così il presidente dell’Armenia Armen Sarkissian parla ad Adnkronos del suo amore per il nostro Paese, che conosce ”abbastanza bene” per esserci stato ”diverse volte negli anni”. ”Ho un grande rispetto per il presidente Mattarella”, che è ”un uomo molto saggio, accorto, onesto, con grande esperienza e grande umanità. Mi piace molto”. Sarkissian ha quindi ricordato di aver avuto Mattarella ospite in Armenia nel 2018, prima volta di un presidente italiano nel Paese, e spera di poterlo ricevere spesso e quando vorrà, di nuovo, a Yerevan. Il presidente armeno ha quindi espresso ”grande rispetto per il primo ministro Draghi” che ”è un grande professionista”. Grazie a loro, ha aggiunto il presidente armeno, i rapporti tra l’Italia e l’Armenia sono ”eccellenti a livello di leadership”. 

Italia e Armenia sono due Paesi che hanno ”molte cose in comune”, ma che ”possono fare molto meglio” in ”qualsiasi campo e direzione”, ha proseguito Sarkissian citando in particolare l’ambito imprenditoriale. Yerevan fa parte dell’Unione economica eurasiatica guidata da Mosca, ricorda Sarkissian, spiegando che ”se registri la tua società in Armenia puoi vendere i tuoi prodotti in Russia”. Una strategia utile alle ”aziende italiane che hanno perso molto nel mercato russo in seguito alle sanzioni in atto, soprattutto nel mercato alimentare”. E che quindi potrebbero ”produrre pasta in Armenia e venderla in Russa”, ad esempio. ”Se fossi un imprenditore italiano preferirei l’Armenia alla Russia”, ha aggiunto. 

Sugli aspetti in comune tra l’Italia e l’Armenia, che ha ”una cultura molto europea”, ci sono aspetti che riguardano ”la famiglia e il modo di gestire gli affari. Che spesso sono correlati, con grandi aziende familiari”. Italiani e armeni, prosegue Sarkissian, sono entrambi popoli di ”grandi lavoratori” e ”siamo una famiglia globale, gli italiani vivono ovunque, nel mondo, dall’Argentina a New York fino a Londra, così come gli armeni”. Italiani e armeni, aggiunge, condividono anche ”il modo in cui comprendiamo il valore della bellezza, della conoscenza” e ”amiamo il cibo”. 

Anche durante la guerra del Nagorno-Karabakh ”ho sentito la preoccupazione di molti amici italiani, ma parlando in generale non sono stato contento del comportamento di molte istituzioni internazionali e organizzazioni come la Ue”. Sarkissian ha detto che ”la Ue non ha fatto molto, se non fare appello alle parti a mettere fine alle ostilità”, mentre ”l’America era troppo occupata con le loro elezioni” e ”la Nato non ha fatto nulla quando il loro stato membro, la Turchia, ha attaccato l’Armenia”. Il perché ”resta una domanda senza risposta”, aggiunge. 

Ora ”l’Azerbaigian ha vinto la guerra e penso che ora abbia la possibilità, più di quanta ne abbia l’Armenia, di fare compromessi e di costruire relazioni stabili con l’Armenia”. Per Sarkissian ”loro hanno vinto la guerra ed è a loro la scelta di lavorare per una pace stabile nella regione”. Secondo il presidente l’Armenia nel 1994 era il vincitore della prima guerra, ma purtroppo non è riuscita a trasformare la sua vittoria in una pace stabile e duratura. In ogni caso, dice, ”c’è sempre una possibilità di dialogo” e con l’Azerbaigian è ora in corso ”un dialogo indiretto attraverso la Russia. Dove ci porterà, lo vedremo”. Intanto ha augurato ”buona fortuna” al suo primo ministro Nikol Pashinyan, che nei giorni scorsi ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Al centro dei colloqui, ”i progressi nell’adempimento dellе dichiarazioni tra i leader russo, armeno e azerbaigiano sul Nagorno-Karabakh del 9 novembre 2020 e dell’11 gennaio 2021, oltre a ulteriori iniziative per garantire stabilità e stringere legami economici nella Regione”, come si legge in una nota diffusa dal Cremlino. 

Sarkissian conclude con una ”formula per restare giovani, è molto semplice: non smettere di imparare”. E questo ”dipende da te”. Di qui la decisione di tenere in Armenia il Summit of Minds, la cui terza edizione si terrà il 23 e 24 ottobre a Yerevan. ”Duecento persone da cui imparare molto, un’occasione per parlare e discutere”, ha detto Sarkissian. 

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