Ponte Genova, Genovesi (Fillea Cgil): ‘Lavoratori per primi sentivano importanza ricostruzione’


“Abbiamo molto creduto nella ricostruzione del Ponte di Genova anche per il valore simbolico, oltre che pratico, di quell’infrastruttura, tant’è che noi riuscimmo, anche grazie alla grande qualità dei lavoratori, a mantenere la produzione anche nei periodi peggiori del Covid: con tutte le attenzioni, le norme di sicurezza e il distanziamento, di fatto quell’opera non si è mai fermata. I lavoratori per primi sentivano l’importanza di un messaggio di speranza al Paese”. Così Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, ricorda con Adnkronos/Labitalia l’impegno per la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova.  

“Ad un anno di distanza -prosegue il leader degli edili Cgil- vediamo quell’esperienza come positiva, ma che non va enfatizzata: non è un modello, perché non è replicabile per una serie di ragioni evidenti. Intanto, essendo una ricostruzione, non necessitava di tutte le autorizzazioni, poi la parte di progettazione ci fu donata in maniera generosa da Renzo Piano, e poi perché c’erano imprese di Stato. E’ stata sicuramente un’esperienza importante, ma non replicabile. Tanto è vero che la legge 120/2020, quella in cui sono stati nominati i commissari per le altre opere, non applica il ‘modello Genova’”. 

“Ad un anno da Genova però -aggiunge Genovesi- con 103 opere commissariate, la riflessione è che noi ci auguriamo presto di diventare un Paese normale, che nomina i commissari solo per gli eventi imprevedibili, come il terremoto o come appunto il drammatico crollo del Ponte di Genova. Ma non per le opere ordinarie, che si fanno -conclude-con le norme e le procedure ordinarie”. 

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